Dalla prefazione di Romano Battaglia

Le donne e la luna di Alfredo Lucifero Un nuovo romanzo di Alfredo Lucifero. Questa volta dedicato alle donne che ha incontrato e amato durante la sua intensa vita. Creature rimaste nella memoria e che ritornano una dopo l’altra in una notte di vento quando il sonno tarda a venire e la mente compie viaggi misteriosi nei meandri di scenari lontani nel tempo.
La donna, nella narrazione, non è soltanto l’opera di Dio, ma anche degli uomini, che sempre fanno bella con i loro cuori.
Ne nasce un grande affresco ricco di immagini e colori da dove si affacciano creature sorridenti che si muovono nel chiarore di una luna immensa che illumina il cielo. Il romanzo, che è il bilancio dell’esistenza di un uomo, suggerisce molte riflessioni.
Non occorre, per esempio, andare sulle cime delle montagne per cercare la calma e nemmeno nelle grandi città per trovare il fragore: abitano entrambi dentro di noi specialmente quando ci affianca il cuore di una donna.
Per dare una mano al naturale evolversi della vita, sembra dire l’autore, bisognerebbe che ognuno di noi prendesse a cuore almeno un’altra creatura.
Sarebbe sufficiente che ogni uomo curasse un albero e le foreste sarebbero salvate. Basterebbe che ogni bambino prendesse in consegna un animale e tutti gli animali del mondo rischierebbero meno. Occorrerebbe che ogni uomo amasse di più e con questo sentimento universale l’amore non morirebbe mai. Le pagine di Lucifero traboccano d’amore.
L’autore, descrivendo le creature che ha amato per un giorno, un mese, un anno, prova nostalgia e dolcezza. Nella dimensione dell’incanto, l’influsso della luna è più forte del solito e si sente pervaso da un senso di profondo mistero. Del resto, l’astro ha accompagnato spesso gli amori del mondo tracciando con la sua influenza i destini di ognuno. (…)
Ne Le donne e la luna non c’è niente di inventato e l’autore si addormenta malinconico ripensando al tempo che non ritorna indietro. È un diario struggente dove tutti coloro che ha amato si allontanano nel vento mentre la luna lentamente si avvia verso il tramonto.

LE DONNE E LA LUNA
di Alfredo Lucifero

Gruppo Albatros Il Filo
Collana Nuove voci
2010, p. 88
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Le donne e la luna, così Alfredo Lucifero titola questo singolare romanzo d’amore in modo simbolico ed emblematico, come del resto ha già fatto sia in poesia che in narrativa, con i testi già pubblicati.
Da subito non posso fare a meno di pensare al canto Il tramonto della luna, che Giacomo Leopardi compose nel 1836 a Torre del Greco, assieme alla Ginestra, nel quale il grande poeta volle trasmettere la sua idea di “quella luna, ancora capace di ingannarci, come possibile dea”.
Un’agnizione e un’adesione simbolica, dunque al concetto leopardiano di luna e ancora a quello più allargato per significato e presenza del nome, proveniente da antiche civiltà, come “Iside” e “Venere-Lucifero”, che furono rappresentate nella iconografia con corna di mucca sulla testa, simbolo mistico della natura, con forma a falce di luna, convertibile nel nome con esse stesse, poiché ambedue considerate dee lunari.
Per questo Venere o Lucifero, così come le pitagoriche Shukra e Ushanas, sono portatrici di luce alla terra, sia nel senso fisico che mistico, cosa che i Cristiani dei primi tempi dovevano avere bene appreso, poiché chiamarono uno dei primi papi Lucifero, come riporta H.P. Blavatsky, nel testo La dottrina segreta.
In tal senso fluiscono, nel romanzo, le misteriose e impenetrabili figure femminili, da Gianni amate a vario titolo e affidate all’incanto della parola di Alfredo Lucifero che, come la luna, sono archetipi dell’eterno femminino e primordiale elemento di vita, nel loro legame ancestrale con il cosmo, dove tutto sembra essere riconducibile alla sessualità, secondo una dimensione che si colloca virtualmente al termine di un ciclo rappresentato da venti fasi idilliache descritte non cronologicamente nel tempo. (…)
Dalla prefazione di Lia Bronzi

1 commento

  1. Un titolo emblematico che vuole far riflettere il lettore sull’importanza della donna. Mi piacerebbe davvero molto poterlo leggere.

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