sabato, 28 Maggio 2022
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MAI VUEI di Vincenzo Loreto

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Mai Vuei di Vincenzo Loreto

MAI VUEI di Vincenzo Loreto è il primo romanzo dello scrittore napoletano

MAI VUEI di Vincenzo Loreto, una storia surreale per un romanzo di formazione “atipico”

Un sessantenne, senza alcuna identità, viene ricoverato in pronto soccorso con un principio di infarto che, dopo poco, lo ucciderà. Mentre i medici stanno scrivendo l’ora del decesso, l’uomo si risveglia dichiarando: «Ho visto tutto!»
Trascorsa qualche ora dell’accaduto Marco, un giovane giornalista annoiato, solitario e indolente, viene svegliato nel cuore della notte dal suo editore perché deve cercare di strappare prima dei suoi colleghi un’intervista al redivivo.
Lo scoop sarà utile a salvare il piccolo giornale regionale in evidenti difficoltà economiche.
Dall’incontro tra Marco e l’uomo ricoverato verrà fuori non solo la certezza di un aldilà e di Dio ma anche che quest’ultimo, tramite l’uomo tornato in vita, ha un nuovo messaggio per gli abitanti della Terra. Il messaggero, oltre all’incredibile esperienza vissuta e a quello che ha visto dall’altra parte, ha anche delle rivelazioni legate strettamente a Marco.
A fine intervista il giovane giornalista troverà la chiave per il suo sogno più intimo: diventare scrittore. L’uomo è il tassello mancante del romanzo che sta scrivendo: MAI VUEI (è ispirato al titolo della famosa canzone di Sinatra ma è scritto come si pronuncia in italiano, per una particolarità che il lettore scoprirà durante la lettura).
Dopo quell’incontro la vita di Marco sarà come nessuno, compreso lui, avrebbe mai potuto immaginare.
Egli affronterà un percorso totalmente nuovo, qualcosa di molto più grande di lui e di chi gli sta intorno.
Lo farà con determinazione e sofferenza, dimostrando cambiamenti e trasformazioni.
MAI VUEI di Vincenzo Loreto è una storia surreale in cui si muovono personaggi comuni vittime e artefici di sacrificio, amore, amicizia, tradimento…

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ANTEFATTO

«Pronto, Ernesto, mi senti?»
«Si che ti sento, Aldo sei tu? Porca puttana, che succede? Stai bene? Perché parli così piano?»
«Sto bene, tranquillo. Parlo piano perché sono in disparte, nessuno deve ascoltare questa conversazione.»
«Ma sei ubriaco o cosa? Ti rendi conto che sono quasi le due di notte e mi hai svegliato mentre dormivo profondamente?»
«E che giornalista d’assalto sei se ti spaventi per una telefonata fuori orario? Ascoltami bene, ho una grossa notizia tra le mani. Sta accadendo tutto così in fretta che devo approfittare della situazione per anticipare gli altri. Preparati a correre da me o manda qualcuno. Questa potrebbe essere la tua occasione.»
«Allora? Ti decidi a dirmi qualcosa?»
«Non potevo parlare, in ospedale c’è un via vai di gente che non immagini. Allora, apri bene le orecchie. È arrivato un uomo, sulla sessantina, con un infarto in corso. Poco dopo è morto. Al pronto soccorso non hanno potuto fare niente se non riportare l’ora del decesso sulla cartella clinica.
La cosa incredibile è accaduta quando, mentre lo stavano trasportando in sala mortuaria, il paziente si è svegliato e ha cominciato a gridare!»

Ho visto tutto, erano state le prime parole pronunciate da Frank.

I medici e tutta l’equipe erano sbalorditi nel vedere il primo segno di vita di un uomo che nei precedenti trenta minuti era deceduto.
Una normale serata in un pronto soccorso stava mutando in qualcosa che non si era mai visto prima.
«Come è possibile? Non avremo sbagliato qualcosa?» confabulavano, raccolti in un angolino, i medici della rianimazione mentre il loro primario li puntava con sguardo corrucciato.
Il mistero calò, come un folto velo di nebbia, sui volti dei presenti.
Dal canto suo, Frank, il redivivo, non riusciva a badare a nulla; le voci che gli ronzavano intorno nemmeno lo sfioravano.
Ripeteva solo quella frase, con occhi sbarrati e lucenti di lacrime e stupore, ribadiva quel mantra come una preghiera.
Piangeva e rideva mentre i medici gli controllavano i valori.
Rideva e piangeva mentre gli facevano domande ed esami.
Aveva visto dall’altra parte cosa c’era ed aveva la sensazione di essere stato nell’aldilà almeno mezza giornata e non mezz’ora.
Frank era certo che non fosse stato un sogno, era consapevole di aver vissuto tutto quello che gli stava riempiendo i pensieri e colorando i sentimenti. Le sensazioni corsero veloci come un cavallo di razza verso la libertà; tornarono come un cane fedele per la vita al suo padrone restituendo un pezzo di legno su cui erano incisi un nome e un cognome del tutto ignoti a Frank.
Tutto fu nitido nella sua mente e dirompente nel suo cuore: i ricordi arrivarono frammentati in flashback e i particolari del posto in cui era stato prima di conoscere il suo futuro gli mostravano un volto.
Frank, guardandosi intorno, notò che quel volto non c’era.
In quella che sarebbe stata la notte più lunga e intensa della sua esistenza, egli ignorava che il suo breve viaggio avrebbe cambiato il mondo intero, la sua vita e quella di un’altra persona.

