Ma'ecchia. L'ape regina di Corrado Leoni

Nel 1889 Zola dichiarò a un intervistatore d’eccezione, Edmondo De Amicis (il quale riporta la conversazione nel suo volume Ricordi di Parigi): “Ecco […] come faccio il romanzo. Non lo faccio affatto. Lascio che si faccia da sé. Io non so inventare dei fatti: mi manca assolutamente questo genere d’immaginazione. Se mi metto a tavolino per cercare un intreccio, una tela qualsiasi di romanzo, sto lì anche tre giorni a stillarmi il cervello, colla testa fra le mani, ci perdo la bussola e non riesco a nulla. Perciò ho preso la risoluzione di non occuparmi mai del soggetto. Comincio a lavorare al mio romanzo senza sapere né che avvenimenti vi si svolgeranno, né che personaggi vi avranno parte, né quale sarà il principio e la fine. Conosco soltanto il mio protagonista, il mio Rougon o Macquart, uomo o donna, che è una conoscenza antica. Mi occupo anzitutto di lui, medito sul suo temperamento, sulla famiglia da cui è nato, sulle prime impressioni che può aver ricevuto, e sulla classe sociale in cui ho stabilito che debba vivere, un aspetto mi basta, gli altri l’indovino; qui sta l’ingegno”.

Il protagonista di questo romanzo è Ma’ecchia, la Madre vecchia o la Madre saggia o Madre veneranda o Madre patriarcale, racchiudendo nel termine vecchio o vecio o patriarcale il significato di esperienza maturata nel crogiuolo della vita condotta con coraggio, forza, saggezza, che una volta si riassumeva nel Voi come segno di rispetto per chi ci ha preceduto nella vita e le cui orme possiamo seguire anche perché impresse nel nostro DNA di persone uniche eppure tremendamente simili, marchiate dalle singole ed infinite sessualità. Ma’ecchia cresce in un contesto contadino dove la vita si impasta del lavoro nei campi con le nascite degli umani alternate con quelle degli animali in uno stretto nesso vitale con il mutare annuale e perpetuo delle stagioni, che rappresentano il ciclo della vita. Il tutto condito dal messaggio cristiano che ritma la vita di ogni battezzato dalla nascita alla morte e che per Ma’ecchia analfabeta diventa il suo nutrimento spirituale e intellettuale: dai racconti della vita e del messaggio di Gesù assorbe la convinzione, che per lei è fede, che Gesù al suo passaggio lascia un flusso di positività, che esprime con parole che invitano ad aver fiducia in se stessi e che spesso passa attraverso l’imposizione delle mani, da cui esce un flusso salvifico. Maria apprende e trasmette questa positività tanto da diventare centro di attenzione salutare per chi a lei si affida con semplicità: uomini ed animali ne traggono beneficio, il tutto riassunto nel titolo di rispetto Ma’ecchia.

Nello stendere il romanzo ho seguito la logica suggerita da Zola.

E’ stata un’impresa affrontata e vissuta insieme con Reana, esigente come sempre quando si tratta di usi e costumi della sua terra, rigorosa nei dettagli come è caratteristico dell’animo femminile, che dalla concretezza prende spunto per sognare e lottare per il futuro, perché afferma Zola nel romanzo Thérèse Raquin, che “Quando il futuro è privo di speranze, il presente acquista un’ignobile amarezza”.

Roberto al bar mentre soddisfatto beve un aperitivo: “Vorrei esser qualcuno per passare alla storia, fare qualcosa per diventare famoso”, trascurando un particolare che in quel momento egli è per i presenti più vivo di tutti i nomi storici, che brillano come faville nella nostra memoria, più famoso perché padre, marito, conoscente affettuoso, più importante perché costruisce ora attorno a sé un mondo operoso animato dalle sue abilità di muratore, boscaiolo, contadino. L’operosità del presente e la consapevolezza del vivere danno il senso a tutte le cose e le rendono eterne, indipendentemente da quanti le ricorderanno, perché vissute.

