martedì, 5 Luglio 2022
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Mala Jin. Tulipani nel cemento di Anna D’Auria

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Mala Jin. Tulipani nel cemento di Anna D'Auria

Mala Jin. Tulipani nel cemento di Anna D’Auria, romanzo di formazione intenso e coinvolgente. Libro vincitore di 5 Libri nei mari del web, terza sessione, febbraio 2022.

Mala Jin. Tulipani nel cemento di Anna D’Auria, il dramma di bambine cresciute troppo in fretta e costrette alla guerriglia per difendere la loro libertà

Il titolo di questo romanzo di formazione offre già una chiave interpretativa dell’opera. Mala Jin è la casa delle donne. Un’abitazione aperta a tutte le donne provenienti da un “altrove” che può essere un villaggio vicino o una città lontana ma, metaforicamente, è anche il luogo dell’emancipazione delle donne da una condizione a cui l’universo maschile le confina in tutte le latitudini del tempo e dello spazio. Anna D’Auria narra con dei versi e una prosa di rara intensità ed efficacia la storia di Elena, memorabile eroina sfuggita a un destino di sopraffazione e sofferenza attraverso una tragica migrazione, una giovane donna che si interroga sul suo passato, un tempo in cui aveva un altro nome e a cui decide di tornare, facendo una scelta di vita e decidendo il suo futuro di guerrigliera curda, accanto alle donne del suo vero popolo. Quel popolo che vive “eternamente diviso senza uno stato, senza diritti in una terra smembrata”. Nel suo forzato esilio Elena matura un consapevole progetto di vita. Deve ritornare “nel cemento e assaporare l’acre sapore della vita”. Deve tornare ad essere Doris, una leonessa curda: “un fiore nel cemento, come tutte le donne curde”. Bellissimo romanzo che centra l’attenzione del lettore su alcuni tra i più dolorosi drammi individuali e collettivi della nostra contemporaneità. 
Robert, Manuale di Mari

Accadde per la prima volta il giorno del suo quindicesimo compleanno: la sensazione di uscire dal proprio corpo e di guardarsi dal di fuori, quasi l’anima avesse preso una pausa per volgersi verso un altrove popolato di altre anime, che hanno ormai perso per sempre la propria dimensione corporea. È qui che Elena trova conferma a un sentimento che già da tempo albergava nel suo cuore: poco o niente della vita che ha condotto fino ad ora le appartiene, non il suo nome né il suolo che calpesta ogni giorno, perfino l’amore della donna che l’ha cresciuta come una figlia non è sufficiente a sopire quella sensazione di essere venuta al mondo per fare altro, qualcosa di più importante. Poche parole lasciate su un foglio – “devo tornare nella mia terra” – e poi l’inizio del lungo viaggio verso Muş, una delle zone della Turchia a prevalenza curda, alla riscoperta del proprio passato per dare un significato al proprio futuro… Intenso e coinvolgente fin dalle prime pagine, Mala Jin narra con grande lucidità il dramma quotidiano delle donne curde, bambine cresciute troppo in fretta, giovani guerrigliere pronte a imbracciare il Kalashnikov per difendere il proprio diritto alla vita, anche a costo di sopprimere per sempre ogni naturale istinto femminile.
Qui giunge a compimento la parabola di formazione della protagonista e, tra le asperità delle montagne dell’Anatolia e il cemento di città fatiscenti, sboccia alla fine un nuovo tulipano.

Leggi anteprima

Doris
“La terra scarlatta’’

