La scesa delle tenebre di Thomas Facchini

Nella ridente cittadina di Sora, nel cuore della Ciociaria, iniziano a susseguirsi terribili fatti di sangue. Una ragazza e sua madre vengono orribilmente uccise nella loro villetta, in circostanze inspiegabili. Stessa sorte tocca al giovane Carlo, assassinato il giorno dopo nei bagni dell’università, nientemeno che dal suo amico Deniel, in preda a furioso delirio. Ricoverato in Psichiatria, il ragazzo non ricorda di aver commesso tale efferato delitto, e mentre un dottore cerca di far ordine nella sua mente, egli osserva il mondo trasfigurare innanzi ai suoi occhi: il suolo si spacca lasciando comparire enormi voragini, dal cielo comincia a piovere sangue, i boschi si seccano completamente e nei fiumi inizia a scorrere lava. I demoni si sono appropriati della Terra e hanno ammazzato quasi tutti gli uomini. In questo scenario apocalittico, un bambino gli spiega che lui e una ragazza, che si rivelerà essere Daniela, un’amica di facoltà, sono chiamati a una grande impresa, affinché ‘tutto ciò non si ripeta’. Riusciranno i due a interpretare la profezia e salvare il mondo dalla completa catastrofe?

Anteprima del libro

1. L’inizio di un incubo

Quattro faretti, sorretti da quattro manici di scopa, legati con dei lacci per le scarpe, emettono una luce molto bianca e intensa che punta su un materasso senza coperte e trasandato, poggiato sul pavimento a pari distanza dalle quattro mura che lo circondano.
Dietro i faretti solo tenebre, che sembrano voler nascondere le pareti della stanza, dando un senso di angoscia e di profondità infinita. Sul materasso una ragazza, priva di ogni indumento, con le gambe rannicchiate al petto, le braccia che le scendono lungo i fianchi e il capo ben dritto. Resta immobile a fissare il vuoto, come se stesse cercando qualcuno o qualcosa tra quelle tenebre.
Nella stanza regna l’assoluto silenzio, tranne per un piccolo suono appena percettibile, che ha un ritmo costante e preciso: tum tum… tum tum… tum tum…
Il suono che si riesce a percepire è il battito del suo cuore. Lei, come paralizzata, resta sul materasso, dando l’impressione che stia aspettando.
Ha dei bellissimi occhi azzurri, persi nel vuoto.
D’improvviso la temperatura della stanza si abbassa drasticamente e incomincia a tremare, il suo cuore prende a battere sempre più forte, come se volesse uscire dal petto che lo racchiude, l’angoscia in lei sale portando con sé tristezza e paura.
Dalle tenebre, in modo confuso e appena percettibile, si sente una voce, che la ragazza cerca di interpretare con molto sforzo, ma senza risultati.
La voce che sente è quella di un bambino, il quale, molto lentamente alza il volume, cercando di rendere più chiare quelle parole incomprensibili.
Cerca di capire e mentre pensa che non può esserci nessun bambino nella stanza, impaurita grida contro il vuoto con tutte le sue forze: «Vattene, vattene!».
Ma la voce continua ad aumentare.
La ragazza viene invasa dal panico. Per spiegare quella situazione inverosimile, pensa che altro non può essere se non un sogno; ma mentre cerca di auto-convincersi di ciò, si rende conto che la voce si sta avvicinando sempre di più a lei, celando la provenienza.
Sembra essere arrivata fin sotto il faretto alla sua destra, e ora che è vicina, ciò che ripete le è diventato molto più chiaro.
«La pelle si squaglierà, gli occhi cadranno, le urla s’innalzeranno, le ossa di cenere saranno. Sul tuo sangue versato i miei figli danzeranno, delle tue interiora si ciberanno e il tuo nome malediranno».
Presa dal panico, perde la ragione e di scatto si alza dal materasso come se volesse allontanarsi dal pericolo. Ma alle sue spalle, come per magia, esce dalle tenebre la mano di un bambino, l’afferra per i capelli e violentemente la rigetta sul letto.
Immobilizzata dalla paura inizia a gridare: «Aiuto, che qualcuno mi aiuti!».
Come risposta sente una voce stridula che da dietro le sussur ra: «Non puoi scappare e non puoi vivere. Questo è il mio sogno, questo è il tuo destino. Morirai in modo lento e doloroso, resterai cosciente per tutto il tempo che ci vorrà perché la tua pelle cada come il burro sciolto, e comprenderai per prima che cosa è l’Inferno sulla terra».
La voce scompare nel nulla come dal nulla è venuta.
L’intensità delle lampade comincia ad aumentare, come se fossero delle lenti di ingrandimento attraversate dal sole, riversando un calore infernale su di lei.
Si accorge di quanto sta accadendo, cerca di scendere dal materasso, ma percepisce una forza opprimente che la trattiene incatenata. L’unico movimento che riesce a compiere liberamente è respirare con affanno. Riprende a urlare e ad agitarsi sul materasso, cercando di liberarsi da quella forza invisibile che la tiene attanagliata.
Il tempo passa, la temperatura ormai è arrivata alle stelle e sulla pelle candida e immacolata le si formano delle bolle. La carne si lacera, si creano le prime ustioni e dalle ferite inizia a fuoriuscire il sangue. Ormai, anche se la morsa va allentandosi, capisce che la sua ora è prossima e quindi decide di fare l’unica cosa che da molto tempo non faceva più. Pregare.
Con le poche forze che le rimangono e col corpo ormai pieno di piaghe e coperto in gran parte di sangue, si mette in ginocchio sul materasso, con le mani unite e il capo chinato prende a pregare per la salvezza della sua anima, ma il dolore è talmente straziante che non ci riesce. Davanti a lei risente quella voce da bambino che ridendo le dice: «È inutile pregare, è inutile sperare, la morte è vicina e non puoi evitare. La tua anima è dannata e il tuo corpo sparirà, questo ho deciso e così sarà!».
Udendo quelle parole, alza le braccia verso l’alto e con un grido disperato supplica: «Signore ti prego, non far che mi accada questo». Appena finita l’implorazione, il suo corpo prende fuoco, le fiamme di colore rosso acceso la circondano. La sua pelle incomincia a sciogliersi, come il burro sotto il sole d’estate, le grida di disperazione e di dolore sono immense, e ormai nulla può fermare ciò che sta
accadendo.
Dalle tenebre, con la velocità di un proiettile, esce una mano con le unghie lunghe cinque centimetri e affilate come rasoi, si dirigono verso di lei e con una precisione da chirurgo le aprono il ventre facendone fuoriuscire le interiora.
Il materasso e il pavimento sono ormai completamente impregnati di sangue. Nel buio oltre il palcoscenico raccapricciante si sentono molte risate di bambini che, come spettatori, sembrano felici di assistere a una tale crudeltà.
Dilaniata, emana il suo ultimo respiro, morendo carbonizzata in ginocchio sul materasso e con le braccia tese verso l’alto. La fiamma che prima avvolgeva il suo corpo sparisce nel nulla, le voci tacciono e un clima macabro avvolge la stanza.
Dalle tenebre esce un’ombra, si avvicina allo scempio e illuminata dai quattro faretti si riesce a distinguere nitidamente che è quella di un bambino, avanza verso il corpo carbonizzato e sussurra: «Io sono colui che non dev’essere nominato. Hai avuto l’onore e il piacere di essere la prima, ma tanti cadranno come te, tanti proveranno il piacere della sofferenza, del dolore e della morte. Io sono un mandatario, chi mi comanda non si è ancora mostrato. Quando lo farà, il regno dell’inferno apparirà».
S’inchina dinanzi a lei, con una mano raccoglie un po’ di sangue e come un bambino fa col suo gelato inizia a leccarsela, poi con un ghigno sottile s’incammina verso le tenebre, non lasciando alcuna traccia di sé.