CAPITOLO 1

Erano le cinque e Marco dormiva ancora profondamente quando il suo cellulare squillò. Impiegò un po’ di tempo per realizzare che non era la sveglia a suonare, così non riuscì a rispondere in tempo.
Restò qualche istante immobile a guardare i buchi della tapparella realizzando, molto lentamente, che mancava ancora tanto alle otto.
Si sedette al centro del letto e allungò la mano al comodino alla sua destra. Prese il telefono e sul display lesse l’orario e la parola Capo. Dallo stupore, la sua mente si risvegliò.
Ernesto non era solito chiamarlo a quell’ora.
Nei tre anni trascorsi lavorando per Campania Libera, aveva ricevuto pochissime telefonate dal suo editore. Di solito si incontravano direttamente in redazione per decidere la linea editoriale da seguire e, la maggior parte delle volte, a Marco erano affidati articoli di costume e società. Niente che giustificasse una chiamata a quell’ora.
Cosa diavolo può essergli accaduto? Un incidente, forse, o l’hanno pestato! Per chiamarmi a quest’ora non si tratterà certo di lavoro, pensò Marco. La curiosità e la preoccupazione gli imposero di schiacciare il tasto verde sul display. Anche Ernesto era impaziente.
«Marcuccio bello, allora ascoltami bene: doccia veloce, prendi una borsa e preparati qualcosa per stare via un paio di giorni. Vai a Roma. Alle sette e trenta c’è un treno che parte da Napoli Centrale.»
«Buongiorno Capo, Roma? Cosa ci devo andare a fare? Non mi avete mai fatto uscire dalla Campania.»
«Devi andare al Policlinico Generale, un paio di ore fa è successo un putiferio! Mi ha chiamato quel chirurgo amico mio, Mattozzi, ti ricordi?»
«Mattozzi? Mah, non ho presente in questo momento sinceramente.»
«E si vede che stai ancora rincoglionito allora, eppure dovresti ricordare la figlia. Lo sanno tutti, compreso Mattozzi, che due anni fa, quando stettero qualche giorno da me, ve la siete spassata.»
«Ah sì, mi sta venendo in mente qualcosa. Adesso mi vuoi dire cosa è successo di così importante da buttarmi giù dal letto a quest’ora?»
«Ok, hai ragione, stiamo perdendo tempo. Il fatto è che hanno portato in ospedale un uomo con un principio d’infarto e, dopo poco, è morto. Almeno così sembrava. Perché dopo trenta minuti si è risvegliato.»
Marco, dopo qualche secondo in silenzio, ribatté: «Ma allora ci sarà stato un errore da parte dei medici, un macchinario che non ha funzionato alla perfezione o altro. Non vedo la necessità di andare fino a lì per una storia del genere».
Ernesto scoppiò in una grassa risata e rispose: «Allora non hai capito un cazzo come al solito! Quello, dopo essersi svegliato, ha detto di aver visto tutto quello che c’è dall’altra parte! Capisci che cosa incredibile? Qui abbiamo da scrivere per settimane intere».
«Wow, questo sarà matto da legare! Facciamo, per assurdo, che sia tutto vero, ci sarà un casino di giornali e TV. Io, precisamente, cosa dovrei fare?»
«Con l’aiuto di Mattozzi devi riuscire ad avere un’intervista. Deve essere esclusiva o, almeno, devi averla prima di tutti. Non so come riuscirai ma lo devi fare, niente alternativa per te stavolta. Non ho nessun altro da mandare e lo sai pure tu. Con tutto ciò che accade in questa città continuamente, i cronisti migliori sono pieni di lavoro. Ti abbiamo mandato sempre a coprire i buchi, a occuparti delle notizie meno importanti. Sai perché? Perché sei svogliato e indolente. Questa è la tua occasione, niente di preparato e semplice. Risveglia l’insider che è dentro di te. Una straordinaria esclusiva potrebbe essere la più grande occasione della tua vita. Dai, adesso vai a prepararti. Mattozzi è stato già avvisato del tuo arrivo e, mi raccomando, lascia stare la figlia. Guarda il lato positivo, starai qualche giorno lontano dalla tua ragazza. Dici sempre che non la sopporti più. Ti farà bene, vedrai.»
«Va bene…» fu l’unica cosa che riuscì a dire Marco prima che la chiamata fosse interrotta.
Andò in bagno e si guardò allo specchio.
Vide un volto che non manifestava gioia o entusiasmo: i suoi occhi scuri e profondi, che catturavano l’attenzione degli interlocutori, erano spenti, a voler dire che di partire non aveva proprio voglia.
Il suo filo di barba, sempre curato, e i capelli rasati a zero, gli attribuivano un aspetto più maturo.
Entrò in doccia a testa bassa senza sapere che, di lì a breve, la sua vita sarebbe cambiata.
Per sempre.
(da MAI VUEI di Vincenzo Loreto)

