mercoledì, 28 Luglio 2021
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La stagione di Olga di Laura Leoni

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La stagione di Olga di Laura Leoni

La stagione di Olga di Laura Leoni è il primo romanzo della poetessa, scrittrice e pittrice fiorentina

La stagione di Olga di Laura Leoni, la “presente assenza” del perduto amore

Quando una persona amata scompare, il mondo sembra crollarci addosso e quello stato di verità e sogno che fino a quel momento abbiamo sperimentato va in frantumi. Cominciamo allora a cercare la persona amata in tutte le cose, gli oggetti, la casa e i luoghi in cui abbiamo vissuto insieme. Inseguendo i nostri ricordi andiamo a caccia del perduto amore, sperando di poter attingere ancora dalla fonte del nostro sentimento quelle indimenticabili emozioni. Come dice Shelley, è come se avessimo amato un’Antigone in una vita precedente e nulla adesso, qui e ora, potesse appagarci. Se poi, la persona amata è scomparsa del tutto e di lei non si sa più nulla, né dove sia né se sia ancora viva, la disperazione è ancor più cupa e il tormento della ricerca si fa più acuto.
È il destino di Costantino, protagonista di questo particolare affascinante romanzo di Laura Leoni. All’improvviso, nel pomeriggio di quattro anni prima, la moglie Olga, uscita per andare dal medico, non fa più ritorno. Comincia così per Costantino un periodo torbido della sua vita come quell’acqua putrida del Danubio, a Budapest, dove “Olga si era lasciata trasportare da un malessere, un malessere del fiume, che era disceso nella stagione, nel flusso inverso: “la stagione di Olga”.” Sono anni in cui Olga torna a farsi “viva”, con vere e proprie apparizioni, vigile presenza nella casa in cui ha vissuto insieme a Costantino e divenuta per lui “reliquario d’amore”, tempio consacrato all’amore e al ricordo della moglie tanto amata.
L’autrice riesce nell’impresa di rendere palpabile questa invisibile fluttuante “presente assenza” di Olga, dipingendo un personaggio straordinario: un’eterea figura di donna bella e misteriosa che inquieta ed affascina, manifestazione dell’amore che avvolge ogni cosa e che sopravvive alla stessa persona amata. Un personaggio in grado di evocare indimenticabili modelli di donne della grande tradizione romantica come quelli dei racconti di Poe e di Le Fanu. Una scrittura elegante, stilisticamente di gran pregio, e una prosa ricca di immagini poetiche e intense rendono la lettura appassionante ed appagante.
Robert, Manuale di Mari

Guardò l’acqua, un’acqua sporca, putrida. E ricordò che a Budapest, sul Danubio, Olga si era lasciata trasportare da un malessere, un malessere del fiume, che era disceso nella stagione, nel flusso inverso: “la stagione di Olga”.

Da quando, quattro anni prima, sua moglie Olga è sparita senza lasciare traccia, Costantino vive nella penombra della sua casa, circondato dai suoi ricordi e dai segnali che lei continua a lasciargli. Se anche la sua presenza è indefinita e incostante, infatti, Olga tenta costantemente di comunicare con suo marito, soprattutto per lasciargli indizi che possano svelare il mistero della sua scomparsa. Scoprendo improvvisamente la mancanza di quattro vestiti che la donna aveva indossato in occasioni speciali, Costantino, su suggerimento della sua amata, ripercorre le città che avevano visitato insieme al fine di ritrovarli e di capire cosa potesse averla indotta a disfarsene. Tra viaggi improvvisi e misteriose coincidenze, strane manie e ossessioni, riavvicinamenti e nuove conoscenze, il protagonista decide, alla fine, di spalancare le finestre della propria abitazione.

