Vincitore Premio Speciale «Neva Bazzichi» 2007
Vincitore Premio Speciale Straordinario «Scrittore toscano dell’anno 2007»

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“Riccardo, l’Occidente è malato, ha perso la voglia di lottare, oppone valori vacui di fronte all’integralismo islamico. L’Europa è rammollita”
“Riccardo, the Western World is sick, it lost its will to fight. It opposes vain values to the Islamic integralism. Europe has become a real weakling”

“Sono alla fine, Riccardo, e voglio morire a Firenze. Ed ora ci siamo. Ma morirò in piedi, come Emily Brontë”
“I am at the end, Riccardo, and I want to die in Florence. Here we are. But I will die on my feet, like Emily Brontë”

Oriana Fallaci ebbe pochi amici. Fra questi Riccardo Nencini, protagonista della politica toscana e da tempo apprezzato scrittore. Nencini passò con la grande giornalista, poco prima della sua morte, un’intera giornata. Fumarono molto, soli in una piccola camera a Firenze. Si dissero molte cose, ma soprattutto fu la Fallaci a parlare. Nencini ripercorre quel loro ultimo incontro, momento dopo momento, senza tradire nulla di quello che gli fu detto. La Fallaci ci parla del suo rapporto con l’Alieno, come lei stessa chiamava il cancro che poi la uccise, del desiderio di morire a Firenze, in quella stanza da cui si vede l’Arno e dove durante la Seconda Guerra Mondiale era rimasta con suo padre partigiano. Discutono di tutti quei temi che sempre infiammarono l’anima di questa “meravigliosa, temibile e vanitosa creatura” come la definì Giuliano Ferrara: l’Occidente, l’Islam, le moschee, il ruolo degli Usa e dell’Europa. Nei suoi ultimi giorni la Fallaci appare come sempre è stata: tagliente, austera, decisa. Eppure, capace al contempo anche di sorprendenti tenerezze, di toccanti, inaspettati momenti di fragilità.
Nencini ci rivela una Fallaci per molti aspetti ancora inedita, privata, il ritratto di una donna corrosa dalla malattia eppure, come sempre, libera e spavalda: “Sono alla fine, Riccardo, e voglio morire a Firenze. Ed ora ci siamo. Ma morirò in piedi, come Emily Brontë”.

I edizione: settembre 2007
I ristampa: settembre 2007
II ristampa: ottobre 2007

Oriana Fallaci had few friends. Riccardo Nencini is one of them. Protagonist of the Tuscan politics and valued writer, Nencini spent a whole day with the great journalist before her death. All alone in a small room in Florence, they smoked a lot. They spoke about many things, but it was Fallaci who told more. Nencini thinks back over their last meeting, moment after moment, without being unfaithful to what she said to him. Fallaci talked about her relation with the Alien, as she used to call the cancer that later killed her. She spoke about her desire to die in Florence, in the same room where she stayed with her partisan father during the Second World War and where she could see the Arno River. They discussed all the topics that characterize her thought and her books: the Western World, the Islam, the mosques, the position of the United States and Europe. In her last days Fallaci was sharp, austere, determined as usual; but, at the same time, able to show unexpected tenderness and touching moments of fragility. Nencini reveals a Fallaci unknown and private; he portraits a woman consumed by her sickness but still free and proud as she used to be: «I am at the end, Riccardo, and I want to die in Florence. Here we are. But I will die on my feet, like Emily Brontë.»

ORIANA FALLACI
Morirò in piedi
di Riccardo Nencini
Profilo dell’autore

© Polistampa 2007, cm 12×17, pp. 64, br., € 6,00
ISBN: 978-88-596-0274-3
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