La recensione di Nicla Morletti


E’ questo un romanzo particolare, una storia che si dipana in Inghilterra nell’Anno di Grazia 1870.
Protagonista è una donna singolare, le vicende si intrecciano, si amalgamano, si fondono nel dispiegarsi di una serie di investimenti che “vecchi latifondisti magnati e nuove generazioni di rampolli realizzano per trarne profitto”.
Ma la protagonista è sempre lei: Vina, una donna alla ricerca di un’identità, una femmina bellissima con quel suo “strano e delicato coraggio di vita”. Vina che aveva fede nella gioia, nella felicità, nella durata delle cose e soprattutto nel suo intuito.
Un romanzo questo, che non si dimentica. Pagine scritte con la mente e con il cuore in un linguaggio scorrevole. Ottimo lo stile. “La storia di un’anima che non è sottoponibile alle leggi della cronologia usuale, una metafora di tutti”.


L’ANIMA DI VINA e la banca rotta
di Laura Tonti Parravicini

Bravi edizioni
2008

Lei intanto non smetteva di lavorare e di bastare a se stessa. La sera al rientro si trovava nella strada la stessa potente atmosfera di indifferenza intensa ed oscura del lavoro. E allora Vina si preparava alla fuga e si rifugiava in silenzio a casa racchiusa nel suo stesso sogno, un sogno ancor più grande di lei. Una bellezza sofferta e lo strano calmo candore di una vita migliore esprimeva la delicatezza del suo viso: era meraviglioso questo vagare in una donna, meraviglioso lo scopo. Come si poteva sopportare di ostacolarla o ferirla? A guardarla muoversi era come una nuvola soffice che meditava sempre, in qualche modo remota… che bella creatura, come l’anima di una fiamma.
L. Tonti Parravicini

PARTECIPA ALLA PRESENTAZIONE ON LINE DI QUESTO LIBRO E AL DIALOGO CON L’AUTRICE IN CORSO NEL BLOG DEGLI AUTORI.

Uno dei centri del plot contemporaneo, del romanzo contemporaneo, sta in quella sorta di avvitamento e inquietudine che il soggetto, l’autore, il protagonista, mostrano nel procedere della scrittura. Una scrittura del “secolo dell’ansia”, ha detto autorevolmente Eliot, che non può non registrare da un lato l’implosione e la crisi, dall’altro provvedere al suo contrario: uscire dal labirinto. E’ quanto avviene in questa sospensione narrativa che Laura Tonti offre con la sua Anima Di Vina e la conseguente Banca Rotta. Producendo, anzi prediligendo un registro totalmente surrealista, bretoniano, l’autrice tenta di evitare la suggestione del realismo e si avvicina a certe astrazioni o fertili magnetismi di Tommaso Landolfi, in un clima tra fabula e principio di realtà.
C’è un teorema che gradualmente si evidenzia, si fa sempre più palese ed è la stessa storia di Vina, una vicenda manzonianamente retrodatata in Inghilterra, a Crackham, fumosa e nera città mineraria nell’anno di grazia 1870. La città diventa metafora assoluta della vita, in questa immediatamente si scorge il secondo protagonista, recondito, che fa da sfondo a tutta la vicenda: il Grande Affare. L’Affare non è altro che il dispiegarsi di una serie di investimenti che magnati, vecchi latifondisti, nuove generazioni di rampolli, realizzano mano a mano per trarre profitto. Va detto immediatamente che fu Dickens a puntare il dito su certe assurdità, sulle banalità, sui dati effimeri e servili di una società in progress fortemente stigmatizzata nel suo inimitabile Circolo Pickwick. Qui, Vina si intreccia con la storia di questo “sviluppo economico” alla ricerca affannosa di una identità che non sia omologabile, di una sua integrità. Incontra Rupert, il Conte, Alexander, Lady Daphne e da queste relazioni ne scaturisce quasi una educazione sentimentale o comunque la potenza di un avvistamento d’orizzonte. Vina, grazie alla riflessione e al linguaggio, grazie ad un intuito che la fa guardare oltre l’immediatezza, inizia una sua “navigazione”, cerca la porta di uscita da un labirinto infernale, da un territorio che appare disumano o come è scritto che “assorbe le energie”. La moderna Odissea è allora in questa sua sfida contro ciò che è evidente e frontale: la durezza, l’insignifìcanza, il silenzio degli altri e più spesso la loro impotenza e il loro timore.
Eppure, da queste prove di ghiaccio e di fuoco sbuca fuori la vittoria, quella che si condensa epigraficamente in un punto del testo dove si dice: “amore, non solo profitto”. Questa Banca Rotta è il nostro cuore, sembra dirci l’autrice, uno strumento scordato che immediatamente recupera l’armonia e la sua antica melodia non appena nel gorgo della coazione e della infelicità si cede spazio alla fantasia, alla natura e al sogno. Laura Tonti lo fa con una scrittura a volte densa, pensierosa, che subito si alleggerisce quando il diritto di sognare, di trovare l’alternativa, diventa prossimo e vero, diventa un chiarore o uno stupore. Crackam ieri e oggi, un romanzo senza data, per una storia senza data, la storia di un’anima che non è sottoponibile alle leggi della cronologia usuale, una metafora di tutti. Un po’ come il romanzo quando centra il bersaglio ed esce dal labirinto…
Guido Garufi

Laura Tonti Parravicini è nata a Milano dove vive e lavora. Dopo gli studi giuridici presso l’Università Cattolica si è dedicata pienamente alla scrittura. Questa è la sua opera prima.

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

 Metti la spunta se vuoi ricevere un avviso ogni volta che c'è un commento.

- Aggiungi una immagine -