Il commento di Nicla Morletti

La ragazza di via Maqueda di Dacia Maraini“La ragazza di via Maqueda” è il nuovo libro di Dacia Maraini, edito da Rizzoli. Si tratta di un’interessante e affascinante raccolta di racconti, tutti al femminile, ambientati nell’amata Sicilia, a Roma e in Abruzzo. Cattura l’attenzione la figura di Ada che, durante un viaggio a Toronto nel periodo delle feste natalizie, prende la decisione di lasciare il marito, e poi ci sono le ragazze di Palermo: Giusi, Mariola, Cettina, Tanina e Rodi, giovani figlie in fiore. Tutte provenienti da un passato problematico e con un presente difficile. Forte è la voglia di non mollare, di non rassegnarsi ad un destino ostile. Ancora una volta Dacia Maraini ci sorprende per la sua abilità nel descrivere il mondo che ci circonda e di scavare nelle pieghe dell’animo umano, riportando il tutto sulla carta in una maniera e in uno stile inconfondibili.

LA RAGAZZA DI VIA MAQUEDA
di Dacia Maraini

Rizzoli – Collana Scala italiani
2009, p. 270
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È un percorso che nasce da lontano, quello di questo corposo e importante viaggio nei racconti di Dacia Maraini. Un viaggio che attraversa il tempo e che si svela attraverso le storie e i luoghi, gli indimenticabili personaggi femminili e una geografia di vita e di idee.
Partiamo da una Sicilia fatta di mare e di vento, di corse e di tuffi, in cui l’autrice arrivò da bambina dopo le brutture della guerra. Era anche l’isola di severe e arcaiche regole non scritte. Lì, racchiusa in se stessa, trascorse i suoi lunghi anni Marianna Ucrìa, ma nelle strade snaturate delle sue splendide città, oggi si vendono prostitute bambine venute dall’Africa, e il suo mare azzurro è devastato da chi lucra su rifiuti pericolosi. Roma si lega al tempo favoloso degli anni giovanili, delle felici favole della classicità, dei voli verso continenti lontani, del tempo malinconico della disillusione, degli amici ormai scomparsi come il poeta regista, Pier Paolo Pasolini, indimenticabile critico dell’allora nascente società dei consumi. L’Abruzzo è la terra incantata della maturità, con le leggende di antiche civiltà, i boschi popolati di animali, le tradizioni, i terremoti che la devastano. Ma è anche il luogo solitario che l’autrice ha scelto per creare i suoi romanzi. La scrittura ricca e profonda di Dacia Maraini ci accompagna ancora una volta in un viaggio denso, intimo, che trae la sua forza rivelatrice da uno sguardo femminile, coraggioso e dolce.


Dacia MarainiDacia Maraini nasce a Fiesole il 13 novembre del 1936. La madre, Topazia, è pittrice e appartiene a un’antica famiglia siciliana, gli Alliata di Salaparuta. Il padre, Fosco Maraini, per metà inglese e per metà fiorentino, è un etnologo conosciuto che ha scritto diversi libri sul Tibet e sul Giappone.
Nel corso degli anni Sessanta si sposa con Lucio Pozzi, pittore milanese (dal quale si divide dopo quattro anni di vita in comune) e pubblica i suoi primi romanzi. Nel 1962 presso l’editore Lerici: “La vacanza”. Nel 1963 “L’età del malessere” che ottiene il premio internazionale degli editori “Formentor”. Il terzo romanzo “A memoria” del 1967 è pubblicato da Bompiani. Per la Feltrinelli con il titolo “Crudeltà all’aria aperta” pubblica nel 1966 le sue poesie. Il libro viene recensito con molto favore dallo scrittore Guido Piovene.
Nel corso di questi anni Dacia Maraini comincia ad occuparsi anche di teatro fondando, insieme ad altri scrittori, il Teatro del Porcospino, in cui si rappresentano solo novità italiane: Gadda, Moravia, Wilcock, Siciliano, Maraini e Parise.
Lei stessa, dalla seconda metà degli anni Sessanta scriverà molti testi teatrali, tra i quali: “Maria Stuarda”, che ottiene un grande successo internazionale (tradotto e rappresentato in ventuno paesi e ancora si continua a rappresentare); “Dialogo di una prostituta con un suo cliente”, pubblicato da Images di Padova, (tradotto e rappresentato negli anni seguenti prima a Bruxelles, poi a Parigi e quindi a Londra e ancora in quattordici paesi diversi); “Stravaganza”; fino ai recenti “Veronica, meretrice e scrittora” e “Camille”.
A Roma incontra Alberto Moravia che nel 1962 lascia la moglie e scrittrice Elsa Morante, per lei.
Dacia Maraini è oggi una tra le più conosciute scrittrici italiane, e probabilmente la più tradotta nel mondo. La fama della Maraini è dovuta inoltre anche al suo grande talento come critico, poetessa e drammaturgo.
Si è dedicata e continua a dedicarsi al teatro, che vede come il miglior luogo per informare il pubblico riguardo a specifici problemi sociali e politici.

Leggi la biografia completa nel sito ufficiale di Dacia Maraini.

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