lunedì, 24 Giugno 2024
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La siepe del biancospino di Adalgisa Licastro

La nuova edizione di un romanzo quanto mai attuale

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La siepe del biancospino di Adalgisa Licastro

La siepe del biancospino di Adalgisa Licastro, nuova edizione di un romanzo quanto mai attuale della scrittrice siciliana

La siepe del biancospino di Adalgisa Licastro, le aspre punte aguzze di tutte le possibili migrazioni

“La siepe del biancospino” di Adalgisa Licastro narra la storia di Almarina, una donna albanese che emigra in modo clandestino in Italia con la sua famiglia. Sarebbe fin troppo facile, persino banale, dunque, dire che è un romanzo quanto mai attuale. La migrazione di popoli è un fenomeno millenario, può essere “attuale” solo in una delle tante forme che assume nel corso della storia ma, di fatto, è eterno. Una condizione universale dell’uomo. Una categoria dell’essere. Siamo tutti migranti. Migriamo da un luogo all’altro nella nostra vita continuamente, siamo sempre in movimento. Siamo in vita, quindi ci muoviamo. E lo facciamo non solo da un luogo fisico all’altro. Ci muoviamo da uno stato psicologico e spirituale all’altro. In un continuo incessante sforzo di adattamento allo spazio fisico, mentale, immaginario cambiamo le regioni della nostra vita. Eccoci di nuovo alla vita. Il dato fondamentale, l’unico che abbiamo nella nostra ricerca del senso di tutto. E per scoprirlo dobbiamo viverla interamente la vita, perché la vita è la soluzione di sé stessa. Per farlo dobbiamo credere profondamente in essa, nei suoi valori, nella sua importanza. Dobbiamo abbracciare questa straordinaria avventura della vita con tutti i nostri sforzi, con l’impegno più ampio e incondizionato. Come fanno i personaggi di Adalgisa. Almarina affronta un viaggio pericoloso in mare, sapendo che può rischiare di morire, lei e i suoi cari. Maddalena che assiste nell’arca del centro di accoglienza l’umanità che il mare porta a riva e lo fa con tale “egoismo” nel fare il bene da trascurare persino la sua stessa famiglia. Ginevra non paga di una vita condotta nel lusso e in una condizione ricca di opportunità, pur di migrare verso una vita che la soddisfi e che la riporti ad avere stima di sé stessa, va incontro a un incerto destino.
La vita reclama sé stessa. Per darci risposte deve essere vissuta nel modo più pieno, più confacente alle nostre aspettative e questo non sempre, purtroppo, è una garanzia di felicità. Quell’immagine di “levità e di bellezza” che la vita ci mostra, come nella siepe del biancospino, “non esclude, tuttavia, l’asprezza delle punte aguzze delle sue foglie e la forza dei suoi rami.”
Forte, polisemica, luminosa immagine quella della siepe del biancospino, contrassegna tutti i momenti più importanti della storia e dà il titolo al romanzo. È quel “correlativo oggettivo” di cui parla Thomas Stearns Eliot, riferendosi al metodo con cui si conferisce a un oggetto specifico, una situazione o un evento la capacità di evocare in forma d’arte una particolare emozione. Ma questa, in una parola, è poesia. Buona lettura.
(Dalla introduzione di Robert, direttore editoriale di Manuale di Mari)

Una notte come tante, ma senza stelle! Un barcone scivola lentamente verso la costa: circa duecento clandestini di diversa nazionalità emergono dalle dune, pronti all’imbarco. Per loro sarà l’inferno! Un fanciullo disperato si lancia tra le onde, un uomo lotta con la furia del mare imbizzarrito, una donna urla il suo dolore: più destini si compiono! Storie di vita s’intrecciano in una fitta trama nella quale, più che il protagonismo di pochi, emerge il vissuto di molti. La narrazione fluida ed appassionante, induce il lettore a riflettere su alcune tematiche esistenziali, mentre viene conquistato dalla generosità di Maddalena, dalla tenacia di Almarina e Manuela, e particolarmente commosso per la fragilità della giovane Ginevra. Ed è nel luogo più ameno e tranquillo che si consuma l’inaspettata tragedia alla quale “la siepe del biancospino” fa da sfondo. Maliarda e perennemente viva, bella nei suoi bianchi fiori stretti stretti in corimbi, ostenta un’immagine di levità e di bellezza che non esclude, tuttavia, l’asprezza delle punte aguzze delle sue foglie e la forza dei suoi rami. Nell’emblematica raffigurazione, la siepe rappresenta quello che si vuole sia l’uomo: dispensatore di gioie, di piacevolezze, ma forte e coraggioso di fronte alle avversità.

