martedì, 9 Marzo 2021
Home Festa della Donna Le prove dell'esistenza di Joanna Longawa

Le prove dell’esistenza di Joanna Longawa

-

Le prove dell'esistenza di Joanna Longawa

Le prove dell’esistenza di Joanna Longawa, libro di esordio della giornalista, scrittrice e poetessa polacca residente in Italia dal 2006

Le prove dell’esistenza di Joanna Longawa, il volto che affiora nello specchio dell’arte

Questo libro è uno specchio dell’anima, uno specchio in frantumi di cui vediamo solo alcune schegge. In queste, l’esistenza dell’autrice affiora come un volto in un quadro, un autoritratto parziale, un ritratto di una donna senza il nome, una donna immaginaria che a volte le assomiglia, dipinto con mano talvolta irrequieta, talvolta incantata. E l’arte è ciò che permette di unire i lati irregolari di molti frammenti e di intravedere, al loro interno, alcuni riflessi della vita di Joanna Longawa, nonché del suo rapporto con il mondo che la circonda e di cui lei diventa insaziabile osservatrice.
L’arte e la scrittura pervadono queste pagine, incarnandosi in una galleria di figure che popolano l’immaginario dell’autrice: pittori, scrittori, poeti, fotografi, performer. Tanti di loro sono donne, vissute in epoche diverse ma tutte brillanti, coraggiose, innovative. E donna è anche la madre Polonia, da cui provengono voci e immagini fondamentali per la formazione e l’identità dell’autrice e spesso (sfortunatamente) sconosciute nel nostro Paese.
In questo racconto, Joanna Longawa si mette a nudo attraverso l’arte, usando la penna come un pennello per tracciare un disegno che racchiude in sé tutte le prove dell’esistenza.

Ogni capitolo è come uno di quei pizzicotti che ci si dà quando si vuol essere certi di essere ben svegli, un modo per dimostrare che si esiste davvero.
(Dalla nota di Federico Moccia)

Anteprima

X

Dalle ore 10:00 di stamattina abbozzo… infine… Abbozzare è un processo di base, prima di allargare le ali, sebbene, nel mio caso, il solo prologo è uno sviluppo, un impressionante successo di volontà.

Quando l’artista prende nella mano la penna, il pennello o le forbici, si sintonizza misticamente, è pronto fare grandi cose. È un atto creativo, un’ambizione, una progressione dello spirito. Mi manca tanto l’ispirazione assoluta: per adesso cerco la forma e, come Witold Gombrowicz, provo a strapparmi “il ghigno” – “il ghigno delle idee neutre”, la mia maschera quotidiana.

Ho cominciato a disegnare righe, onde, forme varie… Dopo ho disegnato il volto di una donna – banale e spaventata –, dopo il volto di un uomo – apparentemente innocente… Alla fine ho disegnato la disperazione – nuda, brutta come le branchie della solitudine.

*

Dopo qualche ora mi sono fermata. Walser ha perso i punti – ho perso il temperino. Il mio sguardo si è diretto verso i colori – cattive tentatrici…

«Allora, che ne dici di un ritratto doppio o cubista con la Stein?» «Che c’è che non va in te?» si ribella la mente. «Niente. Lasciami in pace», rispose il silenzio…

*

Stanotte ho ricominciato il gioco con la carta. Mi piace occupare la testa con il fruscio degli alberi… Un anno fa ho cominciato il lavoro che ho chiamato Ideale – gli ho dedicato alcuni mesi, non l’ho finito, l’ho messo da parte. Forse mi hanno spaventato le labilità e bugie residenti nel nome? O forse era un segno del tempo presente…

*

Prima di dormire leggo l’intervista a Katarzyna Józefowicz (*) – le sue frasi esprimono i miei pensieri e la mia condizione psico-fisica. Come lei, mi sento “tra”: avanguardia e tradizione, ma il mio ritorno al mondo dell’arte non è ancora così sicuro. «Rimando il lavoro e poi ci torno», dice lei. Io non ho mai rimandato un lavoro, neanche per lui, è stato questo il mio errore? Perché l’ho abbandonato?

Quando la chiarezza raggiunge gli occhi, si chiude la porta, secondo il filosofo Mircae Eliade, che con la sua simbolica del passaggio ha scorso sulla guancia come una grande lacrima. Adesso osservo i risultati di un lavoro di diversi anni di Józefowicz e mi chiedo quanto tempo ancora perderò – ogni secondo è un cassetto di Habitat. Secondo l’artista polacca, Habitat è una sterile costruzione di carta con le proprie finestrine e i propri scaffalini – una grande miniatura di mobili – una creazione brillante di una quotidianità invisibile…

——

(*) Artista polacca le cui opere, per lo più in carta e cartone, affascinano per raffinatezza e cura nel dettaglio: ognuna di esse è un complesso e fragilissimo elaborato, in cui frammenti estratti da riviste o giornali, ritagli di volantini pubblicitari e cartoline di ogni tipo, vengono manualmente assemblati, incastrati, incollati con minuzia benedettina dall’artista fino a creare vasti assemblaggi carichi di pathos, estremamente poetici.

Le prove dell’esistenza
di Joanna Longawa
Editore: Gruppo Albatros Il Filo (24 novembre 2020)
Copertina flessibile: 80 pagine

Joanna Longawa
Joanna Longawa

Joanna Longawa è nata in Polonia il 29 gennaio 1982. Dal 2006 vive a Roma. Scrive da quando ha compiuto 7 anni. Laureata in Editorship alla prestigiosa Università Jagiellonski di Cracovia, ha conseguito il master di Insegnamento della lingua polacca agli stranieri presso l’Università Slaski a Roma. La letteratura, l’arte, le lingue e l’Italia sono le sue eterne passioni. Giornalista, poetessa, traduttrice, scrive in italiano, polacco, spagnolo e inglese. Dal 2010 è la corrispondente italiana di un magazine polacco di lusso, «Trendy. Art of Living» per il quale ha intervistato i personaggi della cultura mondiale tra cui Lina Wertmüller, Jo Nesbø, Alex Gross, Christy Lee Rogers, Alessandro Baricco, Marcello Simoni o Federico Moccia. Nel 2012 pubblica in Italia le sue tre poesie nell’antologia Le parole sparse. Dal 2015 è la capo redattrice di un’art magazine online in inglese da lei fondato, «JL Interviews». Ha scritto il libro Le prove dell’esistenza durante gli studi nel 2003; nel 2020 ha creato la seconda edizione aggiornata durante la quarantena. Ha ancora varie opere nascoste nel cassetto.

8 Commenti

  1. Mi sono immedesimata un sacco in questo libro , già dalla trama, mi farebbe davvero un sacco piacere , leggerlo tutto e consigliarlo ad amici e parenti. sono davvero curiosa GRAZIE

  2. Sono rimasta colpita già dal titolo …. il resto mi ha completamente rapito il cuore non vedo davvero l’ora di leggerlo, mi farebbe un sacco piacere

  3. Sono stata colpita già dal titolo, l’anteprima mi ha conquistata. Sono sicura che sarebbe una lettura piacevole perché noto una certa affinità con la protagonista.

  4. Conoscersi,niente è più importante di questo e in questo libro forse si trova una chiave per riflettere e imparare a conoscersi un po’.Tantissi auguri Mariliana

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

 Metti la spunta se vuoi ricevere un avviso ogni volta che c'è un commento.

- Aggiungi una immagine -

5 LIBRI NEI MARI DEL WEB

Commenti recenti

FIERA DEI LIBRI ON LINE