sabato, 12 Giugno 2021
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MP213 Tokyo-Salonicco. Il volo della Verità di Haris Koudounas

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MP213 Tokyo-Salonicco. Il volo della verità di Haris Koudounas

C’è un cammino per ogni uomo, una via da percorrere per dare un senso alla propria esistenza. Basta trovarla. Forse la verità più grande risiede dentro di noi. Petros, il protagonista del romanzo, stimatissimo professore di storia, lingue antiche ed orientali viene incaricato dalla Chiesa Ortodossa Greca di effettuare le indagini per scoprire eventuali eredi dell’ormai scomparso Nikiforos, suo maestro di filosofia. Entra così in possesso del diario dell’uomo, un vecchio quaderno di pelle, in cui sono annotati i più bei momenti trascorsi insieme. Questo è il dono che il maestro ha lasciato all’allievo prima di morire. Una perla di saggezza e di amore nell’oceano dell’esistenza. Grande è l’emozione e lo stupore nel leggere pagine di grande impatto emotivo, profondo lirismo, immensa sapienza e conoscenza della filosofia della vita. C’è un passo bellissimo di Nikiforos che Petros legge nel momento in cui gli viene consegnato quello scrigno prezioso di parole: “Quando l’armonia arriva dentro di me, allora divento più forte, quando la serenità arriva dentro di me, allora divento più paziente, quando l’amore riempie tutto me stesso, allora divento tutt’uno con l’universo, con la natura, con ogni piccola particella della vita terrestre.”
Ciascuno di noi ha un maestro. Un maestro è colui che ti ha donato una parte di sé, che ti ha trasmesso la propria filosofia di vita, che ti ha aiutato e sorretto nei momenti bui e difficili dell’esistenza, che ti ha dipinto il mondo con buone parole. Un maestro è colui che ti traccia non un sentiero, ma una strada e che in cambio non chiede niente, ti osserva da lontano e sorride se le stelle brillano sopra di te. Un maestro è un padre che mette nelle tue mani il suo sapere, la sua conoscenza, la sua esperienza affinché tu le faccia proprie e un giorno possa rimanere in te una parte di lui. Un bellissimo romanzo questo di Haris Koudounas, scritto in maniera egregia, ricco di conoscenza, dal ritmo incalzante e dolce al tempo stesso, che conduce sulla via della saggezza, della verità e dell’autoconoscenza, a tratti commovente e profondamente umano. La chiave per aprire le porte della felicità. Originalissimo e convincente nella sua struttura, racchiude tra le pagine il profumo del pane appena sfornato, dell’incenso, della frutta fresca e tante altre cose ancora. Ed è bello perché parla di “fiori della conoscenza” e perché ha in sé il profumo della primavera e dei ciliegi in fiore. Nicla Morletti

Anteprima del libro

Per i lettori

Nell’estate del 1979 Petros, un ragazzo greco di 17 anni, incontra per la prima volta il maestro Nikiforos, incontro che lo segnerà per il resto della vita.
Nel 2012 Petros è uno stimato professore di storia e lingue antiche ed orientali; la sua vita sta per subire una nuova, irreversibile svolta. Svolgere le indagini non è il suo mestiere, ma se lo scopo è accertare l’esistenza di eventuali eredi dell’ormai scomparso Nikiforos e il mandante è niente meno che la Chiesa Ortodossa Greca, la proposta non può essere rifiutata.
Accettando l’incarico, Petros entra in possesso del misterioso diario del maestro, che gli farà rivivere i meravigliosi momenti trascorsi insieme, durante il suo periodo di formazione.
Il lavoro sul diario del maestro rappresenterà per Petros un cammino interno verso l’autoconoscenza, grazie al quale riuscirà a dare risposte alle importanti domande che caratte-rizzano ogni uomo, da sempre.
Nei ricordi di Petros affioreranno le parole e le questioni che hanno segnato la storia dell’uomo e della filosofia, e le formule filosofiche della vita, la cui soluzione è chiave per aprire la Porta della Felicità.
Il cammino di Petros è il cammino che ogni uomo decide di intraprendere per dare un significato profondo alla propria esistenza, e con Petros anche io ho trovato la mia essenza e la mia pace interna.
L’autore

