Profilo di uomo con farfalla di Franco Faggi

Franco Faggi è un poeta esemplare, i versi regnano dentro di lui e risuonano attraverso le sue parole. Egli contempla eventi e cose, descrive il moto del vento come l’alitare di una farfalla, al vento associa le ali, le onde, le piume, le foglie, le vele in un turbinar di suadenti pensieri: anche l’autunno può essere dolce col vento malinconico sui tetti. “Profilo di uomo con farfalla” è un libro di poesie soavi dal verso pacato e nostalgico. Un lirismo che conquista questo di Franco Faggi, che cattura per la purezza  e musicalità delle parole ma anche per la profondità dei concetti, dalla quale emerge il suo sentimento che trae origine dagli ideali di cui è denso il suo nobile spirito. Si tratta di poesie vibranti di un candido ed universale afflato, assai ben recepibile soprattutto nella scoperta del sentimento di amore indissolubilmente legato a quello per la natura e a quello del tempo che tutto cambia, tutto muta come il soffiare del vento. Un lirismo autentico denso di pathos dal profondo contenuto umanistico, sia spirituale che sociale. L’autore riesce perfettamente e in grande stile a tradurre le proprie emozioni in versi dal ritmo musicale e armonioso che tocca e commuove, che avvolge e cattura, trasportandoci in un mondo meraviglioso fatto di suoni, colori, profumi, nella stagione dell’oggi nei porti della vita lungo sentieri azzurri, “mentre gli spazzini raccolgono frammenti di sogni luccicanti per strade lavate e pettinate dal mattino”. E tra sogni, pensieri, miraggi, bacche rosse nei boschi d’autunno, è dolce e straordinariamente bello perdersi in questi morbidi versi, leggeri come ali di farfalla, avvolgenti come il vento calmo della sera. Nicla Morletti

Anteprima del libro

Primo viaggio

D’improvviso sotto di noi
ecco le luci del Cairo a migliaia,
mentre il sole esplode di sangue
e allaga le nubi tutt’intorno,
dall’alto assistiamo al miracolo
poi ci tuffiamo nel rosso porpora delle nubi
come in un bacile sacrificale,
la tua mano stringe forte la mia
come una promessa silenziosa,
sul Nilo scuro e potente
ancora un sole ferito a morte
gonfia le nubi e l’orizzonte
e si dissangua senza un grido
nel silenzio che si fa sacro,
presto s’incupisce s’acquieta e muore,
ma so che lo scarabeo domani di nuovo
lo farà rotolare ad inondarci di luce
e di rinnovata vita,
ti guardo, ti tengo con gli occhi
e con la mano,
quale cuore sarà mai più grato ?
Quale patto più sacro di questo
fatto al cospetto della morte di un Dio?

***

Secondo viaggio

Nella piana le tombe sono cattedrali
aguzze, immense eterne,
nella notte gelida di sabbia fina
sembrano muoversi lentamente
incombono come giganti del deserto,
i laser le accenderanno di luci e di suoni
preghiere antiche come il mondo,
Micerino è divino !
Tre comete segnano il cielo nero
con scie di luce improvvisa
tre saluti ai re, tre preghiere,
un’infinità di stelle fanno da comparse
ad una falce di luna incandescente,
orizzontale, sembra un’altalena
una barca, una scimitarra,
Micerino è divino !
Nel gelo notturno del deserto
che non ha confini non ha orizzonte
il tuo profilo è un canto,
i sacerdoti s’inchineranno
al candore d’alabastro del tuo collo,
agli smeraldi degli occhi
al rubino della bocca,
mia Nefertiti ( la bellezza è qui).

***

Terzo viaggio

In una sera di tiepida estate
ricordo Tallinn,
con il giorno che non vuole morire
un sole che tarda a coricarsi
come un vecchio ubriaco e ciarliero,
la luce timida dei lampioni spande
un trucco discreto e tenue
sul volto dei tuoi palazzi,
sulle panchine del parco i ragazzi
cantano canzoni di libertà e ridono,
certi di un futuro che non tarderà,
ricordo i miei vent’anni e Firenze
il parco, il letto d’erba e le stelle
le chitarre le promesse i giuramenti
cambieremo, cambierà, “yesterday”,
mi allontano discreto e lieve
i miei pensieri scricchiolano
sulla ghiaia dei vialetti,
il sole finalmente si è seduto
ha tirato la tenda, il vecchio dorme,
ma gli occhi dei ragazzi brillano
risplendono i visi,
le ragazze bionde offrono le bocche
ad un compagno,
il cuore ad un ideale,
avranno il tempo di sbagliare,
ci sarà poi un tempo per rimpiangere
forse per vincere.

