Lord Glenn di Brina Maurer

Brina Maurer è una scrittrice dall’animo nobile e ricco di immensa poesia dal forte impatto creativo. Il suo narrare è incisivo, chiaro, eloquente e la sua attenzione è per la vita con i suoi dolori, le sue sconfitte, le sue gioie. Questa esistenza che è avventura, sogno, dramma, anima e teatro. C’è uno scavo psicologico nei personaggi che tratteggia mirabilmente e questo avvalora sicuramente le sue opere. Nella narrazione e nella presentazione dei protagonisti, l’autrice si impegna in meditati scopi etici ed ogni suo scritto è una guida verso un mondo migliore, libero da sentenze e ipocrisie. La Maurer dà significato e valore alle cose, uno scopo alla vita, una speranza in questo mistero dell’essere creature viventi.
Glenn e Brina sono i protagonisti di una romantica storia d’amore proprio come Cathy e Heathcliff in “Cime Tempestose”. I protagonisti di questa particolare e esemplare storia vengono condotti per mano dall’autrice nello scenario dell’Orrido della Selva, fino alla Vallata dei Mughetti. Lord Glenn è il seguito delle avventure di “Glenn amatissimo”, pubblicato da Il Ciliegio Edizioni nel 2013, biografia romanzata del “Ciclo di Glenn”.
Il libro in questione tratta di una famiglia formata da due umani, Brina e Mattia,  come scrive l’autrice, e un cane davvero speciale Glenn, adottato all’età di dodici anni e mezzo. Lord Glenn è un cane meraviglioso e particolare…
Poter godere di un rapporto quotidiano con gli animali è un patrimonio di inestimabile ricchezza, perché gli animali hanno un’anima ed il cane è il più fedele amico dell’uomo. Sì, è proprio un Lord come Lord Glenn. Nicla Morletti

Anteprima del libro

Parte Prima
L’handicap di Byron e il mare
(Commedia in atto unico)

Gli antefatti, al di fuori di questo libro, nelle alte sfere celesti (in quelle mai carenti d’oro e porpora).

