venerdì, Luglio 10, 2020
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Per non morire di Adalgisa Licastro

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Per non morire di Adalgisa Licastro, il nuovo coinvolgente romanzo della prolifica scrittrice siciliana.

Per non morire di Adalgisa Licastro, storia di un amore perduto e del riscatto dal dolore

Abbiamo letto molti romanzi in questi mesi, così tragicamente segnati dalle vicende della pandemia che tutti noi stiamo vivendo, e raramente abbiamo trovato così ben delineata e descritta come in questo romanzo di Adalgisa Licastro quella radice della resilienza che, pur insita nella natura umana, non finisce mai di stupire. Ci sono risorse dentro di noi di cui non immaginiamo la potenza, l’incredibile influenza che possono esercitare sulla nostra vita, mettendo in moto forze nascoste, a dir poco primordiali perché affondano in quel substrato della nostra coscienza che ha radici antiche, in grado di segnare un nuovo inizio, un punto di svolta, per poter ricominciare a vivere e riscattarsi dal dolore.
Robert, Manuale di Mari

La vita, talora crudele, non si cura del pianto disperato di chi, immerso nel dolore, implora pietà. Per Linda, perdere per sempre il suo amore dopo avere ritrovato la felicità che sembrava svanita, è come smarrire la strada nel buio di una notte senza fine. La giovane donna vorrebbe chiudersi al mondo per cercare nel ricordo dei momenti felici, l’unico motivo di esistere. La vita, però, non è poi così crudele se dà a ogni uomo la forza di ricominciare. Linda slegherà i legacci stretti del suo tormento, e troverà nella sua attività di concertista la vera ragione di esistere. Il tocco magico delle sue mani sprigionerà melodie antiche e nuove che daranno un senso al suo dolore.