***
Profilo di uomo con farfalla
di Franco Faggi
2014 pag. 111
Pentalinea

Franco Faggi

Franco Faggi è nato a Prato nel 1950. Ha pubblicato: La dimensione degli uccelli (1969) – Viridiana, Nudo con cappello (1973) – Viridiana, Il viaggio e l’urlo (1978) – Viridiana, … D’amore (2001) – Pagnini e Martinelli editori, Le temps perdu (2011) – Viridiana – Pentalinea editori, Profilo di uomo con farfalla (2014) – Pentalinea.

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23 Commenti

    • Grazie Ilaria, solo ora ho letto il suo commento, succinto, ma altamente detto, pur diventando vecchio vengo ancora raggiunto dalla poesia, che mi dice mi dice mi dice…

  1. E’ sempre una grande emozione scoprire i messaggi che un autore vuole regalarci con i suoi versi, la mia emozione è esplosa leggendo queste poche righe, soprattutto ne “Terzo viaggio”; non è solo una semplice lettura, è un rivivere determinate sensazioni che ognuno di noi visualizza ed esprime in un modo tutto personale e soggettivo, per questo non potrà mai esserci la stessa emozione o reazione leggendo un libro.

    • Sono felice di donare, far sentire, con la mia poesia delle emozioni, è un onore.
      Io non voglio essere applaudito come un grande veggente, ma la “la mia poesia” è un aver sentito con tutti i sensi, saputi e non conosciuti, che so, una canzone, un aver visto, aver capito, e tutto questo dirlo a tutti quelli che stanno intorno, condividerlo con loro.
      A volte il poeta sembra porti un grande peso, ma spesso è la gioia della bellezza, la bellezza è sempre amore.
      Il poeta traduce questi messaggi, suoni, colori, flash, sogni ecc… in un senso di parole, che a volte cerca anche di plasmare, renderle più belle più morbide, oppure graffianti. esplodenti.
      Chiedo scusa se mi dilungo troppo in chiacchere, non parlo di me, parlo sempre della poesia.
      Grazie Anna.

      • Io ringrazio Lei per aver condiviso con me questo suo pensiero, ed avermi regalato un’ ulteriore delucidazione della sua poesia. Mille grazie, Anna.

    • Mi fa molto piacere se leggendo “La mia” poesia viaggia, si trova in quei luoghi che spesso sono dentro di noi.
      Io ho viaggiato parecchio, ma spesso vagabondo per le strade e per le mille stanze che ho nell’animo, a volte la bellezza esplode di colori e musica, allaga come fosse una marea d’amore inarrestabile, a volte come fosse un tramonto, una sera, un autunno della vita, porta malinconia. Ma anche lì si trova la poesia, viaggi sempre nelle sue passioni.
      Grazie.

  2. Voglio premettere che non è per niente facile commentare una poesia. Se non so ritorna sui versi per cercare di decifrarne il canto, si rischia di buttare giù le solite banalità. Devo ammettere che ad una prima lettura i versi che ho letto mi sono piaciuti. Ma lo ripeto, per evitare le solite chiacchiere, la poesia necessita del vaglio del tempo.

    • Non commentare la poesia, non cercare di decifrarla, sentila.
      Se vuoi che ti vibri dentro un po’ ascolta e stai zitto.

  3. Gentile Poeta,
    Con tutto il rispetto che Le debbo e con l’ammirazione devota. umilmente MI PERMETTO DI INVIARLE, per il miglior uso che vorrà farne a sua e completa discrezione, UNA MIA POESIA.
    Una sua poesia che trovai riposta fra alcune mie carte di epoca andata, dei tempi nei quali Ella, “Vate insigne”, ebbe la bontà di onorarmi della sua, oso dire, amicizia.

