Mariotta la quarta bambina di Nadia Bertolani

Fiammetta ha perduto i ricordi dell’infanzia ed è afflitta da un incubo ricorrente dal quale né il dottor Baum né il marito Nicola sanno liberarla. Scrittore di favole, arguto e comprensivo, Nicola la convince a tornare nella sua città natale con il pretesto di un Premio Letterario alla carriera. Nell’arco di tre giornate, l’ultima delle quali una caldissima e onirica Estate di San Martino, Fiammetta ha un drammatico incontro con Riccardo, un amore dei tempi dell’Università, e recupera parzialmente la memoria: affiorano dal passato le bambine Elisa, Giovanna e Mariotta, il linguaggio cifrato del “PA” , la Torre del Castello sempre chiusa a chiave, il bambino nano e la donna nera. In un gioco pericoloso in cui realtà e fantasia si scambiano le parti, Fiammetta ritroverà se stessa. Forse.

Anteprima del libro

Prologo

Il giardino si estende in lunghezza a perdita d’occhio.
“Non farti ingannare, non farti ingannare”, mi sussurra qualcuno al mio fianco. Mi divincolo dalla sua stretta, ha le dita adunche come artigli eppure mi sorride. Forse è Nicola. Lo lascio da solo. Percorro il viale di ghiaia e vado verso di lei. Non faccio rumore.
Quando la raggiungo nella sua zona d’ombra le chiedo: “Ma non sei dunque caduta dalla Torre?”
Lei non mi risponde perché è solo un’immagine riflessa in un grande specchio.

e Ritornello

Trottano, trotterellano le tre bambine.
La quarta è quella che non ricorda.
Trottano, trotterellano.
E credono di conoscere la meta.