MAI VUEI
di Vincenzo Loreto
Editore: ‎Independently published (17 gennaio 2021)
Copertina flessibile: ‎374 pagine

Vincenzo Loreto
Vincenzo Loreto

Vincenzo Loreto è nato a Napoli nel 1982.
Diplomato presso un istituto professionale della città, nella vita è magazziniere presso un’azienda distributrice di calzature, abbigliamento e accessori.
Da sempre interessato alla lettura, da adolescente si avvicina alla scrittura per incanalare la sua innata fantasia, cresciuta con il passare del tempo insieme a lui.
Quello che egli stesso considerava una salvezza per liberarsi dalle preoccupazioni e dalla tristezza, diventa sempre di più un desiderio prendendo forma nel sogno di poter avere tra le mani un romanzo scritto da lui.
Giunto in età adulta, decide finalmente di “sperimentare” la sua fantasia con MAI VUEI, il suo romanzo di esordio appena pubblicato.

15 Commenti

  1. Situazione molto interessante ed atipica.
    Ambiziosa e coraggiosa la volontà dell’autore di scoprire e “spoilerare” cosa ci sia al di là dell’ignoto.
    Un libro che fa venire voglia di leggerlo.

  2. Chi legge atipico, sistopico, fantastico….storce subito il naso forse sarà banale, penserà, ma io amo le storie nate così di getto, da menti atipiche che cercano solo creare un mondo piacevole dove poter passeggiare con la mente. Sarei proprio curiosa di leggere tutta la storia oltre ai primi capitoli!

  3. Mooolto, moltooo carino ed interessante!
    Sicuramente qualcosa di originale e diverso dal solito che mi farebbe piacere leggere.
    La narrazione mi è sembrata subito scorrevole e fresca, sono davvero curiosa di leggerlo.

  4. “Una storia surreale”, citando quanto espresso nella presentazione.
    E “surreale” viene da pensarla veramente, visto che un titolo musicale, un sogno di diventare scrittore ed un ritorno dall’aldilà sono ciò che ci rivela l’incipit, incuriosendo non poco noi lettori.
    Quale sarà il filo che lega questi elementi?
    Non posso aggiungere niente altro, se non che trovo questo romanzo molto interessante e che desidererei continuarne la lettura!

  5. Complimenti all’autore per aver suscitato, sin dalle prime righe, la curiosità di noi lettori. Impossibile adesso, dopo questa splendida anteprima, non voler approfondire e conoscere le vicende di Marco e la storia che ha da raccontare Frank. Così come voler scoprire il significato del titolo.
    Buona fortuna all’autore per il successo del suo primo romanzo che promette molto bene, almeno per quanto mi riguarda mi ha già conquistata, e per i suoi futuri progetti

  6. Ma che meraviglia! Un libro così mi intriga tantissimo, perché gioca sulla curiosità che abbiamo tutti, di scoprire cosa c’è dopo. Sarei davvero felice di scoprire come l’autore ha giocato con questa tematica!

  7. Un libro che stuzzica la curiosità di scoprire che cosa c’è nell’aldilà,che cosa l’autore con la sua fantasia riuscirà a legare un redivivo con un giornalista.Un libro da leggere tutto di un fiato.Mariliana

  8. Dire interessante è poco perché ha una trama bizzarra e nello stesso tempo impegnativa,scritto in modo semplice ma allo stesso tempo laborioso.
    Sicuramente da leggere tutto d’un fiato per poi rifletterci a lungo visto il tema così discusso l’aldilà.

  9. Sono davvero curiosa di scoprire il significato del titolo e anche la copertina è molto intrigante. Poi, la storia mi sembra di quelle che non possono non attirare il lettore. Un uomo che torna dall’aldilà e racconta ciò che ha visto, un giornalista che grazie a lui trova la sua strada. Un incipit che lascia con la curiosità di conoscere il seguito. Davvero una lettura nella quale vorrei immergermi!

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