mercoledì, 28 Luglio 2021
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Migrare di Corrado Leoni

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Migrare di Corrado Leoni

Migrare di Corrado Leoni, un romanzo sul tema sempre attuale dell’emigrazione dello scrittore trentino

Migrare di Corrado Leoni, il dramma dell’Italia che emigra

Emigrare dal proprio paese d’origine è un’esperienza dolorosa ma talvolta necessaria per crescere e per realizzare i propri obiettivi. È la scelta che compie il giovane Aldo, il quale, agli albori degli anni Settanta, lascia l’Italia per emigrare nella Germania dell’Ovest. In un contesto storico, politico, sociale e culturale completamente diverso da quello a cui era abituato, il giovane impara a farsi strada tra lavori saltuari, amicizie, delusioni e ingenuità per scoprire finalmente la propria identità in quanto essere umano. Un romanzo sicuramente interessante e, per certi versi, sempre attuale.

Anteprima

Uno stridio ed un brusco rallentamento scossero Aldo dai suoi pensieri infantili.
Il convoglio rallentò ed una luce più ampia e chiara fu il segnale che il viaggio era finito.
Aldo dette un chiamo a Paolo, che stralunato si guardò attorno, ebbe un momento di smarrimento, guardò Aldo e un sorriso ironico acconsentì.
Scesero dalla carrozza all’Haupwache.
Era stata ricostruita sulle macerie della seconda guerra mondiale.
Un tempo in superficie si estendeva il centro di smistamento delle carovane che provenivano da ogni parte della Germania ed era la stazione per il cambio dei cavalli. Ora in superficie si estendeva una grande piazza, giardini, un strada di smistamento del traffico e partiva lo Zeil un ampio viale costeggiato da centri commerciali.
In profondità su vari piani era stato creato il centro nodale della metropolitana di Francoforte sul Meno con smistamento per tutte le direzioni della città e non solo.
Uscirono malvolentieri dal caldo scompartimento, dove si erano assopiti al dondolio dei vagoni, per risalire verso la superficie.
L’atrio della stazione della metropolitana, zeppa di negozi d’ogni genere e di solito affollata come una piazza in festa, oggi appariva squallida come una stalla vuota.
Pisciata, lordata d’alcool e di sangue, vetri di bottiglia un po’ ovunque, escrementi e vomito, carte e giornali: i resti della notte di Natale dei più disgraziati.
Non c’era anima viva in circolazione: l’ultimo ubriaco veniva portato via di peso da due poliziotti, scherzosi e garbati, ed assegnato all’ospizio.
Se l’era fatta addosso, puzzava come una merda fresca.
I due poliziotti proprio non ce la facevano a stargli vicino: uno si tappava il naso e l’altro pareva svenisse.
Cercavano di sdrammatizzare una situazione vomitevole.
Smerdato o no doveva esser tolto di mezzo, ne andava del decoro.
Sarebbe stato consegnato al centro servizi sociali presso la stazione centrale, sempre aperto ventiquattro ore su ventiquattro
Di lì a qualche ora la stazione tranviaria sarebbe stata di nuovo gremita di gente del Natale.
Ovunque c’erano tracce da far voltare lo stomaco, forse per questo al mattino del giorno di Natale gli uomini e le donne rimangono in casa, per non sentir odor di stalla.
Ma no, tutti no!
Risuonava di lontano un allegro fischiettare.
Qualcuno canticchiava.
Rumore di scope di frasca ed un parlare straniero per la terra che li ospitava, italiano meridionale per le orecchie che ascoltavano.
Una squadra di spazzini emigrati italiani avanzava come un drappello, procedevano formando una schiera che puliva ogni angolo dell’Hauptwache, lo spazio occupato nella sotterranea della metropolitana, raccoglieva ogni genere di spazzatura e pulendo ogni dove, lasciando alle spalle un rilassante odore di pulito.
Scherzavano, sorridevano, canticchiavano avvolti nelle loro tute arancione.
Erano orgogliosi della loro divisa e del loro lavoro, per il quale in Italia avrebbero dovuto spesso pagare pizzo o tangente.
Ora si trovavano finalmente tra pari.
Lavoravano, guadagnavano quanto i colleghi tedeschi, rimasti a casa a festeggiare il Natale in famiglia.
Avevano accettato volentieri il turno del mattino di Natale, per racimolare qualche soldo in più e per scacciare la nostalgia di casa.
Raccoglievano la spazzatura, pulivano lordure e ciascuno pensava al sogno, per cui aveva lasciato il paese: una casa da costruire, la figlia da far studiare da maestra, il figlio iscritto all’università, tutti pensavano alla moglie fedele, anche se più di uno di loro aveva provato con successo con la moglie del collega tedesco o si era accompagnato con qualche vedova sola o con qualche signorina vogliosa del maschio italiano.
Ne parlavano con orgoglio e spesso scambiavano le loro fantasie con la realtà. Per consolarsi, facevano a gara a chi la diceva più grossa, stava all’altro saper discernere.
Avevano una nostalgia pungente come il freddo, ma paga doppia, un po’ più di ferie.
Sospiravano pensierosi, ma poi i volti ritornavano sereni.
Sarebbero andati in ferie a Pasqua.
Una volta in Italia sarebbero andati da qualche medico compiacente, avrebbero aggiunto alcuni giorni di malattia tanto per finire il lavoro nei campi, metter qualche mattone in più alla casa in costruzione, godersi la moglie a primavera: tanto nessuno li avrebbe licenziati, la normativa era eguale per tutti, anche per gli emigrati italiani.
A questi pensieri il cuore si rasserenava, anche per loro era nato Gesù il Bambinello.
(da Migrare di Corrado Leoni)