Svegliarsi
Giovedì, 9 novembre 1990. Sono le ore 7.00

Apro gli occhi. Emergo dai sotterranei del buio.
Il sollievo è grande perché questa notte Mariotta non mi ha fatto visita.
Mariotta è il mio incubo tridimensionale e feroce che mi fa gridare al risveglio e mi ricopre il corpo di un sudore freddo. Mariotta è il mio sogno inconfessabile che mi raggiunge da chissà quali pertugi segreti dell’infanzia..
Questa notte però non si è presentato all’appello e ha lasciato il posto ad altri inganni più benevoli.
“Ho sognato Rimpianto”, dico a voce alta rimanendo sdraiata senza controllare che sia sveglio anche lui.
Ci separa la distanza dei nostri due letti singoli: da quando siamo venuti ad abitare nel nostro appartamento parigino, arredato di tutto punto, abbellito da boiseries di stucco bianco ma privo di un letto matrimoniale, dormiamo su letti separati.
E per fingere che dopo tutto non ci sia niente di strano ci scherziamo sopra.
“Abbiamo letti separati come le coppie dei film hollywoodiani”, gli ho detto una sera che lui mi guardava in modo strano.
“Letti rigorosamente singoli”, ha sospirato lui.
Da allora li chiamiamo letti dissociati e non ci è mai venuto in mente di accostarli l’uno all’altro. Siamo troppo pigri.
Rimango sotto le coperte: non mi va di sollevarle, di piegare le gambe e di mandare in avanscoperta i piedi nudi alla ricerca delle pantofole.
La pioggia che mi ha svegliato picchiando a tamburo contro le imposte ha perso la sua forza violenta, è diventata solo un fruscio, e dalle fessure dei battenti la luce arriva lenta come un fiato debole.
“Questa notte ho sognato Rimpianto”, gli ripeto. E lo guardo.
Si gira verso di me e, con la voce ancora impastata di sonno, mi chiede:
“Ah sì? E cosa faceva?”
“Cosa ti aspetti che faccia un gatto? ”
“Mah, dipende… C’è gatto e gatto… Ce n’era uno con gli stivali che non faceva altro che correre… E ce n’era un altro che sorrideva e poi spariva… Il tuo, anzi il nostro Rimpianto, cosa faceva? Faceva il sonnambulo come te? ”
Per un attimo sento freddo e vorrei dirgli “Abbracciami!”
Invece “E’ successo anche stanotte?” gli chiedo sperando che mi dica di no.
Ma lui conferma: “Sì, mi hai svegliato”.
“Sempre lo stesso?”
“Sempre lo stesso: hai aperto e chiuso la porta del bagno con la chiave. Come al solito”, mi risponde tranquillo come se volesse proteggermi dalla mia stessa paura. Poi torna a chiedermi con uno sbadiglio:
“Allora? Cosa faceva Rimpianto?”
“Miagolava.”
“Oh, be’, tutto qui?”
Sembra deluso. Si aspetta sempre molto da me, di giorno e di notte.
“Ci pensi mai a lui?” gli chiedo.
“Certo,” mi risponde voltandomi la schiena, “ma penso che stia meglio di me.”
“Che voce che hai! Ti sei preso il raffreddore!”
Non mi risponde. Sa dove voglio andare a parare.
Si mette a sedere, un potente starnuto, uno sguardo obliquo.
“Che ore sono?” mi chiede perplesso. La velocità o la lentezza che il tempo – questo despota bizzarro e imprevedibile – sceglie nel suo percorso, gli provoca sempre una genuina meraviglia.
“Le sette, credo…”
L’orologio a sveglia che tengo sul mio comodino me lo conferma dopo che gli ho dato un’occhiata svogliata.
“Allora vestiamoci, su, o perderemo l’aereo”, mi incita con energia. E torna a coricarsi di nuovo infischiandosene dell’incoerenza.
“E Rimpianto?”
“Rimpianto era un gatto, non è più un gatto e non è più un rimpianto”, mi dice.
“Però tu, tu ogni tanto…”
“Cosa?”
“Tu ogni tanto ci pensi.”
“Al gatto?”
Solleva la testa arruffata e mi guarda preoccupato.
“No, al rimpianto.”
“Il rimpianto è cosa da vecchi e io non sono vecchio! Non del tutto. Non come pensi tu!” dice, e appoggia di nuovo la testa sulla morbidezza del cuscino.
“Se tu avessi dei figli, ti accompagnerebbero loro a ricevere il tuo premio e sarebbero una compagnia più piacevole di me.”
“E lo farebbero volentieri? Non credo. Alzati, sii buona, alzati e fammi il caffè.”
“Neppure io ti accompagno volentieri! E poi oggi tocca a te preparare la colazione.”
Eccolo qui il momento più terribile del giorno: cerco di non guardarlo mentre si siede sulla sponda del letto e rimane fermo per un po’, come in attesa di qualcosa, come se volesse raccogliere le forze per mettersi dritto in piedi. E’ invecchiato, ma sembra non saperlo. Ha il cuore affaticato, ma si rifiuta di accettarlo. Aspetterò che vada in bagno per alzarmi a mia volta: non voglio vederlo. Solo quando uscirà rinnovato dalla doccia, solo allora potremo fronteggiarci in cucina con le tazze del caffè bollente nelle mani e un sorriso di incoraggiamento reciproco.