dio: Ma sei sicuro di volere proprio lei? Non è nemmeno il tuo tipo! E tu non sei il suo. Con la metempsicosi poi, dovrai aspettare gli anni Novanta, per rimettere piede sulla terra, e il 23 giugno 2007, perché lei entri nella tua vita. Te la senti di aspettare tanto, tu tanto impetuoso e impaziente? Inoltre, tieni presente che Brina non crederà mai veramente che Glenn sia Byron!
Byron: «Non sono uno scrittore», Brina – la donnacane dice, ma c’è già chi la considera la Emily Dickinson italiana, anche se è più simile a Emily Bronté. Il suo sangue italiano mi riporterà ai miei tempi e forze migliori, agli eterni ardori giovanili. Lei sa che esiste persino la prostituzione intellettuale e può capire anche le mie debolezze. Io, che ho sempre trovato tremendamente noiosi la matematica e i pa-rallelogrammi, che chiamavo Pip mia moglie, ora avrò a che fare con Pypee. Lei non vuole figli ma cani, e questo non la rende meno completa come donna. Anzi, ai miei occhi è ancor più affascinante. Così eccentrica e originale e pura e passionale, al tempo stesso! Creatura di fuoco! Dai mille volti e tanti nomi. Così inflessibile, così moralista, quando gli altri si divertono, e così controcorrente, quando gli altri si irrigidiscono su dogmi e luoghi comuni. Diventa irriverente e sacrilega, ma dà voce a chi la cui vita non gli appartiene, difende le vittime. Molti hanno paura di non avere figli, perché temono di non riuscire ad affermarsi, di non lasciare un segno. Come scrisse Virginia Woolf, ne La crociera, «le donne senza figli possono fare tanto per i figli delle altre». Invece di mettere al mondo altri infelici, Brina renderà proprio la creatura più disperata di tutti i tempi, la più felice di tutte. Me! Lord Byron!
dio: Vedo che da quassù hai letto molto, sulle pagine dei libri e nel cuore delle persone. Ma te lo devo ripetere: nemmeno Pypee-Brina – la donnacane saprà mai la vera identità di Glenn, te ne rendi conto? E tu dimenticherai di essere stato Byron e soffrirai molto, sarai malato la maggior parte del tempo. Proprio tu, che hai detestato il decadimento fisico, vivendo in uno dei corpi più belli di tutti i tempi! Tu, che ti vergognavi di zoppicare, con Glenn zoppicherai a lungo.
Byron: Glenn/Byron zoppicherà con orgoglio all’unisono con Brina. Glenn sarà attratto dall’acqua, dal mare come me. Questo aspetto della mia anima non morirà. Il meglio di me sopravvivrà in lui. Ho letto anche nell’anima degli animali, dei cani in particolare, ma avevo già cominciato a farlo sulla terra. Ho fatto un sogno: Glenn camminava su due gambe ed era alto come Brina, come un uomo. Sarà una passione inesauribile, la loro. La donnacane penserà semplicemente di sovrapporre l’immagine del suo minilabrador a quella di Byron per ragioni romantiche, non perché ci crederà veramente. Ma Cathy e Heathcliff rappresenteranno per lei quello che siamo veramente e sentirà nel suo petto ardere la medesima fiamma. Il nostro sarà un amore proibito, assumerà molte forme in tante, infinite vite; non si esaurirà mai. E lei lo sentirà, lo vedrà nei miei occhi. Saprà che Glenn è il suo Heathcliff, ma sarà un Heathcliff senza macchie, e questo mi basta. Perché sarò io, il suo Lord. Il suo Glenn, la creatura più pura, dopo aver vissuto ogni stagione all’inferno.
dio: Ti ricordo che lei è sposata… con un umano.
Byron: E proprio per questo che voglio diventare un cane, altrimenti non avrei nessuna speranza di conquistarla! Lei ha bisogno di una creatura soprannaturale, del vero amore romantico, non di quello umano volgarmente procreativo. Il manoscritto di Missolungi (quella dannata palude greca… mi portò al creatore) ben spiega quel che intendo. E poi chi sta ventiquattro ore su ventiquattro con un cane sa che non è molto diverso dall’uomo. Conta l’individuo, non l’essere umano o animale, Lei avrà il fuoco che arde imperituro in petto, il colpo di fulmine che alimenterà l’incendio perpetuo, senza mai approdare alla cenere. E poi è così spiritosa!
dio: Mi arrendo. Con voi non posso nulla. Vi apparterrete sempre. Del resto anche dio ha un dio.
Byron: Con la d minuscola, vero?
dio: Sempre! Non crederai davvero che io abbia la vanità che l’uomo mi attribuisce? Non valgo più di un ragno, perché un ragno vale quanto un bimbo, che non vale più di un cane, che non vale meno di un gatto. Però, solo l’uomo mi è riuscito così male, così pieno di sé. In realtà, tutto si intreccia. Tutte le anime pulsano in una sfera democratica. Ogni essere vivente merita rispetto e amore. L’amore è assoluto, non ammette gerarchie. O si ama, o no. Non voglio che sulla terra amiate me, senza nemmeno avermi mai visto, più dei vostri cari. Altrimenti sarei anch’io un cristiano tanto per dire!
Byron: Non mi svelerai mai chi era Brina in una mia vita precedente?
dio: Avrebbe importanza? Avete l’eternità insieme. Però potresti fallire, ricordalo. Con il libero arbitrio, io non faccio l’arbitro, non decido io a chi assegnare il gol!
Byron: Sento che andrà bene. Brina e Byron! Anche i nostri nomi dicono che eravamo predestinati! Sarò con lei! A te non piace?
dio: Al contrario… è una delle poche persone a non aver paura di maledire chi se lo merita. Mi è riuscita meno male degli altri!

