La ragazza delle gardenie di Alessandra Dominici

“La ragazza delle gardenie” è un grande romanzo che racchiude un’immensa e struggente storia d’amore risalente ai primi decenni del XXI secolo, che a distanza di più di centocinquant’anni presenta, anche se con inevitabili differenze, straordinarie e sorprendenti analogie con quella narrata nel capolavoro di Alexandre Dumas “La signora delle camelie”. Una storia costellata di infinita poesia, dal valido tessuto narrativo, con personaggi e ambienti ben descritti e egregiamente caratterizzati. Amore e dolore costituiscono un connubio perfetto in queste meravigliose e romantiche 604 pagine che si leggono piacevolmente e scorrono leggere come le acque sul letto dei fiumi. Scrive l’autrice nell’introduzione: “Il titolo che ho dato a questo romanzo non è casuale. Quando ne ho cercato uno adatto alla storia che mi accingo a narrare, l’ho trovato immediatamente e d’istinto, poiché il raffronto tra la mia Rosa e la Margherita de La signora delle camelie, pur nell’indiscussa diversità della vita condotta da queste due giovani donne, conduce il lettore a trovare tra di esse forti analogie. Margherita ha avuto molti amanti, ma un unico amore, quello per Armando. Rosa ha avuto diversi innamoramenti, ma il suo cuore ha veramente battuto per un solo uomo: Antonio, al quale ha dedicato cinque delle sue numerose poesie.”
Questa è una storia che incanterà il lettore e lo avvolgerà nelle sue spirali di grande poesia, un’appassionante storia d’amore con la A maiuscola capace di sconfiggere la morte e vivere al di là del tempo e dello spazio nell’immenso oceano dell’eternità.
Una giornalista scopre il diario della scrittrice Rosa Gentilizi e ne rimane affascinata tanto da scriverne un libro. Il diario narra della storia d’amore tra Rosa e il poeta e scrittore Antonio Doriani uniti da un vero e grande sentimento nonostante le difficoltà della vita, un amore che non appassirà mai nel tempo e che sboccerà ogni giorno e per sempre come le rose a primavera. Un vero capolavoro della letteratura contemporanea. Nicla Morletti

Anteprima del libro

I

Mi chiamo Alessandra Dominici, sono una giornalista professionista e svolgo con passione la mia attività presso “Il Corriere della Sera” di Milano, la città dove sono nata e che amo molto. Ho 35 anni, il mio aspetto è molto giovanile e sono definita attraente. I miei capelli sono di un biondo ramato, caratteristico degli inglesi, che molto probabilmente ho ereditato da mia madre, la quale ha origini londinesi. I miei occhi sono verdi e brillano di quella luce che spesso si può notare nelle persone dal carattere ottimista e solare. La mia figura è snella e flessuosa e mi permette di sbizzarrirmi nella scelta degli abiti. Il mio guardaroba è infatti fornitissimo poiché, a seconda di dove sono inviata a fare i miei servizi giornalistici, ho la necessità di vestirmi nel modo più adatto alle più svariate occasioni. Sono convintamente “single” e lo sarò per sempre per due motivi. Il primo è che, per poter svolgere al meglio la mia professione, ho bisogno di sentirmi libera da ogni impegno familiare. Il secondo è che mi sono innamorata a 16 anni di un ragazzo di qualche anno più grande di me e so che non potrò mai accontentarmi di un surrogato d’amore, avendo provato l’assoluta totalità ed unicità che è la caratteristica di questo grande sentimento. Ho visto infatti, proprio per questo motivo, troppi matrimoni solo apparentemente felici. Parlando di me ho dimenticato di dire che mi sono laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul modo di comunicare attraverso i diari, partendo da quello di Anna Frank e che sono uscita dall’università con il massimo dei voti. Sin da giovanissima sono stata un’appassionata dei diari, tanto da tenerne uno personale da aggiornare con gli eventi più importanti e significativi della mia vita. Come ho già detto amo moltissimo la mia professione, adoro andare ad intervistare personaggi famosi, oppure essere inviata in luoghi particolari per la loro importanza geografica, storica o culturale. Non sto perciò a descrivere la mia gioia quando il Direttore del mio giornale mi chiamò a far parte di un ristretto numero di colleghi per un tour destinato a visitare alcune Case-museo di poeti e letterati del Centro-Nord, affinché poi ciascuno di noi realizzasse un pezzo interessante su questo viaggio, che doveva iniziare il 21 marzo in occasione della Giornata Internazionale della Poesia.