Mariotta la quarta bambina
di Nadia Bertolani
2015, 260 pagine
ilmiolibro

Nadia Bertolani

Nadia Bertolani è nata a Mantova. E’ stata insegnante di Lettere all’ Istituto d’Arte di Parma, si è occupata di critica d’Arte e attualmente vive in provincia dove si dedica alla scrittura. Ha pubblicato il suo primo romanzo ( “L’uccellino di Maeterlinck” Tre Lune edizioni) nel 2002. “Di pietra e di luna” è il suo secondo romanzo presente sul sito ilmiolibro.it. e selezionato nel concorso del 2011. “Brumby, l’orizzonte degli eventi” è stato pubblicato nel 2012 sullo stesso sito. “Mariotta la quarta bambina” pubblicato nel 2015, selezionato da Scuola Holden su ilmiolibro.it e premiato nel concorso Extravergine d’Autore è il suo ultimo romanzo. Ha vinto con “Toccata e fuga” il Premio di Noale per il Concorso “La Parola alle Donne, II edizione”. Il suo racconto “Oroscopi nella notte e un mucchietto di sabbia” ha ricevuto il terzo premio  del Concorso “Il Delfino-Litorale pisano” del 2012. Una sua poesia, “La bambina assorta”, ha partecipato al concorso Il Federiciano ed è stata pubblicata nell’antologia poetica del 2011. Un’altra poesia “Lo scacco dei lumi” è stata accolta nell’antologia “L’arte in versi”, edizione 2012. Un suo scritto “Lettera a Tazio” è stata pubblicato in “Ti volevo dire” da Leone editore. Il racconto “Il Bar del Porto e la fatamorgana” è stato segnalato in occasione del Premio Guido Gozzano.

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41 Commenti

  1. Rinnovo la mia curiosità riguardo al contenuto di questo libro, che appare così avvincente sino dall’anteprima presentata.
    L’immagine della copertina parla da sé: quella dolce bambina, condividerà il segreto della trama soltanto sfogliando le sue pagine. Sarei onorata di poterla ascoltare!

  2. Dall’anteprima sembra un libro interessante, carico di mistero che appassiona il lettore e lo invoglia a leggerlo fino alla fine per vedere come si evolve e se il mistero viene svelato. Se fosse possibile, sarei felice se l’Autrice potesse inviarmene una copia per poter leggere il libro e fornire un commento più approfondito. Cordiali saluti.

      • Ill.ma Nadia Bertolani, grazie mille per aver risposto al mio commento rimango in attesa di ricevere il libro!!! Ho provveduto ad inserire nell’apposito spazio l’indirizzo che penso Le verrà fornito dalla Redazione. Grazie ancora e Buona serata!!!

  3. Finalmente sono riuscita a terminare il libro e devo dire con sorpresa fino alla fine quando si è svelato l ‘ enigma del titolo. Non immaginavo un finale simile e solo leggendolo tutto si comprende tutto il tormento della protagonista che tiene col fiato sospeso fino alla verità finale..Veramente un bel libro solo ora sono riuscita a scrivere il commento anche se da tempo dovevo farlo. Ringrazio vivamente per aver avuto la possibilità di leggerlo per intero. Molto molto interessante e coinvolgente con finale a sorpresa. La ringrazio e spero di aver la possibilità di leggere altri suoi libri. Buon lavoro.

    • E’ sempre un grande piacere ricevere commenti dai lettori, soprattutto se le pagine scritte hanno un riscontro positivo, perciò, gentile Paola, mille grazie di cuore!

      • Grazie a lei che mi ha dato la possibilità di leggere tutto il libro inviandomene un copia, un bel regalo sicuramente. attendo di leggere altri suoi scritti se vorrà inviarmene ancora. Infinitamente grata. Buona giornata e a presto.Un caloroso saluto.Paola.

