Il commento di Nicla Morletti

La spugna di Lella De MarchiLella De Marchi è poetessa dall’animo nobile e gentile. E questo libro ne è la testimonianza. L’autrice scrive versi con maestria obbedendo all’istinto che la trascina verso la manifestazione dell’impressione che essa ritrae a contatto della natura. Della vita. Delle cose. La bellezza incomparabile del cielo viene ritratta con dolcezza e umanità, perché la mano che scrive obbedisce ai sentimenti: “Essere senza senso, / senza nessuno / dei sensi, / librarsi alti nel cielo, / diventare aria…”
Ma la poesia di Lella De Marchi è anche ricerca del sé: “Dentro di me sempre di più miapprofondisco, / ma se mi spingo troppo è come diventare /niente, / un luogo inaccessibile vuoto anche di me…”.

La spugna – prologo

dove mi passa la voce del mondo?

non sono piena, il mio corpo non è
materia pesante uguale compatta,
il mio corpo non è cemento, non sono

vuota, il mio spazio non è il vuoto
totale buio profondo, il mio spazio
non è il fondo, io sono piccola

piccola piccola, sono fatta di cose
sottili leggere vicine dovunque
vaganti piastrine, tu sfiorami

con un soffio, toccami con la voce
muovimi fammi vibrare
la superficie, passami la voce
del mondo tra i pori di questa spugna

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