II

Finalmente è arrivato il tanto sospirato giorno della partenza, il 21 marzo, ed io mi sento piena di entusiasmo ed anche contenta che il Direttore abbia scelto come miei compagni di viaggio quattro colleghi, che io ritengo validi sia dal punto di vista giornalistico che umano. Ad accompagnarmi sono stati destinati: Giovanna, una cara amica sempre disposta ad aiutarmi e consigliarmi; Matteo, che, prima di dedicarsi al giornalismo, aveva conseguito una Laurea in Medicina, per cui il solo fatto di averlo vicino mi fa sentire tranquilla nel caso sopravvengano problemi di salute a qualcuno di noi; Luca che, dietro i suoi modi un po’ bruschi, nasconde un cuore d’oro ed è sempre pronto a farsi in quattro per tutti; Paolo che, dopo il liceo scientifico si era iscritto a Giurisprudenza, ma che poi aveva sentito che la sua strada era il giornalismo, per cui adesso si impegna con grande passione nel suo lavoro. Ciò che più apprezzo in questi miei colleghi è la loro estrema serietà e professionalità. In pratica siamo tre uomini e due donne (in passato io e Giovanna saremmo state definite “quote rosa”) tutti diversi tra di noi, ma tutti uniti nel nostro genuino interesse per la Letteratura. Il Direttore ha messo a nostra disposizione una macchina spaziosa e confortevole, in modo da farci viaggiare comodamente. Si parte!
La prima tappa del nostro tour è stata la Lombardia, dove abbiamo avuto la possibilità di visitare la Casa-museo di Gabriele D’Annunzio, detta “il Vittoriale degli Italiani”, che si trova esattamente a Gardone Riviera (Brescia). La prima cosa che ci ha colpito è stata la vista dell’esterno di questo palazzo, dove abbiamo potuto ammirare un grandioso parco con imponenti statue. All’interno abbiamo girato varie e vaste stanze, contenenti numerosissimi oggetti personali appartenuti al poeta. Inoltre erano esposti in gran numero carteggi, manoscritti, immagini fotografiche d’epoca, documenti della Prima Guerra Mondiale e storia artistica e politica del Novecento, appartenenti a D’Annunzio.
La seconda tappa è stata l’Emilia Romagna, dove è nato e morto Giovanni Pascoli. La Casa-museo di Pascoli sorge a San Mauro Pascoli (Forlì-Cesena). Questa casa natale, circondata dal verde, ha un aspetto antico ed al suo interno si trova un grande focolare domestico, un acquaio in pietra, utensili, mobili d’epoca, cimeli di famiglia, carteggi e documenti del poeta.
La terza tappa ci ha portato nelle Marche, dove ci siamo spaventati tutti un po’ in quanto la terra si è messa a tremare, ma siamo stati ripagati dall’aver vissuto questa esperienza negativa quando finalmente abbiamo potuto visitare la Casa-museo di Giacomo Leopardi, un poeta al quale mi sento particolarmente legata e sul quale pensavo di fare il mio pezzo giornalistico prima che la sorte mi conducesse a compiere una diversa scelta. Palazzo Leopardi si trova a Recanati (Macerata), è enorme e custodisce la preziosa Biblioteca con oltre 20.000 volumi ed il tradizionale busto del poeta. È piena di sale, tra cui la più interessante è quella dei manoscritti, dove sono esposti nelle bacheche numerosi autografi di Leopardi. Approfittando della splendida giornata di sole, recandoci all’esterno abbiamo potuto ammirare un bellissimo giardino dove da molto tempo si trova la sede del Centro Mondiale della Poesia e della Cultura.
La nostra quarta tappa è stata la Toscana, dove abbiamo visitato la Casa-museo di Giosuè Carducci a Pietrasanta (Lucca). Questa casa natale all’esterno è circondata da un bellissimo parco. Il suo interno è pieno di cimeli, documenti, manoscritti, mobili, effetti personali e ritratti del poeta.
Fino a questo punto del nostro tour io ed i miei compagni di viaggio ci eravamo profondamente emozionati, entusiasmati e commossi nel trovarci immersi in quei luoghi tanto suggestivi, dov’erano nati e vissuti alcuni giganti della Letteratura Italiana. Tutto ciò non era niente al confronto di quello che avrei vissuto nel corso dell’ultima tappa in Liguria, a Genova, dove giungemmo all’inizio d’aprile e dove mi attendeva un’esperienza, che avrebbe avuto un’influenza significativa sulla mia vita.