    HO CAMMINATO VICINO AL MIO CANE, AMICO CALDO
    L’HO SEGUITO UBBIDIENTE, LUI SA DOVE DOBBIAMO ANDARE
    HO FICCATO LE MANI IN FONDO ALLE TASCHE DEL PASTRANO
    A CAPO CHINO, A GUARDARE GLI SPUTI E LE FOGLIE MARCE.
    DALLE VIE RETTILINEE DELLA PERIFERIA SIAMO ARRIVATI AL FIUME
    I RUMORI CAMBIANO ANDANDO DI STRADA IN STRADA, AD OGNI SVOLTA
    IL RUMORE SI FA PIU’ CUPO ED EMERGONO SUONI INCONGRUI
    UN FUSCELLO CHE SI SPEZZA, IL FRULLO DI UN MERLO TRACCIA
    UN ARCO DI QUASI LUCE…

    • Carissimo Dr. BRASCI’, lei-tu con grande ed affettuosa ironia mi mandi quella che sembra una mia poesia scritta (non so) 80 anni fa, tu mi onori della tua amicizia, per me tu non sei un ricordo di poeta, lo sei.
      Per noi, allora ed ancora, la poesia è cosa vivente come fosse una creatura, che a noi parla
      continuamente, anche se a volte immalinconisce.
      Vivere comunque è sentire, essere poeti, o fingersi, fa sentire molto di più.
      Grazie amico copoeta.

  4. ogni volta che apro uno dei tuoi libri e leggo a caso una poesia, magari già letta tante altre volte, trovo emozioni, a volte mi commuovo, e per quell’attimo vivo qualcosa che purtroppo la vita che siamo “costretti” a fare, non ci fa vedere, sentire….
    grazie per tutto quello che le tue poesie mi fanno conoscere, e per le emozioni che mi regalano, la vita ha bisogno di amore…dolcezza…ha bisogno di sogni.
    fogliadifiore

    • Dolcissima Fogliadifiore, se io ti ho emozionato ed a volte commosso con la mia poesia, tu commuovi me.
      Io cerco con la mia poesia di sfiorare l’animo delle persone, di mostrare la pacata e semplice bellezza, anche se a volte la vita è complicata, erta, spigolosa, bisogna guardarsi intorno e dentro al cuore e trovare l’amore che muove il mondo, l’amore DEVE muovere il mondo.
      Oggi putroppo l’odio e la violenza, l’orrore, a volte il quotidiano abitudinario, ti raggiungono, ma tu devi guardare nello specchio il lampo dei tuoi occhi e di quelli di chi ti ama.
      Io ti amo, e sempre ti amerò.
      Se la mia poesia ed il mio amore sono con te, io ci sarò sempre.
      Grazie.

  5. Grazie!
    Tu SEI UN ILLUMINATO Franco FAGGI!!
    Sentito subito!!!
    tu hai LA LUCE!!!
    E per questo ci CAPIAMO AL VOLO!!!
    Viviamo in un mondo di luce!!!
    E gli altri non vedono….vivono al buio.
    ILLUMINATI!!! L’occhio che tutto vede….
    L’occhio della provvidenza!!!
    Lo porto con me il tuo libro!!!
    Grazie per la luce che tu hai impresso sulla carta.Grazie per il dono .

    • Grazie Loris, io non sono un faro od un Semidio, sono soltanto un poeta.
      Non con il mio terzo occhio nella fronte, ma con tutti i miei 6 sensi percepisco, come fosse un film o sentire una musica, quella che è la voce della poesia, io cerco di trasmettere agli altri la vibrazione delle corde che si hanno dentro.
      Se io riesco a farti vibrare un poco, lasciare un’impronta di emozione, darti un brividino lungo la pelle delle braccia, allora va bene così, va bene.
      Grazie

  6. Caro Franco, forse i tuoi versi sono diventati lirici e il tuo vento è calmo come in autunno, ma la tua poesia è forte e tragica cosi com’era nei tuoi vent’anni.
    Lo scimpanzo scrive col sangue e vola nella dimensione degli uccelli.

    E quando tutta la poesia non sarà più che un solo verso, una sola parola, un solo, infinitesimo ed infinito nulla, il grido di una scimmia, di una scimmia morente, l’ultimo battito d’ali d’una farfalla, allora finalmente sapremo di avere vissuto.