Introduzione

Tokyo, Primavera 2012.
Era ancora notte fonda quando Irene, una ragazza di ventidue anni, giunse al molo Tokyo Takeshiba. L’aliscafo per l’isola Niijima sarebbe arrivato di lì a poco.
Era il 21 marzo.
Mentre aspettava, non poteva fare a meno di ammirare con orgoglio il suo orologio nuovo al polso; proprio in quel momento vide arrivare l’aliscafo.
«E in orario», disse dentro di sé.
Per imbarcarsi impiegò pochissimo. Sapeva benissimo che in 2 ore e 50 minuti sarebbe arrivata all’isola Niijima. Poi sarebbero mancati dieci interi minuti d’orologio per vedere la nascita della Primavera. Dal porto di Niijima avrebbe avuto cinque minuti a disposizione per arrivare alle Ter-me all’aperto Yu no Hama, ispirate ai templi dell’antica Grecia.
Una volta all’anno, ogni inizio di primavera e prima della fioritura dei ciliegi, si recava in questo posto meraviglioso, che è un balsamo per il corpo e lo spirito. Era molto attratta da quel posto che le ricordava le sue origini, quelle di sua madre e di suo nonno.
Quel giorno, però, la sua visita aveva un motivo preciso. Voleva contemplare e disegnare l’alba d’Oriente. Quell’alba che nasceva ogni mattina, lì prima che in ogni altro posto.
Sentiva di poterla finalmente disegnare in tutto il suo splendore, unica e meravigliosa.
Un’alba che dalle Terme Giapponesi di Yu no Hama, sarebbe arrivata via mare fino alla sua amata terra, la Grecia, fino all’antica città di Therme, l’attuale Salonicco. Doveva essere un esempio d’amore per tutti, un amore che poteva raggiungere ogni luogo, anche attraverso il mare.
Appena arrivata, Irene sistemò i suoi strumenti, il cavalletto, il taccuino da disegno per fare degli schizzi sui particolari che la colpivano maggiormente. Aprì quindi la sua cassetta da pittore e preparò la tavolozza con i pennelli.
Poi, concentrandosi, pregò e ringraziò Dio per questo nuovo giorno che stava per nascere.
Chiese con sincerità e umiltà il Suo intervento, quello del Grande Pittore Cosmico. Gli chiese di utilizzare per questa alba dipinta in terra giapponese il suo amore Divino mescolato ai colori più belli dell’Universo.
Irene di solito amava trascorrere il tempo libero passeggiando al parco di Inokashira, sorgente del fiume Kanda, che si trova a sud del quartiere di Tokyo chiamato Kichij?ji.
Durante la primavera il parco diventava uno dei punti prediletti per l’hanami, la contemplazione della fugace fioritura dei ciliegi. Tante persone s’incontravano in questo posto lontano dal rumore della città, cercando la bellezza e l’armonia dell’anima, rappresentate così perfettamente dal fiore del ciliegio durante la festa della fioritura.
Lei, Irene, un’anima sensibile, studentessa di architettura a Tokyo, aveva conosciuto poco suo padre, che aveva perso quando aveva soltanto quattro anni. Lo conosceva solo dai racconti della madre, dalle fotografie in casa, dagli oggetti comprati da lui quando lei non era ancora nata. Irene crescendo, aveva voluto sapere anche del suo nonno greco. E da allora non aveva mai smesso di cercarlo.
Sua madre Nikita, quarantasette anni, di origine greca, aveva cresciuto Irene da sola in quei lunghi anni. Si era presto innamorata del mondo orientale ed era divenuta maestra di Ikebana e di cerimonia del tè nella scuola Sen no Riky?, oltre che una famosa cantante lirica. La sua voce di soprano trasmetteva impeccabilmente la dolcezza di un mondo così profondo.

