domenica, 6 Dicembre 2020
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La ragazza del treno di Federico Fontana

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La ragazza del treno di Federico Fontana

La ragazza del treno di Federico Fontana, partecipa nuovamente alla Fiera dei Libri on line, sessione autunnale 2020.

La ragazza del treno di Federico Fontana, il viaggio nel mondo delle emozioni

Una trama ben costruita, una narrazione fluida, chiara e scorrevole rendono La ragazza del treno di Federico Fontana un romanzo allettante ed estremamente piacevole, grazie anche ai contenuti e ad uno stile moderno e duttile adatto ai lettori di ogni età.
Fabio, il protagonista, è il figlio del nostro tempo, sotto certi aspetti, con le sue speranze e inquietudini, con le sue certezze e incertezze. Man mano che scorrono le pagine il viaggio di Fabio diviene anche il viaggio del lettore, il viaggio di ciascuno di noi nel mondo degli affetti e delle emozioni. Il bambino che c’è in noi torna alla luce ed illumina la nostra strada nei momenti in cui l’abbiamo smarrita. Questo è il bellissimo messaggio che l’autore ci vuole trasmettere. Se riusciamo a vedere il mondo con gli occhi di un bambino, forse tutto non andrà perduto. E le emozioni scivoleranno in noi leggere, facendoci vedere il lato buono della vita. Un ottimo romanzo scritto egregiamente, un romanzo della memoria e molto di più che catturerà il lettore in una spirale di curiosità ed emozione.
Nicla Morletti

Leggi anteprima di La ragazza del treno di Federico Fontana

Ci sono momenti in cui la vita sembra ristagnare, in cui gli eventi che segnano il nostro cammino sono incanalati verso una direzione già tracciata. Poi un giorno, improvvisamente, può capitare che quel cammino cambia rotta. Un viaggio, un incontro casuale ed eccoci su una nuova strada, sconosciuta e misteriosa e per questo intrigante.
Tutto cominciò un venerdì mattina su un treno diretto a Bologna e che mi avrebbe portato verso un nuovo destino…

