lunedì, Ottobre 26, 2020
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Non c’è più tempo di Sandro Orlandi

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Non c'è più tempo di Sandro Orlandi

Non c’è più tempo di Sandro Orlandi, il nuovo romanzo dell’autore romano

Non c’è più tempo di Sandro Orlandi, una storia densa di mistero ed attesa

Quando nel paesino immaginario di Pèrtola, tra i monti del trentino, un bambino di quattro anni e mezzo viene rapito, tutto il paese ne rimane coinvolto e molti si presteranno ad aiutare i carabinieri, peraltro in difficoltà. Le indagini sono difficili, le modalità del rapimento non sono chiare, i motivi di questo non si capiscono, ma soprattutto sul paese cominceranno ad aleggiare ombre inquietanti, e una presenza misteriosa e maligna tenterà di entrare nella vita quotidiana dei suoi abitanti. Un’insidia diabolica s’intrufolerà in quelle casette graziose e curate mettendo a repentaglio l’esistenza di chi le abita. Ecco che allora, in uno slancio corale, tutti si daranno la mano, si aiuteranno a vicenda, dando ognuno il proprio contributo e la minaccia sarà debellata, il male verrà sconfitto. Ma inevitabilmente questo lascerà in tutti un segno indelebile che li porterà a ricominciare a vivere in modo diverso, magari migliore di prima, anche se sempre all’ombra di loro stessi.

Leggi anteprima dell’opera

Era domenica 16 novembre quando i coniugi Militelli arrivarono in paese, le sette e mezza di sera, ma nessuno se ne accorse. Pioveva insistentemente da qualche ora ormai e il buio era illuminato dai vecchi lampioni della strada, che disegnavano il classico alone giallo sul selciato, facendo sembrare tutto un po’ finto, come in un’illustrazione di libri per ragazzi. Ma era il freddo a riportare alla realtà: solo quattro gradi e, dal momento che era anche l’ora di cena, proprio nessuno girava per le vie del paese, intenti com’erano tutti a cenare, magari davanti alla tv, coi riscaldamenti e i caminetti accesi. D’altra parte a Pèrtola l’inverno arrivava presto.
I Militelli si sistemarono nella villetta rimasta disabitata dei Pellitteri, che l’avevano messa in vendita più di sei anni prima, dopo che l’avevano abbandonata al suo destino da almeno altri quattro. Malgrado questo però era ancora una bella costruzione in cortina, con un’ampia vetrata che dava sulla valle e un piccolo giardino davanti, poco fuori il paese, sistemata in modo aristocratico su una piccola altura. Ma c’erano voluti appunto sei anni perché qualcuno si facesse avanti per comprarla, anche se il prezzo era davvero vantaggioso, un vero affare, e tutti in paese conoscevano il motivo di quell’abbandono: la scomparsa del piccolo Simone.
La notizia era arrivata fino alle testate nazionali, uno scandalo senza precedenti per il piccolo centro montano. C’era chi, nei primi giorni dopo l’avvenimento, era restio addirittura ad uscire di casa, se non nelle ore serali, e chi aveva evitato di incontrare amici e conoscenti all’aperto, per nascondersi ai giornalisti, curiosi e fastidiosi. Non che ci fosse niente di cui vergognarsi, ovviamente, ma qualcuno in paese si era spinto perfino a sussurrare che fosse stata opera del diavolo.
Fatto sta che in poco tempo la vita cambiò a Pèrtola e non in meglio. Tutti divennero meno conviviali, più scontrosi e diffidenti, quando invece prima, se incontravi qualcuno di loro, ti trovavi immediatamente stretto in un abbraccio caloroso, davanti ad un viso sorridente e amichevole. Fu come se un’ombra fosse passata sopra la cittadina e i suoi abitanti, deviando per sempre i raggi del sole e quelli della serenità.
Si diceva che il piccolo Simone, di soli cinque anni, fosse scomparso mentre giocava nella sua stanza, quindi in casa, con la madre in cucina al piano di sotto intenta a preparare la cena. Era un bambino piuttosto silenzioso, autonomo, a cui spesso piaceva giocare da solo, inventando situazioni e storie fantasiose, e standosene anche per ore senza chiedere niente a nessuno, se stava bene. Fatto sta che solo quando fecero ritorno il padre Armando e Petra, la sorellina più grande che aveva undici anni, la mamma lo chiamò, dicendogli che doveva scendere perché era pronta la cena. Che si lavasse bene le mani, disse, ma nessuno rispose e Simone non scese. Dopo pochi secondi, Agnese ebbe un presentimento che solo una mamma può avere e che cioè, a dispetto dell’assoluta normalità di quel momento, della serenità dell’atmosfera domestica, mentre le allegre risate di suo marito e della figlia le arrivavano dal salotto, doveva essere successo qualcosa di brutto. Si affrettò su per le scale, facendo i gradini due a due ma… del piccolo Simone non c’era più traccia.
Più tardi ai carabinieri disse che aveva capito subito che suo figlio era sparito, anche senza andare a guardare in bagno e ancora prima di chiamare il marito, perché aveva avuto la precisa sensazione che il bambino in casa non ci fosse più, neanche fuori in giardino. Non c’era più appunto, e pronunciò quella parola che tante e tante volte ancora in futuro avrebbe pronunciato inutilmente e soffrendo: era scomparso.

Non c’è più tempo
di Sandro Orlandi
Copertina flessibile, 206 pagg.
Editore: Antipodes casa Editrice; Prima Edizione edizione (2020)

22 Commenti

  1. L’incipit mi ha totalmente catturata. Si tratta di una storia comune, una storia quotidiana, una storia che può benissimo scuotere la nostra città, il nostro piccolo mondo. Spero di poter leggere questo libro fino alla fine per capire come verrà affrontata tutta questa situazione. Complimenti all’autore perchè è stato in grado di generare una curiosità enorme già solo con l’anteprima.