Da Parte Seconda
Lord Glenn

Una famiglia formata da due umani – Brina e Mattia – e un cane speciale, Glenn, adottato all’età di dodici anni e mezzo. Insieme da subito furono felicissimi, ma la loro sopravvivenza fu messa sempre a dura prova.
Per Glenn l’adozione alla sua veneranda età, che lo penalizzava forse meno della malattia, era già stata un miracolo: cecità, problemi cardiaci, una terribile artrosi all’anca, parevano averlo condannato a finire i suoi giorni nella “discarica dei gioielli”, ovvero in canile.
Invece, avvenne il fatidico incontro: la donnacane si riconobbe in lui, con le sue giovani vecchie ossa malate. Chi poteva capirlo meglio di lei?
Secondo l’anagrafe canina, Glenn era nato il primo gennaio del 1800! (una leggerezza forse pregna di significati magici…), secondo il canile il primo gennaio 1995.
Sin dai primi giorni insieme, fummo inseparabili. Una sera passeggiammo nel parco dietro il centro commerciale Rox e sull’annessa pista ciclabile. Glenn si mise a ringhiare alla locale colonia felina vicino al cassonetto dei rifiuti, ma, quando gli si slacciò il collare, si guardò bene dall’allontanarsi da me, come notò una persona presente.
Ci abbracciavamo cosi forte da farci quasi male, tanto era intenso il desiderio di fonderci in un solo corpo.
Ventiquattro ore su ventiquattro stavamo insieme.
Tutto si incastrò alla perfezione, nella nostra storia.
Non ci sono differenze d’anima, tra cane e uomo. Lo scoprii vivendo all’unisono con Glenn.
A qualcosa che fa l’uomo corrisponde qualcos’altro che fa il cane. C’è diversità, non superiorità o inferiorità.
Trovammo insieme l’armonia dei pezzi mancanti. Come Orlando (di Virginia Woolf) era un po’ uomo, un po’ donna, la donnacane talvolta era donna, talvolta cane, ma l’armonia risultava possibile soltanto nell’intima fusione con Glenn, in una magia senza tempo.
Al canile lo avevo trovato in un box sotto una tettoia di alluminio e amianto; dalla strada, si vedevano quello e altri box bucati e fatiscenti. Tra assi di legno e vecchie cucce, mentre alcuni topi giravano attorno a lui, Glenn se ne stava indifferente, sdraiato di pancia, con il muso adagiato sulle zampe anteriori. Una grande ciotola piena di crocchette per quattro cani e solo cemento. Nessuna coperta o tappetino o cuscino. Nella parte senza tettoia, i cani si muovevano ogni tanto azzuffandosi. All’esterno, un corridoio di cemento recintato collegava la fila dei box, dove per quindici minuti al giorno i cani potevano sgambarsi a turno.
Non si accese subito la scintilla incendiaria, però poi, a ogni nostro sguardo, si sviluppava la reazione chimica tipica del colpo di fulmine e in petto battevano sempre i nostri cuori all’unisono.
Era il mio Principe Azzurro.
Mi ha reso protagonista di una favola senza fine.
Il mio Byron.
Forse lo è stato davvero (ma non sono pazza; distinguo bene la fantasia dalla realtà); forse lo avevo già conosciuto in un’altra vita.
Da quando ci siamo incontrati, non siamo più stati soli.
Il corpo è come una casa in affitto. La mia anima attende di raggiungere Glenn, oltre la fatidica soglia, per entrare nel regno dell’immateria (dove sogni paure desideri sopravvivono).
O ci reincarneremo in altri corpi.
Infinite vite, un solo amore: a volte ci vuole un po’ di tempo prima di riconoscersi.
Ed è quello che è successo a noi.
Martedì 25 dicembre 2007 a Lignano Glenn e Mattia si divertirono nel parcheggio a giocare sulle montagnole di sabbia, che il vento aveva accumulato sull’asfalto. Una palizzata di legno oscurava la spiaggia, ma TatoGlenn, appena si apriva il bagagliaio, con il tartufo ben lucido sapeva con certezza dove ci si trovava. Indossava il cappottino militare, guizzando e dando ordini. Il Generale Glenn! Metteva in difficoltà sia me che Mattia, sempre apprensivi, cercando di leccare tutto quello che più lo attizzava. Tra alghe meduse e tappeti di conchiglie integre o rotte, multiformi e multicolori gioie della natura, il Pipetto trascorse ore memorabili.
Avvolta nel cappottone rosso, mi riparavo un orecchio dal vento con la mano. Invece Glenn sfidava quelle sferzate. Di tanto in tanto lui e la donnacane si sfioravano, ma era Glenn a guidare la spedizione. Incuriosito da una medusa, avrebbe voluto toccarla.
Più tardi a casa non poteva credere di aver ricevuto così tanti regali. Mordicchiava il pacchetto di crocchette nere, estratto da una borsona natalizia rossa, sgranando gli occhioni e tenendolo fermo con la zampa. Prese a zampate la scatolina Trixie, addentandone il coperchio, non appena fu aperta. Fu un tripudio per il suo nasino. Apprezzò la copertina vellutata del suo colore, ma le gioie per le narici erano un’altra cosa. I dolcetti Confiserie lo trafissero: li mordicchiava ancora incartati; ne teneva uno tra le zampe, con l’acquolina in bocca. Ritrovò i gusti già provati (la mela, il riso); ne individuò di nuovi, che aspirò più attentamente (la zucca, lo jogurt). Poi le scatolette di pollo e aloe, il tonno con le erbe officinali, il filetto di pollo, i paté Almo Nature con coniglio e verdure, manzo, agnello, vitello. Leccava tutto, accarezzando con zampate gentili, sommerso dai profumi, ma l’apoteosi fu raggiunta con le salsiccette. Accennava timidi morsetti, ma non osava affondare il colpo finale. Era troppo emozionato. Allora staccai una salsiccetta dalla collana di delizie, un sacro rosario. Appoggiato con la zampa sullo scrigno di cartone che aveva contenuto tanti tesori, ingoiò senza masticare l’oggetto dei suoi tormenti.
I prodotti biologici non potevano fargli male, ma dopo che ebbe mordicchiato e scartato tutti i doni, gli portai via le delizie da sotto il naso. Parve dire: “Ma che fai? Non sono mie?”.
Un dolcetto per ogni giorno di festa andava bene, ma non volevo esagerasse.
Mentre gli parlavo, lo baciavo spesso e gli facevo gli auguri.
Era il nostro Gesù Bambino.