Il viaggio

Dal finestrino della carrozza della metro, che al solito strabordava di gente, riuscivo a malapena a scorgere la scritta “Termini”. A fatica con il bagaglio ben stretto in mano, mi avviai verso l’uscita, tra una miriade di gambe e ascelle pezzate, riuscendo grazie al mio fisico asciutto a schizzare velocemente fuori, imbattendomi in una coda di persone dirette verso le scale che portano all’ingresso della stazione ferroviaria.
Affrettai il passo. Dovevo prendere il treno per Bologna. Lo scopo di questo viaggio che già da tempo avevo in mente di effettuare, era l’incontro con una ragazza conosciuta su Internet. Incontri che di questi tempi, con l’uso sempre più ricorrente dei social network, erano piuttosto di moda.
Era da oltre due mesi che quasi tutte le sere, prima di andare a dormire, mi collegavo su Messenger, e puntualmente verso le 23.30 “mi incontravo” con desiderya81, questo era il nick di Tania.
Non amo troppo le chat: trovo dispersivo passare ore davanti a uno schermo e una tastiera a scrivere stronzate o a cercare di attaccare discorso magari con maniaci che rispondono al nome di diavolessa85, formosa28 o bambola80. Ma lungi da me prendermela con gli habitué di questi incontri virtuali.
Tania, da quello che avevo potuto scoprire, era una ragazza semplice, che chattava per passatempo e con la quale si era instaurato un rapporto di reciproca simpatia.
Dopo una naturale diffidenza, soprattutto da parte sua, avevamo deciso di incontrarci per conoscersi di persona. Nessuna velleità particolare, solo il piacere di passare una giornata insieme e poi chissà…
Mentre la scala mobile mi portava verso i binari, pensavo a quello che stavo facendo. Ero abbastanza eccitato all’idea di questo incontro al buio: si presentava quanto meno come un diversivo alla monotonia di tutti i giorni e con l’occasione avrei visitato Bologna dove non ero mai stato prima.
Giunto dinnanzi al pannello dove sono indicati gli orari dei treni in partenza, vidi che l’IC 582 diretto a Milano Centrale, sarebbe partito alle 8.47 dal binario 6.
Siccome sapevo del maggior afflusso di viaggiatori per il week-end mi ero premunito prenotando il posto.
Il treno già sostava lungo il binario. Il vagone era stracolmo di passeggeri, gli scompartimenti erano già tutti occupati e inevitabilmente qualcuno litigava per accaparrarsi i pochi posti rimasti liberi. Molta gente si era già sistemata lungo il corridoio e nelle piattaforme d’entrata, ostacolando il passaggio e rendendo assai difficoltoso il breve tragitto fino allo scompartimento. Più che su un treno di vacanzieri del week-end, mi sembrava di stare su un convoglio di profughi o su un carro bestiame. Il caldo poi non migliorava la situazione e la puzza di sudore aveva già reso l’aria stantia.
Finalmente raggiunsi il mio scomparto che si trovava più o meno al centro del vagone. C’era un solo posto libero, quello vicino al corridoio, ed era il mio.
Fui subito preso dallo sconforto alla vista di quelli che sarebbero stati i miei compagni di viaggio. Alla mia destra c’era un’anziana signora dallo sguardo severo che probabilmente, alla prima occasione, avrebbe trovato un pretesto per lamentarsi. Nei due posti adiacenti al finestrino, uno di fronte all’altra, sedeva una coppia di fidanzatini giapponesi che, eccitati da quella che doveva essere la loro vacanza in Italia, scattavano foto a raffica, ridendo e pronunciando suoni incomprensibili. Erano alquanto irritanti e non capivo cosa avessero da fotografare dentro un treno fermo alla stazione.
Lo scompartimento inoltre era colmo dei loro bagagli: viaggiavano con una media di due valige e mezzo a persona, senza contare zaini e buste di plastica con il pranzo, per non parlare poi del ridicolo cappellino che portavano in testa, munito di una piccola lampadina, simile al casco di un minatore, che probabilmente serviva per leggere durante la notte o nelle gallerie.
Di fronte a me sedevano una donna sui quaranta anni, piuttosto sgraziata e dalla corporatura abbondante, e suo figlio, un bambino già paffutello, con gli occhiali, che sgranocchiava patatine.
Sconsolato, chiesi permesso e sistemai il mio bagaglio, non prima di avere preso un libro, l’unico compagno gradito di quello che si prospettava un viaggio poco allegro.
Nel sistemare il bagaglio urtai inavvertitamente l’ingrugnita signora che sedeva al mio fianco, la quale come era prevedibile, mi lanciò un’occhiataccia. Le mie pronte scuse la quietarono prima che cominciasse a brontolare.
Sentii in quell’istante le porte dei vagoni chiudersi e il fischio del capostazione anticipò il lento movimento del treno. Dopo pochi secondi una voce piuttosto grezza e dalla marcata cadenza romana, diede il benvenuto ai passeggeri, elencando tutte le fermate che il treno avrebbe effettuato fino a Milano e avvertendo che a bordo era attivo il servizio ristorazione.
Mi guardai intorno e notai che i miei compagni di viaggio erano assorti nei loro pensieri e nessuno proferiva parola a esclusione dei due giapponesi che continuavano a parlottare.
Il lieve dondolio del vagone, che si accompagnava all’inconfondibile rumore delle ruote sui binari, mi procurò un leggero torpore. Le mie palpebre si abbassavano lentamente per poi spalancarsi all’improvviso a causa dei frequenti scossoni che subiva il vagone sulle rotaie. Quando l’assopimento l’ebbe vinta, la testa mi cadde sul guanciale del sedile.
Il mio lieve sonnecchiare fu interrotto però in modo brusco dall’addetto al servizio ristorazione, che a Roma chiamano bibbitaro. Passando lungo lo stretto corridoio vociava: «Caffè, panini, birre… » Sopraggiunto in prossimità del nostro scompartimento, udii la voce del bambino obeso che sedeva di fronte a me esclamare: «Mammà, mammà, ci accattamme e patatine?»
«Vincenzì, ma se hai appena finito nu pacco intero!» sbottò la madre.
«E dai mammà, tengo ancora fame!» insistette lui.

