venerdì, 30 Settembre 2022
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Quattro Terzi Pi Greco Erre Tre di Lucia Amendola Ranesi

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Quattro Terzi Pi Greco Erre Tre

Quattro Terzi Pi Greco Erre Tre di Lucia Amendola Ranesi è la rivisitazione del romanzo La luna a strisce, pubblicato in precedenza con Alfredo Guida Editore

Quattro Terzi Pi Greco Erre Tre di Lucia Amendola, storie di amore e di guerra

Dopo aver ricostruito la favola d’amore “suggestiva e delicata” dei suoi genitori, compiendo la ragguardevole impresa di riannodare i fili di un diario, un epistolario di più di mille lettere e centinaia di cartoline illustrate a quelli delle sue memorie personali, a Lucia Amendola Ranesi non deve esser parso vero di trovarsi di fronte a un meraviglioso affresco della prima metà del Novecento italiano che racchiude, in un crogiolo di storie pubbliche e private, le vicende di straordinari protagonisti del mondo scientifico napoletano e di una famiglia in cui sembra che la matematica scorra nelle vene, cosa che spiega solo in parte l’aver scelto come titolo dell’opera la formula del volume della sfera. La metafora è sicuramente più ampia e metafisica perché dai “vasti quartieri della memoria”, insieme all’Italia già isolata dal resto del mondo, che pure riuscirà ad esprimere alcune delle menti più raffinate del panorama culturale del secolo, e a quella degli anni terribili della guerra, riemerge la sfera perfetta dell’amore di una famiglia. L’amore romantico che corre sul filo di una corrispondenza epistolare d’altri tempi: non mail o messaggi digitali ma “vergate carte” che sono insieme un romanzo a sé stante e un prezioso documento storico. Quello per la vita vissuta con fiducia in modo pieno e consapevole nelle incantevoli terre del Vesuvio e del monte Faito. Quello per la matematica, per la poesia, per la letteratura e più in generale per la cultura in tutte le sue manifestazioni. Il risultato è un romanzo scritto con la penna delicata e commossa del cuore filiale, un’opera letteraria di grande spessore che affascina e coinvolge i lettori, avvicina anche quelli più riottosi ai sorprendenti “segreti” della matematica che, come disse Richard Feynman, Premio Nobel per la fisica nel 1965, è la lingua parlata da Dio. Bene, se questa affermazione è vera allora si può dire che Quattro Terzi Pi Greco Erre Tre postula la verità della vita con il rigore divino di una formula matematica.
Robert, Manuale di Mari

La luna, il Vesuvio, il monte Faito e il mare, entita non cose, sono complici di un amore straordinario. Quattro Terzi Pi Greco Erre Tre non è solo il racconto di una romantica e travagliata storia d’amore, ma diventa spesso testimonianza di storia, quella dei grandi eventi e quella minore, più vicina agli uomini, alle loro gioie e alle loro tragedie. Il romanzo narra vicende vere, attraverso la memoria e i documenti ritrovati dall’autrice, e contiene notizie di prima mano su personaggi che hanno avuto ruolo di protagonisti nella vita culturale napoletana e italiana della prima meta del ‘900, come Ettore Majorana e Renato Caccioppoli. Sullo sfondo gli anni del fascismo e della seconda guerra mondiale, visti con gli occhi dei personaggi che intervengono nella narrazione e le cui lettere (talvolta documenti storici di rilievo) rivestono un ruolo fondamentale nell’intero romanzo. Antagonista è la guerra che deciderà del destino di due famiglie.

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Capitolo I

1928-1930. Diario a due voci: Rodolfo e Maria

Maria non si era innamorata subito di Rodolfo.
Aveva appena vinto il concorso per l’insegnamento della matematica al Liceo Classico di Castellammare di Stabia.
Il primo giorno di scuola è disturbata da un orzaiolo; ha una strana ansia. Prende possesso del registro personale, entra in classe. I ragazzi si alzano in piedi, ma c’è gran confusione: il suo volto è un orzaiolo gigante.

“Zittisti tutti con una domanda. «Hanno loro allievi mai sentito parlare dell’ultimo Teorema di Fermat?».
Sapevi tenere desta l’attenzione di una classe intera! Ti ascoltavo quasi incredulo. Avevo scelto il liceo classico per sfuggire all’aridità dei numeri e ora una signorina, dall’aspetto quasi buffo con quell’occhio un po’ gonfio, metteva in serio pericolo la mia diffidenza per la matematica”.