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Per non scordarsele, durante il giorno Costantino ripeteva le stesse cose senza stancarsi; borbottava frasi banali per spogliarle della consistenza, del loro senso. Si confondeva e confondeva la realtà con i ricordi. Recitando quelle strane invocazioni, che trascriveva con metodo su un’agendina, sperava di distaccarsi da un’esistenza apparentemente normale, che a lui sembrava vuota. Soprattutto si augurava che le elevazioni producessero nella sua mente estasi.
Dal giorno che sua moglie Olga era scomparsa in circostanze misteriose, parlava e discuteva in un monologo, come se la immaginasse dentro casa. Nelle lunghe veglie notturne, spesso si lamentava implorando il suo nome. Gli mancava molto e all’idea di averla persa, in quel modo e per sempre, non si rassegnava. Accusava sensi di colpa e in alcuni momenti i rimorsi, come lacci, gli opprimevano il cuore e la gola. Di notte le parole di Olga venivano a tormentarlo e Costantino, per dimostrarle affetto, le annotava sul taccuino.
La loro unica figlia, Teodora, in un periodo di riflessione aveva deciso di consacrare la propria vita all’interno di un ordine monastico. Dopo che Olga se n’era andata, aver dovuto accettare la scelta di Teodora per Costantino non fu facile. Ma tra la solitudine e i rimpianti, anche mescolato tra la folla, lui –pellegrino errante – aveva edificato un muro nell’eremo di se stesso.

Appassionato d’arte, con una laurea in Storia dell’Arte, quando non poteva sottrarsi al fascino di alcuni appuntamenti andava in giro per visitare mostre. Per le forti sensazioni che provava ammirandoli, Costantino era convinto che i capolavori dei grandi artisti avessero da svelargli ancora qualcosa. Da un punto all’altro, immerso nei colori, percorreva le sale in entrambi i sensi dedicandosi a esaminare tecniche e prospettive.
Solo quando i pensieri lo assalivano si metteva seduto. Divani disposti ad arco, nel centro o in pareti opposte alla sequenza delle pitture, servivano a intrattenere il visitatore. Quando vi si accomodava, a Costantino ogni tanto succedeva di appisolarsi. In biascichii ammezzati dialogava allora con i colori e, a chi gli rivolgeva parola, rispondeva che stava bene e che non aveva bisogno di nulla. Senza ricordare niente e nessuno, ritemprato solo da visioni di città soleggiate, si rialzava poi con noncuranza.

Nel 1937, sotto i portici di Castel Goffredo, in provincia di Mantova, la rinomata merceria Guerresi, oltre che per l’eleganza e la qualità della merce, si distingueva per l’originalità e gli addobbi alle vetrine. All’interno, l’arredo sobrio e prestigioso presentava banconi in legno massello con cristalli per la zona espositiva. Dalla piazza centrale la merceria si notava molto bene e, se anche un passante fosse andato di fretta, non avrebbe esitato a fermarsi.
I titolari, i signori Guerresi – genitori di Costantino e Clelia – erano sempre indaffarati a servire la clientela. La madre di Costantino, la signora Evelina, era una donna dal bel portamento e qualsiasi cianfrusaglia si mettesse indosso le faceva figura come un capo di alta sartoria. Le migliori sarte, ma anche sartine della zona e provincia, per qualsiasi genere di nastri, guarnizioni o foderame si rifornivano da loro, che, oltre a dare soluzioni, sapevano consigliare per la lavorazione di tessuti, abiti e molto più. Persino i loro pizzi, trine e calze di seta pura, che gli ufficiali tedeschi in tempo di guerra acquistavano per le loro donne, venivano da Parigi. Le varie scatole di bottoni, disposte in file verticali, contribuivano a dare al negozio quel bell’effetto decorativo, tanto che alcuni di essi, sofisticati come gioielli, confondevano il cliente sull’uso che avrebbero potuto farne. L’antica merceria era stata avviata dal nonno paterno e con i due nipoti si sarebbe trovata alla terza generazione.
Costantino, indaffarato nelle sue cose, ricordava solo di essersi trastullato da piccolo sul pavimento del negozio.
Tra passato e presente, in un calmo trasporto del tempo, l’uomo si lasciava guidare da tutto ciò che un accenno, indizio o imprevisto erano divenuti per lui compagni essenziali di tutti i giorni. Si cullava nei ricordi ma anche nelle illusioni, l’illusione di veder tornare Olga, di vederla varcare la soglia di casa e, a distanza di anni, dirgli semplicemente: «Ciao Costantino, mi aspettavi? Ecco, sono tornata!».
A lui sarebbe bastato. L’avrebbe abbracciata e baciata come se non fosse successo nulla.
(da La stagione di Olga di Laura Leoni)