Leggi anteprima de La siepe del biancospino di Adalgisa Licastro

Almarina percorreva tutte le mattine quei vicoli stretti che conducevano alla scuola Garibaldi attraverso una scorciatoia. Spingeva un passeggino sgangherato e traballante sull’asfalto sconnesso che le radici degli alberi ai limiti del sentiero, continuavano a dissestare. Nei giorni di pioggia di quell’inverno sempre più uggioso, le pozzanghere costringevano Almarina e Bisen, il bambino di circa sei anni che teneva per mano, a fare lo slalom per scansarle ed evitare che il trabiccolo su cui stava Dasar vi affondasse le piccole ruote.
Quel trasportino, scorticato in più punti, aveva fatto a lungo il suo dovere, conducendo ora qua ora là almeno due generazioni di bimbi.
Almarina l’aveva avuto da Tatiana, una poveraccia come lei che, a sua volta, lo aveva trovato in una discarica ricca di tutto di più. Non era facile per Almarina vivere gomito a gomito con gente sconosciuta e condividere la propria quotidianità con persone dall’idioma diverso, dalle usanze e dalle abitudini più disparate. All’insofferenza per le situazioni precarie dei centri di accoglienza, si aggiungevano fattori di ordine pratico tutt’altro che indifferenti; ma l’illusione di potere realizzare un sogno di benessere e di libertà, rendeva meno dura ogni accettazione.
Non è utopistico pensare che, in molti casi, l’animo esacerbato da un vissuto tragico, si allontani dal proprio dolore per consolare l’altrui, e trovi nella generosità il mezzo migliore per continuare a vivere. Accadeva così a Tatiana e alla giovane Almarina che aveva messo al mondo il suo Dasar pochi mesi prima d’intraprendere quel triste viaggio. Le due donne, di diversa provenienza, si erano incontrate per la prima volta sullo scafo che avrebbe dovuto portarle in Italia. La somala Tatiana era una donna sola, mentre Almarina aveva marito e figli. La famigliola era partita da Durazzo dopo una breve contrattazione di suo marito Sulejman, con uno scafista che si aggirava nella zona del porto.
«Dammi seimila euro» aveva detto «e vedrai che tu, tua moglie e i tuoi rampolli, sarete presto in Italia! Ti raccomando, però, di non portare alcun bagaglio!» aveva precisato quell’avanzo di galera dal volto nascosto da un passamontagna.
Sulejman era un uomo dall’aspetto tipicamente albanese: aveva statura superiore alla norma, naso aquilino e un’inconfondibile personalità. Pure se figlio del nostro tempo, conservava nella sua spiritualità, l’attaccamento alle forme di vita primitiva e patriarcale, tipiche di coloro che vivono all’interno delle zone montuose dell’Albania. Almarina era per lui la sposa con la quale vivere nell’osservanza della sua fede islamica e, nonostante la sua religione lo permettesse, Sulejman non intendeva avere più di una moglie, perché nella sua mente e nel suo cuore c’era solo lei.
Per quanto gli immigrati visti insieme possano sembrare gente tutta uguale nella loro povertà, conosciuti singolarmente, talvolta, mostrano qualità insospettate. Almarina era tra questi, grazie alla sua sensibilità e ai suoi studi che, pure se incompleti, erano stati ben assimilati. Incline alle molte innovazioni dei tempi, spesso doveva mortificare alcuni suoi slanci per obbedire alle leggi che il Corano imponeva alle donne, ma la dolcezza del suo temperamento le consentiva di avere un forte ascendente sul marito che finiva con l’accettare i suoi consigli, a patto che non limitassero la sua libertà. Come Almarina, anche lui era ospitale e pronto ad aiutare chiunque ne avesse bisogno.
Oggi, come ieri, le condizioni economico-sociali degli albanesi sono sempre più gravi, tanto per il perdurare del crimine organizzato, quanto per l’afflusso costante dei rifugiati del Kosovo che gravano sempre più sulla disastrosa situazione generale.
L’Italia oggi, si presenta agli albanesi come l’America apparve un tempo agli emigranti italiani, ma con una differenza: per raggiungere la Puglia, regione italiana più vicina alle coste tunisine, bastano centoventi chilometri di speranza; per approdare in altri luoghi della nostra costa, di chilometri ve ne sono di più, ma anche questi, non sono poi tanti!
Per entrare in possesso della somma pattuita per il viaggio, Sulejman ed Almarina D’Agron avevano dovuto vendere la loro minuscola casa e poiché i lek ricavati non erano sufficienti, avevano dovuto accettare tutti i risparmi che i genitori di Almarina avevano accumulato in anni di enormi sacrifici. L’attesa del barcone nella zona buia della costa, alquanto lontana dal porto, era stata snervante per quei malcapitati disseminati tra le dune.

