Note di viaggio di Tristano Tamaro

Espressivo, eloquente, intenso, forte è Tristano Tamaro, nel suo scrivere in versi la vita, che è “vetrina d’illusioni”, ma anche un grande cuore che pulsa a ritmo del respiro tra larici e betulle “dipinti dalle brezze del Nord”, dalle movenze di nostalgie d’estate e petali di ricordi. Un viaggio interiore questo, alla riscoperta di emozioni perdute, ricordi “dipinti su ali di farfalla” e sprazzi di vita racchiusi nel profondo dell’anima che racchiudono la purezza e la bellezza di cieli stellati, colline verdi, candide nubi. Seduto accanto al finestrino di un treno qualunque l’autore ode il brusìo del vento tra le rotaie e riflette sull’ enigma della vita, cercando conferme alla sua esistenza. Affascinante quel “messaggio in bottiglia”, con la bianca spiaggia all’orizzonte, infinita come una storia di mare, mentre specchi di conchiglie adescano il sole. Florilegio di poesie che affascina, incanta e commuove, “Note di viaggio” ci riporta a estati lontane dalla “pelle dorata di sogni” e racconti di Natale tra osterie piene di gente e canzoni. E ciascuno di noi potrà ritrovare un po’ di sé stesso in queste tenere nostalgie e sere solitarie. La poesia di Tristano Tamaro è musica, canzone, forte emozione. Ed è fatta di meditazione intensa che scopre l’intimo elevandolo a principio di vita. L’autore dipinge il mondo interiore ed esteriore attingendo alla sua tavolozza ricca di valori, toccando i vertici del cromatismo dell’anima con paesaggi plastici, sensazioni intense, luci ed ombre in una visione corale delle sue composizioni. La profonda ricerca dell’io e la meditazione sul senso della vita, con tutti i suoi affetti, dolori, ricordi sono le verità del suo senso artistico e del suo essere intensamente poeta.
La poesia di Tristano Tamaro è essenzialmente un messaggio d’amore in cui emerge tutta la bellezza della terra, del cielo, del mare e tutto il calore dell’anima. Un messaggio intimo, pensoso, sofferto che racchiude la forza di un discorso umano e sociale. Versi densi di sentimenti nobili e di musicalità che ci conducono in un meraviglioso viaggio lungo le vie della vita. Nicla Morletti

Anteprima del libro

Tusen takk

Forse c’è più Dio a Nord.
Nei fiordi, di notte,
il mare smette la sua superbia
per tirar su le reti delle memorie
e il sole di mezzanotte, radente come un volo,
sveste il tempo e lo mette ad asciugare
sulle corde del silenzio.
Casette sparse,
come note solitarie d’uno spartito vuoto,
inseguono cascate simili a lacrime di gioia,
attente nel protestare la vita
sulle severe gote dei monti.
I villaggi hanno colori che parlano,
strade infinite aperte verso il cielo
e confini di pietre dure
come un mare d’inverno.
Qui, ogni cosa possiede il bianco;
l’aria che respiri, il riflesso specchiato dei laghi,
lo sguardo schivo degli uomini.
E risuonano leggende di gnomi e reami,
per spazi aperti e altre rotte
alla ricerca di nuove terre
o di un Eden perduto.
Tu sei un granello d’acqua,
una goccia di neve sulla banchisa
che disegna l’infinito;
il viaggiatore d’un paese
in cui i desideri sono incostanti ricordi
incisi nel vento di Capo Nord.

***

La via in parete

Ho di fronte un cielo verticale,
legato in parete a cordate disperse.
Una larga vasca d’aria squarciata
annega la voglia di ribellione
e nubi e colori sbiadiscono
i ricordi più giovani,
sempre disposti
a modifiche e compromessi.
Non so dove sia la cima,
debbo solo cercare il prossimo appiglio
tenendomi stretto al presente;
un rimbombo da circo colma il silenzio
interrotto a volte da pietre inattese
che mi franano addosso.
La parete che gioca allo specchio
è mia fedele testimone,
il vulcanico edificio degli istinti
una rovina dispersa più in basso.
Ora l’aria rarefatta gioca
col mio affannoso respiro;
la volontà ha perso
i fili dell’usata marionetta
e tutto promette nuovi gradi
da dover affrontare.
Non so quando dovrò mollare la presa,
so soltanto che devo continuare
cercando appigli e fessure,
fino a quando il cielo esigerà
questo mio aquilone in caduta.

***

Molo Audace

A casa le cartoline di montagna
hanno sciolto tutta la neve
e ho perso anche quei ricordi.
Esco e inciampando i passi
arrivo alla sommità del molo.
Mi siedo sulla bitta e guardo il faro,
ma lui gira la luce dall’altra parte.
Ascolto chino le fiabe che mi narra il mare.
Lentamente s’alza un’alba leggera
e sembra una ragazzina che si specchi
nella vetrina d’un negozio.
Le fiabe sono finite.
Mi alzo e getto le braccia al cielo
bevendo un lungo sorso d’aria chiara.
Poi, vado a morire da un’altra parte.

***
Note di viaggio
di Tristano Tamaro
2012, pag. 116
Luglio Editore

Tristano Tamaro

Tristano Tamaro è nato a Trieste il 29 di­cembre 1938. Diplomato in ragioneria ha lavorato in un istituto di credito locale sino al raggiungimento della pensione. Oltre alla poesia ha ottenuto vari riconosci­menti e premi nel campo della fotografia. Ha praticato vari sport tra cui lo sci nel quale si è cimentato per oltre un ventennio in campo agonistico e soprattutto l’atleti­ca leggera che dopo un brevissimo periodo giovanile ha ripreso nella categoria Master per le gare dei 100 e 200 metri ottenendo risultati in campo mondiale ed europeo.

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1 commento

  1. ” Note di viaggio ” appunta liriche sulla natura intesa come paesaggio incontaminato.
    Tristano Tamaro, dai fiordi alle vette, si fa’ aedo di questa declinazione del ” turismo sostenibile “. E coglie l’ occasione per servircelo su un vassoio d’ argento; anzi, su una spianata candida dai soffi di luna.
    Complimenti. Se vorra’, volentieri ricevero’ la raccolta per poi commentarla dettagliatamente.
    Grazie.

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