    • Ti ringrazio molto Eleonora. In effetti era mia intenzione scrivere un romanzo “corale” dove tutti i personaggi sono, a tratti, protagonisti, ambientato in un piccolo paese della provincia veneta, perso tra le montagne, dove è difficile immaginare che possano accadere certe cose. E puntualmente invece accadono. Realistico e con una seria documentazione, anche se di fantasia.
      Sandro

  2. Indubbiamente un libro che sicuramente mi piacerebbe leggere nell’ozio delle vacanze estive. La trama sembra voler tenere alta l’attenzione ed ha tutti gli ingredienti per essere definita “intrigante”!

  3. Da madre questa storia mi coinvolge molto, ovviamente. L’incipit mi ha fatta entrare in una tranquillità domestica che potrebbe essere quella di tutti noi e mi ha fatto tremare. Però penso che i libri come i sogni possano avere una funzione catartica: leggendo delle nostre paure e di come altri protagonisti le hanno affrontate, diventiamo anche noi lettori più forti. Complimenti allo scrittore per la trama!

    • Dici bene Maria, perché è proprio nel quotidiano che si annidano di solito i pericoli. Ma, come hai giustamente fatto notare tu, raccontare è una catarsi.
      Grazie!

  4. Scrivere un libro è già cosa ardua, scrivere una storia che piaccia ai lettori e trasmetta loro qualcosa è oggi giorno sempre più difficile da realizzare. Devo dire che questo romanzo sembra essere davvero ben curato, sia per la cura posta nella scelta della copertina sia per lo stile narrativo. Lo trovo anche avvincente dalla trama e dell’anteprima proposta perché ha catturato subito la mia attenzione, ho letto tutto d’un fiato e mi sono detta: “E ora che cosa accadrà?”

    • Sono veramente felice del suo commento, perché sapere che alla fine lei si sia chiesta cosa sarebbe accaduto vuol dire che ho centrato l’obiettivo.
      Grazie dell’apprezzamento e spero vivamente che possa leggere tutto il libro.

      • Gentile Sandro,
        sono contenta che il mio commento Le sia piaciuto, ho riportato sinceramente il mio pensiero.
        Grazie a Lei,
        Valentina

  5. A volte penso che di ogni libro bisognerebbe conoscerne la fine per meglio gustare l’opera.
    Avvincente già dalle prime righe una storia che coinvolge noi mamme sempre attente ai nostri figli , complimenti pensi che dopo aver letto l’anteprima non mi stacco più dai miei pargoletti
    Le auguro molta fortuna

    • Accidenti! Le chiedo scusa allora se leggere l’incipit ha prodotto questo effetto. Stia tranquilla che i suoi pargoletti non sono in pericolo, le assicuro. Forse per capire dovrebbe leggerlo tutto il libro, comunque grazie dell’apprezzamento, davvero.

  6. Una descrizione ed un’anteprima interessante, una scrittura molto scorrevole, dettagli, sensazioni che trapelano già da poche righe.
    Una villetta montana disabitata dopo una sparizione misteriosa, una nuova famiglia che si trasferisce lì… verranno solo narrati i fatti risalenti ad anni prima? ci sarà un nuovo mistero nel mistero? Si riuscirà a far luce su quell’avvenimento di anni prima?
    Spero di aver la possibilità di leggere l’intero libro!
    Intanto mi complimento con l’Autore per la suspance che ci ha lasciato!!
    Complimenti anche per la copertina, che ha scelto per “confezionare” l’opera! avendo curiosato sul web tra le opere della gentilissima Maristella Angeli, ho visto che è stato utilizzato un suo dipinto!
    Complimenti davvero!
    Cordiali saluti!

    • Ma certo che alla fine sarà fatta luce sul mistero, e certamente, come ho già avuto modo di dire, un modo per finire di leggerlo c’è.
      Grazie per l’apprezzamento, mi piacerebbe sapere se le è piaciuta anche la fine.
      Per la copertina ammetto di aver chiesto aiuto a Maristella Angeli, che oltre ad essere la mia pittrice preferita è anche, per mia enorme fortuna, mia moglie.

      • Grazie mille per aver risposto al mio commento.
        E per avermi “spiegato” la scelta della copertina, una bella famiglia di Autori ed Artisti.
        Complimenti ancora!
        Cordiali saluti.

  7. Spettacolare l’atmosfera giusta di un buon libro da leggere tutto d’un fiato sublime i personaggi .Bravo l’autore mi piacerebbe continuare a leggere ma purtroppo non si può.

  8. Un romanzo avvincente, scritto con stile di scrittura impeccabile. L’autore, ci rende partecipi delle vicende, il mistero, il pathos, i personaggi prendono vita coinvolgendoci fino alla fine.

  9. Un inizio coinvolgente, emotivamente forte. Una storia straziante, e da mamma non posso che immedesimarmi! Vorrei sapere come prosegue e va a finire la storia: il modo di raccontare mi piace, mi coinvolge, mi fa sentire dentro la storia.

    • Grazie Roberta, sono felice che il mio modo di scrivere ti coinvolga tanto, ovviamente non posso svekarti come finisce, ma… beh c’è un modo per saperlo.

  10. Libro molto interessante, carico di suspanse, di angoscia per la sparizione del piccolo Simone, spero vivamente di conoscere l’intera storia. Complimenti all’autore.

    • Grazie Marilena, mi fa piacere che ti piaccia la soria che in effetti è un po’ fuori dai soliti schemi e…spero che ti piacerà fino alla fine.

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