lunedì, 26 Luglio 2021
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Piccole narrazioni di Anna Ferrari

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Piccole narrazioni di Anna Ferrari, una raccolta di racconti della prolifica autrice del romanzo Insondabile destino

Piccole narrazioni di Anna Ferrari, sette racconti tra realtà e fantasia

Emozionanti, sorprendenti, affascinanti i racconti che Anna Ferrari offre ai lettori in “Piccole narrazioni”. A dispetto del titolo del libro, possiamo proprio dire che ci troviamo di fronte a “grandi narrazioni”, tanto che ci sembra di leggere famosi interpreti del racconto breve, autori di quelle letterature che l’autrice ha ben frequentato come traduttrice dall’inglese e dal russo. Su tutti, ovviamente, e direi ancora una volta, Poe ma si coglie anche l’influsso di altri memorabili autori dell’età vittoriana. Tipico di queste influenze è il gusto un po’ compiaciuto e raffinato dell’esplorazione del reale attraverso l’irrazionale, con un accanimento meticoloso e raziocinante fino a scoprire nella dimensione poliedrica della realtà la faccia nascosta, il lato sconosciuto, l’angolo non considerato, lo spigolo che sfugge alla vista. Bellissime le pagine in cui l’autrice parla del ruolo dei ricordi nella nostra vita.
Robert, Manuale di Mari

I sette racconti di questa raccolta condividono il pensiero di George Eliot contenuto nell’epigrafe: così come al mondo ci sono grandi personalità, esistono pure persone comuni meritevoli di altrettanta attenzione. Persone come te, come me, come tutti. I racconti hanno ognuno uno stile differente, sebbene appartengano al mio genere che chiamo il reale fantastico, dove il fantastico entra a braccetto con la realtà nella storia e ne diventa il completamento ideale. Non tutto è spiegabile, non tutto si può razionalizzare, ma molto semplicemente è lì da osservare, con il cuore e la mente libera, è lì per crederci attraverso un puro slancio di fiducia, per comprenderlo dobbiamo per un attimo sospendere coscientemente l’incredulità, cioè assumere un atteggiamento poetico verso l’esistenza.
Anna Ferrari