La stagione di Olga
di Laura Leoni
Editore‏: Ensemble (3 giugno 2019)
Copertina flessibile: ‎206 pagine

Laura Leoni

Laura Leoni, nata a Firenze è stata per tanti anni impiegata presso la Casa editrice “La Nuova Italia” passata al Gruppo Rizzoli. Ho pubblicato alcune poesie sull’Almanacco della rivista “L’ozio” e in Nostos. Ha collaborato con la rivista letteraria “L’area di Broca”. Nel 1997 ha pubblicato il libro di poesie “Spoglia d’ali” (Gazebo Edizioni), curato da Mariella Bettarini. Ha esposto opere pittoriche in molte mostre personali: Volterra, San Miniato,Todi e Bagno Vignoni. Ha eseguito per la Chiesa di Bagno Vignoni (Si), l’opera in acquarello di : “Santa Caterina da Siena”. Ha eseguito per la Basilica di Lucca l’opera in acquarello di “Santa Gemma Galgani”. Nel 2008 ha pubblicato il libro “Anatomia di una goccia – Testi per balletti”, edito dalle Edizioni La Meridiana, vincendo nel 2009 il primo premio Radio-Rai, Centro Unesco di Firenze “Microfono di Cristallo”. Sempre dallo stesso libro il brano “Virginia” ha ispirato uno spettacolo di danza. Nel marzo 2015 è uscita la raccolta di racconti dal titolo “Da qualche parte sotto ogni cielo” edito da Edizioni Croce. “La stagione di Olga” è il suo primo romanzo, pubblicato con l’Edizioni Ensemble. Terzo premio 2018 “Residenze Gregoriane” per l’inedito, di cui ha avuto sedici recensioni. Segnalazione d’onore al Concorso letterario Rive-Gauche “Firenze in letteratura” nel 2020. Sempre nel 2020 Diploma di merito al Concorso letterario di “Città di San Giuliano Milanese”. “L’utopia di un architetto” è il suo secondo romanzo. Per la narrativa inedita Il romanzo “L’utopia di un architetto” è stato finalista per il Premio Residenze Gregoriane 2020. Con la Casa editrice Chipiuneart nell’anno 2021 ha pubblicato un libro di poesie dal titolo “Luminosa claustrofobia”.

23 Commenti

  1. Subito vedendo la copertina del volume e leggendo l’anteprima il lettore è avvolto da un crescendo di emozioni, la voglia di saperne di più è tanta.
    Penso che sia una narrazione accurata e ben costruita, grazie anche al ritmo incalzante, non solo per dare informazioni al lettore ma anche per fargli capire qualcosa. Chissà come continua e fin dove si spinge l’autrice con le pulsioni d’animo.

  2. Devo dire che la trama ha subito catturato la mia attenzione, la trovo coinvolgente e appassionante. I gialli psicologici hanno sempre dei risvolti interessanti e sicuramente sono da approfondire.

  3. Complimenti all’autrice, una storia meravigliosa.
    Olga sparita dal suo mondo e mai più ritrovata e Costantino che cerca con tutto se stesso di poterla ritrovare e portarla nuovamente tra le sue braccia.
    Lei lascia segni, strane apparizioni, che dovrebbero fargli capire il perché di questo strano e terribile mistero. La casa è trasformata in un Santuario dei ricordi e il Danubio, scorre con l sue acque buie, melmose e tanto, tanto tristi.