Passano diverse ore dall’accaduto quando da fuori la stanza si sente chiamare con sollecitazione: «Angela! Angela… vieni giù che devi prepararti per il primo giorno di università. Angela, guarda che se non scendi non ti cucino quei buoni cornetti al cioccolato che tanto ti piacciono».
A chiamarla è la madre, Teresa, una semplice postina di quarantaquattro anni che si vanta molto della sua bellezza. Occhi verdi, fisico atletico (visto che non rinuncia mai a fare del buono e sano sport), capelli color oro lunghi fino alle spalle e le giuste misure.
Teresa vive sola con la figlia, avendo perso suo marito Elberta causa di un tumore al cervello. Questa mancanza ha creato un legame molto stretto tra le due. Dalla stanza della figlia non arriva alcuna risposta, così pensa che non sia ancora sveglia, visto che la sera prima diceva di non sentirsi molto bene. Decide di andare a verificare di persona.

La scesa delle tenebre
di Thomas Facchini
2016, 164 p.
Kimerik

Thomas Facchini

Thomas Facchini è nato a Isola del Liri il 16 novembre 1982.
Diplomato in studi classici, vive a Sora con la moglie Martina e il figlio Brandon, ancora piccolino.
Appassionato di film horror, spesso da ragazzo ha scritto sunti di storie noir, lasciati quasi sempre nel cassetto.
Uno di essi è stato spunto essenziale per la realizzazione de La scesa delle tenebre, ispirato al contempo dallo studio di diverse opere di letteratura italiana e libri sacri.

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9 Commenti

  1. Anteprima divorata in pochissimi minuti. Spero di avere la possibilità di leggere tutto il libro, arrivare alle ultime pagine e scoprire come andrà a finire.
    Grazie
    Roberta

  2. …..”Dalla stanza della figlia non arriva alcuna risposta, così pensa che non sia ancora sveglia, visto che la sera prima diceva di non sentirsi molto bene. Decide di andare a verificare di persona”…..e poi??? Poi cosa succede???? Ho letto l’introduzione tutto d’un fiato, ottima suspense….ma vorrei sapere poi cosa succede!!!!!

  3. Da quello che ho letto nell’anteprima sembra un thriller appassionante, spero di avere la fortuna di leggerlo, il genere è diverso dai soliti che leggo ma mi ha colpito l’introduzione e vorrei sapere come finisce la storia..mi auguro di essere una sua fortunata lettrice…

  4. Il ritmo incalzante sorprende fin dall’anteprima: adoro il genere e sarei molto felice di poter leggere questo libro!

  5. Che storia, voglio leggerla assolutamente! Premetto che non amo il genere, ma questa introduzione mi ha proprio catturata.

  6. Da un giallo sorge l’inizio della Fine…..una tematica narrativa che molti apprezzeranno, ben impastata ad un buonissimo gusto descrittivo di dettagli e sentimenti!

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