giovedì, 4 Marzo 2021
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La mulatta. Il riscatto di Corrado Leoni

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La mulatta. Il riscatto di Corrado Leoni

La mulatta. Il riscatto di Corrado Leoni, l’ultimo romanzo dello scrittore trentino.

La mulatta. Il riscatto di Corrado Leoni, il dramma dell’immigrazione e il dovere della solidarietà

Don Giuseppe è un sacerdote che ama l’ascolto e il confronto, un idealista che crede nel dialogo tra gli individui e nell’applicazione concreta dei principi cristiani più che nel dogmatismo cieco.
L’incontro con Aida, una giovane di origine etiope in difficoltà, si rivela per lui un’esperienza importante dal punto di vista spirituale e umano.
La storia personale della ragazza e i ricordi della sua famiglia, si intrecciano con la lettura del diario del nonno di don Giuseppe, che aveva annotato la sua drammatica esperienza durante la campagna d’Africa e che al suo ritorno in Patria sceglie di diventare partigiano.
Quello che all’inizio si configura come un gesto di solidarietà, per il giovane prete diventa un’occasione di riflessione non solo sulla natura umana, ma anche sulle ombre della vergognosa politica coloniale italiana durante il regime fascista.
Il romanzo narra l’avventura di una giovane Etiope, la quale viene in Italia dietro la promessa di un lavoro dignitoso, motivata anche dalla speranza e dal desiderio di incontrare parenti del suo bisnonno, un Italiano che ha partecipato alla guerra in Etiopia 1935-1936. Trova una realtà ben diversa e finisce sulla strada, dove una sera viene soccorsa zoppicante proprio da don Giuseppe.
Aida, consigliata dal prete e assistita dal suo amico lo psicologo Michele, riesce a ricongiungersi con la figlia e a riscattare la sua esistenza.