Corrado Leoni

***

Ma’ecchia. L’ape regina
di Corrado Leoni
2016, 180 p.
Kimerik

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Corrado Leoni

Corrado Leoni nasce a Dro (TN) il 25 settembre 1942. Frequenta il Liceo classico e si diploma a Trento. Lavora in Germania presso la VDO-Siemens, dove viene eletto nel Consiglio di fabbrica. In Italia negli anni Settanta lavora presso l’ENAIP nella formazione professionale a Trento e diventa Direttore ENAIP a Francoforte sul Meno per la formazione professionale degli emigrati italiani. Si laurea in Economia politica presso la Facoltà di Economia e Commercio di Trento con la tesi Sviluppo economico della Repubblica Federale Tedesca 1950-1978. Entra di ruolo con concorso ordinario nelle Scuole Superiori della provincia di Genova per l’insegnamento di Economia aziendale, che svolge negli Istituti Tecnici Commerciali di Genova, di Chiavari, di Rapallo.
Dal 2002 vive a Casola in Lunigiana MS, comune di nascita della moglie Reana.
Promuove e diventa Presidente dal 2003 al 2010 della pro loco di Casola in Lunigiana MS; è curatore del libro Le Pievi Romaniche in Lunigiana, scritto da Franco Rampone e stampato dalla pro loco 2005.
Collabora con Emanuele Leoni e Florian Tudor nella stesura del volume Introduzione alla grammatica italiana in sette passi e mezzo corso pratico in lingua italiana e rumena rivolto ai Rumeni che desiderano imparare i fondamenti della lingua italiana., Editura Craiova 2008.
Ha scritto i romanzi Nane (2010), Migrare (2011), Il prete e il diavolo (2012/13), editi dalla Maremmi editore. Con Europa Edizioni nel 2014 ha pubblicato Il cavaliere senza cavallo.
Collabora con il settimanale Il Corriere Apuano.
Ha pubblicato con la Casa Editrice Kimerik nel 2015 il romanzo Donna Luigia. Profuga e partigiana e a gennaio 2016 La miseria del Sindacato Italiano – Dialogo tra nonno e nipote.

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9 Commenti

  1. MI hanno molto incuriosito queste poche righe che ho appena letto. Spero che il mio desiderio venga esaudito e che possa fare una bella recensione al più presto.
    Grazie
    Roberta

    • Grazie per l’attenzione. Se mi farà avere il suo indirizzo a ……
      provvederò all’invio del libro. Saluti l’Autore.

      • Gentilissimo Corrado Leoni, l’indirizzo email suo o dei lettori, per ragioni di privacy, non si può pubblicare nei commenti. Se vuole spedire una copia omaggio a un lettore può mettersi in contatto diretto con lui richiedendo il suo recapito postale via mail, utilizzando l’indirizzo email che appare nella notifica che riceve ogni volta che i lettori commentano la sua opera. Diversamente deve attendere che la Redazione le invii gli indirizzi dei lettori secondo i tempi più consoni alla propria organizzazione del lavoro ed ovviamente tali tempi sono necessariamente più lunghi (spediamo più indirizzi tutti insieme e non uno per volta).

  2. Non conosco l’autore ma riconosco che, da quanto ho potuto leggere nella breve presentazione, mi ha incuriosito non poco. Mi piace il tema trattato in questo libro e sono quasi certa che potrebbe diventare uno dei miei “immancabili” sul comodino. Per questo mi piacerebbe avere l’onore di poterlo leggere.

  3. Ecco Corrado Leoni alle prese con un nuovo romanzo, interessante certo come i precedenti in quanto elaborato dai fatti e non costruito a tavolino dalle ideologie.
    Si, sarebbe un gradito regalo sotto l ‘ abete sempreverde. E chiedo all’ autore di farmelo, promettendo una recensione fuori dai canoni e mperversante.
    Grazie.
    Gaetano

    • Sign. Gaetano
      Appena la Redazione mi fornirà il suo recapito postale provvederò all’invio.
      Auguri e saluti prof Corrado Leoni

  4. Ancora una protagonista femminile per Corrado Leoni, che racconta sprazzi di vita passata fra il lavoro nei campi e rievoca vecchie figure matriarcali conduttrici di sapere religioso e quasi mai bigotto. Sarebbe un gradito regalo da trovare sotto l’albero di natale

    • Gent. Graziella
      appena la Redazione mi fornirà il suo recapito postale provvederò all’invio.
      Auguri e saluti prof Corrado Leoni

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