La siepe del biancospino
di Adalgisa Licastro
Seconda edizione a cura di Manuale di Mari (29 giugno 2023)
Copertina flessibile: ‎386 pagine

Adalgisa Licastro
Adalgisa Licastro

Adalgisa Licastro è nata a Messina e vive a Bari. Poetessa,  saggista, critico letterario, Senatore dell’Accademia Internazionale dei Micenei, Accademico per meriti letterari (Il Convivio), ha iniziato il suo percorso letterario con la poesia per la quale annovera numerosi riconoscimenti, in piano nazionale ed internazionale.
Prestigiosi premi le sono stati conferiti per la pubblicazione di testi di saggistica e di romanzi che si distinguono per l’impegno culturale, il messaggio sociale, l’intensità evocatrice di emozioni. Si sono qualificati primi in numerosi concorsi italiani ed europei i romanzi: “Piccola blu” (Albatros il Filo 2008); “Profumo d’aranci”“Lacrime nere”“Il silenzio dell’anima” (Il Convivio 2010) – “La siepe del biancospino” (Albatros 2010) – “Note senza fine” (Albatros 2011) – “Le due facce della luna” (Il Convivio 2012) – “Sapore d’antico” (Il Convivio 2013). Ultimi, ma non meno importanti per l’impegno culturale, il messaggio sociale, la passione e le emozioni suscitati nei lettori, i romanzi: “Maria Mai più come una volta” (Il Convivio 2012) – “La casa dai mattoni rossi” (WIP 2013) 1° Premio in assoluto Autori Affermati “Tra le parole e l’infinito” 2014 – “Tra luci ed ombre” raccolta di poesie (Ismecalibri Editrice 2014) Premio Speciale “Porta dei Leoni”-2015 – “Gocce nell’oceano” raccolta di racconti (Ed. Carta e Penna 2015) 1° Premio 16° Concorso Internazionale Poetico Internazionale Poetico Musicale 2016 – “Un desiderio nel cuore”(Leone Editore 2016) Premio Speciale Emotion Associazione Culturale Pegasus Città di Cattolica 2017 – Premio Speciale della giuria dei lettori “Un libro amico per l’inverno 2017” – Diploma d’onore per alti meriti culturali “Gran Prix Carmela Rocco 2017”.
Nella XIV Edizione del Premio Letterario Internazionale di poesia “Tra le parole e l’infinito”2013, le è stato conferito il Riconoscimento alla Carriera “Labore Civitatis”, nonché il titolo di Benemerito Culturale d’Onore nella XVIII Edizione 2017 Poesia Inedita.
La delegazione Provinciale di Lecce Poeti nella Società 17° Concorso Internazionale Poetico Internazionale Poetico Musicale 2017, le ha conferito il 3° Premio per il Saggio “Tra il concreto e l’astratto”. Risulta al 1° Posto nel percorso “Strade di Poesia” Associazione Culturale Beniamino Joppolo. Numerosi suoi racconti sono pubblicati su importanti riviste culturali.
E’ presente nell’Antologia ‘900 “I grandi classici della poesia italiana” 2013; nel “Dizionario degli Autori Siciliani” 2012/2013; nell’Enciclopedia Palatina (Symposiacus 2014). Collabora per la recensione di romanzi e fa parte della giuria di numerosi concorsi letterari.
Le è stato conferito, inoltre, il Gran Premio d’Onore in omaggio a Leonardo da Vinci,  l’Oscar della Poesia 2020 e l’assegnazione del 1° Premio Associazione Teatro-Cultura “Beniamino Joppolo” Strade di Poesia 2021.
Fa parte della giuria di molti premi letterari e collabora in qualità di critico, nella recensione di silloge e romanzi editi.