La ragazza del treno
di Federico Fontana
Editore: Tabula Fati
Anno edizione: 2012
Pagine: 96 p. , Brossura

Ndr. L’articolo di presentazione del libro “La ragazza del treno” di Federico Fontana è stato pubblicato la prima volta il 29 aprile 2017.

17 Commenti

  1. Grazie per la copia di cui ha voluto gentilmente farmi dono. Sarà un piacere leggerlo e lasciare una mia personale recensione. Grazie.

  2. Sembra un romanzo leggero, fresco e scorrevole. non particolarmente impegnativo, ma allo stesso tempo interessante e per niente scontato.
    Quando parliamo di viaggi, spesso dimentichiamo che non sono solo i posti che visitiamo, ma anche il tragitto che abbiamo attraversato, la strada percorsa. E dando per scontato tutto ciò ci perdiamo. Non so se la trama mi lascerà a bocca aperta o se sia il romanzo dei miei sogni, ma sicuramente mi ha lasciato un buono spunto di riflessione. Mi piacerebbe leggerlo e recensirlo.

  3. Ho letto il libro La Ragazza Del Treno del Dott. Federico Fontana. Libro scorrevole, più lo leggi e più ti piace! Un romanzo ricco di spunti di riflessione… Parla della serendipita’, cioè ‘occasione di fare felici scoperte per puro caso, e anche, il trovare una cosa non cercata e imprevista mentre se ne stava cercando un altra. Lo consiglio a tutti! Voto 10! Bravo dottore!

  4. Già dall’anteprima mi colpisce molto l’uso del punto di vista che fa immedesimare il lettore in chi racconta. Scrittura scorrevole che facilita la lettura e appassiona il lettore. Mi piacerebbe poterlo leggere tutto per continuare il viaggio assieme al protagonista.

  5. Iniziamo col dire che “La ragazza del treno” è un romanzo breve ma ben scritto. L’autore si rivolge al lettore con un tono confidenziale e un linguaggio semplice, diretto e moderno. Il concetto di serendipità rappresenta il fulcro attorno al quale ruota la storia di Fabio, il protagonista. Il suo viaggio in treno è il pretesto per parlare di tanto altro, in particolare la ricerca interiore di ognuno di noi. Gli incontri con i vari personaggi (soprattutto femminili ma non solo…) sono descritti sapientemente e la lettura scorre piacevolmente fino alla conclusione davvero sorprendente. Consigliato.

  6. Un libro che unisce la semplicita di un incontro con quella “leggerezza” tanto decantata da Italo Calvino. Una leggerezza lontana dalla superficialità, una leggerezza che significa planare su due esistenze e descriverle. Il tutto condito dall’ elemento più importante ossia l’ imprevedibilità dell’incontro. Molto bello e piacevole l’incipit e la capacità dell’ autore di farci empatizzare con i personaggi della storia, così vicini a noi nella provvisorietà delle loro esistenze.

  7. Fabio, il protagonista. Un incontro virtuale che si accinge ad essere reale. Un treno carico di umanità. Eventi intrecciati ai pensieri. La casualità che si attaglia alla volontà. Questi gli ingredienti semplici di un libro che merita di essere letto…perché i viaggi migliori iniziano dentro noi stessi.

  8. Un viaggio nel viaggio, ritrovarsi Così quasi per caso a fermare attraverso emozioni e ricordi la propria vita e comprendere che solo attraverso gli occhi dell’ infanzia la si accetta e la si comprende in tutte le sue sfaccettature
    Complimenti all’autore un libro da leggere soprattutto per non dimenticare di prendere le nostre giornate con la leggerezza di una piuma. Mariliana

  9. Una storia intrigante che scorre veloce e innesca nel lettore spunti di riflessione. Un linguaggio semplice e diretto che identifica bene il nostro tempo, le abitudini, i sogni, le illusioni che viviamo nel quotidiano. Il tutto arricchito da quel pizzico di suspense in più che l’autore abilmente riesce a creare.