In questa città si trova la Casa-museo dove è nata e vissuta a cavallo del XX e del XXI secolo Rosa Gentilizi, casa che era sicuramente la più modesta di tutte quelle visitate fino a quel momento, trattandosi di un semplice appartamento situato al civico n. 7 di via San Fruttuoso. Chiaramente un appartamento, facente parte di un condominio, non poteva trovarsi immerso in un parco, come ad esempio la Casa-museo di Gabriele D’Annunzio. Ho però notato che proprio a fianco del palazzo c’era una graziosa piazzetta con un parco giochi per bambini, con del verde e delle panchine e che questa piazzetta era stata intitolata proprio a Rosa Gentilizi. All’interno dell’abitazione pur non avendo trovato vaste e numerose stanze, né lunghi corridoi da percorrere negli spazi a disposizione io ed il mio gruppo abbiamo potuto osservare e commentare un vero e proprio mondo umano e letterario. Nell’appartamento di Rosa erano infatti presenti molte fotografie: quelle che la ritraevano bambina con i suoi familiari, quelle delle sue vacanze estive, quelle in cui la si vedeva nell’atto di ritirare alcuni dei suoi innumerevoli premi. Tutti noi abbiamo definito incredibile, guardando le pareti, i vari ripiani, i numerosi mobili di questa casa, il numero impossibile da quantificare di diplomi, di targhe, di coppe, di medaglie, di prestigiosi riconoscimenti letterari, nonché l’enorme quantità – nonostante l’esiguità degli spazi – di libri, antologie, dizionari italiani ed esteri, enciclopedie, nei quali compariva il nome di Rosa Gentilizi. Ciò che mi ha colpito di più tra i tanti premi sono stati i diplomi letterari, ognuno diverso dall’altro e ammetto di averli guardati e letti tutti con estrema attenzione. A dire la verità il mio occhio si è focalizzato su un attestato con la cornice dorata, una Menzione d’Onore, che mi parve alquanto strana, dato che risultava non essere stata assegnata a Rosa Gentilizi, bensì ad un certo Antonio Doriani. Perché nella Casa-museo di quella celebre scrittrice era presente anche un diploma conferito ad un’altra persona? Non sapevo cosa pensare in proposito! Solamente dopo qualche tempo ho scoperto il mistero riguardante quel riconoscimento ed il motivo per cui si trovava appeso proprio nel salotto di quella Casa-museo. Su di un ripiano a parte era disposta in modo ordinato tutta la sua produzione letteraria, comprese le sue opere tradotte in moltissime lingue straniere. Oltre a tutto ciò c’era una teca, dedicata a numerosi suoi manoscritti in poesia ed in prosa. Inoltre c’erano moltissimi libri d’ogni genere ma soprattutto di classici della Letteratura mondiale. Un angolo a parte era dedicato ad una antiquata macchina da scrivere, tipica della seconda metà del XX secolo e un vecchissimo computer risalente al 1998. Ad un certo punto la mia attenzione si focalizzò su di un tavolino, dove troneggiava una grande piante finta di gardenie, un portaritratti con la foto che ritraeva insieme due giovani dall’aria felice ed un diario. Guardando attentamente la fotografia, pensai che si trattava di una bella coppia: lui era un bel giovanotto molto alto, magro, con corti e folti capelli neri come i suoi occhi profondi ed intelligenti; lei era una ragazza più bassa di lui, dall’aspetto decisamente gradevole ed attraente, anch’essa magra, con corti capelli castani e due occhi di una particolare tonalità di verde, dai quali sprizzavano gioia ed intelligenza. Quello che era impossibile non notare era la felicità, che derivava loro dal semplice stare insieme. Ciò che però attrasse in modo particolare la mia attenzione fu il diario di Rosa, per cui non resistetti alla tentazione di prenderlo in mano, appartandomi in una stanza per dare un’occhiata al diario di questa famosa scrittrice, morta i tubercolosi polmonare nella sua villetta al mare di Forte dei Marmi, dove aveva trascorso i suoi ultimi anni a causa della sua malattia.