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Alessandra
4 mesi fa

Storie familiari, storie di donne coraggiose e di chi cerca una nuova vita lasciando la propria patria. Amo queste narrazioni perché ci permettono di capire chi siamo, cosa pensiamo della vita e per quali valori vale la pena viverla.

Federica Cancelliere
Federica Cancelliere
6 mesi fa

Mi piacerebbe molto leggere di più in merito a questo libro, il tema dell’immigrazione è un tema sul quale sto lavorando all’università dunque penso che possa essere approfondito con questa lettura. Ho colto grande sensibilità e la dote per la scrittura

Michela Montalto
7 mesi fa

La copertina, il titolo, i colori, i nomi usati. L’ambiente e la tematica, non mi lasciano indifferente. Mi portano a dire “voglio saperne di più, voglio conoscere Almarina”. Chi scrive di questi temi e personaggi, ha una voce silenziosa che vuole penetrare nelle coscienze dormienti, per urlare tutto il dolore e far provare a parole una sofferenza che uccide la leggerezza ma che fa volare in alto tra i valori umani. E poi, Adalgisa è un bel nome, ed è siciliana come me. Non sono di parte, sono terrena e anche marittima. Spero di poterlo leggere.

Cristina Verde
Cristina Verde
8 mesi fa

Spero a cora ci sia una copia disponibile di questo libro che attraversi il mare e giunga sino a me, grazie

Valeria Lo
9 mesi fa

Sicuramente questa e’ una storia che non lascia indifferenti. Dietro le migrazioni ci sono uomini e donne con un vissuto, con delle emozioni e delle aspettative per il futuro. Leggere storie come quelle raccontate nel romanzo serve per capire questa realtà, siamo tutti esseri umani e dovremmo sviluppare l’empatia nei confronti di chi abbiamo di fronte.
Spero di poter leggere questo romanzo, sono certa che sarà una lettura coinvolgente.

Graziella L
Graziella L
9 mesi fa

Una storia emozionante e molto attuale. Incipit è molto coinvolgente e mi piacerebbe approfondire la lettura.

Fatima
10 mesi fa

Questo romanzo già dall’ anteprima suscita molto interesse. Mi piacerebbe molto leggerlo e sapere come andrà a finire. So già che mi emozionerà, ma ne varrà sicuramente la pena

Anna Maria Refano
10 mesi fa

Leggere l’introduzione suscita già molte sensazioni. Entrare in “confidenza” con chi vive questo dramma, conoscere le loro storie, le sofferenze, i sacrifici, le speranze, che li portano ad affrontare un percorso difficile e complicato. E conoscere questi sentimenti attraverso la “voce” di chi li vive, porterà ad una maggiore riflessione ma soprattutto ad avere una visione diversa e più profonda.

chiara
chiara
10 mesi fa

Attuale, coinvolgente, emozionante, toccante e sicuramente illuminante…un romanzo che pare avere tutte le caratteristiche migliori per una lettura che lascerà sicuramente il segno nel lettore. E quel lettore spero di esserlo quanto prima.

Adalgisa Licastro
Adalgisa Licastro
Risposta a  chiara
10 mesi fa

Cara Chiara, mi complimento con te per l’evidente dote di sintesi e per la perfetta chiave di lettura. Piacerebbe anche sapere che tu potessi andare oltre la prima impressione.Ti ringrazio.

chiara
chiara
Risposta a  Adalgisa Licastro
9 mesi fa

Solo oggi leggo con molto piacere la Sua più che cortese risposta…e grazie ovviamente per i complimenti immeritati che tuttavia apprezzo sinceramente. Grazie ancora.

Maria
10 mesi fa

Argomento fin troppo attuale e che, da questa breve anteprima, sembra affrontato in modo attento e delicato. Davvero una bella proposta.