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I
La banda musicale precede la processione.
Il solleone riscalda la massicciata in marmo del sagrato della chiesa che riflette i raggi tanto da accecare gli occhi.
La porta della chiesa è aperta per accogliere i fedeli, che giungono asfissiati dal calore del tardo pomeriggio: chi uscito da poco da casa per assistere alla santa messa e altri provenienti dal mare dopo una giornata passata tra acqua e ombrellone: tutti si affrettano ad entrare nell’edificio sacro, che riverbera una freschezza desiderata, data della differenza di temperatura tra l’esterno e l’interno refrigerato dal pavimento in marmo, dai muri di sasso e dalle fredde colonne.
I due celebranti stavano iniziando la funzione, quando
un leggero mormorio si diffuse dal fondo dell’edificio sacro, subito soffocato dal canto d’ingresso. Un girarsi curioso verso l’avanzare di una donna con una bambina a fianco.
Vestita in modo leggero, più da spiaggia che da funzione religiosa, un colore della pelle castano diverso dall’abbronzatura da sole, un procedere leggero, un portamento disinvolto, ma non sfacciato, un sorriso serafico accompagnavano il suo procedere mano nella mano con una bambina felice di stare al fianco di quella che appariva come sua madre.
C’è chi mormora sconcertato per l’abbigliamento della donna, chi volge altrove lo sguardo per non cadere in tentazione, donne pie chinano il capo volte ad un raccoglimento senza commenti vocali, a trasformare la meraviglia per tanta giovane bellezza in ipocrita invidia.
I maschi guardavano imbarazzati; alcuni toglievano subito lo sguardo da quell’essere tentatore, altri si meravigliavano per tanto splendore, alcuni si soffermavano ad ammirare cogliendo nel fisico un soffuso piacere per tanta visione.
Le due creature si accostarono disinvolte a un banco e si sedettero una accanto all’altra quasi trascurando il procedere del cerimoniale, che prevedeva momenti diversi per inginocchiarsi, per sedersi, per stare in piedi.
La madre suggerì all’orecchio della bambina parole che suscitavano in lei un sorriso smagliante e cenni di approvazione con il capo.
Ora in silenzio volgevano lo sguardo all’altare, mezzo nascosto da una robusta colonna di marmo.
Seguivano la funzione con attenzione e partecipazione: recitavano con gli altri fedeli i versetti delle preghiere e al Gloria si alzarono in piedi per ritornare sedute durante le letture e la predica.
Erano in sintonia con la comunità orante.
La donna di tanto in tanto volgeva uno sguardo affettuoso versa la bambina, che educatamente rispondeva con un cenno del capo coperto di biondi capelli.
Sembravano a loro agio in quel tempio sacro quasi fosse casa loro.
La donna nella sua formosità diffondeva attorno a sé un fascino, a cui non era possibile sottrarsi e chi seguiva la funzione alle sue spalle non poteva che ammirane la bellezza e la spontanea devozione.
Pregava e si muoveva con un’ingenuità disarmante, ogni suo gesto faceva risaltare un volto olivastro lucente come una statua di marmo appena levigato; un collo proporzionato e tornito, il corpo tutt’altro che esile trasmetteva forza e giovinezza.
Una leggera camicetta le copriva le spalle e la trasparenza del tessuto risaltava un seno turgido e prosperoso sfacciatamente senza il supporto di un reggiseno.
La camicetta l’adornava appena fin sotto l’ombelico e calzoncini bianchi risaltavano, fino a renderlo marmoreo, il fondoschiena, da cui discendevano due gambe color cioccolato tornite come il corpo di un’atleta nuotatrice.
Ai piedi un paio di sandali da spiaggia rendevano umana la sua figura.
Un signore si alzò per allontanarsi dal suo fianco, facendo un cenno di scusa motivato da posti vuoti nella navata della chiesa, seguito dalla moglie che più onestamente esprimeva dal volto una smorfia di disagio.
Lei accolse serafica il movimento dei due benpensanti e si chinò sulla bambina quasi a chiedere coraggio e conforto.
Come risposta ottenne un largo sorriso e un bacio sulla guancia.
Alla recita del Padre nostro allargò le braccia esaltando ancor più le forme del suo corpo a ricordare il fascino di un Cristo in croce.
Venne il momento della comunione e molti astanti sciamarono verso la navata centrale, mettendosi in fila indiana su due lati e lentamente si accostavano a ricevere il corpo di Cristo.
Mentre tornavano al loro posto a lato delle due file, in coda ad una di esse non poterono non notare la donna marcatamente diversa da tutti gli altri fedeli per bellezza e sfacciataggine. Anche con il Cristo in bocca non si sentivano di approvare la sfrontatezza di chi si accostava alla comunione con apparenze da donna da strada, senza pudore.
Ma l’ostia in bocca o appena deglutita non lasciava spazio ad altre valutazioni e ogni giudizio veniva troncato sul nascere: “Non giudicate e non sarete giudicati!” almeno ora mentre ci si nutriva del corpo di Cristo.
La giovane si era accostata alla comunione come ultima fedele.
La bambina era rimasta educatamente seduta e seguiva sorridente la madre che si dirigeva verso il giovane prete.
Imbarazzo?
No!
Un sorriso confidenziale accolse la comunicanda e una voce dolce pronunciò le misteriose parole “il corpo di Cristo”, mentre una mano ferma depositava l’ostia nelle mani congiunte a forma di coppa della donna, che, assorta in un atteggiamento mistico e ispirato, deponeva sulla sua lingua la particola consacrata.
Indugiò per pochi secondi davanti al giovane prete, si inchinò e tornò con passo sicuro e fiero dalla sua bambina.
Le si accostò, la accarezzò, le suggerì parole all’orecchio, a cui seguì un repentino abbraccio.
Sembravano in una comunione simbiotica.
La messa volse al termine e le due donne così differenti nell’aspetto esteriore, una bionda con carnagione chiara e l’altra con capelli scuri e carnagione ambrata, lasciarono il banco e si diressero verso l’uscita, ora seguite da sguardi di meraviglia e di sollievo.
Si tuffarono nella calura estiva e, a differenza dei comuni mortali, sembravano bearsi come in un bagno accogliente e rigenerante.