  4. Salve, innanzitutto mi complimento per lo stile: non è per niente sempliciotto, anzi è come se ogni parola lasciasse un’aura di un profondo significato. A volte bastano poche righe per caratterizzare l’autore…e in questa pagina è tutto molto evidente. In realtà ho sempre preferito quei libri pronti a lasciare un senso di mistero ed introspezione, capaci di catapultarti in una nuova dimensione della realtà.
    Questo libro in particolare mi sembra molto riflessivo, ma riguarda il subconscio di ognuno di noi.
    Tutti hanno scheletri nell’armadio e fantasmi ricorrenti, o semplicemente atroci esperienze “dimenticate” che ci vanno a far visita di tanto in tanto, che sembra che ci vogliano parlare o capaci di prevedere quello che accadrà da lì a poco… eppure, qualsiasi essa sia la sensazione che ci trasmettono, sono capaci di toglierci il respiro, condizionare le azioni o assopirti in un più silenzioso abbandono come segno resa. Ma la paura, la paura è il fulcro.
    Eppure non posso far a meno di pensare al “gatto” che mi appare più che altro come figura simbolica. Il gatto è colui che sceglie il padrone e lo sottomette, così come noi siamo sottomessi ai nostri incubi ricorrenti: non possiamo dominarli né evitarli. Il nome poi, “Rimpianto”, dice tante cose, l’incubo più grande è di quelle cose non fatte, fatte male o non raggiunte che ci tormentano e ritornano continuamente nella nostra mente.
    Una frase in particolare mi ha colpita “[…] rimane fermo per un po’, come in attesa di qualcosa, come se volesse raccogliere le forze per mettersi dritto in piedi. E’ invecchiato, ma sembra non saperlo. Ha il cuore affaticato, ma si rifiuta di accettarlo.”: secondo me riassume in modo completo come ci si sente.
    Siamo tutti in attesa di qualcosa, anche quando si è ormai troppo vecchi e non ci restano altro che rimpianti, intanto cerchiamo sempre quel qualcosa che possa dare un senso alla nostra vita e rimetterci quindi in carreggiata. Il cuore è affaticato, deluso, stanco… sembra non saperlo poiché si rifiuta di accettarlo, ed ecco la manovra di speranza in un destino ormai segnato. E’ possibile cambiare la propria sorte? Sembra un atto disperato, un suicidio perenne.
    Se a tratti questo estratto revoca quasi un dogma, in altri profonda angoscia. L’atto di ricordare a tratti o non ricordare affatto, è come una lama che ti lacera a poco a poco, come un disperato tentativo inconscio di dimenticare ciò che fa male, rievocare i ricordi e ritrovare sé stessi non sempre fornisce la pace anteriore che si cerca.
    Sinceramente sarei molto curiosa di leggerlo per intero, analizzare a fondo un libro equivale analizzare sé stessi, perché il significato delle parole e le sensazioni variano a seconda delle proprie esperienze, si può dare quindi una propria interpretazione completamente discostata dal libro in sé.
    Mi piacerebbe testare la dinamicità di questo libro.

  5. I libri più belli si riconoscono dalla copertina infatti questo libro lo è perchè mi incuriosisce un sacco e vorrei molto avere l’occasione di leggerlo spero che lei mi possa mandare una copia del suo libro!

    • Gentile Luigina,
      grazie per la preferenza. Al momento non ho un riscontro degli indirizzi email di chi ha commentato, ma piano piano confido di poter inviare un certo numero di copie…

  6. La trama e le prime righe mi hanno davvero entusiasmato, sarei felice di poter continuare la lettura ricevendone una copia.

      • Gentile Nadia, ho lasciato l’indirizzo alla Redazione, aspetto con ansia il suo libro. Cordiali saluti

      • Gentilissima Nadia,
        le abbiamo inviato l’indirizzo postale del lettore. Ci faccia sapere se nelle notifiche dei commenti vede l’indirizzo email dei lettori perché d’ora in avanti dovrà contattarli lei stessa via mail per ricevere il loro indirizzo postale.
        Purtroppo riceviamo molta posta e non possiamo soddisfare tutte le richieste.
        Grazie per la collaborazione.
        La Redazione

  7. Se un buon libro si vede dalla copertina di certo questo lo è perché incuriosisce il lettore al punto giusto. Se lo vedessi in libreria sicuramente non resisterei e lo prenderei in mano per leggere il retro di copertina per saperne di più. L’anteprima mostra lo stile molto accurato della scrittrice perché le parole scorrono fluide tenendo incollato il lettore parola per parola. Infatti mi sono accorta solo all’ultima parola che era terminata e la curiosità di saperne di più è tanta.

  8. Trama interessante, copertina affascinante e un mistero da svelare: credo d’amare già questo libro. Sarei molto contenta se lei potesse inviarmi una copia. Spero di leggerlo e innamorarmene a breve.

    • Maria Giovanna, grazie per l’interesse che dimostri. Ti invierò volentieri la copia a disposizione, appena la Redazione mi invierà il tuo indirizzo postale. Un caro saluto.

