domenica, 3 Marzo 2024
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La muta del falco di Giovanni Pulci

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La muta del falco di Giovanni Pulci

La muta del falco di Giovanni Pulci, il nuovo romanzo dello scrittore siciliano

La muta del falco di Giovanni Pulci, un investigatore sui generis e un titolo alla Camilleri per una storia che si annuncia appassionante

Il giovane protagonista di questo romanzo, Melo Laganà, fortemente radicato nella sua isola, Lipari, è un investigatore privato sui generis, colto, malinconico, sognatore, quasi un eroe romantico fuori del tempo. Desta immediatamente la simpatia di chi legge e dispiace vederlo in difficoltà economiche, magari alle prese con banali problemi del quotidiano, come pagare l’affitto regolarmente. È costretto a “emigrare” in un paesino dei Nebrodi, dove preleva un’agenzia di pompe funebri in liquidazione, ma a malincuore, mai avrebbe pensato di lasciare il suo lavoro e la sua amata isola. Sembra quasi una commedia con un incredibile crescendo, perturbante come l’assurdo kafkiano, dove la situazione precipita, fino all’inatteso finale che mozza il fiato al lettore che, fin dalle prime pagine, si identifica con Melo e ne segue i passi, i progressi… e trepida e spera con lui e per lui.

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“… In mille immote forme
sui tetti e sui camini,
sui cippi e nei giardini
dorme.
Tutto d’intorno è pace:
chiuso in un oblìo profondo,
indifferente il mondo
tace.” (Ada Negri)

Tace… dove il tutto è silenzio e la riflessione è riposo sulle rive del brillante e caldo mare di Lipari. La pace in quella parte dell’isola non è mai mancata, neanche nella stagione più piena, quando i turisti impagliettati affollano le più rinomate spiagge eoliane. Un angolo di assoluta quiete quello scelto da Melo Laganà, dove, durante le lunghe pause di lavoro, poteva rilassarsi e leggere un buon libro di poesie.
I pochi ombrelloni, anche per tutto il periodo estivo, erano restii a invadere quella zona, la loro timida ombra lambiva appena la casta battigia della riva alta del lido Acqua Calda, quasi a incontrare le rocce di Punta del Legno nero. Certo è che non disprezzava il turismo sol perché amava stare lontano dai rumori cittadini, ma avere un angolo tutto a servizio della quiete personale, per sguazzare nei propri pensieri, lo rendeva più sereno, assorto, quasi distaccato dal resto del mondo; una sorta di reclusione volontaria dove poter meditare nel silenzio.
Il silenzio, nella sua invisibile forma apparentemente vuota, antidoto che neutralizza l’azione della gazzarra: ch’esso sia il frenetico frastuono dei motori in un gorgo urbano o, l’assordante baccano della musica techno che frantuma il sopore degli appisolati nella calda ora pomeridiana d’estate. Un tuono lontano è parte del silenzio, il lento scorrere delle acque del pendente ruscello o, addirittura, lo scroscio della pioggia. Il silenzio è la chiave del tutto. Riesce ad aprire i pensieri, i ricordi, la fantasia e, nel paradosso, riesce a rompere la solitudine.
… Melo.
Un giovanotto di belle speranze, è il caso di dire: figlio unico, orfano di padre, vive ancora con la madre. Laureato, con licenza di investigatore privato, detto falco pellegrino, per il riferimento alla colorazione dei suoi capelli neri, come la notte fonda, che ricordano il cappuccio dei pellegrini, tipica colorazione di questo falconide. Attaccato alla sua isola come nessuno, combattente ma mai vincitore, spesso portavoce e paladino dei diritti degl’isolani.
Sornione per natura, ama la sua gente e viene amato, affascinato da poeti italiani e della loro poesia.
La giustizia è il suo emblema, detesta gli ipocriti e i ruffiani. Vive la sua vita liberamente, senza vincoli, il tempo per lui è una misura astratta, qualcosa per far girare le lancette dell’orologio. Buongustaio quanto basta, ma raffinato, il giusto per essere annoverato tra i cultori del coniglio in agrodolce, polpette di pesce e gigi eoliani accompagnati dal buon malvasia di Salina.
Chiuse il libro adagio, in modo solenne come fosse un breviario, perdendosi per un’istante tra quei meravigliosi versi e il leggero scroscio delle onde. Lo appoggiò con molta cura sulla stuoia, sotto la sconnessa sdraio sulla quale poltriva, avente i montanti in legno e la tela ricucita in trama bianco/blu, così sbiadita e consumata, al punto da non poter più distinguere i due colori, tanto da sembrare uniformi, con inequivocabili striature di sudore misto a quelle del sale marino.
Un improbabile tettuccio in canne, sostenuto da quattro altrettanti improbabili assi restituite dalla generosità del mare, gli dava quell’apparente frescura che lo spingeva, senza nessuna fatica, nel relax più assoluto, dandogli motivo di sfogo
per esalare un lunghissimo sospiro, stiracchiando gambe e braccia come se fosse uno stoccafisso ad asciugare al sole.
La giornata calda, ma ventilata quanto poteva bastare, gli dava quel piacevole senso di tranquillità che riusciva a gustare a pieno, appagando, senza timor di ripensamento, le interminabili ore del dolce far nulla. Un appagamento che lo portava, a volte, ad assopirsi come un vecchio pensionato davanti al bar dopo una estenuante partita a briscola.
Interruppe il piacevole oblio un suono forzato, innaturale, che nulla aveva a che fare con le liriche poetiche; da lungo tempo ormai aspettava che la suoneria del suo inseparabile cellulare vibrasse le note irrispettose, ma attese, di “Libiamo nei lieti calici” che indicava le infrequenti chiamate di lavoro.
Finalmente qualcuno aveva troncato l’afonia del suo dispositivo telefonico. Il raro evento, che certamente meritava di essere annotato sul calendario, lo fece sobbalzare dal suo lettino come se gli avessero conficcato all’interno dell’orecchio una tromba da stadio. Rispose immediatamente, riappropriandosi, però, della calma che richiede la circostanza, assumendo un tono basso e professionale:
«Pronto, agenzia investigativa. In che cosa posso esserle utile?».
L’interlocutore, che si trovava per sua fortuna dall’altra parte del ricevitore, non era il tanto desiato cliente, ma la signora Concetta, la temibile proprietaria che gli aveva affittato due anni prima il sontuoso monolocale affacciato sul porto per svolgere le proprie funzioni. Un’enorme insegna sul balcone, visibile anche a distanza di abbondanti miglia
nautiche, distingueva l’insolita attività dalle altre per il singolare nome. Un richiamo commerciale di sicuro impatto: “La Fulgida-Agenzia Investigativa”.
Erano sei mesi che la loquace e intraprendente signora non riceveva la pigione, per cui, la suadente e gentile richiesta di onorare il debito fu perentoria, quanto, si fa per dire, conciliante: «Se entro una settimana non porti i soldi, vedrai la tua bella insegna galleggiare fin sotto la sciara di Stromboli!».
Non era la prima volta che riceveva l’invito a saldare l’affitto, l’avrebbe fatto anche volentieri, come si addice a un buon locatario, ma onorare il debito era diventato un traguardo irraggiungibile.
Con quali denari poteva assolvere il suo impegno? In due anni poteva contare i clienti sulle dita delle mani, ne bastava una, a dire il vero, era per questo che le lunghe pause di lavoro le trascorreva nel suo ufficio distaccato sopra la calda sabbia, stare in paese sarebbe stato inutile, anche la poca e rara corrispondenza il postino gliela recapitava direttamente
in spiaggia.