La mulatta. Il riscatto
di Corrado Leoni
Copertina flessibile: 206 pagine
Editore: Kimerik (17 settembre 2020)

Corrado Leoni
Corrado Leoni

Corrado Leoni nasce a Dro (TN) il 25 settembre 1942. Frequenta il Liceo classico e si diploma a Trento. Lavora in Germania presso la VDO-Siemens, dove viene eletto nel Consiglio di fabbrica. In Italia negli anni Settanta lavora presso l’ENAIP nella formazione professionale a Trento e diventa Direttore ENAIP a Francoforte sul Meno per la formazione professionale degli emigrati italiani. Si laurea in Economia politica presso la Facoltà di Economia e Commercio di Trento con la tesi Sviluppo economico della Repubblica Federale Tedesca 1950-1978. Entra di ruolo con concorso ordinario nelle Scuole Superiori della provincia di Genova per l’insegnamento di Economia aziendale, che svolge negli Istituti Tecnici Commerciali di Genova, di Chiavari, di Rapallo.
Dal 2002 vive a Casola in Lunigiana MS, comune di nascita della moglie Reana.
Promuove e diventa Presidente dal 2003 al 2010 della pro loco di Casola in Lunigiana MS; è curatore del libro Le Pievi Romaniche in Lunigiana, scritto da Franco Rampone e stampato dalla pro loco 2005.
Collabora con Emanuele Leoni e Florian Tudor nella stesura del volume Introduzione alla grammatica italiana in sette passi e mezzo corso pratico in lingua italiana e rumena rivolto ai Rumeni che desiderano imparare i fondamenti della lingua italiana., Editura Craiova 2008.
Ha scritto i romanzi Nane (2010), Migrare (2011), Il prete e il diavolo (2012/13), editi dalla Maremmi editore. Con Europa Edizioni nel 2014 ha pubblicato Il cavaliere senza cavallo.
Collabora con il settimanale Il Corriere Apuano.
Ha pubblicato con la Casa Editrice Kimerik nel 2015 il romanzo Donna Luigia. Profuga e partigiana e a gennaio 2016 La miseria del Sindacato Italiano – Dialogo tra nonno e nipote.

23 Commenti

  1. tra i 5 libri che mi avete proposto,questo e’ davvero il mio preferito.
    una storia bellissima di cui vorrei conoscere il finale…..
    un applauso all’autore….
    Anna

  2. Il mio voto per 5 libri nei mari del web.
    Un’anteprima che rapisce, ricca di dettagli che ti trascinano nella scena e te la fanno vivere in prima persona! Uno stile di scrittura che mi piace molto e mi invoglia ad andare avanti e scoprire tutto della storia.
    Un tema infelice e attuale, che stimola l’emotività del lettore coinvolgendolo empaticamente e che fa riflettere sull’umano e l’umanità.
    Un libro che leggerei volentieri.

  3. storia purtroppo attuale, del nostro tempo.
    Aida, emarginata anche in chiesa.
    li’, proprio dove tutti siamo uguali per il Padre Nostro.
    immagino una vita impensabile, come raccontano le “schiave del sesso” nella mia citta’.
    vorrei tanto che finisse bene questa storia,mister Leoni. un abbraccio

  4. Il mio voto per questo libro per 5 LIBRI NEI MARI DEL WEB

    Motivazione personale:
    Una storia purtroppo ancora molto attuale dove religione, amore, uguaglianza e solidarietà sono messi in discussione in un mondo in cui dovrebbero essere principi fondamentali alla base della società ormai consolidati.
    La copertina è davvero molto bella, si evince chiaramente il lavoro che c’è dietro.
    Complimenti!

  5. “La mulatta” – Copertina enigmatica, ha un aspetto naiv e nello stesso tempo misterioso nei suoi colori soffusi ma quel rametto di ulivo mi aggancia alla realtà. Il titolo mi dice di cosa vado a leggere. E il tema mi piace. Leggo l’incipit. Con toni soffusi e pacati mi fa vedere una scena reale, anche nel racconto delle emozioni dei personaggi. Io sono li, in mezzo a loro, in un angolo quasi nascosto della chiesa e …mi godo la scena e le emozioni. E mi commuovo …in quella manina bionda stretta a quella più scura della mamma così bella. Il mio voto per questo libro per 5 Libri nei mari del web.