    Le sue vesti si gonfiarono, e come una sirena per un poco la sorressero, mentre cantava brani di canzoni antiche, come una ignara del suo stesso rischio, o come una creatura nata e formata per quell’elemento. Ma non poté durare a lungo, finché le sue vesti, pesanti dal loro imbeversi, trassero la povera infelice dalle sue melodie alla morte fangosa.»

    (Amleto, Atto IV, scena VII)

    • Che commento meraviglioso addirittura con un’allegoria shakespeariana : Ophelia,tratta dall’Amleto.
      Grazie spero lo legga e mi dica ancora ciò che pensa.

  4. Una splendida anteprima e presentazione, per questo avvincente romanzo che cattura sin da subito la nostra attenzione.
    Amore, solitudine, mistero, domande, sentimenti, emozioni che si intrecciano per farci leggere pagina dopo pagina tutte d’un fiato.

  5. L’anteprima fa subito entrare nello spirito del romanzo. Mi è sembrato di vedere Costantino e la sua disperazione che si acuisce nella notte, quando Olga sembra parlargli. L’amore è un sentimento troppo forte, da non consentire ad un uomo innamorato di andare avanti senza sapere cosa sia successo veramente alla sua donna. Mi piacerebbe seguire Costantino nel suo viaggio alla ricerca di Olga, risolvere con lui il giallo della scomparsa della sua amata e capire dove lo porterà questo sofferto cammino…

    • E se Lei vorrà lo seguirà. Lo seguirà nel giallo della sua mente dove ogni pensiero si contorce per trovare una risposta a dove sarà Olga.

  6. Come si fa a vivere quando la persona amata scompare all’improvviso ? Diventa un pensiero fisso ,un pensiero che non ti lascia vivere.Gia’ daelle prime righe questo libro mi ha affascinato complimenti all’autrice e tantissimi Auguri .Mariliana

  7. Dall’anteprima sembra proprio un libro meraviglioso che mi farebbe davvero piacere leggere!
    Un giallo psicologico che ha tutti gli ingredienti che piacciono a me.
    La copertina del libro è veramente spettacolare, se lo vedessi in libreria mi fermerei sicuramente a sfogliarlo attratta da questa ragazza così eterea e dai colori .

    • Mi fa molto piacere. La copertina l’ho scelta io poiché Olga come Ophelia penetra nel suo segreto. Si avvolge d’acqua.

  8. Una linea sottile il sentimento che non muore mai, un giallo psicologico che ti cattura dalle prime righe. Coinvolgente al punto che ti trovi dentro con lui a percorrere la sua sensazione di solitudine. Bellissima la copertina, onirica dai colori caldi avvolgenti , quel corpo che sembra non trovare riposo…

  9. Un viaggio sentimentale nell’amore vissuto, interrotto e infine immaginato, per questo ancora più intenso. Emozioni oniriche che al risveglio non smettono di essere reali… questo e molto altro nella scrittura unica e inconfondibile dell’autrice in una lettura da consigliare

  10. Ho letto la presentazione ,l’anteprima e per curiosità quello che si trova sul web in merito a quest’opera.
    Una tematica complessa, un romanzo giallo-psicologico, apparizioni, indizi, vestiti scomparsi che ricordavano avvenimenti importanti, tanti tasselli da ricercare per dare un senso alla scomparsa, un viaggio interiore.
    Sicuramente una lettura interessante, spero di poter leggere l’intero libro.
    Cordiali saluti.

  11. Un’anteprima che ti coinvolge già dalle prime righe e incuriosisce sulle vicende della vita di Costantino…
    Quanta sofferenza porta con sé quest’uomo…tra l’incertezza per la sorte di Olga e il suo desiderio di saperla ancora viva, di sentire, ancora una volta, la sua voce…immagino che il suo sarà un “viaggio” infinito alla ricerca dei misteri della scomparsa della moglie e alla scoperta di nuovi sentimenti, conosciuti e non, che lo porteranno ad una consapevolezza di ciò che necessita di comprendere…

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