Anteprima del romanzo Per non morire di Adalgisa Licastro

1 capitolo

Era bello ascoltare il suono delle campane che, insieme alla luce dell’alba, annunciava l’arrivo del giorno.
<<Finalmente un po’ di pace!>> disse Andrea tra sé.
Quella notte, il locale dall’apparenza elegante che stava al piano terra del suo attico, si era trasformato in un girone dell’inferno. Si dava una festa tra musiche assordanti, balli sfrenati, e voci sconnesse innaffiate di alcool. Nel tentativo di dormire, Andrea aveva nascosto la testa sotto il cuscino, ma era stato inutile. Poi, convinto dall’impossibilità di riuscirci, si era rifugiato nei suoi pensieri. Quanti ricordi!
In quella stanza, aveva vissuto con Linda i momenti più felici della sua vita. Ricordava i suoi baci, le sue carezze, le loro promesse d’amore. Il dopo era stato per lui solo dolore! Sentiva ancora quelle fitte al cuore e l’incolmabile vuoto che ne era seguito.
La luce del giorno era giunta con quel suono pulito e cristallino che echeggiava con vigore insospettato. Forse non molto lontano, là dove Andrea avrebbe desiderato essere, il ritorno del giorno faceva giochi diversi, e ridestava anche nella persona da lui tanto amata, ricordi e desideri con un nuovo e inconsueto richiamo.
Spalancò la finestra sul suo terrazzo ricco di piante bagnate di rugiada, e un raggio di sole timido ma vigoroso fu subito sul suo letto, illuminò l’armadio, penetrò nei vecchi scarponi rimasti lì la sera prima, al rientro della consueta passeggiata.
<< Oh, Linda!>> sospirò Andrea. Lei non avrebbe mai permesso che rimanessero lì tutta la notte. << Ogni cosa dev’essere rimessa al suo posto>> soleva dire quando lui collocava gli oggetti in uno spazio che non era il loro. Anche lei, quando il loro amore aveva ancora il sapore delle ciliegie mature, lasciava che gli abiti freschi di bucato e di accurata stiratura, scivolassero senza parere, leggeri come i suoi pensieri, morbidi come la sua pelle di seta, caldi come il suo corpo sempre pronto a gioie nuove, prive di riserve ma dettate, comunque, dall’amore.
Si erano incontrati in una mattina nebbiosa, quando la città spandeva suoni ovattati e i ritmi del giorno sembrava non volessero prendere consistenza.
Ben presto gli uomini avrebbero ripreso ad avere fretta, affannandosi negli impegni della quotidianità. In una zona periferica di Milano, Andrea aveva notato sulla banchina d’attesa della metro, una figuretta snella seminascosta da un montgomery verde, più vistosa nella sciarpa a quadri rossi e blu che in tutta l’immagine. Incuriosito, aveva spiato nel cappuccio per scoprire due immensi occhi blu, dolci, fermi e volitivi. Era stato facile intavolare il discorso, anche perché l’approccio alla conversazione era il suo mestiere, così come lo era stare in mezzo agli altri. Il tempo uggioso, la pioggerellina insistente che da giorni avvolgeva la città in un alone umidiccio e fastidioso, erano stati complici di un dialogo dapprima un po’ slegato, poi fluido e spontaneo come tra vecchi amici.
Quando l’attesa finì per il sopraggiungere della metro, entrambi scoprirono con gioia di dover fare lo stesso percorso.
<<Quante fermate mi consentiranno di giungere a Piazza San Babila?>> disse Linda. <<Ci vado anch’io!>> fu la risposta. Percorsero insieme quel tratto della metropolitana che sembrò così breve da non accorgersene.
Nei giorni che seguirono, lei si scoprì più volte a ripercorrere con la mente i tratti del viso di Andrea: rivide i piccoli solchi che rigavano le guance, le labbra morbide, e s’incantò nel ricordare la mobilità espressiva dei suoi occhi verdi tempestati da pagliuzze d’oro e ombreggiati da copiose ciglia leggermente sollevate in su.
Ricordava con gioia l’esplosione spontanea del suo sorriso fanciullesco, il viso atteggiato a una sottile ironia. Per entrambi, i giorni trascorsero con ritmo consueto, ma con dentro un dolce segreto da custodire gelosamente.
Linda continuò a fare lo stesso percorso senza che nulla accadesse, né prima né dopo le sue lezioni al Conservatorio.
Andrea, impegnato in servizi giornalistici nell’hinterland della città, lasciò che il tempo scorresse davanti a sé con la naturalezza di sempre.
Una mattina, però, piccoli eventi modificarono il corso della loro giornata, cosicché si ritrovarono faccia a faccia davanti alle vetrine di un negozio di giocattoli.
L’espressione divertita dei grandi occhi blu di Linda, si trasformò in meraviglioso stupore. Si abbracciarono con immensa gioia. Sorpresi per quell’incontro atteso, ma insperato, dimenticarono quasi il perché di quella sosta davanti al negozio di giocattoli. Bisognava far qualcosa, brindare all’evento!
Data l’ora, niente era più appropriato di calde e fumanti tazze di caffè.
La conversazione scorrevole e vivace, toccò argomenti vari e scoprì interessi e punti di vista comuni.
Fu Linda a sentir per prima il richiamo alla realtà: era il compleanno della piccola Giulia, non poteva presentarsi a pranzo senza un dono per la nipotina.
Andrea avrebbe potuto rimandare i suoi acquisti, visto che preparava per tempo i regali per i piccoli amici dell’Istituto San Rocco.
Mario, la sua mascotte preferita, aveva poco più di tre anni.
Per lui, tutto sale e peperoncino, Andrea sceglieva sempre i doni più belli che faceva all’improvviso, anche se lontano da ogni ricorrenza.
Lo aveva visto per la prima volta quando era stato chiamato per un servizio sull’accoglienza dei piccoli orfani figli di migranti.
Il suo era stato un incontro distratto che, nuove opportunità avrebbero trasformato in una costante realtà. Pervaso com’era dalla gioia di rivedere Linda, sarebbe rimasto volentieri in sua compagnia se lei non fosse stata costretta dalla necessità del suo acquisto e dai tempi brevi a sua disposizione.
Gli incontri che seguirono non furono casuali, ma programmati e sempre più frequenti. Non avevano bisogno di pretesti perché sapevano di volere stare insieme. La folla, la pioggia, il sole, il vento assumevano toni e colori diversi se, mano nella mano dividevano con essi il tempo a loro disposizione.
<<Non voglio più restare lontana da te!>> esclamò un giorno Linda, mentre lui le sfiorava i capelli lisci e luminosi come spighe di grano. La richiesta giunta inaspettata, suscitò in Andrea una grande euforia. Dimentico delle persone circostanti, sollevò Linda tra le braccia, poi la baciò con lo slancio e la passione fino a quel momento contenuta. Vivere con lei sarebbe stato il massimo per la sua vita di persona sola, abituata a consumare pasti frettolosi nei fast food o cene abbondanti in compagnia di amici. A soli trent’anni, Andrea non vantava ancora una carriera giornalistica affermata, ma avrebbe potuto offrire a Linda, insieme al necessario per vivere, il suo attico spazioso, accogliente e ridente.
Il terrazzo adorno di fiori, disteso sulla città quasi a spiarne il grande trambusto, rappresentava una nota di colore nel grande colonnato di cemento di corso Buenos Aires. Da lassù omini frettolosi, auto rampanti, bus veloci continuavano il loro perpetuo movimento che diradava solo a sera, quando una finta luna tentava di far capolino tra comignoli neri e minacciosi, nell’ombra più cupa.
Forse la stessa luna sarebbe stata più lucente se, non adombrata da costruzioni artificiose, avesse potuto delineare il profilo di paesaggi naturali, nella stupefacente magia della notte. Durante il giorno, quei fiori tornavano ad essere vivaci nei loro colori, soprattutto quando la pioggia o una mano benevola li irrorava, lasciando scivolare gli accumuli di polvere e di smog. Quei fiori erano per Andrea un richiamo alla fanciullezza quando, finito l’anno scolastico, trascorreva le vacanze a Pian dei Resinelli, nel piccolo chalet di montagna, dimora del nonno.
Quando giungeva l’estate anche la montagna assumeva colori smaglianti e smussava le sue asprezze con il diffondersi di un caldo e avvolgente sole.
Anche quando il nonno era passato ad altra vita, Andrea ormai adulto, passava il suo tempo libero in quella casa confortevole dove ritrovava l’entusiasmo per le cose semplici, l’allegria scanzonata, il vigore della sua prorompente giovinezza.
La vita, talora crudele, non si cura del pianto disperato di chi, immerso nel dolore, implora pietà. Per Linda, perdere per sempre il suo amore dopo avere ritrovato la felicità che sembrava svanita, è come smarrire la strada nel buio di una notte senza fine. La giovane donna vorrebbe chiudersi al mondo per cercare nel ricordo dei momenti felici, l’unico motivo di esistere. La vita, però, non è poi così crudele se dà a ogni uomo la forza di ricominciare. Linda slegherà i legacci stretti del suo tormento, e troverà nella sua attività di concertista la vera ragione di esistere. Il tocco magico delle sue mani sprigionerà melodie antiche e nuove che daranno un senso al suo dolore.