Maria li sfida tutti. In fondo tra quegli studenti avrebbe potuto nascondersi un matematico. Dopo un breve bisbiglio iniziale, nella classe scende un silenzio quasi irreale e Maria ne approfitta per sollecitare una discussione sull’argomento.

Ora può fare l’appello: si è sciolto il ghiaccio e può anche sbagliare la pronuncia di qualche cognome senza incorrere nelle ine- vitabili canzonature degli studenti.
“Amendola Rodolfo”
“Presente”
Osserva per un attimo il volto del giovane che le sembra di avere già visto in un’altra occasione, ma sì, quel giorno di settembre mentre entrava in presidenza.

“Era il sedici di settembre, non ricordo per quale motivo ero andato a scuola quella mattina, quando ti vidi, seduta sulle scale, mentre parlavi con un giovane. Mi fermai un attimo, sorpreso, a guardarti. Non so dirti perché, ma la tua persona mi interessava. Da dove eri sbucata? Lì a scuola non ti avevo mai visto, certamente stavi dando delle spiegazioni a uno studente. Grazie tante – diceva il giovane – grazie davvero. Ti alzasti e vidi la tua figura snella e distinta avviarsi in presidenza. Decisamente mi incuriosivi, come mai nessuna ragazza prima. Chiesi a Giovannina, la bidella: «Chi è quella signorina che è appena entrata in presidenza?» «Sarrà ‘a vo- sta insegnante ‘e matematica. È chella c’ha vinto ‘u concorse».

«Da dove viene?» incalzai sempre più interessato.
«Viene da San Giovanni a Teduccio. Gesù, Gesù non si è mai vista ‘na femmena che ‘nsegna matematica int’a ‘stu liceo! … Ma si sa lo munno s’avota!».
Sentii un tuffo nel cuore, quasi un presentimento che da quel momento la mia vita sarebbe cambiata”.

Il suo è un viso decisamente mediterraneo, pelle scura, fronte alta e spaziosa, mascella quadrata, grandi occhi neri dallo sguardo profondo, chioma folta castana, con riflessi biondi e una ciocca di riccioli disobbedienti che gli cadono sulla fronte dando al suo aspetto una nota di napoletanità. Maria continua l’appello, osservando con attenzione ciascun allievo. I ragazzi le sembrano svegli e desiderosi di apprendere. Pensa che riuscirà a lavorare bene: è alle prime armi del suo insegnamento, ma si lascia guidare dall’entusiasmo per la sua professione e da un’innata flessibilità, che le permette di adattarsi alle diverse esigenze della classe. Le sue lezioni scorrono tranquille. Sente l’interesse dei ragazzi crescere giorno per giorno e cerca, quando possibile, di non prevenirli per renderli partecipi del loro apprendimento. Durante una lezione in cui Amendola le sembra particolarmente attento lo invita alla lavagna: “se vuole può provare a completare la dimostrazione”. Il ragazzo era distratto.

“Ti stavo fissando, guardavo i tuoi occhi che sembravano sorridere sempre, anche quando eri seria. Guardavo le trecce nere che portavi raccolte intorno al capo, quasi una corona, immaginavo che potessero sciogliersi e che i tuoi capelli scendessero giù per le spalle a incorniciarti il volto. Lessi la delusione nel tuo sguardo.
«Eppure ero certa che avrebbe potuto continuare al mio posto!
Mi sembrava così attento!».
Mi vergognai, non ti diedi alcuna giustificazione. Qualsiasi parola avrebbe peggiorato la situazione.
Quel giorno a casa non toccai quasi cibo e disteso sul sofà dello studio, luogo dove mi rifugiavo abitualmente, quando volevo sfuggire ai rumori e agli sguardi dei miei fratelli, mi abbandonai a varie riflessioni.
A me non è mai importato niente dei professori e di quello che pensavano di me e ora? … Perché provo tanta vergogna?
Ma il mio modo di fare un po’ sprezzante che a volte usavo con altri insegnanti pieni di prosopopea, con te era fuori posto. Capivo in quel momento di essere uno stupido ragazzo orgoglioso. In fondo non avevo mai conosciuto una persona così. Ero sicuro della tua buona fede. Certamente non avevi voluto mettermi in difficoltà.