La muta del falco
di Giovanni Pulci
Editore: ‎Robin (6 novembre 2023)
Copertina flessibile: ‎106 pagine

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Vanessa.Dt
11 giorni fa

Un’anteprima veramente intrigante, curiosissima di scoprire di più su Melo Laganà e soprattutto bellissimo questo intreccio con il genere poetico, spero di poter approfondire di più questa lettura!

Giovanni Pulci
Giovanni Pulci
Risposta a  Vanessa.Dt
10 giorni fa

Grazie Vanessa, è un intreccio che si abbina benissimo!

Mariliana
Mariliana
24 giorni fa

Un racconto che mi ha molto colpita per la scrittura accattivante e coinvolgente che ti cattura gia’ dalle prime righe. Il personaggio di Melo ben costruito, rivela un animo gentile e forte in contrasto con il suo lavoro e certamente fuori dai canoni .Mariliana

Giovanni Pulci
Giovanni Pulci
Risposta a  Mariliana
24 giorni fa

Certamente è fuori dai canoni Mariliana, così anche la storia. Ti assicuro che arriverai al finale non senza scossoni che susciteranno molte riflessioni. Grazie, un caro saluto.

Chiara
Chiara
25 giorni fa

Molto accattivante! Un protagonista che desta curiosità ed interesse al pari della storia tutta da scoprire. Una lettura direi piacevole ed intrigante. Senza parlare del titolo che sicuramente ha catturato tutta la mia attenzione e curiosità.

Giovanni Pulci
Giovanni Pulci
Risposta a  Chiara
24 giorni fa

Una storia veramente da scoprire, sorprendente come lo stesso Laganà, con un titolo che si erge e ne fa parte. Ti auguro una buona lettura Chiara. Grazie.