***
Lord Glenn. L’anima di Byron nel cuore di un cane
di Brina Maurer
2014, 184 p., rilegato
L.C.E. Edizioni
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Brina Maurer

Brina Maurer ha pubblicato 18 libri e conseguito una settantina di riconoscimenti nell’ambito dei premi letterari. Ultima silloge di poesia edita: Architectures Three-dimensional Poems, Gradiva Publications 2013, trad. di Luigi Bonaffini. È inserita nell’antologia on line curata da Mondadori, Einaudi, Aragno e Biblioteca dei Leoni: www.italian-poetry.org (“Claudia Manuela Turco”). Presto il suo libro Glenn amatissimo sarà disponibile con schede di approfondimento per le scuole. Al centro della sua opera, l’umanità degli animali e l’animalità dell’uomo. Anche in narrativa ella cerca le incandescenze della poesia.

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8 Commenti

  1. Da poco mi sono appassionata ai libri che parlano di cani. Trovo meraviglioso l’incipit e la copertina mi ha colpito: semplice ma dolce e profonda.

  2. Che storia commovente deve essere…l’amore per un cane, a volte, può essere davvero immenso.. Mi piacerebbe davvero molto poter leggere questa storia, già mi ci vedo a versare lacrime di tenerezza!

  3. Bellissimo, bellissimo, bellissimo. Le storie con gli animali mi riempiono il cuore. Spero di riuscire a leggere il seguito.

  4. Solo chi ha avuto un cane nella vita può capire che amore puro questi animali hanno verso i propri padroni e verso chi li ama. I loro occhi sono lo specchio della loro anima e solo fissandoli puoi capire cosa davvero provano.

  5. Bello questo libro con temi che mi piacciono: amore e animali in particolare l’affetto di un cane! Tutto da leggere!

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