domenica, Settembre 27, 2020
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L’incontro di Paola Pica

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La recensione di Nicla Morletti

L'incontro di Paola PicaCinque racconti molto particolari e suggestivi che catturano l’attenzione del lettore fin dalle prime pagine, con “L’incontro” in una strada tortuosa, tanto pittoresca di giorno, quanto triste di notte. E quella donna, dall’andatura altera e trasognata, sul ciglio erboso in prossimità  della curva, lo sguardo teso, specchio della propria anima. Notte di freddo e di pioggia. Paura. Sensibilità extrasensoriale. Interrogativi che affollano la mente. Mistero. Sogno premonitore ad occhi aperti. Visione simbolica di una morte interiore. L’interesse per la lettura aumenta considerevolmente.
“Scintille – Un racconto di Natale” è dedicato ad un Casanova, vero o presunto. Particolare l’atmosfera: la casa di Elena brilla di candele e fiocchi rossi. Lui non ama il Natale, lo si avverte, tra le righe. Lei al contrario, se lo inventa il suo radioso Natale, con gli affetti che non ha. Ed ecco il primo appuntamento tra riflessi oro caldo del camino acceso e bicchieri di vino che risplende d’ambra. Luci pacate e soffuse sui divani rosa e bordeaux…
Ma altre pagine aspettano il lettore in “May Ball – Ballo di Maggio”, in “L’Addio” e “Storia di un’ossessione”.

L’INCONTRO
di Paola Pica

Inedito
2005

Dal libro

E poi più niente. Solo lei nel buio di quella strada tortuosa che si inerpicava su per la collina; così pittoresca di giorno, eppure così triste di notte. Tristezza, ecco cosa l’aveva invasa.  E solitudine.  Paura, anche.
Strano, avevano sempre tentato tutti di farla riflettere sulle cose terrificanti che potevano accaderle per quella strada, ma mai e poi mai aveva provato paura.
…Incontri terribili dovuti ad una gomma bucata, oppure abbordaggi da parte di giovinastri e maniaci.  Se ne raccontavano, o forse semplicemente se ne temevano, pensava lei, di tutti i colori.  Ma niente le aveva mai infuso il senso di paura che aveva provato nell’incontrare se stessa quella sera.  L’aveva vista lì, sul ciglio erboso della curva, con l’andatura altera e trasognata, ma con lo sguardo vigile senza più rimpianti. Vigile, s’era detta nel guardarla, ma poi aveva deciso che era semplicemente acceso da qualche pena recente.  L’aveva guardata ancora e aveva scorto le belle gambe, i tacchi alti, il corpo ben fatto che aveva fatto sognare molti…poi, d’un tratto, il tonfo al cuore e la paura…Era buio pesto, come poteva aver notato tutti quei particolari?  Lo sguardo, perfino.

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