lunedì, 6 Dicembre 2021
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La tigre e l’aquila di Francesca Patton

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La tigre e l'aquila di Francesca Patton

La tigre e l’aquila. Quando la rivoluzione ebbe inizio di Francesca Patton è l’ultimo romanzo della scrittrice e giornalista trentina

La tigre e l’aquila. Quando la rivoluzione ebbe inizio di Francesca Patton, dal sentimentale al fantastico un romanzo storico ricco di colpi di scena

È una trama che ben si addice alle recenti restrizioni che abbiamo vissuto, quella che emerge dal romanzo storico della scrittrice trentina Francesca Patton, “La tigre e l’aquila, quando la rivoluzione ebbe inizio” edito da Luoghi Interiori di Città di Castello.
Il romanzo, ambientato durante la prima rivoluzione industriale in Inghilterra mette in scena il giovane Edward, operaio di una delle tante industrie tessili del Paese. Ben presto, però, il giovane si renderà conto, con l’aiuto di un caro amico di famiglia, il Generale Moonroad (una sorta di Mago Marlino con il quale darà vita a una vera e propria trasformazione), che in lui risiede una forza più grande di quella che pensava e con essa una grandissima responsabilità: cambiare il destino delle nuove generazioni inglesi e di tutta l’umanità. Non sarà solo, però, in questa missione perché assieme a lui, a combattere per la libertà, si farà strada la giovane Helen.
Francesca Patton, già pluripremiata a livello nazionale per le sue opere letterarie (saggistiche e di narrativa), oggi ha deciso di rivolgere questo suo ultimo romanzo al grande pubblico affrontando una tematica estremamente attuale come quella della libertà e dei suoi confini: “Ho deciso – commenta Francesca – di dare voce alla figura del giovane eroe rivoluzionario Ned Ludd, colui a cui si deve la nascita del movimento operario chiamato appunto luddismo, perché dalla storia si può sempre apprendere come affrontare le nuove sfide che la contemporaneità ci pone davanti, come la resilienza, la tenacia, la forza e la consapevolezza che da pensieri e azioni positive deriva un presente migliore. Edward diverrà un supereroe, ma anche un modello di grande etica e valore”.
La tigre e l’aquila prende spunto dalla rivoluzione industriale inglese per tessere una trama capace di muoversi dal sentimentale al fantastico, ricca di colpi di scena, avventure e metamorfosi, che, in ultima analisi, invita a comprendere il grande dono della propria personale esistenza e libertà.

Leggi anteprima

PRIMA PARTE
L’esordio

“Non cantare più i tuoi vecchi versi sull’audace Robin Hood,
Le sue prodezze ammiro solo un po’
Io canterò le imprese del generale Ludd
Ora l’eroe del Nottinghamshire”