    • Io e te ci conosciamo forse da cento anni, la mia poesia ti tocca e ti accarezza o ti schiaffeggia, per farti sentire più vivo, siamo poeti ad ogni costo, lo siamo, anche se a volte considerati inutili e blasfemi, a volte ci perdiamo nella musica della poesia dei suoi ritmi, nei suoi battiti.
      Amo condividere ogni cosa che sia il vissuto dentro, il vento che ti pettina l’animo, la luce del sole o il velo della luna, che ti strega amico dolce, la seta della pelle della nostra donna, lo sguardo penetrante ed eterno di un padre, il bacio leggero e tenue della madre. Noi siamo e saremo, lasciamo quel che lasceremo, ma la poesia esisterà anche senza di me, è tutto intorno anche a te poeta nascosto.
      Grazie

  7. Una cosa che mi rende felice. Dimmi come ti è arrivata.
    Leggendo la nota di commento di questa sensibilissima persona, come posso non essere contento nel sentire che conferma tutto quello che io ho raccontato della tua poetica:
    lirismo x dire lirica, opera lirica
    vento e farfalla , soggetti in cui ho individuato il fulcro del tuo spirito (…..quante volte vento ! ho scritto di te…)
    Musica e suono……
    Quel commento risente anche dei miei pensieri.
    Un lirismo che conquista questo di Franco Faggi, che cattura per la purezza e musicalità delle parole
    il soffiare del vento
    Un lirismo autentico
    versi dal ritmo musicale e armonioso fatto di suoni
    ali di farfalla, avvolgenti come il vento calmo…..

    • Come ti riconosco, e quanto tu mi conosci, quante volte abbiamo sentito le stesse parole dette nella poesia, ed i suoi ritmi un fa od un sol, quanto è stato bello “parlare” la poesia con te ed altri, ed essere capito, come parlassimo un dialetto molto stretto di una piccola isola sperduta nell’oceano.
      Molte volte purtroppo la poesia che è purezza, verità, bellezza, viene ignorata e declassata alla Cenerentola delle cosiddette arti, ma tu sai che la poesia non è clamore, è silenzio, ed in un silenzio è un urlo un canto clamoroso, che dal cuore nasce e nel cuore va.
      Grazie.

  8. La poesia di faggi Franco è come una chiave di lettura per la bellezza che ci circonda e che però spesso non siamo in grado di vedere. Il poeta serve a questo, a svegliarci e a trovare il coraggio di commuoversi per tutto quello che è vita e che nella realtà quotidiana quasi sempre ignoriamo. Grazie Franco. Fino.

    • Egregio Dr. Fino, la ringrazio moltissimo, lei (tu) hai colpito il segno, hai capito a cosa serve il poeta, questo poeta adesso,si commuove e quanto a volte questo dono pesa, come fosse un fardello pesante e stancante.
      Io da poeta non voglio essere un banditore protagonista, ma guarda, vedi intorno a te e dentro di te e ad altri che ti stanno accanto, quanto suona, trilla, colora l’animo la poesia.
      Nella quotidianetà c’è la vita di ognuno presente e passato, se guardi gli occhi di tuo figlio vedrai una immagine del futuro, che non è molto lontano, solo più avanti.
      Guarda nelle piccole cose che stanno intorno l’immensa bellezza della realtà e della fantasia della poesia che di tutti è, anche se pochi vedono. Grazie

  9. Franco Faggi con le sue poesie ci trasporta sì, con le sue descrizioni, nei luoghi che ha visitato, ma innanzi tutto ci guida in un tour dello spirito ove la meditazione dell’essere prevale sulla fisionomica dell’apparire.
    E cosil’ uomo e la farfalla si librano, insieme, nell’ universo della fantasia, popolato di speranze, illusioni e magie inaspettate.
    Grato se Franco vorrà omaggiarmi di una copia della sua superba opera.
    Gaetano

    • Lei ha percepito la vibrazione che muove il mio fare poesia, certo che non dico-canto solo i viaggi fatti al di fuori, nel mondo, ma soprattutto quelli fatti dentro di me e forse dentro molti uomini-persone-cose.
      Io quando riesco ad uscire dal clamore della città e vago nelle campagne o nei boschi dove non dovrei incontrare nessuno, invece incontro me stesso, e mi arrivano i suoni della poesia ed i suoi colori. Non voglio isolarmi, anzi voglio condivedere con tanti il riflesso del mio animo.
      Forse questo è la poesia, che è in ogni luogo, ma solo da alcuni è sentita, percepita, il poeta è un apparecchio radiotrasmittente, che diffonde la musica che lui sente o crede di sentire.Grazie Gaetano della tua attenzione.

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