Malva, gramigna e fiori di lavanda di Donatella Poggi

Malva, gramigna e fiori di lavanda di Donatella Poggi: tre donne sono le protagoniste del romanzo e tre piante che le rappresentano

Inghilterra, inizio ‘500: Margie Ross, bracciante agricola sfruttata dai padroni e analfabeta, sogna per i suoi due figli una vita da persone istruite e rispettate. Un colpo di fortuna inaspettato fa sì che ciò avvenga. Il primogenito, infatti, da pescatore come suo padre, diviene armatore e mercante e approda in Francia, dove incontra Claire, figlia di un marchese caduto in rovina e, per questo, costretta a fare la sguattera in un convento.

Anche Claire ha un sogno che riesce a realizzare: la creazione di un luogo, dai più considerato utopico, in cui pace e democrazia regnino, generando serenità ed armonia: Ubi-pax, un’oasi di tranquillità nel bel mezzo delle guerre di religione fra Inghilterra e Francia.

Qui nasce Elisabeth, figlia di Claire, appassionata come la madre all’erboristeria e alla medicina e così stimata e conosciuta per tali pratiche che persino la regina Maria I Tudor le si rivolge per curare la propria salute.

Dunque tre donne, volitive e ingegnose, sono le protagoniste del bel romanzo storico di Donatella Poggi.

E tre piante, che le rappresentano: la malva per Margie, pianta umile, che cresce lungo i fossi e negli incolti, ma ricca di sorprendenti virtù medicinali; la gramigna per Claire, erba che non muore mai, sopravvivendo al gelo e alla calura estiva; la lavanda per Elisabeth, fiore più nobile rispetto ai precedenti, ma capace di attirare attorno a sé insetti sia benefici sia dannosi.

Queste stesse proprietà si diffondono nelle pagine del libro creando un romanzo raffinato, profumato come la lavanda, quieto e rilassante come la malva, aspro e pungente come la gramigna.

Ma sotto l’analogia con erbe e fiori si sviluppa un convinto inno alle potenzialità femminili, spesso seminascoste o snobbate, allora come nel nostro tempo, dunque attuali seppure calate in un secolo tanto lontano ed ostile. L’autrice sviluppa questo tema mondandolo di qualunque accenno retorico, per consegnare al lettore un testo colto e corposo, ma di veloce e coinvolgente lettura. Il contesto storico, costruito sulla base di una approfondita ricerca, cattura, infatti, per la capacità di trasportare già di primo acchito, in un’epoca così diversa eppure tanto affascinante. Per condurre, infine, nel mondo di quell’utopia vagheggiata, in forme differenti, da filosofi come Campanella, Moro, Bacone, ricercato da pensatori e artisti d’ogni tempo.

A tutto ciò si aggiunge una spiccata capacità di costruzione dei personaggi, di descrizione dei luoghi e di creazione d’atmosfere. A queste ultime contribuiscono in modo suggestivo il giardino dei semplici, l’arte curativa delle piante, quel sentore di mistero e di magia che ne scaturisce e che Donatella Poggi riesce a regalare in ciascuna delle quasi quattrocento pagine del suo libro, il primo, mescolando storia e invenzione, realtà e immaginazione, volitività e sogno.

Anteprima dell’opera

Peter Collins, il pescatore, si addentrò tra le bancarelle della fiera di S. Giovanni, quella che dopo il predominio dell’anglicanesimo sul cattolicesimo si sarebbe chiamata “Fiera d’inizio estate”. Il giorno stava cedendo il passo alla notte, il cielo, ad Occidente, aveva assunto colori sgargianti: arancio e rosso con qualche pennellata di viola, per poi stemperarsi nel blu della parte opposta. Peter aveva fame ed era stanco. Dopo ventiquattro ore in mare con la barca ed altre otto per portare a destinazione il pescato, era tornato a casa, desideroso solo di darsi una ripulita e trovare un buon pasto.

Ma ormai la casa era vuota e non c’era più nessuno ad aspettarlo: un’epidemia di febbre altissima si era portata via sia il padre, che era stato prima il suo maestro e poi, con l’avanzare degli anni, il suo aiutante, sia la madre. Perciò aveva deciso di recarsi alla fiera, dove almeno avrebbe trovato cibo e bevande per rifocillarsi, pensando che forse, a ventidue anni, sarebbe stato il caso di cercarsi una moglie, pronta ad accoglierlo al suo rientro, nella stagione fredda, davanti al fuoco scoppiettante. Localizzò la bancarella dove vendevano gli sformati di carne e quella delle focacce e si diresse spedito da quella parte, guardando il cielo, dove cominciava già a brillare qualche stella: tra poco, ai margini del grande spiazzo sarebbero stati accesi degli enormi falò, i giovani avrebbero iniziato le danze e la musica, qualcuno si sarebbe ubriacato di birra, qualcun altro avrebbe fatto a botte per motivi stupidi, e così sarebbe passata anche la notte di S. Giovanni. E il mattino dopo la vita sarebbe continuata come al solito, con le sue gioie (ma quali per lui?), i suoi dolori e gli abituali problemi quotidiani. Immerso profondamente nei suoi pensieri, andò ad urtare con violenza una ragazza vestita di scuro, che stava conversando con alcune coetanee.

«Chiedo perdono, madamigella» si affrettò a scusarsi Peter «sono talmente stanco ed affamato, che non vi ho proprio vista. Mi chiamo Peter Collins e faccio il pescatore, proprio qui a Pevensey. Permettetemi di offrivi qualcosa per rinfrancarvi. Magari una focaccia dolce?».