Era una notte d’inverno. Una di quelle notti dove il cielo sembra fare a pugni con sé stesso.
Sul tappeto di fumo che pervadeva le strade del Nottinghamshire si depositava, a colpi, un sottile strato di poltiglia rossastra che sembrava provenire da succose nubi vermiglie, spremute forse dal Dio Thor.
Era quella la notte giusta. Lo sapeva bene. Tutto era pronto.
Era la notte del generale Ludd, la notte in cui i sogni diventano realtà e la giustizia trionfa.
William Cartwright lo stava già aspettando. Seduto sulla sua lussuosa scrivania stava fumando un sigaro cubano, quando tutta la potenza del cielo sembrò abbattersi sulla sua fabbrica tessile e dalle finestre si udì la pioggia picchiare voracemente. Ludd capii subito che quello era quello il momento giusto!
Un fulmine violento illuminò il suo mantello d’oro mentre la sua mano prese la gola del signor Cartwright.
“Ora devi pagare per tutto quello hai fatto a questa gente,” urlò.
Cartwright tentò di liberarsi e con il piede cercò di raggiungere la lampada ad olio che aveva appoggiato sulla scrivania. Ogni tentativo fu vano.
La mano lo sollevò da terra e una voce profonda continuò:
“Io posso salvarti la vita, ma tu devi aprire gli occhi su tutto ciò che hai distrutto in questa città. Lo vedi quel fumo? Vedi come pervade le strade del Nottinghamshire? Bene, lì, centinaia di famiglie stanno aspettando i loro uomini che lavorano per te. Centinaia di donne stanno aspettando i propri figli che lavorano per te. Persone che tu tratti come birilli di carta. E ora, dopo che per te hanno sputato sangue, li mandi a casa sostituiti da una nuova macchina? Molti di loro sono morti per te. Molte famiglie non hanno più nulla da mangiare a causa tua! Te ne rendi conto?”
La mano attenuò la presa quel tanto da consentire al signor Cartwright di chiamare le sue guardie del corpo. Quello, fu l’inizio della fine.
L’uomo dal mantello dorato si girò in direzione degli uomini di Cartwright e dalle fessure della maschera nera che gli copriva il volto li vide avvicinarsi armati di fucili.
Spinse il signor Cartwright in quella direzione e solo in quel momento vide una treccia bionda e quel volto che per tutta la sua vita non avrebbe mai dimenticato:
“Eleanor!” Gridò correndo verso di lei.
“Generale Ludd – esclamò il signor Cartwright – credeva davvero che fossi così stupido? Sapevo sarebbe venuto e per questo le ho fatto trovare una dolce sorpresa.”
Le guardie iniziarono a sparargli addosso, ma il generale Ludd sapeva esattamente cosa avrebbero colpito e schivò con grazia felina ogni colpo. Saltò su una trave e colpì con la punta di ferro dei suoi stivali tutti gli uomini di Cartwright.
Si diresse così verso il signor Cartwright e come un piccolo rapace si aggrappò al soffitto:
“So bene che hai una pistola con te. So bene che mi sparerai a breve, ma ora tu devi liberare Eleanor. Sarebbe solo un’altra delle tue vittime innocenti. Io sono qui, ed è me che vuoi.”
Un incredibile lampo accompagnò le sue ultime parole facendo brillare l’oro del suo mantello e creando attorno a sé un’aura di forza quasi accecante.
Era la notte del generale Ludd, la notte di un nuovo Thor.

“Mamma, mamma!” Urlò il piccolo Edward stropicciandosi gli occhi. La luce del giorno non gli era sembrata mai così limpida e l’aria mai così pura. Era una mattina nuova. Il generale Ludd aveva fatto giustizia.
Scese le scale di abete con addosso il suo pigiamino giallo di lana. Jennifer era una donna molto paziente e piena d’amore per i suoi figli.
“Che c’è tesoro?” Gli chiese ponendogli in mano una tazza di latte appena munto.
“Il generale Ludd! – esclamò Edward agitato – Lui, ha fatto giustizia!”
“E chi è il generale Ludd?” Continuò Jennifer mentre porse al suo piccolo un biscotto d’avena.
“Lui è, lui è, un eroe, il figlio di Thor!”
“Ah, piccolo mio, hai fatto un bel sogno, mi sa?”
E spostò le tende della finestra della cucina lasciando penetrare il grigio già scuro di una nuova giornata nella zona industriale del Nottinghamshire. Edward guardò fuori con stupore. Dove era finita la luce purissima del suo risveglio? Dove era il generale Ludd?
“Ma… – ripose scioccato – io credevo che fosse vero. Lui era così forte.”
Jennifer iniziò a spogliare il suo piccolo ometto e a infilargli gli abiti da lavoro.
“Non ci pensare, se lo hai sognato è sicuramente vero, è accaduto. Forse non ancora qui. E ora, lavati la faccia, che le campane sono suonate da un po’ e devi arrivare puntuale alla fabbrica di Cartwright. Non vorrei mai doverti vedere sanguinare per un po’ di ritardo.”
Edward si specchiò nella tinozza d’acqua e lasciò uscire un sospiro di rassegnazione prima di offuscare la sua immagine immergendoci le mani. Poi, pettinò con le mani i suoi fini capelli dorati, baciò sua mamma e infilandosi una sciarpa e un cappotto tutto rappezzato prese il viale per il “regno di Cartwright.”
Non era solo. Quel giorno, come tanti altri, una fila di bambini percorreva la strada sterrata per la collina della fabbrica tessile. Lui però, si voltò e sorrise a Jennifer che lo stava salutando dall’uscio della porta.
La vide rientrare con aria rilassata. Eppure dentro di sé non si era acquietato l’entusiasmo e il desiderio della notte.
La mamma aveva appena chiuso la porta quando un ragazzo con passo felpato, di qualche anno più grande di lui, iniziò a gridare: “Scemo! Scemo! Scemo” e gli prese la sciarpa facendola penzolare a terra per poi alzarla in cielo a modi bandiera.
Edward si difese come meglio poté: “Ridammela Nelson!”
E assieme a Nelson un gruppo di ragazzi iniziò a prendersi gioco di lui.
“Scemo, scemo, scemo!” gridavano in continuazione mentre Nelson sventolava come segno di trionfo la sciarpa del piccolo Edward.
Edward saltava cercando di recuperare la sua sciarpa mentre un drappello di altri ragazzi rideva divertito dalla scena. Lo tormentavano così già da un paio d’anni.
Il tutto era iniziato a seguito di un incidente alla fabbrica, quando la guardia di Cartwright lo aveva sorpreso a osservare un insetto. Edward aveva lasciato la navetta nel passo dimenticandosi di spingerla con forza per prenderla quando sarebbe arrivata al lato opposto. La lana, in questo modo, rimase per molti minuti ferma, senza essere infilata.
La magia di quelle alette verdi e quei colori tendenti al blu avevano portato il giovane Edward a sognare di salire in groppa al maggiolone per volare leggero tra muschi e licheni.
(Estratto da La tigre e l’aquila di Francesca Patton)