28 Aprile 2015

«Socchiudi gli occhi, Doris. Ti mostrerò la forza che scorre nelle anime delle nostre sorelle.
Şêr şêre çi jine, çi mêre».
Mi ripete Estêre con le iridi nere come non mai. Questa mattina è venuta nella Mala Jin e mi ha condotto sulla collina prospiciente ‘La casa delle donne’. La nostra casa.
Sì, perché la Mala Jin è nostra, è la trincea di tutte noi donne.
Qui, a ridosso di un modesto rudere, scorgo in lontananza un’immensa distesa di colore scarlatto. Una tonalità vivida, accesa, uniforme. Evoca immagini di sangue, passione. Sacrificio. Gli occhi si spalancano, la mente vacilla.
Un brivido irrompe sul corpo e, in pochi istanti, divampa in una sensazione penetrante e soffocante. La paura mi invade l’animo, teso come una corda di violino.
Estêre è alla mia destra. Sento la sua stretta forte premere sul mio polso. Lei non vede, ma sa guidarmi con sicurezza.
Ci muoviamo in una dimensione parallela, uno spazio sconosciuto che mi avviluppa con voracità.
Ho paura, lo ammetto. Non si può non aver paura dell’ignoto, anche se affascina con un alone straordinario. E ciò, che vedo, lo è. Eccede i limiti del normale. I miei sensi non hanno mai percepito una visione simile. Una miriade di fiori dalle corolle chiuse, alcuni più tenui, altri di un rosso intenso, traboccante di vita. Un tappeto di velluto che riveste e avvolge completamente il terreno. Pregiato e fine. Resistente e caldo.
La paura si muta in stupore e mi spinge a riguardare quello scenario, quasi scaturito dal nulla. Un miracolo nel deserto della vita. Fiori sbocciati nel cemento della non-vita.
Mi meraviglio che possa esistere una tale bellezza in un luogo così arido.
«Vivono mille vite in questa terra, racchiude le voci di infinite storie», mi spiega Estêre, mentre un velo di trepidazione mi fa tremare i polsi.
«Non capisco» le rispondo, scuotendo la testa.
«Ogni fiore, Doris, equivale a una vicenda scolpita nel terreno e nel cuore. È ciò che resta di noi, madri coraggiose, figlie combattenti. Semplicemente donne. Donne che hanno
conosciuto il vero senso della vita. Qui, un giorno, potrai incontrare anche tua madre».
Resto attonita, sconcertata da quella realtà che si palesa davanti al mio sguardo, quasi incredulo. Le parole di Estêre mi rimbombano nella testa, come un ronzio incalzante che, a
poco a poco, si sfuma.
«Olan…Olan, no…».
Una voce improvvisa mi fa sobbalzare. Chi c’è? Grido, aggrottando le sopracciglia. Mi volto di scatto. Non vedo nessuno. Nessuno, oltre noi. Io e Estêre.
«Olan…Olan, no…». La sento ancora. Eccola. Roca, fievole.
A chi appartiene? È una voce di donna che parla con un tono affannato. Ispeziono il luogo con l’olfatto sopraffino di un cane, che fiuta le tracce di una persona scomparsa.
Niente. Non c’è nessuno.
D’un tratto, uno dei fiori scarlatti si schiude davanti ai miei occhi perplessi. Un’intuizione lampo si fa spazio tra i miei dubbi. Che provenga da qui? Possibile?
Lancio una fugace occhiata ad Estêre. Con un gesto della mano mi invita al silenzio. La voce s’intensifica, echeggiando con intensità nell’aria impregnata di mistero. Parla la mia
lingua. Cosa sta dicendo? Metto a tacere i miei pensieri e ascolto con apprensione, combattuta tra timore e stupore.
«Olan, basta! È proibito parlare, scrivere e insegnare la nostra lingua! Non possiamo! Non è permesso, non puoi, ti arresteranno! Gli ripeto ogni giorno. Ma lui niente. Sordo ai miei richiami, continua. Canta, scrive e parla in curdo. È contrario alla cultura e alle tradizioni locali, lo sai! ‘Ilham, sono fiero di usarlo’, mi risponde con insistenza.
Eccolo, lo vedo, è ancora lì, seduto alla cattedra. Insegna la nostra lingua ai suoi giovani alunni. Non puoi, è severamente vietato! Gli grido con tutta la voce che ho in corpo.
Ho paura. Ma lui niente. Continua. Non mi ascolta.

Mala Jin. Tulipani nel cemento
di
Anna D’Auria
Editore: ‎Gruppo Albatros Il Filo (10 novembre 2021)
Copertina flessibile: ‎232 pagine

Anna D'Auria
Anna D'Auria

Anna D’Auria è laureata in lettere classiche, indirizzo Filo-logico-Letterario, presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Attualmente insegna Latino e Greco al liceo classico ‘‘Plinio Seniore’’ di Castellammare di Stabia. Ha ideato e condotto il format ‘‘Lungo i sentieri della classicità’’ trasmesso su Bom Channel (Aprile 2021). È autrice dei romanzi ‘‘La carezza dell’Èidolon del mare’’ (settembre 2020) e “Skià. Il volto di un’ombra sul cuore’’ (dicembre 2020). Recentemente ha pubblicato la sua prima silloge poetica dal titolo “Anthea. I fiori della vita’’ (settembre 2021).