Migrare
di Corrado Leoni
Copertina flessibile: 328 pagine
Editore: Kimerik (1 marzo 2018)

Corrado Leoni

Corrado Leoni nasce a Dro (TN) il 25 settembre 1942. Frequenta il Liceo classico e si diploma a Trento. Lavora in Germania presso la VDO-Siemens, dove viene eletto nel Consiglio di fabbrica. In Italia negli anni Settanta lavora presso l’ENAIP nella formazione professionale a Trento e diventa Direttore ENAIP a Francoforte sul Meno per la formazione professionale degli emigrati italiani. Si laurea in Economia politica presso la Facoltà di Economia e Commercio di Trento con la tesi Sviluppo economico della Repubblica Federale Tedesca 1950-1978. Entra di ruolo con concorso ordinario nelle Scuole Superiori della provincia di Genova per l’insegnamento di Economia aziendale, che svolge negli Istituti Tecnici Commerciali di Genova, di Chiavari, di Rapallo.
Dal 2002 vive a Casola in Lunigiana MS, comune di nascita della moglie Reana.
Promuove e diventa Presidente dal 2003 al 2010 della pro loco di Casola in Lunigiana MS; è curatore del libro Le Pievi Romaniche in Lunigiana, scritto da Franco Rampone e stampato dalla pro loco 2005.
Collabora con Emanuele Leoni e Florian Tudor nella stesura del volume Introduzione alla grammatica italiana in sette passi e mezzo corso pratico in lingua italiana e rumena rivolto ai Rumeni che desiderano imparare i fondamenti della lingua italiana., Editura Craiova 2008.
Ha scritto i romanzi Nane (2010), Migrare (2011), Il prete e il diavolo (2012/13), editi dalla Maremmi editore. Con Europa Edizioni nel 2014 ha pubblicato Il cavaliere senza cavallo.
Collabora con il settimanale Il Corriere Apuano.
Ha pubblicato con la Casa Editrice Kimerik nel 2015 il romanzo Donna Luigia. Profuga e partigiana e a gennaio 2016 La miseria del Sindacato Italiano – Dialogo tra nonno e nipote.

18 Commenti

  1. Dall’anteprima lo trovo molto interessante. Inoltre tratta un tema ancora molto attuale come quello dell’emigrazione giovanile.

  2. Migrare è un problema ancora troppo attuale.
    Chi come me ha lasciato più volte la propria terra, nel mio caso la Calabria, per studio o per lavoro, conosce quella morsa al cuore che ti prende al momento dell’addio. È una sensazione dolorosa, pungente, per qualche tempo ti senti apolide, senza patria, senza casa.
    Ritrovo in “Migrare” le stesse sensazioni.
    Sarà una lettura a tratti struggente, ma che sicuramente merita di essere vissuta.

  3. Il mio voto per questo libro per 5 LIBRI NEI MARI DEL WEB, perché la copertina è di sicuro impatto visivo, la trama è un argomento sempre attuale, e penso di interesse, dall’anteprima mi sembra ben scritto e coinvolgente

  4. “Migrare” è un romanzo molto interessante e narra le vicende di Aldo, emigrato in Germania agli inizi degli anni ’70. In un Paese straniero completamente diverso da quello di origine il protagonista, pur tra mille difficoltà, sacrifici e lavori precari, riesce a raggiungere l’obiettivo che si era prefissato.
    L’autore conosce molto bene il fenomeno dell’ emigrazione perché ha lavorato per alcuni anni in Germania in una grande azienda e inoltre ha lavorato nel settore della formazione professionale degli emigrati italiani.

