Il passato sospeso di Donatella Poggi

Il passato sospeso di Donatella Poggi si lega, con un filo sotteso misterioso, alle vicende narrate nel suo primo libro, Malva, gramigna e fiori di lavanda

Dietro l’ordinaria quotidianità della sua vita, ripartita fra la famiglia e il lavoro da bancaria, in una cittadina dell’Oltrepo Pavese, si nasconde un avventuroso segreto di cui Tina, la protagonista, è all’oscuro. In una notte di inizio inverno, la donna si sveglia sconvolta da un sogno così reale ed assillante che tornare alla normalità di ogni giorno le diventa impossibile. Legati a questo sogno, sparsi nei secoli, dal presente,a ritroso, sino al Medioevo, c’è tutto un susseguirsi di misteri che, in un abbraccio pressante, conducono la protagonista ed il lettore ad interrogarsi sul senso di quel  passato di cui, per tanto tempo, non abbiamo avvertito il peso, ma che è  chiuso ed operante  nel nostro subconscio. “Il passato sospeso”  si lega, con un filo sotteso misterioso, alle vicende narrate nel suo primo libro,” Malva, gramigna e fiori di lavanda”. C’è, tra i due romanzi un trait d’union, che il lettore scopre con trepidazione, ma che aleggia sin dall’incipit; tuttavia, il registro linguistico, il tempo e lo spazio d’ambientazione, nonché le tipizzazioni umane sono nei due testi del tutto differenti.

Anteprima dell’opera

L’aereo si staccò dolcemente dalla pista dell’aeroporto Reina Sofia di Tenerife; salì, fece un’ampia virata e puntò la fusoliera dritta verso il sole del mattino che splendeva in un cielo azzurro e senza nuvole.
Almeno per il momento: il personale di bordo ci aveva avvisati che era prevista un’area perturbata,  e di conseguenza turbolenze, nel Mediterraneo, all’incirca all’altezza delle Baleari.
Tra poco più di quattro ore saremmo stati di nuovo in Italia, la vacanza era finita ed avevo solo quel breve periodo di tempo per riordinare le idee e prepararmi psicologicamente, prima di andare a sbattere il naso contro i soliti problemi quotidiani. Già la levataccia alle quattro di mattina per la partenza dall’isola de La Palma  era stato il segnale che la parentesi si stava chiudendo, restavano le due ore di sosta tecnica a Tenerife e quelle del volo a separarmi dalla realtà. Erano stati tredici giorni assolutamente necessari per ritemprare il corpo e lo spirito: negli ultimi mesi il susseguirsi senza interruzione di avvenimenti in cui avevo dovuto occuparmi degli altri mi aveva annientata; perciò avevo deciso che era tempo di prendermi finalmente una pausa, ma come e dove volevo io.
E La Palma, una delle isole minori nell’arcipelago delle Canarie, lontano dal turismo di massa, ma non per questo meno interessante, mi era parsa il luogo perfetto. Avevo quindi prenotato, pagato e messo la mia dolce metà davanti al fatto compiuto. In genere  è lui che si occupa delle vacanze, anche dal punto di vista economico, ma non è facile conciliare i suoi progetti di ferie, che vanno dal safari fotografico in Africa, con pernottamento in tenda nel bel mezzo della savana, alla ricerca di antichi monasteri abbandonati nel cuore dell’Anatolia, con i miei sogni del sole a mezzanotte  nell’estremo settentrione della penisola scandinava. Ma stavolta non aveva avuto nulla da ridire, segno che anche lui necessitava di un momento di riflessione. E adesso portavamo con noi il ricordo di quel mondo unico, racchiuso in una piccola isola triangolare.
Se pensate alle Canarie come luogo di sole, mare, sport acquatici e divertimenti notturni, La Palma non fa per voi, meglio dirigiate le vostre mire sulle altre isole più grandi, Fuerteventura, per esempio, per gli amanti del surf, o Playa del Ingles alla Gran Canaria. O se avete paura dell’aereo, optate per la riviera romagnola: in fondo è quasi la stessa cosa.
La Palma  è un dente di roccia vulcanica alto più di duemila metri che si erge dal mare, le pochissime spiagge sono minuscole, e spesso create dall’uomo; le strade sono quelle tipiche della montagna, a mezza costa e con un tornante a seguire l’altro, ma dietro ad ogni curva si può scoprire un mondo diverso. Si passa dai coni vulcanici coperti di lapilli rossi e neri e contornati da formazioni di lava solidificata, che danno al paesaggio un aspetto extraterrestre, ai bananeti delle zone più pianeggianti, alle viti, lasciate crescere a terra, senza sostegno, come fossero piante tappezzanti, ai fichidindia che cercano di infilare le radici negli anfratti delle scogliere a picco sul mare, e alla cui ombra riposano enormi lucertole. Poi giri l’angolo e sei immerso in una immensa pineta che sale e sale, fino a che gli alberi lasciano il posto agli arbusti e oltre quelli, altre rocce, altre pietre con colori che vanno dal giallo zafferano al rosa tormalina, passando da tutte le tonalità dell’ocra e dell’arancio, e in cima, una miriade di osservatori astronomici, costruiti per la limpidezza dell’aria, che ricordano la mitica “Base Luna” di una serie di telefilm molto in voga quando ero bambina. E sotto, nascosta da una coltre di nubi, la superstite di una foresta preistorica, con piante altissime che sopravvivono solo qui, le felci giganti e l’aria così umida che sudi solo a respirare. La capitale è un paesotto senza pretese, anche se non mancano opere artistiche interessanti, come i balconi di legno intagliato o le chiese dagli altari splendenti d’oro. I turisti sono per la maggior parte spagnoli, pochi tedeschi, pochi inglesi, nessun francese, qualche italiano che resta confinato nell’unico mega-albergo, ad abbrustolirsi ai bordi delle innumerevoli piscine e a sorseggiare bibite all’ombra dei frangipani  e delle bouganvillee.  Anche noi eravamo riusciti a ritagliarci le nostre ore di riposo, tra un’escursione e l’altra, ma lontano da tutti, seduti magari sul muretto di cinta del faro sopra le saline, o seduti sotto un’erica arborea alta due metri.
Adesso ero pronta ad affrontare di nuovo la quotidianità.

Il passato sospeso
di Donatella Poggi
Copertina flessibile: 255 pagine
Editore: 13Lab Edition (12 dicembre 2016)

Acquista il libro nella libreria Amazon

Donatella Poggi

Donatella Poggi è nata a Broni (PV) il 14/04/1958 e risiede a Casteggio, sempre nell’Oltrepò Pavese. Diplomata come perito mercantile e con un impiego in banca quale addetto clienti, non ha mai frequentato corsi di scrittura, ma si è avvicinata a questa passione da autodidatta, mettendosi alla prova. Oltre alla scrittura, ama la campagna e il giardinaggio.

Guarda tutti gli articoli

2 Commenti

  1. Copertina particolare, titolo emblematico e un’anteprima da leggere tutta d’un fiato sono le premesse per un buon libro che ti tiene incollato dalla prima all’ultima parola.

  2. Come il romanzo precedente, anche questo sembra molto interessante. Credo che sia una storia capace di intrattenere il lettore.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

 Metti la spunta se vuoi ricevere un avviso ogni volta che c'è un commento.

- Aggiungi una immagine -

* L'asterisco indica che i dati da inserire sono obbligatori. Il tuo indirizzo email sarà visto solo dalla Redazione e, in determinati periodi, dagli autori dei libri che hai commentato.