Antonino
Antonino
27 giorni fa

Bello curioso di come andrà a finire. Sicuramente ci sarà un colpo di scena

Giovanni Pulci
Giovanni Pulci
Risposta a  Antonino
27 giorni fa

Ci sarà un colpo di scena Antonino? Val la pena seguire il protagonista passo passo. Buona lettura.

Maria Guidi
28 giorni fa

Bellissima questa anteprima. Adoro le storie che hanno come protagonisti personaggi reali, che non siano i classici eroi “più belli, più bravi, più forti” che, nella vita vera, di rado si incontrano. È molto più facile incontrare persone comuni, con problemi e paure, che combattono contro la varie prove cui la vita li sottopone. Sembra davvero bello.

Giovanni Pulci
Giovanni Pulci
Risposta a  Maria Guidi
27 giorni fa

Tra i vari personaggi che hanno risposto al mio appello, Melo Laganà è quello che mi ha convinto meglio d’altri, rispondendo ad ogni mia singola richiesta, era il mio tipo… l’ho assunto senza battere ciglio. Piacerà anche a te. Buona lettura Maria.

Maria Guidi
Risposta a  Giovanni Pulci
27 giorni fa

Grazie di cuore

Maria Guidi
Risposta a  Giovanni Pulci
3 giorni fa

Oggi è arrivato il libro, una bellissima sorpresa. Grazie di cuore.

Cristina Verde
Cristina Verde
28 giorni fa

In mille immote forme
sui tetti e sui camini,
sui cippi e nei giardini
dorme.
Tutto d’intorno è pace:
chiuso in un oblìo profondo,
indifferente il mondo
tace.” (Ada Negri) Solo leggendo l anteprima sono rimasta affascinata

Giovanni Pulci
Giovanni Pulci
Risposta a  Cristina Verde
27 giorni fa

Melo ama la poesia e non poteva leggere di meglio per sprofondare nella “pace” e nel silenzio. Ada Negri con questa bella poesia mi ha molto ispirato. Serena lettura Cristina.

Fatima
28 giorni fa

Questo è uno dei generi che adoro. Dall’anteprima mi è piaciuto molto il modo di scrivere e di raccontare dell’autore, che coinvolge il lettore già dalle prime righe. Mi ha incuriosita tanto e mi piacerebbe scoprire cosa accadrà a Melo Laganà

Giovanni Pulci
Giovanni Pulci
Risposta a  Fatima
27 giorni fa

Grazie Fatima, quando la scrittura riesce a coinvolgere, vuol dire che il bersaglio è stato centrato. Cosa accadrà a Melo Laganà lo scoprirai… beh, comincia a gustarlo dall’inizio. Un caro saluto.

Maria
Maria
1 mese fa

Come non empatixzare con Melo Lagana’? La sua descrizione in questa breve anteprima mi fa apprezzare il personaggio e mi fa desiderare di conoscerlo meglio. Ho anche molto apprezzato la descrizione del luogo che viene fatta dall’autore. Queste poche righe annunciano un modo di narrare che cattura e conquista i lettori.

Giovanni Pulci
Giovanni Pulci
Risposta a  Maria
27 giorni fa

Dici bene Maria, ci vuole poco a empatizzare con Melo Laganà, è una persona che non veste i panni di super eroe, magari è il tuo dirimpettaio con problemi comuni. I posti che vedrà con i suoi occhi, sono descritti in modo da poterli vedere con lui. Buona continuazione.

Anna Maria Refano
1 mese fa

Proprio in questi giorni sto leggendo un altro libro di Giovanni Pulci – “La luna sul fuoco – e sto apprezzando molto il suo modo di scrivere. É coinvolgente! Ti fa appassionare alla lettura…attrae e trascina… E ho provato la stessa sensazione anche adesso leggendo l’anteprima di questo libro. Mi piace il suo stile…mi piace immedesimarmi nei suoi racconti.

Giovanni Pulci
Giovanni Pulci
Risposta a  Anna Maria Refano
27 giorni fa

Grazie Anna Maria, che tu apprezza i miei libri e il mio modo di narrare è indice di un cammino comune, tra autore da una parte e lettore dall’altra. È un piacevole impegno tra le parti che porta a vivere la stessa sensazione. Ti auguro buona lettura.

Nicole Ciccone
1 mese fa

Amo il genere e amo la Sicilia, ci sono stata tante esteti di seguito. Mi piacerebbe leggerne di più. Complimenti.

Giovanni Pulci
Giovanni Pulci
Risposta a  Nicole Ciccone
28 giorni fa

Grazie Nicole, il genere ti porterà a seguire situazioni che non ti aspetti, se ami anche la Sicilia, vedrai, troverai descrizioni da sentirne i profumi.

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