Per non morire di Adalgisa Licastro

Per non morire
di Adalgisa Licastro
Copertina rigida: 136 pagine
Editore: Il Convivio (25 luglio 2019)

Adalgisa Licastro

Adalgisa Licastro è nata a Messina e vive a Bari.
Insegnante, Senatore dell’Accademia Internazionale dei Micenei, Accademico per meriti letterari (Il Convivio), ha iniziato il suo percorso letterario con la poesia per la quale annovera numerosi riconoscimenti, in piano nazionale ed internazionale. Pari apprezzamenti le sono stati attribuiti per la pubblicazione dei romanzi: “Piccola blu” (Albatros il Filo 2008); “Profumo d’aranci”- “Lacrime nere” – “Il silenzio dell’anima” (Il Convivio 2010) – “La siepe del biancospino” (Albatros 2010) – “Note senza fine”(Albatros 2011) – “Le due facce della luna” (Il Convivio 2012) – “Sapore d’antico” (Il Convivio 2013) qualificatisi primi in numerosi concorsi italiani ed europei.
Ultimi, ma non meno importanti per l’impegno culturale, il messaggio sociale, la passione e le emozioni suscitati nei lettori, i romanzi: “Maria Mai più come una volta”(Il Convivio 2012) – “La casa dai mattoni rossi” (WIP 2013) 1° Premio in assoluto Autori Affermati “Tra le parole e l’infinito” 2014 – “Tra luci ed ombre” raccolta di poesie (Ismecalibri Editrice 2014) Premio Speciale “Porta dei Leoni”-2015 – “Gocce nell’oceano” raccolta di racconti (Ed. Carta e Penna 2015) 1° Premio 16° Concorso Internazionale Poetico Internazionale Poetico Musicale 2016 – “Un desiderio nel cuore”(Leone Editore 2016) Premio Speciale Emotion Associazione Culturale Pegasus Città di Cattolica 2017 – Premio Speciale della giuria dei lettori “Un libro amico per l’inverno 2017” – Diploma d’onore per alti meriti culturali “Gran Prix Carmela Rocco 2017”.
Nella XIV Edizione del Premio Letterario Internazionale di poesia “Tra le parole e l’infinito”2013, le è stato conferito il Riconoscimento alla Carriera “Labore Civitatis”, nonché il titolo di Benemerito Culturale d’Onore nella XVIII Edizione 2017 Poesia Inedita.
La delegazione Provinciale di Lecce Poeti nella Società 17° Concorso Internazionale Poetico Internazionale Poetico Musicale 2017, le ha conferito il 3° Premio per il Saggio “Tra il concreto e l’astratto”.
Risulta al 1° Posto nel percorso “Strade di Poesia” Associazione Culturale Beniamino Joppolo.
Numerosi suoi racconti sono pubblicati su importanti riviste culturali.
E’ presente nell’Antologia ‘900 “I grandi classici della poesia italiana” 2013; nel “Dizionario degli Autori Siciliani” 2012/2013; nell’Enciclopedia Palatina (Symposiacus 2014).
Collabora per la recensione di romanzi e fa parte della giuria di numerosi concorsi letterari.

