sabato, 12 Giugno 2021
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Ladra d’Amore di Maria Carla Forte

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Ladra d’Amore di Maria Carla Forte

Ladra d’Amore di Maria Carla Forte, in un romanzo-confessione l’amara esperienza di una ragazza, una storia tratta da una vicenda reale

Ladra d’Amore di Maria Carla Forte, la rinascita di un’anima

La violenza sulla donna spegne la luce della sua anima:
«…Mi ha nutrita la passione come la sofferenza, mi ha allevata la blasfemia come la preghiera…!»
L’esistenza di Eva, appena quindicenne, si perde nel tempo di un’esperienza devastante e la perversione diventa il suo mantra. La sessualità, perpetuata con ostinata determinazione, crea nella sua mente una spirale infernale.
L’amara esperienza, di questo romanzo-confessione, è tratta da una vicenda reale. Accaduta una volta, in una strada di campagna, ad una ragazza che rincorreva la spensieratezza, come, purtroppo, succede ancora oggi. La storia di Eva ci porta in un mondo tormentato e ci fa capire come la sofferenza sappia spingerci verso la conoscenza del nostro vero Io.
«Ladra d’amore» è la rinascita di un’anima.

L’autrice

Nel vecchio che muore c’è il nuovo che nasce: in questo monito trova la sua riabilitazione Maria Carla Forte, dopo aver concluso i suoi studi con una laurea in Pedagogia, segue, per un ventennio, suo marito, impegnato nell’alta ingegneria in giro per il mondo, e da questa esperienza trae ricchezza interiore e amore per i colori dell’Asia. Con l’insegnamento acquisisce un bagaglio di esperienze che le favorisce la scrittura. Il Master in Pedagogia clinica le dona la possibilità di esperire il mondo dell’anima e di farne tesoro proprio nel romanzo “Ladra d’amore”. Affronta questo suo terzo lavoro dopo la pubblicazione di “Mille e un’anima” con Ibiskos editore (2010) e “L’identità perduta” con Albatros editore (2012).

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Ladra d’Amore
di Maria Carla Forte
Editore : ‎ Aletti (20 novembre 2020)
Copertina flessibile: ‎ 200 pagine

Maria Carla Forte

Maria Carla Forte nasce come scrittrice da una vita fatta di viaggi e di esperienze internazionali. La laurea in Pedagogia, il Master in Pedagogia clinica e l’insegnamento la portano a comunicare sia in prosa che in poesia.
Pubblica nel 2010, con la casa editrice Ibiskos il suo primo romanzo “Mille e un’anima”: esperienze, sulla realtà asiatica, vissute in Singapore.
Nel 2012 stampa il suo secondo romanzo “L’Identità perduta” con la casa editrice Albatros.
Nel 2020 pubblica la prima raccolta di poesie “La Risacca” con l’Editore Aletti e, con la stessa casa editrice il suo terzo romanzo “Ladra d’amore”, tratto da una storia vera.

5 Commenti

  1. Un tema molto forte e difficile quello che l’autrice ha deciso di affrontare in questa sua opera. Un’esperienza così devastante che porta una ragazza, poi diventata donna, a perdere sé stessa. Una lettura da affrontare con la consapevolezza che si tratta di un tema tristemente reale, però necessario affinché si possano formare le coscienze degli uomini di domani. Solo chi lo ha subito può far capire veramente l’orrore vissuto, e dobbiamo appoggiarla tutti in questa sua scelta, perché purtroppo chi denuncia finisce per diventare accusato. Complimenti all’autrice per questa sua opera.

  2. Non si può comprendere fino in fondo il dolore provato da questa ragazza e da tante altre donne che, come lei, subiscono una tale atrocità. Purtroppo si continua a leggere nei quotidiani e al sentire al tg delle scusanti per gli uomini colpevoli, orribile leggere o sentire attenuanti che fanno passare la donna vittima come una che se l’è cercata. Tante non denunciano per vergogna, ci vogliono quindi storie che possano essere da esempio a tante per alzare la testa, dire basta e denunciare. Ci vogliono libri come questo per far riflettere tutti, uomini e donne, sulla gravità di questo tema e evitare che accada ancora.
    Complimenti all’autrice per aver voluto dedicare questo suo libro a una tematica attuale quanto drammatica.

  3. Una donna non dovrebbe mai subire una violenza così atroce da perdere la sua stessa anima.Sembra facile denunciare ma a volte la ricerca di sé stessi ha bisogno del tempo .Questo libro che ci parla ancora una volta di violenza sulle donne è un libro da leggere e far leggere perché non è tanto la violenza fisica che uccide ma la violenza che strappa un fiore appena nato il fiore dell’anima Mariliana

  4. Una grande sofferenza raccontare atrocità subite ma che sicuramente serviranno a chi leggendo avrà la forza di denunciare…..le donne non devono subire maltrattamenti….

  5. Quanta amarezza leggere le storie e le testimonianze di chi ha subito cose atroci, impensabili, imperdonabili.
    Quanto dolore celato dietro questi racconti.
    Quanta importanza hanno.
    È fondamentale denunciare, parlare, confessare e predicare ogni giorno, ogni istante, in ogni momento opportuno che CHI AMA NON UCCIDE, NON STUPRA, NON MINACCIA.
    Queste persone non sono degne di chiamarsi tali, non sono degne neanche di chiamarsi bestie perché gli animali conoscono l’amore e amano incondizionatamente.
    Complimenti all’autrice per aver deciso di dare voce a questa ragazza con la sua scrittura e grazie, dal profondo del cuore, a questa ragazza per aver trovato il coraggio di rivivere l’orrore e parlarne, la sua voce è la voce di tante donne ed ha un valore inestimabile.

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