sabato, Giugno 6, 2020
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Le parole della pioggia di Lorenzo Laporta

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LA RECENSIONE di Nicla Morletti


Attraente il titolo “Le parole della pioggia”. La pioggia parla: il suo cadere forte o scivolare lieve sulle cose e sul mondo è musica, canzone, melodia, soprattutto quando ad ascoltarla è un uomo che in quell’attimo “si è spogliato di tutto”.
E rimane lì, solo con se stesso, a sentire una voce che sale su dall’anima e si espande per divenire coro con l’universo intero. Un uomo che insegue un sogno in una vita “tristemente meravigliosa, d’una bellezza naturale, disarmante, che intenerisce il cuore”.
Un bel romanzo di emozioni, sensazioni, ricordi, descrizioni. La storia  si dipana tra Taranto e Napoli, tra il Canada e Roma.
Un libro affascinante, che incuriosisce il lettore pagina dopo pagina, da leggere in un pomeriggio d’estate, quando fuori cade magari la pioggia. E come per magia la pioggia ci svelerà insieme alla parola scritta, i segreti dei sogni e della vita.

LE PAROLE DELLA PIOGGIA
di Lorenzo Laporta
IL FILO – Collana: Albatros – Gli Speciali
2008, 112 p.

Esco dalla metropolitana, come se stessi venendo fuori da un film o da un romanzo, immerso nel silenzio, il mio, in cerca, più che mai, di un senso a tutto quel che mi è accaduto, incurante dei passanti, delle auto, dei visi della gente, dell’odore di ozono che ho sempre amato, della pioggia torrenziale che mi bagna senza che io possa o voglia ripararmi: sono nudo, ancora una volta.
Una strada dissestata, abbandonata a sé dall’incuria di un’amministrazione negligente. Una curva. Una macchina ad alta velocità. E poi il nulla, solo una luce di fronte. Tra sogno e realtà Guido ripercorre il suo passato attraverso un ricordo sfocato, eppure minuzioso, di frammenti e sensazioni. Il buio tra un’immagine e l’altra, la certezza e il suo esatto contrario. Da una Taranto affascinante e corrotta a una Napoli vissuta da studente universitario, dal Canada a Roma, inseguendo il sogno di tutta una vita. Mettersi in gioco può essere più duro di quanto si possa immaginare. È come spogliarsi di tutto, anche di se stessi. È come camminare nudi sotto la pioggia, ascoltando le sue parole.
Lorenzo Laporta


Lorenzo Laporta, poeta e scrittore, è nato a Taranto il 16
settembre del 1981. Consegue nel 2000 la maturità classica, per
trasferirsi a Napoli, dove si laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche. Appassionato di cinema, storia dell’arte e lingue straniere, inizia a scrivere per diletto all’età di quindici anni. Qualche anno dopo incontrerà a Taranto il narratore e poeta italiano Roberto Pazzi, col quale stringerà in seguito un profondo rapporto epistolare. Proprio Roberto Pazzi, nel 1999, scrive una presentazione sulla prima opera poetica del giovane Lorenzo, la silloge L’uomo solo
(Scorpione, 1999). Sue liriche inedite vengono pubblicate
sull’antologia dei poeti “La Vallisa” (Bari). Tra premi e segnalazioni
importante è il 1° Premio “Pirandello” (Agrigento, 2000). Ultima pubblicazione un romanzo prefato da Romano Battaglia per i tipi della Bastogi, dal titolo Déjà -vu (Foggia, 2003). Di recente pubblicazione per Il Filo (maggio, 2008) il romanzo “Le parole della pioggia“. Vive e lavora a Taranto.
Il sito web di Lorenzo Laporta:
www.myspace.com/lorenzthedoor

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