La tigre e l’aquila.
Quando la rivoluzione ebbe inizio
di
Francesca Patton
Editore: ‎LuoghInteriori (21 febbraio 2020)
Copertina flessibile: ‎202 pagine

Francesca Patton

Francesca Patton, giornalista e professoressa di italiano, storia e filosofia negli istituti superiori di Trento, è autrice di “Dalla Nausea all’Indifferenza, analisi comparata de La Nausée di Sartre e Les Particules elementaires di Houellebecq” (Ancora Editore),  ”Il magico mondo di Nyu” (Europa Edizioni), “Liberi di essere liberi: storia di una ex fumatrice” (Mandragora Editore), “Lanterna di Luce” (Stillarte Editore), “La tigre e l’aquila: quando la rivoluzione ebbe inizio” (Luoghinteriori Editore); ha scritto diversi saggi, racconti e poesie pubblicati in opere e riviste letterarie dedicate. Dirige e ha diretto le riviste trimestrali “Pine’ – Sover Notizie” e “Albiano Notizie”.

27 Commenti

  1. Bellissimo e accurato romanzo storico che non si ferma al racconto dei fatti ma pone l’accento anche sui sentimenti e sull’anima dei personaggi. Mi è piaciuto molto il booktrailer perché, grazie all’ottima lettura, alle immagini e alla musica, il lettore è già catturato e invogliato a saperne di più. Sicuramente un libro utile per raccontare la storia sotto altri punti di vista, diversi da quelli imparati a scuola, e che potrebbe fare da riflessione per i giovani d’oggi. Mentre guardavo il video e dopo leggevo l’anteprima era come se io stessa provassi quanto narrato.

    • Grazie Carolina, è vero, la notte in cui i sogni diventano realtà 🙂 e in prossimità di Natale direi che sarebbe perfetto :))) grazie a te 🙂

  2. Conosco personalmente l’autrice, Francesca Patton, una donna, una mamma, un’amica davvero speciale e lo si capisce anche leggendo i suoi fantastici romanzi. Ho letto in parte il romanzo, lo devo ancora finire, ma da subito mi ha colpita per l’argomento trattato, che ci riporta attraverso la storia a ciò che che stiamo vivendo in questo complicato periodo e sto parlando di libertà, tema molto discusso attualmente, libertà che in un certo senso ci viene privata, Francesca riesce però attraverso la fantasia a portarci in un mondo fantastico a farci sognare e sì, sognare fa bene a tutti…. Finirò sicuramente il libro e intanto ringrazio Francesca per avermi regalato emozione e avermi permesso di riprendere un’argomento molto interessante, quale quello della rivoluzione industriale. Non smettere mai, Francesca, di continuare a farci sognare!