  5. ” il mio voto per questo libro per 5 LIBRI NEI MARI DEL WEB” .
    Mi è piaciuto molto l’ incipit . Un tema molto attuale , dei nostri giovani. Un libro che sceglierei subito di leggere dalla copertina e dal titolo così semplice e grande allo stesso tempo.

  6. Bella la copertina
    Bella la trama spero di essere una delle fortunate a ricevere il libro
    Anchio ho lasciato la mia amata Sicilia….
    Ma x amore….

  7. Un libro che mi subito appassionato . Un tema che nei giovani è molto attuale. La copertina cattura subito l attenzione. Il titolo così netto che mi ha incuriosito a leggerlo. Mi piacerebbe poterlo leggere

  8. Partire dalla propria terra d’origine verso un nuovo paese è ciò che accomuna i giovani di oggi e il protagonista del libro. I bagagli, anch’essi sono comuni: sogni e speranze! Spero di poter ricevere il libro e poter continuare a leggere la storia di Aldo e delle sue avventure.

  9. Un’ libro che mi ha appassionata già dalla copertina, infatti leggendo la trama mi sono letteralmente innamorata, mi farebbe tanto piacere leggere questo libro.

  10. nuova terra, nuova gente, nuove vite da scoprire…..l’impatto non e’ stato meraviglioso….ma il racconto dettagliato di tutti quei migranti in Germania ha dato ..forse…una speranza:il benessere che offre la possibilita’ di rendere la vita migliore….
    un bello scritto, son certa, che ci offre momenti vita desiderata e trovata, ma anche di grande malinconia..ne son certa!!!buona vita a te Aldo…

  11. Buongiorno Corrado, sono figlia di un migrante e ho una figlia che a sua volta è migrata, lasciando alle spalle questa Italia che non offre nulla… Io non vedo l’ora di potercela andare perché veramente in questa mia vita poco mi ha dato ma molto mi ha tolto mi piacerebbe leggere il suo romanzo, un caro saluto.

  12. Un romanzo realistico che racconta l’ambiente storico degli anni ’70 sarebbe sicuramente interessante da leggere, permette di comprendere ciò che non si impara con i libri scolastici.

  13. Interessante vista la situazione che ancora oggi ci ritroviamo ad affrontare ed importante ricordare che anche noi italiani siamo stati obbligati a migrare .

  14. Delle volte si va via x lavoro…
    Per mancanza di lavoro nella propria città si sceglie di abbandonare tutto e provare…o delle volte si può andar via x amore…

  15. Il tema dell’immigrazione è un tema ancora tutto da scoprire e capire, capire perché le persone vanno via e scoprire cosa troveranno nel nuovo paese. A volte solo per trovare un nuovo lavoro o per rifarsi una nuova vita. Mi piacerebbe molto leggerlo

  16. Lasciare il proprio paese per una vita migliore è sempre un incognita.Oggi assistiamo alla migrazione dei nostri giovani laureati che se ne vanno per trovare le opportunità che non gli sono state offerte impoverendo la nostra nazione . Leggere questo libro è rendersi partecipi dei tanti problemi che ci sono.Auguri Mariliana

  17. Nel secondo dopoguerra molti italiani sono emigrati all’estero per fuggire alla povertà del loro paese e cercare fortuna. Alcuni sono rimasti per sempre là dove erano approdati e hanno costruito lì la loro nuova vita, altri invece sono poi tornati in Italia dalle loro famiglie. In ogni caso, credo sia stata per tutti loro un’esperienza difficile: un nuovo paese, una nuova lingua e una nuova cultura cui abituarsi. Tuttavia, oggi la storia si ripete, perché molti giovani cercano fortuna all’estero e al contempo molti stranieri giungono in Italia nella speranza di una vita migliore. Mi piacerebbe seguire le vicende del giovane Aldo e capire se per lui questa scelta sia stata positiva. In ogni caso, è sicuramente una storia da leggere.

  18. Un tema estremamente attuale, che dovrebbe far riflettere e stimolare la nostra curiosità cercando a collocarsi dalla parte di coloro che “migrano”: cosa troveranno all’arrivo, quale sarà l’accoglienza, cosa si saranno lasciati alle spalle….
    Si emigra per scelta, ma anche per necessità.
    Un libro sicuramente da leggere!

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