***

La ragazza delle gardenie
di Alessandra Dominici
2015, 608 p., brossura
Helicon
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20 Commenti

  1. Un libro che lascia amore in giro sparso per il mondo. Vi prego voglio leggerlo tutto, mi ha incuriosito troppo…

  2. L’attesa e il tempo… due costanti nei miei pensieri insieme all’Amore. Chissà come continua, l’incipit mi ha incuriosita molto.

  3. Le storie d’amore hanno sempre il loro fascino, dopo aver letto “la Signora delle Camelie” mi piacerebbe leggere anche questo romanzo.

  4. Bellissimo già l’incipit di questo romanzo, che ho letto con forte curiosità ed attenzione ed ammetto di avere avuto una certa curiosità nel sapere come continua l’intero romanzo. Il narrare scorre fluido e si riesce a leggere con una tale naturalezza che sembra quasi vivere ciò che l’autrice racconta. Sono particolarmente appassionata ai più grandi poeti del Novecento ed in particolare non conosco la storia e la vita dell’ultima poetessa Rosa Gentilizi, vorrei approfondire in tale proposito. Spero possa essere una buona occasione riceverne una copia.

  5. Lessi La signora delle Camelie in un pomeriggio,lo divorai letteralmente. Se questo libro ne ricalca i passi deve essere memorabile,mi piacerebbe tantissimo leggerlo.

  6. Sicuramente questo testo ha il sapore di altri tempi… e la signora delle camelie è un bellissimo libro… e se somiglia a questo è una bella storia!

  7. Ho amato La signora delle camelie, è uno dei romanzi della mia libreria che holetto e riletto. Gli amori ddifficili e drammatici sono da sempre i miei preferiti. Sarebbe bello aggiungere questo romanzo alla raccolta.

  8. L’amore e il dolore pur essendo due sentimenti antitetici, in ogni storia d’amore che si rispetti vanno sempre di pari passo. Non può esserci vero amore se non si soffre almeno un pò e questi sentimenti narrati in questo libro lo testimoniano. Leggerlo sicuramente potrebbe servire a sapere qualcosa di nuovo sull’amore. Su questo argomento, certamente, non si finisce mai d’imparare.

  9. L’incipit è molto preciso e permette di individuare la protagonista in modo preciso, ma quello che segue lascia presumere che la storia non sarà scontata e che la nostra protagonista ci riserverà qualche sorpresa.

  10. Dall’incipit sembra davvero una bellissima storia d’amore, piena di riferimenti poetici! Mi piacerebbe tantissimo leggere tutto il libro!

  11. Che bella premessa… Anche io, da ragazza, tenevo un diario e lo aggiornavo quotidianamente… immagino già cosa possa contenere il diario di Rosa e sarà sicuramente una bellissima ed intensa storia d’amore…

  12. Le storie d’amore… sono sempre le storie d’amore!
    Come poter dire di no ad un bel libro che racconta come il tempo possa essere sconfitto da questo sentimento. Anche il mio amore è quello dei 16 anni e poiché dura da 40 anni, credo fermamente a quanto ho potuto leggere nell’introduzione di questo libro.

  13. E’ inutile, io AMO le storie d’amore. E questo romanzo vorrei proprio leggerlo, in primis perchè non deve narrare un’amore facile; secondo, mi piace immedesimarmi nelle eroine, e sento che in questa storia IO CI SONO! Spero tanto di essere accontentata.

  14. Non so bene perchè ma sento come se questo libro mi stesse chiamando.
    Sono molto curiosa di leggerlo.

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