    • Bene Maria Chiara, sarei contenta anch’io se tu lo leggessi… Puoi inviare il tuo indirizzo alla Redazione e te lo spedirò volentieri. Grazie!

  9. Leggendo l’anteprima del libro mi sembra di trovarmi a contatto con due amici anziani che si spronano l’uno con l’altro pur avendo sicuramente un passato che deve essere in qualche modo accettato. Ci riusciranno? sono curiosissima di scoprirlo e spero che l’autrice mi aiuterà in questo

  10. Un inizio davvero interessante e avvincente che costringe il lettore a scavare dentro i suoi di ricordi. Mi ha colpito il nome dato al gatto “Rimpianto”, è come se l’autrice avesse scelto di raffigurare il rimpianto sotto forma di qualcosa di animato, come un gatto. Quel gatto che ritorna ogni notte nei sogni della protagonista e la costringe a fare i conti con il suo passato e a tentare di riviverlo ed accettarlo. Mi piacerebbe molto continuare la lettura davvero interessante!

  11. Mi ha colpito la bimba sulla copertina e incuriosito anche la traccia del libro. sarei ben lieta di leggere tutto il testo completo..spero vivamente che questo desiderio venga esaudito e nell’attesa di una cortese risposta al commento da parte della scrittrice rinnovo gli auguri per questo anno che se ne va e per quello che sta arrivando.. Felice 2017.

    • Paola, sarò felice di inviarle Mariotta appena la Redazione mi invierà il suo indirizzo postale. Mi scuso per il ritardo ma ho frainteso le modalità del tutto e ho subìto un intervento agli occhi.
      A 2017 già iniziato ricambio gli auguri.

      • Buongiorno scrittrice Nadia Bertolani, ho letto ora il suo messaggio e la ringrazio vivamente per l’attenzione che ha avuto nei riguardi del mio commento. Non sono necessarie scuse , ci mancherebbe! L’importante è che l’intervento sia andato bene. Nell’attesa di ricevere il suo libro, le auguro una pronta guarigione per l’intervento subito . Con sincera gratitudine Paola.

      • Certo, non si preoccupi, non ho fretta..io l’indirizzo l’ho inserito e inviato con i commenti, quindi glielo daranno…spero… saluti e a presto..

    • Gentile Paola (e per conoscenza alla Redazione)
      ho spedito Mariotta questa mattina, arriverà a destinazione sana e salva perché bisogna confidare nei servizi postali.
      Buona lettura e felice pomeriggio.
      Nadia Bertolani

      • Buona sera Nadia,
        ho letto il suo messaggio e la ringrazio per la fiducia. Ricambio i saluti e rimango in attesa del suo libro. Un bacio. Paola.

        • Buon pomeriggio Nadia Bertolani, volevo avvisarla che mi è arrivato il suo libro e mi è piaciuto molto il formato pratico e la copertina mi ha veramente colpito. Un grazie di cuore per il suo gentile omaggio. Mi appresto a iniziare la lettura. ci risentiamo con i primi commenti…un buon fine settimana..Saluti Paola.

  12. Ricordi chiusi, apparentemente persi, in realtà solo nascosti….e riaffiorano e con essi la vita di Fiammetta….
    Mi piacerebbe tanto leggere questa rinascita…

  13. Con il titolo che già incuriosisce il lettore, cosa avrà in riserbo per noi questo libro? Vorrei poterlo leggere!

  14. E’ un racconto che intriga e colpisce, sicuramente sarà un piacere leggere. Sono molto curiosa di conoscerne il seguito.

  15. Interessante racconto di Nadia Bertolani. In 260 pagine di bella e proficua scrittura viene esaltata una storia intrigante e commovente.
    In ” Mariotta la quarta bambina ” i ricordi giocano un ruolo fondamentale ; come l’amore, del resto, caposaldo della trama.
    Da gustare dalla prima all’ultima pagina.

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