Anteprima di Piccole Narrazioni di Anna Ferrari

Libero arbitrio

Aprì la porta di casa e appoggiò l’involucro, piuttosto voluminoso, sul pavimento.
«Finalmente!»
Buttò le chiavi sulla mensola dell’ingresso, lanciò i sandali in corridoio e andò in cucina a bere un bicchiere di acqua.
«Ci voleva! Ora subito al lavoro!»
Si mise subito alla ricerca degli attrezzi, cioè di quegli adesivi che promettono meraviglie.
Sdraiò il pacco sul parquet e cominciò a togliere lo spago e la spessa carta marrone: lo specchio tanto ambito è mio! Sì, è una soddisfazione. Quest’aria vintage, la cornice ramata e quei difettucci sulla lastra lo rendono perfetto. Starà benissimo! Lo sollevò e se lo mise di fronte. L’immagine non è precisa, anzi, molto molto offuscata. Ci vuole un restauro ben fatto, ma per ora deve solo fare bella figura. L’idea era di mettere lo specchio nell’ingresso. Vanessa abitava in un palazzo elegante, datato circa anni ’50, e quindi in linea con l’edilizia e l’architettura del tempo. Appena dentro, si era accolti da un ingresso, o disingombro, di forma quadrata: di fronte una parete, a destra c’erano la cucina e il salotto, a sinistra si andava nel corridoio, sul quale dal lato interno dava la stanza grande, la sua, dalla parte esterna un’altra camera, lo studio, uno sgabuzzino e di testa, in fondo, il grande, lungo bagno. Questo corridoio era un po’ buio, cosa cui Vanessa aveva cercato di rimediare con luci a muro e con un colore chiaro alle pareti, ma la mancanza di finestre rendeva queste misure migliorative quasi vane. La cucina era un locale anch’esso quadrato, dal quale una porta a vetri conduceva in salotto.
Aveva trovato l’appartamento per caso, neanche un anno prima aveva notato un annuncio appeso a una ringhiera e siccome doveva lasciare l’affitto dove viveva, chiamò subito. Il prezzo era più che appetibile e l’affare fu sbrigato in fretta. Le erano così avanzati i soldi per qualche ristrutturazione.
A quello specchio stava facendo il filo da almeno una settimana, l’aveva visto nel negozietto di bric-à-brac che si trovava sotto il livello della strada che faceva tutti i giorni per andare al lavoro. Quel pomeriggio aveva voglia di stare un po’ in giro e come al solito era entrata per curiosare e vedere se trovava qualcosa di originale. Mentre stava rovistando un po’ dappertutto, l’aveva adocchiato. Il giorno dopo lo specchio era in vetrina, e, se possibile, Vanessa aveva sentito un trasporto ancora maggiore: più lo guardava, più sentiva che doveva appropriarsene. “Chissà quanto costa.” Infine si era decisa ed era entrata: in effetti era un po’ caro, ma non ci pensò su neanche tanto e lo comprò.
Ora era lì: aveva fissato gli adesivi nei punti suggeriti dalle istruzioni e stava cercando di sistemare lo specchio. Come mollava la presa, però, quello si sganciava e le toccava fare un balzo felino per afferrarlo.
Ci riprovò una, due, tre, cinque volte, niente da fare, non voleva star su. “Ma perché? Neanche fosse dotato di volontà… sembra che qui non ci
voglia stare!” Lo sollevò e se lo mise proprio davanti alla faccia, come per parlare a un essere senziente: «Insomma, che ti prende?». Improvvisamente le parve di vedere un lampo accecante dentro lo specchio. «Ma che…» d’istinto le venne di mollarlo, senonché senti anche un rumore, una specie di risata beffarda. «Oddio! Che cosa mi succede?» Si spensero tutte le luci e al buio lo specchio emanava continui baluginii. “Che diavoleria…” Per tutto quel tempo non aveva mai mollato lo specchio, che pareva attaccato alle sue mani come attirato da una forza magnetica. “Che accidenti è? Ho le mani incollate!” Spostò allora lo sguardo sul cellulare posato sulla mensola: “Devo chiamare qualcuno”. In quell’istante lo specchio le lasciò libere le mani e lei lo rimise a posto immediatamente.
“Evidentemente la parete qui è troppo liscia e il collante non fa presa” razionalizzò Vanessa per tranquillizzarsi.
Lo specchio la fissava, come se capisse la sua paura e ne gioisse. La macchia sulla superficie assumeva forme inquietanti, sogghigni, tutta la casa sembrava invasa da esseri incorporei. Quando Vanessa riuscì a distogliere lo sguardo dallo specchio, però, tutto era come al solito.
Si guardò attorno pensierosa: verso la cucina, che le parve assolutamente inadatta ad ospitare lo specchio, mentre all’opposto il corridoio era troppo poco illuminato. Si voltò verso lo specchio appoggiato alla parete: sembrava un sogghigno quella macchia al centro del vetro. “Mi vengono i brividi, questo specchio pare animato. Penso che andrò a dormire, domani sono certa che avrò dimenticato tutto e mi verrà in mente il posto giusto.” Meccanicamente si diresse in bagno, si infilò il pigiama, spostò il lenzuolo e si ficcò a letto, dove cadde addormentata in un istante.

Piccole narrazioni di Anna Ferrari

Piccole narrazioni
di Anna Ferrari
Editore: JACOPO LUPI EDITORE (31 maggio 2020)
Copertina flessibile: 104 pagine