  6. Il mio voto per questo libro per 5 libri nei mari del web
    Purtroppo queste storie di vita sono ancora attuali e non nego il mio desiderio di poter leggere il libro. Sono sicura di divorarlo fino all’ultima pagina!

  7. Sono sempre stata affascinata dalle storie di migranti. Forse per le mie origini, forse per il dibattito acceso, sulla migrazione, che non prende mai in considerazione questa faccia della medaglia.
    Probabilmente dovremmo leggere tutti più libri come questi, infatti spero di riceverlo.

  8. Sicuramente interessante, quando l’incipit è intrigante il resto non delude. Una storia sicuramente toccante, sarei contenta di leggere il resto.

  9. Il mio voto per questo libro per i 5 libri nel Mare del Web scelgo di votare questo libro,per il doloroso argomento che affligge il modo,era uno dei libri che speravo di ricevere…per poterlo leggere,ma non sono stata scelta ma a mio parere merita

  10. l’anteprima mi ha stupito , una storia molto toccante ma allo stesso tempo di rivalsa verso la vita , mi piacerebbe leggerlo completamente

  11. Romanzo interessante che racconta una realtà purtroppo attuale, affronta un tema doloroso ma non per questo ignorabile. Sicuramente mi piacerebbe leggere questo libro per poi fare una riflessione personale sul tema, così importante e molto spesso trascurato.

  12. Mi interessano le storie come questa: storie di vita nelle quali il presente si intreccia con il passato. In questo caso la protagonista è una ragazza che dall’Africa arriva in Italia alla ricerca di una vita migliore, ma non sempre la realtà appare come ci si aspetta… Mi piacerebbe leggere tutta la storia di Aida…

  13. Sembra una storia purtroppo ancora molto attuale. Il parroco si chiama come il mio, alcune sensazioni sono le st3sse che da cattolica praticante intuisco spesso tra i banchi della Chiesa, dove amore, uguaglianza e solidarietà dovrebbero essere i sentimenti principali e invece spesso sono gli ultimi a venire a galla.
    Sono incuriosita molto da proseguo. Spero di riceverne copia. Grazie all’autore per le emozioni.

  14. Mi affascina molto l’idea di poter leggere la prospettiva della giovane etiope. Sono molto attratta dall’intreccio. Sono sicura che ci siano riferimenti storici precisi e desidero leggerlo.

  15. La guerra è sempre una pagina buia per tutto il genere umano, raccontare fatti accaduti che si intrecciano con il presente è un tenere vivo la memoria per non dimenticare.La storia di Aida è la storia di molte ragazze ingannate che vengono a cercare una vita migliore ma quante di loro ci riescono?Un tema delicato che attraversa l’animo di un prete.Complimenti all’autore un libro da leggere Mariliana

  16. Sono i miei preferiti, i libri che inducono alla riflessione. Dall’anteprima si intuisce che questo racconto debba offrirci più di uno spunto, sia per il tema trattato che per i soggetti coinvolti.
    Mi piacerebbe, senza dubbio, poterne continuare la lettura.

  17. Leggendo l’anteprima mi sono sentita soffocare dall’afa e dalle occhiate dei penpensanti che partecipano alla messa. Mi sono seduta ad un banco ed ho osservato divertita e delusa le facce invidiose delle donne presenti davanti a tanta bellezza. Ho provato tenerezza per la mamma e la sua bambina, colpita dall’affetto che si percepisce tra le due. Complimenti all’autore che con pochi tratti di penna ci fa immergere direttamente nella storia. Purtroppo, l’esperienza coloniale italiana secondo me è una macchia nella nostra storia, e attraverso questo libro vorrei avere l’occasione per approfondirne la conoscenza.

  18. Gentil Cristina. La ringrazio per il suo commento. Mi permetto di precisare che non si tratta di un prete partigiano, ma di un prete che ha come nonno un aviatore che ha scelto di diventare partigiano. Saluti: l’Autore prof Corrado Leoni.

  19. Un prete partigiano… una ragazza di colore che fugge da una vita che non gli appartiene. Un sogno che può diventare realtà… Insomma quello che, purtroppo tutt’oggi continua ad accadere…

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