  10. Ho letto il libro poco tempo fa e l’ho trovato molto ben fatto.
    Una trama non scontata, molto introspettiva: un viaggio dentro il mondo interiore del protagonista che prende a spunto alcuni incontri avvenuti sul treno.
    Il finale non vi deluderà.

    Fabrizio

  11. Serendipità…la capacità di ordinare in modo corretto una sequenza di eventi apparentemente casuali e non legati tra loro. Questo il filo conduttore, l’idea ispiratrice che ha condotto l’autore nella scrittura di questo romanzo, breve ma intenso, ricco di spunti accattivanti che inducono il lettore ad appassionarsi ad una storia, quella del protagonista Fabio, piena di colpi di scena.
    Dopo un incipit che può sembrare banale- l’incontro tra un ragazzo e una ragazza conosciutisi virtualmente tramite una di quelle piattaforme Internet che promettono incontri eccitanti ed intensi- la vicenda si snoda lungo i binari della rete ferroviaria italiana cambiando di volta in volta l’umore, le idee, le sensazioni del protagonista. Scritto con stile brioso, leggero ma non superficiale, il libro si chiude in modo inaspettato, rivelando la maturazione avvenuta nell’intimo di Fabio. Sicuramente da leggere per riflettere sul concetto che qualche volta solo apparentemente le vicende umane sembrano governate dal caso. Più spesso seguono una logica particolare, ignota, almeno fino a un certo punto, anche a chi ne è il protagonista.

  12. Hemingway ha scritto che dobbiamo abituarci all’idea che ai più importanti bivi della nostra vita non c’è segnaletica. Leggendo la ragazza del treno mi è tornata in mente prepotentemente questa citazione. Ad ogni bivio incontrato lungo la strada Fabio ha scelto, senza alcuna indicazione, anche se certo non erano tra quelli più importanti nella vita! O forse sì? Quei crocevia che sembrano un po’ tutti uguali, che se vai da una parte o dall’altra poi non è che cambia molto. E invece voltate le spalle alla decisione presa ti accorgi che la strada imboccata ara il tuo animo, neanche fossi un appezzamento di terreno! Ma il punto è questo. Fabio sceglie davvero? Agisce con libero arbitrio o è il supremo determinismo causale che in cabina di regia tira le redini delle nostre vite? E in tutto questo come si incastra la serendipità? La ragazza del treno innaffia la nostra curiosità, anche se l’intento dell’autore non è quello di dare risposte a tutto questo, ma invogliarci a perseguire ciò che può renderci felici, a fidarci ogni tanto del nostro istinto (che sia volontà o causalità determinata poco importa), a guardare al futuro con speranza, perché molto spesso le cose belle nella vita ci sorprendono quando stiamo per mollare! Tania, Sabrina, Marisol, Fabio…non sono solo personaggi del romanzo, ma siamo tutti noi!
    Bel libro.

  13. Chi vorrebbe perdersi un viaggio nelle emozioni? Non certo io!!!!!!
    …ed è per questo che spero di ricevere il libro, per fare un pezzo di strada con la protagonista!

  14. I viaggi portano sempre nuove scoperte nelle nostre vite, anche quelli fatti in treno. L’incipit è davvero ben descritto e sarebbe bello poter approfondire la lettura di questo libro.

  15. Sconosciuta e misteriosa ingredienti giusti per una buona lettura questo romanzo mi incuriosisce mi piacerebbe arrivare alla fine.

  16. L’inizio del viaggio di Fabio che ho letto in queste poche righe mi è piaciuto molto. Anche io quando viaggio, porto sempre un libro sicura che sarà un ottimo compagno. Soprattutto i viaggi in treno, che per me sono sempre stati piuttosto lunghi. Si presenta come un romanzo fresco e moderno, anche perché prende le mosse da un incontro in chat, come al giorno d’oggi possono essere piuttosto frequenti. Sicuramente è una lettura molto piacevole. Complimenti!

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