Anna Ferrari

Anna Ferrari già durante gli anni universitari comincia a frequentare l’editoria, aprendo uno studio con una disegnatrice e collaborando a molte pubblicazioni per il “Corriere dei Piccoli”.
Laureatasi in Lingue e letterature straniere magna cum laude, specializzandosi in russo e inglese, inizia a insegnare e prende parte a corsi di specializzazione all’estero, a Mosca e Londra. Da queste esperienze nasce la sua inesauribile passione per la letteratura tutta, ma, in particolar modo, quelle di cui conosce a fondo la lingua.
La sua curiosità e la sete di esperienze nuove, la porta ai lavori di correttore di bozze e redattore esterno per Zanichelli, traduce dal russo e dall’inglese, prosegue diventando la curatrice di una collana di narrativa per Le Monnier per circa 5 anni, periodo in cui si è nutrita di storie, ma soprattutto ha conosciuto da vicino il mondo dei lettori. Collabora poi con Mondadori, scrive testi scolastici, e pubblica anche un romanzo per ragazzi La casa nel nocciolo.
Nel 2018 pubblica il suo romanzo Insondabile destino per Booksprint Edizioni, che una lettrice definisce così: “È un libro sensazionale, coinvolgente sotto ogni punto di vista…Una storia struggente e emozionante in ogni pagina…Mi è piaciuto in modo indescrivibile…”.
Anna Ferrari legge accanitamente in tutti i momenti che strappa alla scrittura, la sua linfa vitale. Adora i romanzi, soprattutto quelli dell’Ottocento, i racconti di R. Carver, Flannery O’ Connol, Alice Munro, i gialli del mistero, primo fra tutti E. A. Poe. Conosce a menadito la cultura celtica, ed è specialista in mitologie e fiabe, alle quali si è avvicinata tramite i testi di V. Propp.
Trova estremamente rilassante circondarsi di piante e averne cura; non potrebbe vivere senza Hazel e Tilly, i suoi “angeli pelosi” che da quando sono entrati nella sua vita, se ne sono appropriati e sono le sue Muse ispiratrici, quando si incammina senza meta nel parco.

Pubblicazioni:
Commenti a margine. Scritti su Jane Austen, Paul Auster, A. S. Byatt, C. Lispector, N. Lagioia e altri,  Streetlib
Voci, Neftasia 2010 (secondo classificato al Premio Kafka Italia)
Donne dal cielo, Marietti 2008
Miti e leggende d’Europa, Mursia, 2004
Nuove fiabe d’Europa, Mursia 2001
Miti del Nord Europa, Mursia 1997
La vera storia della befana, Mursia 1996
Autori Vari, Figure di donna. Racconti dell’800 russo, Mursia, 1996
La casa nel nocciolo, Mursia 1996 (2° classificato al premio “Giovan Battista Basile”, finalista al premio Letteratura per ragazzi della Città di Asola, selezione “Bancarellino”)
Fiabe d’Europa, Mursia 1993 (finalista al premio “Lunigiana”, terzo classificato al premio “Valdenesi”)
Puskin, Fiabe, Mursia 1995
Cechov A., La steppa e altri racconti sui bambini, Mursia 1995

38 Commenti

  1. Scritta con fluidità, avvincente già alle prime righe, sembra l’inizio di una storia comune: una ragazza come tante, che trova un annuncio su una ringhiera, sicuramente affogato da decine di adesivi di riparatori di serrande, che prende subito l’appartamento in affitto.
    Una ragazza stanca dopo la giornata in giro, che si sente a suo agio nella sua casa, e che butta i sandali a casaccio nel corridoio, cone facciamo tutti.
    Una ragazza che vuole bene alla sua casa e che vuole decorarla con un nell’oggetto al quale ha fatto la posta.
    La storia comune però finisce qui, perché quello specchio ha qualcosa di strano, le fa venire i brividi.
    Spero proprio di scoprire presto chi vive nello specchio, o chi altro vive in quella casa e approfitta del riflesso…

    • Ma non è forse vero che ogni giorno, nella nostra consolidata routine, accadono fatti incredibili e straordinari?
      In questo siamo simili ai vari protagonisti di “Piccole narrazioni”.
      Spero davvero lei possa continuare il racconto, resterà sorpresa. Per non parlare degli altri! Buone letture estive!

  2. L’autrice ha narrato con dovizia di particolari la figura di Vanessa, che spacchetta l’involucro in cui è custodito lo specchio tanto desiderato, impregnato da una misteriosa potenza magica, e per la paura decide di andare a dormire, pensando che sia frutto della sua immaginazione. Sono veramente impaziente di conoscere la prosecuzione del racconto…

  3. Mi piacciono molto i racconti perché, a differenza dei romanzi, in poche pagine bisogna essere bravi non solo a raccontare una storia ma anche far provare al lettore emozioni e soprattutto ad essere preso totalmente dalla narrazione. Dall’anteprima credo proprio che questa raccolta sia così! Sarebbe bello poter leggere tutto il libro.