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Quattro Terzi Pi Greco Erre Tre
di
Lucia Amendola Ranesi
Editore: ilmiolibro (16 febbraio 2021)
Copertina flessibile: ‎300 pagine

Lucia Amendola Ranesi
Lucia Amendola Ranesi

Lucia Amendola Ranesi nasce a Salerno il 7 Gennaio 1940.

  • Nel 1958 consegue la maturità Classica presso il liceo Torquato Tasso di Salerno
  • Si laurea in Matematica Pura presso l’Università Federico II di Napoli nel 1965.
  • Dal 1970 risiede a Roma, dove ha insegnato matematica e scienze per circa quarant’anni.
  • Ha scritto, in più edizioni a partire dal 1982 un libro di testo di matematica per le scuole medie “La Matematica e Noi” (casa editrice Felice Le Monnier).
  • Ha scritto diversi lavori didattici, tra cui Il Linguaggio della Matematica, nell’ambito del Progetto Europeo Comenius, pubblicato dalla Ciid di Roma nell’anno 2002.
  • Con una fiaba multimediale sull’Energia, vince con i suoi alunni, nel 2002 il primo premio nazionale del concorso Enea / Fondazione Micheletti: “La Nuova Città del Sole”.

Dal settembre 2003 è in pensione.

  • Cura, nell’anno 2005, il libro Un Vago Devastante Malessere, raccolta di pensieri e poesie di Renato Della Calce (morto prematuramente, all’età di quarant’anni, dopo aver contratto il virus H.I.V.), edito dalla casa editrice Plectica di Salerno.
  • Nel 2010 pubblica il suo primo romanzo, in parte autobiografico, “La Luna a strisce” (Alfredo Guida Editore).
  • Nel giugno 2016 pubblica con ” ILMIOLIBRO” la fiaba La Twidletetwit, che diviene finalista al concorso “Il mio esordio” nell’anno 2018.
  • Scrive alcuni Racconti Brevi:Two little Boys, La valigetta,‘Aetanella ‘a ciucciara, editi online su ILMIOLIBRO
  • Nell’anno 2021 pubblica il Romanzo Quattro Terzi Pi Greco Erre Tre in due versioni, cartaceo ed Ebook (rivisitazione del romanzo La Luna a Strisce) sempre su ILMIOLIBRO, in vendita su Amazon, nelle librerie Feltrinelli e in vari siti online.

104 Commenti

  1. Ringrazio immensamente Lucia Amendola Ranesi per avermi regalato un viaggio nelle emozioni, ripercorrendo la storia d’amore di Maria e Rodolfo e con loro conoscere tutto ciò che hanno vissuto, affrontato, superato…
    Da quel “21 Giugno 1943”, non ho più saputo trattenere le lacrime, per la tristezza, ma anche per le emozioni che ne scaturivano anche da un momento così tragico…
    Se prima, leggendo, mi emozionavo e in certi “passaggi” provavo un brivido sulla pelle, oltre che ad un sorriso sulle labbra, da quel momento in poi è stato un susseguirsi di commozione.
    La scatola dei ricordi, un’emozione infinita, insieme alla dedica per i figli e i nipoti…è proprio così…la loro storia d’amore, tanto inconsueta ma tanto bella, ci è stata raccontata, prima da loro è poi da lei, Lucia, proprio come una fiaba…

    Grazie a lei, cara Lucia, ho conosciuto Maria e Rodolfo e mi sono “innamorata” subito di loro, come è successo a Rodolfo prima, ed ogni volta di più approfondendo la loro sroria, i loro scritti, come ha fatto, piano piano, Maria col suo Rodolfo…
    Grazie per questo regalo prezioso…

    • Gentilissima Anna Maria,
      sono contenta di essere riuscita a trasmetterle i miei sentimenti al punto da farla “innamorare” dei personaggi!
      La ringrazio moltissimo per il bel commento e la saluto con stima

      Lucia Amendola

  2. Il libro mi è piaciuto davvero molto!! Descriverlo con poche parole è una questione complessa, il libro, tratto dalla reale vita vissuta dell’autrice è emozionante, offre una lettura scorrevole e non porta alla noia. Visto da un primo sguardo sembra “soltanto” una storia d’amore, ma solo dopo averlo letto e scoperto pagina dopo pagina si può comprendere quanto sia invece ricco di emozioni, di vita, di amore non solo nel senso della parola ma anche rivolto agli studi, e al mondo che circonda la protagonista, ossia l’autrice. Autrice che ringrazio, per avermi inviato il libro e per avermi di conseguenza permesso di osservare le pagine della sua vita.

