lunedì, Giugno 1, 2020

Orfana di mia figlia

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La recensione di Nicla Morletti

Una madre, una figlia: l’amore. Un unico sentiero dell’anima che ha le sembianze del cuore.
“Mamma, mi vuoi bene?” “Certo, per sempre”. Una vita insieme, mano nella mano, nella stessa casa, sotto lo stesso cielo, lo stesso sole, le stesse notti.
Poi, un giorno, quasi alla vigilia della laurea, la figlia viene investita da un’automobile e muore. Chiude gli occhi per sempre sul mondo. E per la madre l’aria non ha più la stessa luce, si fa nebbia intorno. L’oscurità dei pensieri l’avvolge. “Orfana di mia figlia” è un libro che attraversa l’anima e trafigge il pensiero, ma è anche un libro di intenso lirismo, di dolore e passione profonda. Di coraggio e di amore. Un messaggio per tutte quelle persone che hanno una spina nel cuore per aver perso un figlio, un familiare, tutte Vittime della Strada.
Un libro da leggere per comprendere di più il mistero della vita, l’attimo che ci avvolge, coinvolge e travolge. E il coraggio sempre vince, laddòve la vita ci spezza il cuore.

La morte di una persona molto amata, in questo caso una figlia, la mia, annienta immediatamente la vita di chi resta. Annulla desideri, sogni, ambizioni e spesso anche personalità e voglia di vivere. Se è, poi, anche una morte traumatica, improvvisa e choccante, come lo è una morte per incidente stradale, allora accade tutto ancora più velocemente e lo choc è tanto forte da farti cadere a terra e temere, e nello stesso tempo sperare, di non rialzarti mai più.
Purtroppo questo è, e sta diventando sempre di più, un problema sociale: le morti sulle strade sono in continuo aumento e nessuno fa nulla per arginare il problema e contenerne il numero.
Ma, soprattutto, nessuno fa niente per le persone che rimangono in vita, familiari, parenti, amici, fidanzati, figli. Per ogni persona che muore ce ne sono almeno venti che vedono la loro vita completamente sconvolta.
Questo è uno dei motivi che mi hanno spinta a scrivere del mio primo anno di sopravvivenza: raccontare l’evoluzione del dolore, le tante facce della sofferenza e, nello stesso tempo, dare una voce di speranza a coloro che mi leggeranno e che staranno vivendo le stesse emozioni domandandosi se è possibile uscirne.
Un altro motivo è che penso sia sempre opportuno parlare delle cose, anche di quelle che ci possono intimorire, come la morte.
Ho sempre pensato che il silenzio uccida i sentimenti, i rapporti tra le persone e, a volte, le persone stesse.
Ecco perché ho deciso di parlare attraverso le mie pagine e di dare voce a tante persone che non riescono a parlare.
In questi anni il libro è stato letto da tante persone (per mia volontà è sempre stato presente sul web, fin da prima che lo completassi, proprio per arrivare a chi poteva desiderare leggerlo e confrontarsi con sentimenti ed emozioni simili a quelle che stava vivendo) e tutti mi spingevano a pubblicarlo, ma io non ero mai pronta, nonostante lo desiderassi molto.
Ora, finalmente, credo di esserlo. E, comunque, ora non mi posso più tirare indietro.
E, perciò, che vada, finalmente, questo mio libro che è sempre stato tra virgolette e ora è diventato di carta, assumendo la sua dignità di vero libro, che libro vero lo era già.

“Si snoda “con straziante lucidità” il viaggio dentro un dolore che usa tutte le parole del mondo per trovare un senso, uno qualsiasi, alla perdita di un figlio.
Il vissuto di maternità si ribalta, fa mille capriole e non trova tappeti nella caduta… Le domande non cercano nemmeno più risposte, i pensieri si aggrappano al mondo che si muove, troppo, intorno ad un vuoto fermo, infinito…
Il viaggio obbligato, si libera dalla colpa; a volte è discesa, a tratti accenna un volo… L’amore segna il passo al tempo e alle pagine. Non si può che provarlo.
… Ma nella memoria, nello sguardo interiore, tutto rimane come era, anzi, prende nuova forma: si sente, si odora, si tocca. La conquista della memoria non è, però, una volta per tutte; la partita soffre di continue “ondate di angoscia, miste a rabbia e incredulità”. ”
(dalla presentazione di Dorella Scarponi)
“Un libro forte e violento come un pugno sullo stomaco. Violento, come violenta è la mano crudele che cala a ghermirti una figlia di ventiquattro anni prossima alla laurea.
Morena racconta il suo calvario con lucidità estrema, ci sono pagine di straordinario lirismo in questo libro, intense, crudeli, terribili. Cala un velo negli occhi di quanti hanno perduto una persona cara e quegli occhi non riavranno più la stessa lucentezza. Molti lettori si riconosceranno e si identificheranno in questa storia.
Una testimonianza importante questa di Morena, su un argomento troppo spesso taciuto: la morte. Ma è anche una storia di rinascita e di positività. Uno spiraglio di luce che penetra le tenebre e apre alla speranza.”
(Salvo Zappulla)

ORFANA DI MIA FIGLIA
di Morena Fanti

Formato 13,50×20 cm – pag. 200
ISBN: 978-88-6124-035-3
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