  4. Ho iniziato a leggere le prime frasi e con molta sorpresa all’istante mi trovavo con Vanessa in quel palazzo con lo specchio fra le mani; complimenti all’autrice per lo stile così coinvolgente.
    La scrittura è molto affascinante, vorrei tanto sapere cosa succederà una volta che Vanessa si addormenta.
    Mi piacerebbe continuare a leggere e a volare con la fantasia.
    La ringrazio in anticipo

    sajitha

  5. Non ho mai avuto l’occasione di leggere dei racconti ma questa volta mi incuriosiscono molto spero di avere questa opportunità

  6. Piacevolmente sorpresa! La storia si apre con una descrizione degli ambienti assolutamente scorrevole e piacevole, quando l’azione inizia poi, si aprono le danze! Inizio promettente, sarebbe bello conoscere il continuo!

  7. La categoria racconti spesso in Italia non riscuote il giusto successo, in effetti anche io ne ho scoperto la magia solo di recente, ma li trovo affascinanti, infinite porte su altrettanti mondi tutte racchiuse in un unico libro. L’anteprima di questo racconto mi ha affascinata in maniera particolare, spero di poter continuare la lettura

    • Vero, i racconti fanno fatica ad affermarsi. Eppure sono letture intense e dall’impatto immediato. Padroneggiare la tecnica del racconto breve è una meta da conquistare. Grazie per le sue parole.

  8. La copertina e il titolo suscitano dolcezza e innocenza, come fosse un bambino che racconta le storie della sua fantasia. L’anteprima si collega a questa sensazione e stuzzica quella parte di me bambina, ricca di fantasia, libera dalla razionalità della vita adulta. Questo assaggio sembra invitare a lasciarsi andare al racconto con sana curiosità e interesse.

    • Sono talmente felice delle tue parole! È lo spirito del mio scrivere creare insieme al lettore lo spazio magico e irrazionale dell’immaginazione. Sei una persona sensibile, mi auguro che le mie storie sazino la tua ricerca di verità.

  9. Quest’anteprima mi ha già immerso in un mondo affascinante… amo leggere i racconti ed immaginare luoghi, personaggi in mondi fantastici e reali. Per cui sono molto curiosa di leggere questi dell’ autrice Anna Ferrari.

  10. Piccole, ma interessanti narrazioni che già dal primo assaggio si preannunciano davvero godibili! Sarebbe bello poterne continuare la lettura!

  11. Un libro da leggere con l’ innocenza di un bambino ,storie raccontate con una delicatezza e fantasia che aprono un mondo di emozione uniche.Complimenti all’autrice e un mondo di Auguri Mariliana

  12. Che meraviglia!! Piccole storie con grandi emozioni al loro interno..immergersi tra quelle parole è affascinante per me, sognatrice a tempo pieno…l’anteprima mi ha lasciata a bocca aperta .
    e il resto come sarà? Sicuramente un libro con racconti indimenticabili…complimenti ad Anna Ferrari…l’autrice.

  13. Una copertina delicata ed elegante per questi sette racconti che l’autrice andrà a mostrarci, riuscendo a farci entrare nel suo mondo, nei suoi pensieri, toccando i suoi sentimenti e le sue emozioni, e facendoci volare tra fantasia e realtà, staccandoci un po’ dal mondo reale, ma rimanendo coi piedi per terra allo stesso tempo.
    Una serie di racconti che invogliano alla dolce lettura

  14. Amo le storie autoconclusive, quindi una raccolta di racconti è il mio ideale. Devo fare i miei complimenti all’autrice perchè questo primo racconto ci fa entrare insieme a Vanessa nella sua casa, con una descrizione minuziosa, e poi crea la giusta atmosfera di suspence con il mistero dello specchio. E quindi la paura, mista a curiosità, prende il lettore…

  15. Difficile commentare questo libro,solitamente i piccoli racconti non riescono ad entusiasmarci ma in questo caso mi sembra che le storie siano raccontate in maniera più approfondita e interessante …

    • Mi auguro che il prosieguo della lettura ti convinca ad annoverare anche i racconti tra i tuoi libri preferiti. Ci sono autori che sono giganti, come Cechia, la Mansfield e molti altri: prova!

  16. Adoro la copertina. Appena ho iniziato a leggere le prime frasi sono stata catapultata in un mondo roseo. Coccolata da quelle stupende emozioni. Poi si frange è si trasforma in brivido, curiosità..paura. Mi piacerebbe poterlo leggere .
    Cadde addormentata in un istante…sono rimasta con il fiato sospeso… Complimenti all’autrice ..

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