50 Commenti

  1. Se un mappamondo potesse accendersi nei luoghi dove ogni giorno si perpetrano ingiustizie e si calpestano basilari diritti umani e di vita sarebbe quasi completamente illuminato e questa luce ci accecherebbe. Allora ci metteremmo occhiali da sole con lenti molto scure così da poter continuare senza troppi pensieri la nostra vita quotidiana, dicendoci che è già complicata di suo, disimpegnandoci così da ciò che ci accade intorno.
    Per fortuna che ci sono invece scrittrici e scrittori che non si adagiano e che ci costringono ad aprire gli occhi e ad ascoltare vite faticose, prese di mira con follia e orrore da chi, pur umano, non ha un barlume di coscienza.
    Quindi si, desidererei leggere questo libro per risvegliare ancora una volta anche la mia coscienza e non far finta che certe cose non accadono. Grazie

  2. Il mio voto per questo libro per 5 Libri nei mari del web. Un libro che narra uno spaccato di realtà molto crudo, ma che lascia un significato profondo e inaspettato. Da non perdere assolutamente.

  3. Credo che la tematica che affronti questo libro sia molto attuale e merita di essere approfondita. La vita che queste povere bambine sono costrette a condurre ci mostra quanto sia dura la loro emancipazione in alcune parti del mondo. Da questo breve estratto emerge quello che è il mondo in cui crescono queste bambine a cui viene negata la libertà di scegliere cosa fare della propria vita. Mi piacerebbe davvero, se sarà possibile riceverne una copia per poterlo leggere e ampliare la mia conoscenza in merito.

  4. Il mio voto per questo libro per 5 Libri nei mari del web. Mi ha colpito molto la trama, perché è una storia di coraggio delle donne. In un mondo dove i venti di guerra non smettono mai di soffiare, vedere un bambino con un’arma in mano è purtroppo dura realtà. Quindi, leggiamo queste storie per capire le sofferenze dei popoli colpiti, e per impegnarci a favore di un mondo di pace.

  5. Diventare giovani donne assaporando il senso della vita che sa di amaro. Ciò non ferma la protagonista del romanzo che prova a cercare la propria identità tra le macerie di un cemento grigio che contrasta coi colori vividi della sua anima.
    Il mio voto per questo libro per 5 libri nei mari del web.

  6. Bellissimo, coinvolgente. La profondità di questo libro e la sua scrittura chiara, intensa ed elaborata lo rendono molto interessante. Un plauso all’autrice per la storia trattata e per lo stile raffinato. Il mio voto per questo libro per 5 Libri nei mari del web.

  7. Credo che il libro abbia un linguaggio molto crudo ma potrebbe insegnare alle persone che lo leggono che anche le donne in questo mondo hanno sofferto e hanno fatto dei sacrifici per poter avere i diritti che hanno adesso, e niente è più pericoloso di una donna che viene sottovaluta, è molto bello spero di poterlo leggere

  8. Che dire,un argomento doloroso e sconvolgente che viene spesso dimenticato. Queste letture meritano molta considerazione per far aprire gli occhi a noi tutti che diamo tutto per scontato dimenticandoci queste realtà.

  9. Questo è un libro che darà forza alle donne per la sua tematica che illustra un mondo spietato. Un libro da leggere e fare leggere per comprendere quanto sia spaventosa la guerra. Auguri spero di leggerlo presto Mariliana

    • La storia è raccontata con molta dolcezza attraverso le parole e i pensieri di una bambina, immersa in una realtà costellata da molteplici asperità, che contribuiscono a fortificarne l’animo.
      Inserti poetici introducono i vari capitoli, rendendo la narrazione più completa e stimolante.

  10. Un libro dal contenuto sicuramente crudo, ma che costringe ad aprire gli occhi su un mondo terribile. Basta la parola “guerra” a far inorridire, ma se a questa accosti la parola “bambini”, tutto diventa ancora più inconcepibile.
    Mi piacerebbe continuare la lettura di un’anteprima che appassiona da subito.

