La recensione di Nicla Morletti

L'uccello rapace di Paola PicaUn thriller che affonda le radici nell’animo umano, scavando nel complesso delle funzioni emotive, conoscitive e volitive della mente.
Ne emergono lo spirito, le intenzioni e le inclinazioni dei personaggi, il loro respiro, il loro soffio, le varie vicende tra continui flash – back ed anticipazioni da parte dell’autrice stessa.
Non manca la suspance. Non manca la vita con la continuità dei suoi eventi. Non manca la morte con la fine di tutto.
Una storia macabra e fatale: la storia di un omicidio.
Lascio ai lettori, soprattutto a coloro che sono appassionati di thriller, la scoperta delle avvincenti pagine di questo romanzo inedito di Paola Pica.

L’UCCELLO RAPACE
di Paola Pica

Inedito
2010
Prezzo: € 8,00
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Dal libro

Questa è la storia di un omicidio commesso senza armi né veleni; ma solo con l’istillazione del dubbio e della paura dell’abbandono.
Lo avevano trovato morto una mattina, solo, nell’appartamento che, a detta di conoscenti, lei aveva lasciato un paio di giorni prima, sbattendo la porta come al solito, diretta verso la casa dei genitori, al sud.
Questa era stata la sua tattica fin dai primi tempi; da quando, cioè, aveva capito che lui ne soffriva fino a sentirsi male e che, una volta concessagli al telefono la promessa del ritorno, lui era pronto a darle qualsiasi cosa lei chiedesse.
Era vero che, fortuna per lui (se si può in qualche modo essere considerati fortunati, per poi morire così), la sua fine era arrivata prima che lei riuscisse ad ottenere la piena autonomia sul suo conto in banca…ma ora lei, finalmente, ne era legittima erede, anche se non l’unica.
Ma questo è solo l’epilogo di una storiaccia che si era svolta sotto gli occhi di tutti, per più di dieci anni, senza che nessuno dei suoi amici fidati avesse il coraggio di farsi avanti a cercare di fargli aprire gli occhi, che lei aveva abbagliato tanto tempo prima, con il suo sederino nel famoso bikini giallo, sul bordo della piscina di quell’albergo lussuoso sul lago di Como.
Di quell’albergo lui era stato il legale e lei la mogliettina, tutt’altro che devota, del giovane direttore.

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