Adalgisa Licastro
Adalgisa Licastro
Risposta a  Maria
10 mesi fa

Cara Maria, il romanzo pur essendo alla seconda edizione, conferma i problemi irrisolti dell’attuale società, soffermandosi sull’aspetto umano di questa realtà.

Vanessa.Dt
Vanessa.Dt
10 mesi fa

Un’anteprima veramente toccante e coinvolgente, tematiche forti e attuali. La vita di Almarina insieme alla sua famiglia non è stata facile, tanti sforzi e sacrifici per una vita migliore, fatta di speranza e di rabbia.Spero di scoprire di più questa storia.

Adalgisa Licastro
Adalgisa Licastro
Risposta a  Vanessa.Dt
10 mesi fa

Cara Vanessa, nel romanzo pulsa la vita, il cuore di chi semina odio e accaparramenti e la genorosità di chi, non curante di se stesso , si prodiga per alleviare la sofferenza dei più.

Maria
Maria
10 mesi fa

La breve anteprima è veramente molto toccante e ci proietta subito nel vivo della storia. Abbandonare il proprio paese nella speranza di una vira migliore, purtroppo mette continuamente tanti disperati nelle mani di scafisti senza scrupoli. E, per chi sopravvive al viaggio in mare, l’arrivo in Italia tante volte non è come ci si aspettava. Si tratta di storie difficili, ma si intuisce già la grande sensibilità dell’autrice nel trattarle.

Adalgisa Licastro
Adalgisa Licastro
Risposta a  Maria
10 mesi fa

Cara Maria, leggere l’anteprima di un romanzo e coglierne il profondo significato è segno di profonde capacità intuitive. Ti ringrazio per avere riscontrato in me, attraverso i miei romanzi che sicuramente conoscerai, doti di grande sensibilità. Il tuo breve commento mi fa pensare lo stesso di te.

Anna Nenci
Anna Nenci
10 mesi fa

La migrazione è un tema delicato che soprattutto in questo periodo genera pareri contrastanti.
Ma credo che sia necessario guardare non con gli occhi ma con il cuore e soprattutto leggere testimonianze che ci permettano di capire le condizioni di chi è costretto a migrare o semplicemente decide di cercare un posto migliore

Adalgisa Licastro
Adalgisa Licastro
Risposta a  Anna Nenci
10 mesi fa

Dici bene Anna, l’argomento migrazione è tra i problemi più complessi della nostra società. Disponibilità, generosità e senso di umana pietà, non bastano ad offrire una vita migliore a chi è afflitto da una vita amara. Ci sono situazioni di ordine pragmatico, economico-sociale che vanno al di la’ del buon cuore. Grazie per l’interesse mostrato verso il mio romanzo.

Valentina
Valentina
10 mesi fa

Tanto toccante quanto realistica… questa anteprima è già in poche righe un grande spunto di riflessione! Avverto, leggendola, una storia che merita di essere vissuta appieno pagina dopo pagina!

Adalgisa Licastro
Adalgisa Licastro
Risposta a  Valentina
10 mesi fa

Cara Valentina, ti ringrazio per il tuo commento incisivo e pertinente. Sono certa che saresti affascinata dalla lettura di questo romanzo che affronta tematiche che hanno radici nel tempo.

Caterina Genco
Caterina Genco
10 mesi fa

So già che questo libro mi farà scendere qualche lacrimuccia, ma è importante conoscere la storia di quelle persone che hanno affrontato il mare in tempesta, le difficoltà, i soprusi, nella disperata ricerca di una vita normale , serena , lontano dalle guerre e dalla miseria. Se dovessi ricevere una copia, sarò felice di leggerla . Grazie.

Adalgisa Licastro
Adalgisa Licastro
Risposta a  Caterina Genco
10 mesi fa

Cara Caterina, le tue lacrime , espressione d’immedesimazione , manifesteranno grande compenetrazione della realtà narrata, ma anche tanta sensibilità… Nel romanzo, coglierai momenti di gioia e di dolore, ritrovando la vita nelle sue forme variegate. Ti ringrazio per il bel commento.

Anna
Anna
10 mesi fa

Una storia sicuramente molto emozionante e molto attuale da questa anteprima.

Adalgisa Licastro
Adalgisa Licastro
Risposta a  Anna
10 mesi fa

Cara Anna, l’anteprima apre solo un piccolo varco a una lettura che ti catturerà

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