«D’accordo» rispose la ragazza, seguendolo sorridente verso la bancarella «mi tentano immensamente quelle con la frutta secca».

La luce della lanterna mise in evidenza un viso cordiale e allegro, incorniciato da una curiosa cuffietta ricamata da cui sfuggivano dispettosi riccioli ramati,  due occhi nocciola che ridevano ancor prima del dischiudersi delle labbra. Peter notò che era piuttosto alta, aveva morbide curve nei punti giusti e le mani un po’ rovinate, che tradivano l’appartenenza a quella classe di persone obbligate a lavorare duramente per sopravvivere. Acquistati i viveri, i due giovani si sedettero in un angolo appartato per mangiare tranquilli, mentre venivano accesi i grandi falò ad illuminare l’oscurità e cominciavano i canti e le danze. Finito il suo dolce, la ragazza cominciò a raccontare di sé, guardando un po’ stupita Peter che si ingurgitava, uno dopo l’altro, ben tre sformati di carne, accompagnati da una grossa pagnotta e due grandi boccali di birra. Disse di chiamarsi Margaret Ross, anche se tutti la chiamavano Margie, e, con i suoi genitori, faceva la bracciante nelle terre di lord William, signore di una cittadina non molto distante. Aveva diciotto anni, era figlia unica, nata quando ormai nessuno ci sperava più, per cui doveva, oltre a lavorare nei campi, a volte anche assistere gli anziani genitori; di conseguenza non le restava molto tempo per divertirsi, e la fiera di S. Giovanni era appunto una delle poche occasioni.

Addentando una fetta di torta alla frutta, Peter pensò che quella ragazza gli piaceva molto, gli sembrava una persona dolcissima, ma nello stesso tempo anche pratica, con i piedi ben saldi per terra e la testa sulle spalle, pronta ad affrontare le incognite della vita giorno dopo giorno: proprio il tipo di moglie adatta a lui, adatta ad accollarsi la responsabilità di una casa e di una eventuale famiglia quando lui fosse stato fuori a pesca. Peccato che con le donne fosse una mezza frana… non voleva assolutamente lasciarsi sfuggire questa occasione, e, d’altra parte, non sapeva da che parte iniziare…

Malva, gramigna e fiori di lavanda
di Donatella Poggi
Copertina flessibile: 464 pagine
Editore: 13Lab Edition (25 giugno 2016)

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Donatella Poggi

Donatella Poggi è nata a Broni (PV) il 14/04/1958 e risiede a Casteggio, sempre nell’Oltrepò Pavese. Diplomata come perito mercantile e con un impiego in banca quale addetto clienti, non ha mai frequentato corsi di scrittura, ma si è avvicinata a questa passione da autodidatta, mettendosi alla prova. Oltre alla scrittura, ama la campagna e il giardinaggio.

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8 Commenti

  1. La storia si presenta in una maniera unica… la scrittura della trama riporta ad altri tempi. Mi piacerebbe immensamente leggerlo. Sono sicuro che lo amerò.

  2. Innanzitutto, complimenti per il bellissimo titolo, che promette un racconto intenso ed avvincente. L’accostamento delle piante ai caratteri delle donne è ciò che faceva spesso mia nonna: forse per questo il libro è riuscito a colpire subito la mia attenzione!
    Bella anche l’anteprima, che mi invoglia ad approfondire il tema: sarei onorata di poterne ricevere una copia!

  3. Un romanzo che sembra serbare grandi speranze e custodire altrettanti desiderati sogni. Un crescente rapporto tra ragione e sentimento, passione e ambizione, amore e istinto. Sicuramente valori da difendere, ideali da preservare, gioie sperate. Straordinario, a mio avviso, l’accostamento tra le tre donne e gli elementi vegetali, metafora forse anche della delicatezza femminile. Un libro che credo faccia da monito nella nostra attualità. Sarei molto felice di potere approfondire la lettura di queste nobili anime.

  4. Un romanzo che sembra serbare grandi speranze e custodire altrettanti desiderati sogni. Un crescente rapporto tra ragione e sentimento, passione e ambizione, amore e istinto. Sicuramente valori da difendere, ideali da preservare, gioie sperate. Straordinario, a mio avviso, l’accostamento tra le tre donne e gli elementi vegetali, metafora forse anche della delicatezza femminile. Un libro che credo faccia da monito nella nostra attualità. Sarei molto felice di poterne approfondire la lettura di queste nobili anime.

  5. Mi piace molto già l’incipit di questo romanzo, emergono sentimenti autentici e valori d’altri tempi che oggi si vanno piano piano perdendo. Mi piacerebbe molto leggerne il seguito. Si prospetta già un gran bel romanzo da leggere e assaporare.

  6. Bellissima copertina che già da sé trasmette delle emozioni. La trama appare interessante e promette grandi emozioni. Spero di avere l’opportunità di leggere questo bellissimo libro. Nel frattempo mi congratulo con la scrittrice perché dall’anteprima credo che sia un libro curato in ogni suo aspetto

  7. Una storia d’altri tempi che ci porta a sognare un mondo migliore che sfiora la pura utopia. Sarebbe interessante conoscere la personalità di tutte e tre le protagoniste del libro.
    Spero di averne l’opportunità.

  8. Questo romanzo ha una trama molto significativa. Dall’estratto posso confermare che sicuramente è un romanzo da leggere tutto d’un fiato e spero di poterlo fare presto!

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