    • Cara Erika, grazie di cuore per il tuo messaggio, per le tue parole, per la tua amicizia. Sognare fa sempre bene, riscalda il cuore e dona sollievo all’anima.
      Il protagonista del romanzo lotterà per la sua libertà e per quella degli altri, non sarà facile ma acquisirà molto di più della libertà stessa. Appena avrai finito il libro, mi farebbe piacere avere un tuo parere. Grazie infinite.

  3. Un romanzo storico che trasmette energia. Un succedersi di avvenimenti, ma anche di sentimenti che nella loro intensità e nel loro essere universale, permettono all’anima di trovare un luogo sicuro, un luogo da cui ripartire e dare vita a un mondo nuovo.
    Grazie Francesca, le tue parole raccontano storia, regalano autenticità e trasmettono fiducia.

    • Grazie Francesca, penso non ci sia nulla di meglio di riuscire con le parole a far sentire sicuri i lettori e dare loro modo di ripartire per dare vita a un mondo nuovo. Ne sono veramente lieta! Grazie di cuore per il tuo commento, per le tue sensazioni e pensieri. Mi fai pensare a Gadamer e al circolo ermeneutico…è bello sapere che La tigre e l’aquila possa vivere nel significato che ciascun lettore sa dargli, anche e soprattutto in termini di “creazioni di nuovi mondi possibili”.

  4. Quanto è vero Cristina, splendido! E poi qui, dove vivo, in mezzo ai boschi di abeti e larici, beh…manca solo una spolverata di neve per rendere il tutto perfetto. Grazie

  5. Ogni fatto, storico o personale, su cui Francesca Patton posa il suo sguardo viene illuminato, chiarito. Per me leggere i tuoi libri Francesca è come partire per un viaggio fuori dal tempo e dallo spazio, non da sola ma accompagnata da uno dei tuoi personaggi terribilmente onesti e sinceri, romantici e leali. E alla fine capisco meglio le infinite sfumature dell’animo umano

    • Non posso fare a meno di sentire il cuore riempirsi di gioia! Splendido Sabrina saperti partire per un viaggio al di là del tempo e dello spazio in compagnia di uno dei miei personaggi per poi tornare con una consapevolezza nuova. In totale onestà non potevi farmi complimento migliore. é da sempre ciò che desidero donare con le parole. Grazie infinite.

  6. Non ho volutamente letto la trama ma solo ascoltato la lettura fantastica di Milena Vukotic dell’incipit concentrandomi sulla scrittura, dotata a dire il vero di una forza prorompente. Si concentra sulle ingiustizie di una società in via di evoluzione che schiaccia i propri figli. Il lettore si sente coinvolto dalla voce narrante contro il loro sfruttamento. Sono curiosa di sapere come continua il romanzo, fra storia romanzata e storia reale, che immagino con colpi di scena e a tinte forti. Grazie a Francesca Patton…

    • Grazie di cuore Elisabetta, le tue parole mi riempiono di gioia.
      Sicuramente immagini bene, o almeno l’intento è stato proprio questo: rappresentare una società in divenire, in cui le ingiustizie vengono colte da un giovane eroe, capace di creare qualcosa di straordinario! Condivido totalmente, Milena Vukotic ha saputo leggere e interpretare divinamente questa prima parte del romanzo. Grazie

  7. L’incipit del romanzo mi è piaciuto, inoltre ascoltarlo dalla voce di Milena Vukotic lo ha reso ancor più accattivante. Non dimenticare i fatti storici che ci hanno preceduti è importante per capire il presente e per trovare sempre nuovi spunti e, soprattutto, continuità col passato . La rivoluzione industriale, poi, ha dato inizio ad una nuova epoca, ma ha privato il genere umano della sua libertà e ora tutto sembra riproporsi in maniera ancora più drammatica. Mi piace anche l’idea del fantasy che si mischia col romanzo storico, in modo da rendere intrigante la narrazione. Si prospetta un’interessante lettura!