**

Un leggero rumore di chiavi, poi la porta si aprì silenziosamente. Nikita entrò in casa lasciando le scarpe fuori, com’era usuale.
«Irene, sono tornata!», disse salutando la figlia, e si indirizzò poi in cucina per appoggiare la spesa. Finalmente, pensò Irene sentendo la voce di sua madre. «Ciao mamma!», le rispose.
Irene era in pensiero per lei. Dopo la morte del nonno, padre di Nikita, aveva cercato di starle vicino il più possibile. Nikita era stata molto legata a lui fino alla fine. Quando poteva, andava a trovarlo con la figlia in Grecia, affrontando quel lungo viaggio con la gioia di rivederlo e di ascoltare le sue sagge lezioni di vita. Passavano intere giornate a parlare insieme. Non era solo un padre biologico per lei, ma era anche un padre spirituale, un Maestro di vita.
«Irene», continuò Nikita, «ormai l’aereo del professor Petros sarà decollato. Mi ha detto che il libro era quasi pronto e doveva solo integrare alcune parti, quindi avrebbe potuto inviarcelo via Internet. Sai, ci teneva tanto che fossimo le prime a leggerlo. Che dici? Proviamo a collegarci con lui? Magari ci ha già mandato l’inizio!»
«Sì, mamma», rispose Irene, «non vedo l’ora. Sei stanca? Vieni, mettiti qui vicino a me e chiudi gli occhi. Io ti leggerò e ti racconterò tutto.»
Poi, aprì il collegamento con il professore e dopo un po’ cominciò a leggere a voce alta, man mano che i testi arrivavano: «Titolo: “Il diario del Maestro”. Autore: Prof. Petros K.»

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MP213 Tokyo-Salonicco. Il volo della Verità
di Haris Koudounas
2013, 180 p., brossura
SBC Edizioni

Haris Koudounashttps://www.facebook.com/HarisKoudounas

Haris Koudounas è nato il 7 Dicembre 1962 ad Atene (Grecia). Insegnante di greco moderno, traduttore ed interprete ufficiale per le Autorità Italiane, è anche poeta e scrittore.  Ha studiato Programmazione Neurolinguistica e lingua Italiana all’Università di Perugia e poi ha proseguito gli studi Universitari in Scienze Statistiche a Roma e successivamente ad Ancona ove risiede. Sposato  con 2 figli, attualmente, è consulente nei settori di Trasporti e Turismo. Attento a non trascurare mai la famiglia, segue la filosofia della momentaneità, realizzandosi anche nella musica e nella pittura: ha partecipato a diverse mostre di pittura e scultura, ricevendo diplomi di merito. Il suo ultimo romanzo di narrativa, in lingua italiana è intitolato: MP213 Tokyo-Salonicco: il volo della Verità (Sbc Edizioni). Scrive poesie dall’anno 1987, partecipando a diversi concorsi e ricevendo molti premi Nazionali ed Internazionali.

3 Commenti

  1. Un semplice diario può rappresentare una grande eredità da utilizzare saggiamente. Scorrevole la lettura,sono incuriosita sul seguito.

  2. ” Mp213 Tokio – Salonicco – il volo della verita’ ” : qui si incontrano la cultura greca e la saggezza giapponese, in un ‘ irenismo esemplare.
    Haris racconta con fluidita’ e un pizzico di mistero le vicende di una famiglia che, alle prese colle sue origini, vive nel presente con l’ ossigeno del passato. Da leggere.
    Complimenti.
    Gaetano

  3. Mi hanno sempre affascinato le culture orientali e questo libro, che si presenta molto accattivante per la sua scrittura piana e scorrevole ma non banale, credo che soddisferà tante mie curiosità e sarà anche il tramite per un viaggio nella mia interiorità e spiritualità!

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