    • Grazie. Il romanzo vuole proporre un esercizio di riflessione su problematiche di stringente attualità. Il focus è posto sulle bambine curde che non sono cresciute cullando bambole ma imbracciando fucili per tutelare la propria vita.Sono tulipani fioriti nel cemento, nelle asperità della guerra, nell’indifferenza generale; lottano per difendersi dalla violenza, lasciando a noi tutti un importante monito che la violenza è endemica e pervasiva e va delegittimata attraverso un impegno costante e collettivo .

  11. La copertina del libro fa già capire che si tratta di un tema difficile e forte. Una bambina con un fucile in mano non dovrebbe esistere in nessun luogo e per nessun motivo. L’anteprima, poi, ci porta direttamente nella storia e invoglia a proseguire. E’ importante che un libro racconti queste storie perchè possiamo tutti prendere coscienza di tali tristi realtà. Mi piace anche lo stile asciutto e diretto del racconto in prima persona. Complimenti all’autrice.

    • Grazie. È un libro scritto con il cuore. Spero che la lettura possa essere formativa e , al contempo, piacevole. Ti consegno un altro estratto del libro:
      ‘’Le dovevo la vita.
      Mi tese una mano, l’afferrai con forza, aggrappandomi a lei con disperazione. Ero molto provata, avevo perso ogni lucidità, mi lasciai andare a quel senso di impotenza, che mi stava paralizzando gli arti e il cuore.
      D’istinto, cercai le sue braccia amiche, per scivolarvi alla ricerca di calore. Ne avevo un bisogno disperato.
      Mi sembrò di stringermi al grembo di mia madre, tante volte bramato. Lei, di rimando, mi cinse le braccia intorno ai fianchi. Una scossa energica mi riattivò i sensi.
      Fu un breve ma interminabile attimo d’amore. Incondizionato, reciproco, autentico.
      Eravamo tulipani fioriti nel cemento, uniti da un inalienabile diritto alla vita che nessuno può strapparci. Quell’abbraccio mi parlò con un linguaggio muto. Il linguaggio della complicità, che nasce da un’identità comune’’.

  12. Piccole donne che crescono troppo in fretta, vivono la cruda e dura quotidianità, costrette alla guerriglia, ad imbracciare le armi sin da piccine, e lasciando il sogno di un’infanzia e adolescenza felice chiuso in un cassetto.
    Un romanzo interessante, particolare che tratta tematiche importanti e reali, sarebbe bello scoprirne di più.

  13. I tulipani, fiori della speranza…che crescono, sbocciano anche dove c’è desolazione, dove tutto è perduto…Riaffiorano per infondere fiducia, di nuovo…
    In questo periodo sto seguendo una serie turca che tratta l’argomento della questione di Cipro 1963/1974. Immagini di crudeltà e atrocità assurde ma anche il coraggio di donne, madri, figlie, che non si arrendono e combattono per la vita e la libertà.
    E in queste poche righe si percepisce già tutta la forza ed il coraggio di queste bambine, giovani donne pronte a lottare per la la loro libertà.
    Sarebbe un onore poter leggere questo libro e conoscere questa parte di storia.
    Grazie.

  14. …da adolescente ho iniziato a leggere storie di bambine cresciute troppo in fretta…di donne che lottavano per conquistare i loro diritti,calpestati da un mondo crudele,le poche righe lette sono un colpo al cuore ma è un libro che va letto e soprattutto dovrebbero leggere le ragazzine di oggi per capire come sia crudele crescere e lottare in certe parti del mondo….aspetterò se sarà possibile ricevere la mia copia…leggerlo e poi passarlo a mia figlia e mia nipote..grazie

    • È una realtà tanto vera quanto difficile e dolorosa, quella racchiusa dal romanzo. Il libro vuole condurre il lettore, attraverso un percorso tortuoso come quello delle montagne curde, verso una vetta illuminata dalla luce. La luce della giustizia, della consapevolezza e della speranza.

  15. Un argomento molto delicato, un punto di vista particolare, davvero interessante. Spero di poter approfondire la lettura e conoscere meglio la storia delle donne curde, un tema più attuale che mai!

  16. Semplicemente Waooo.
    Penso questo libro avrà grande successo, per la tematica e per la scrittura coinvolgente.
    Spero tanto di poter ricevere una copia, per leggerlo tutto d’un fiato.
    Grazie

  17. La trama di questo libro è molto interessante, una storia di donne che affrontano una vita difficile e dura.Mi piacerebbe davvero molto leggerlo e recensirlo.Grazie!

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