    • Grazie Maria del suo commento. Sono lieta l’incipit del libro le sia piaciuto. Ritengo che la mia scrittura sia alle volte poetica…adoro unire generi e forme! Condivido con lei le riflessioni sulla rivoluzione industriale e, ahimè, ai legami con la nostra quotidianità in termini di riduzione della libertà. Spero avrà modo di immergersi in questa avventura, scritta con il vero intento di donare delle ore piacevoli tra una pagina e l’altra. Grazie

  8. Un mix perfetto che preannuncia un romanzo interessante, intrigante e con un pizzico di fantasia, che ci farà sognare, tornando indietro nel tempo, rivivendo la storia passata, e vivendo coi protagonisti momenti e situazioni tra le più disparate.

  9. Ho una profonda conoscenza della Rivoluzione Industriale in Inghilterra e sono sono da sempre appassionata ai romanzi che la “circumnavigano”.
    Leggendo l’anteprima di questo libro sono stata colpita dagli inaspettati risvolti fantasy e devo dire di esserne incuriosita. Mi piacerebbe continuare la lettura di questo romanzo, che si preannuncia molto interessante!

    • Splendido trovare qualcun altro che condivide la passione per la rivoluzione industriale. La figura di Ned Ludd mi ha sempre affascinato, e su di lui non ho potuto fare a meno di crearne un romanzo con un super eroe! Grazie del commento.

  10. Incredibile quanto si possa imparare da un buon romanzo storico.
    La trama è semplicemente avvincente e spero di poter leggere l’intero libro. Ho studiato letterature straniere eppure non abbiamo mai nemmeno sfiorato questo dato. Bello approcciare eventi storici nuovi, che possano lasciarci degli ideali da seguire.
    Vorrei anche esprimere il mio apprezzamento oltre che per il libro anche per il ManualediMari. Grazie a quest’ iniziativa sto scoprendo autori stupendi come la Patton. Davvero interessanti anche gli altri libri.
    Spero davvero di poter ricevere una copia.
    Grazie.

    • Grazie Domenica, sono lieta anch’io di fare la sua conoscenza. Ha ragione, questa iniziativa è davvero incredibile!
      Spero il libro saprà essere di suo gradimento: sono di fondo una profonda idealista e così, credo, questo traspare da ogni mio romanzo, compreso questo, in cui i temi della libertà, dell’amore, dei diritti, del valore dell’esistenza, dell’amicizia, del legame con il mondo, tornano e si intrecciano con il desiderio di donare qualcosa in più a chi li scopre in ogni sua pagina.

  11. Mi piace molto il genere storico accompagnato, poi, dalle imprese eroiche del protagonista e da una storia d’amore, è il connubio perfetto!
    E già l’anteprima mi ha catapultato in un mondo sognante dove l’evolversi delle vicende si mischia con la fantasia e l’immaginazione e l’emozione di scoprire cosa succederà…
    Complimenti all’autrice!

    • Grazie di cuore Anna Maria, mi hanno sempre colpito le storie in cui c’è un’evoluzione del protagonista, in cui l’eroe apprende, cresce, muta e dà vita a qualcosa di incredibile…e in tutto ciò l’amore non può assolutamente mancare!

  12. Ritornare indietro nel tempo e scoprire come tutto quello che ci circonda ha avuto inizio, di come l’ uomo attraverso i secoli ha perfezionato e grazie alla sua intelligenza è riuscito a migliorare la vita odierna è per noi una scoperta di un passato da non dimenticare.Penso sia un libro da leggere soprattutto per le nuove generazioni perché la conoscenza è vita per il futuro.Spero di continuare la lettura presto ,tantissimi auguri Mariliana

    • Grazie Mariliana,
      condivido totalmente: la conoscenza è vita per il futuro. Ed è proprio così, come dice lei, ne La tigre e l’aquila si torna nel passato, ma per andare avanti, in un qui e ora, sotto un’altra luce. Tantissimi auguri anche a lei, grazie di cuore.

  13. Immergersi in un romanzo storico pieno di suspense in un freddo inverno con un camino acceso e un the caldo…ecco mi piacerebbe leggere questo romanzo così…

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