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13 Commenti

  1. A tutti nella vita capita di soffrire per vari motivi, di perdere un caro o la persona amata, ma l’importante è rialzarsi e andare avanti anche se con fatica. Complimenti per la copertina semplice ma d’effetto.

  2. Bellissimo l’incipit! Bellissima la copertina! Sicuramente si piange, ma ci sarà anche un nuovo inizio per la protagonista, ne sono sicura. Libro da leggere.

  3. Mi piacciono i libri che sanno coinvolgerti al punto da permetterti di visualizzare situazioni, emozioni ed ambientazioni. Da un semplice estratto ecco che già Linda e Andrea non li senti più semplici protagonisti di una storia ma qualcosa di vivo tra le pagine di un libro che ti accompagnerà per un frangente della tua vita lasciandoti sensazioni che permangono come il sapore di un buon caffè.

  4. Questo genere di libri mi piace molto, arrivano al cuore e a volte riescono a farti aprire gli occhi. Mi piacerebbe molto ricevere una copia!

  5. Non ho parole!
    L’esperienza dolorosa e traumatica di perdere una persona amata.. il mio più grande incubo!
    Sono sicura che leggere questo libro mi porterà a fiumi di lacrime, ma anche che ne sarà valsa la pena! Una narrazione ben descritta ti fa immergere nel protagonista e percepire il suo dolore, ma poi aiuta a comprendere l’importanza della quotidianità e a non dar nulla per scontato.
    Spero tanto di poterlo leggere, sarebbe un’esperienza profonda.
    Auguri alla scrittrice 🙂

  6. Questo genere di letture mi appassionano molto fanno capire un sacco di cose sui sentimenti di noi donne, mi piacerebbe sapere come finisce.

  7. Secondo me leggendolo si può assaporare il senso della vita che comunque vada si intreccia sempre tra presente e passato perché i ricordi sono molto importanti.

  8. La prima cosa che mi ha colpita di questo libro è stata la copertina, dopo approfondendo e leggendo l’anteprima del primo capitolo mi è sembrato davvero un buon libro, molto profondo!Sicuramente da leggere!

  9. Quando scelgo un libro, la sua copertina è la prima cosa che attrae la mia attenzione e questa la trovo molto accattivante. Leggendo poi il primo capitolo ho intuito la leggerezza e la profondità insieme della trama. Indubbiamente un libro che vorrei leggere!

  10. Ho già letto alcune opere della scrittrice e posso dire che adoro la sua penna. Sarebbe bello leggere questa ultima creazione

  11. Bel libro, la narrazione è interessante e anche la descrizione dei personaggi
    Sono molto interessanti i dialoghi e la descrizione, anche psicologica della ragazza Linda
    Mi piace e sarà sicuramente un libro da leggere
    Vorrei fare i miei complimenti e un in bocca al lupo all’autrice

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