La pittrice di onde di Monica Stori

La recensione di Nicla Morletti

Un romanzo singolare, ricco di fascino, che racconta la Parigi degli Impressionisti. Un elogio all’autrice per aver riportato fedelmente in uno stile fluido l’atmosfera dell’epoca e per aver ricostruito egregiamente ambientazioni, luoghi e persone.
La protagonista è una donna dagli occhi di giada e dalle labbra di rubino. I colori erano per lei l’aria che respirava, il cibo con cui nutriva corpo e spirito. Viveva a Marsiglia, la città più antica della Francia. Dipingeva i pescatori e amava il mare. Amava le onde di cui riusciva a catturarne l’anima per imprimerla nel suo cuore, insieme al Mistral, vento secco e tempestoso. Una donna che si travestì anche da uomo per poter vincere l’avversione maschile nei confronti di un’artista che, pur essendo brava, aveva la pecca di essere femmina.


LA PITTRICE DI ONDE

di Monica Stori
Edizioni Giuseppe Laterza
Collana Narrativa
2008, 504 p.
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Una pittrice di onde dagli occhi di giada, un mercante d’arte senza scrupoli, un fotografo di grido, un pittore maledetto nella Parigi del barone Hausmann.
Quando l’arte incontra la vita, i sensi spesso ne restano confusi e quelli di Berthe resteranno impigliati fra i colori degli impressionisti che a boulevard des Capucines, esporranno per la prima volta il 15 aprile 1874.
Una storia di seduzione, di pittura, fra controllo e caos, realtà e finzione nelle vie di una Parigi bohémien, animata da artisti, letterati e poeti.
Una donna alla conquista dei suoi sogni e della sua libertà, attraverso l’arte.

Viveva a Marsiglia e amava ritrarre le onde del mare, cercando di catturarne l’istante esatto in cui si gonfiavano prima di vederle divenire nuovamente marea increspata dal vento. I colori erano per lei l’aria che si respira, l’arte l’acqua che disseta e la pittura cibo per il suo giovane corpo odoroso di gelsomino e libertà. Quando un giorno nella sua vita arriva Paul, un mercante d’arte, nulla sarà più come prima. Egli la seduce, la abbandona, ma le lascia in dono anche l’estasi creativa e un segreto. Ella realizza l’opera perfetta, quella che ogni pittore vorrebbe dipingere almeno una volta nella vita. Con quel quadro e una passione infinita per la sua arte, Berthe affronterà Parigi, i suoi sogni e le sue paure. Scoprirà che il caos può convivere accanto all’ordine, ma soprattutto riuscirà ad emergere grazie ad una controllata determinazione, intrighi e una tripla identità. Con il nome di Catherine sedurrà il fotografo Nadar, con quello del cugino Camille entrerà a far parte della bande à Manet, ma è con il suo nome che alla fine trionferà. Sullo sfondo di una città in fermento ella incontrerà Manet, Monet, Degas, Sisley, Renoir. Diventerà amica di Zola e della bella Eva, una pittrice amante della vita e degli acquerelli. Coinvolgerà il giovane tipografo Louis nei suoi piani, ma soprattutto conoscerà la seduzione della mente con Vincent, il pittore maledetto che più di ogni altro riuscirà a penetrare nel suo mondo inviolato.

Monica Stori nasce a Roma nel 1963 e fa il suo esordio nel mondo letterario all’età di sedici anni, pubblicando due favole per bambini all’interno di una raccolta dedicata. In seguito, collabora con Paese Sera e Linus. Dopo aver conseguito una laurea in Lettere Moderne, inizia a lavorare presso la rivista “OROLOGI e non solo”. Esperta di modernariato, collezionismo e orologi d’epoca, collabora con diverse case editrici, fra cui Tourbillon, Edizioni Sondep e Nuova Frontiera dell’Arte per l’edizione italiana del mensile Des Montres. Dal 1994 al 1996 pubblica articoli per Firma, l’house organ del Diners. Nel 2001 partecipa alla stesura dei testi storici per i due pregevoli volumi di “Welcome to Roma Style”. Durante il corso del 2007 ha collaborato alla redazione della “Guida degli orologi”, edita da La Repubblica. Questo è il suo primo romanzo.

 

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