    • Gentile Fabrizio,
      grazie per il bel commento, che ho gradito molto.
      Ha colto aspetti del libro per me importanti.
      La saluto cordialmente

      Lucia Amendola

      • Un libro che mi ha permesso di entrare nella storia della vita dell’autrice, emozionandomi e sorprendendomi pagina dopo pagina.
        Sapientemente e con un garbo infinito, Lucia ha aperto lo scrigno dei suoi ricordi, permettendomi di calarmi di volta in volta nelle vicissitudini della sua famiglia, condividendo con me pensieri e ricordi, come solo un’amica riesce a fare.
        Non annoiando mai.
        Anzi facendomi gustare il registro di scrittura, ormai forse desueto, ma non per questo meno coinvolgente, del rapporto epistolare fra i suoi genitori. Facendomi commuovere per le vicende dolorose. E per la storia, la storia vera che intercala il racconto, per non parlare della passione agli studi che traspare in modo esuberante: tutto lì, rigo dopo rigo.
        Ed io, spettatrice privilegiata, quasi ormai amica di famiglia, ho potuto gustare tutto questo.
        Sarà perchè a conti fatti è un vissuto reale, o forse perchè racconta una meravigliosa storia d’amore, che ho amato davvero questo libro e complimentandomi con lei, ringrazio ancora l’autrice per le sensazioni suscitate.

        • Carissima Elena, grazie per essere diventata amica di famiglia. Ho sentito quanto mai reale la tua metafora e ti dico che sono orgogliosa di avere un’amica come te.
          Grazie di cuore per tutte le osservazioni e i commenti che presuppongono un’attenta lettura!

          Lucia Amendola

      • Grazie davvero Lucia.
        È con gioia che ho appreso che avrei ricevuto una copia del suo libro e con foga e altrettanta felicità ho aperto il pacchetto quando è arrivato. È sempre bello ricevere un libro ma nelle poche righe che avevo letto del suo avevo intravisto una storia importante, profonda che riguardava non solo una famiglia ma un’epoca con le sue bellezze e le sue brutture, che sarebbe piaciuto leggere. Perché leggere significa uscire dalle nostre vite per viverne altre vite e altri luoghi, è un esperienza viva, non ha nulla di passivo, è un incontro. Ancora grazie per avermelo inviato. Non le farò mancare un mio commento, se lo gradisce, quando lo avrò letto. Barbara

      • Il mio voto per questo libro per 5 libri nei mari del web.

        Storia, narrazione e copertina nell’insieme rendono questo libro un’opera suggestiva ed elegante da leggere assolutamente. Complimenti.

          • salve!
            ho appena ricevuto il libro e la ringrazio moltissimo! subito dopo averlo letto le invierò le mie impressioni…grazie ancora!

          • eccomi qua a commentare il suo libro. Ho appena terminato di leggerlo e volevo subito commentarlo. Devo dire che la storia è molto interessante : i due protagonisti sono descritti molto bene e mi sembra quasi di conoscerli…Bello anche lo sguardo attento e preciso sulle viccende storiche che fanno da contorno ma che sono importanti per capire il preciso periodo storico e i conseguenti comportamenti di tutti i protagonisti. Davvero una bella storia…complimenti!

            • Mi scusi se non ho risposto subito. Ho avuto problemi di salute.
              La ringrazio molto per il bel commento. Sono molto contenta che abbia letto con piacere il mio libro.
              Lucia Amendola

      • Il mio voto per questo libro per 5 Libri nei mari del web
        Ho tra le mani questo meraviglioso libro e non vedo l’ora di emozionarmi iniziando a leggerlo

      • Il mio voto per questo libro per 5 Libri nei mari del web. La prima cosa che mi ha colpito è stato il titolo: vedere una formula matematica che diventa il titolo di un libro mi ha molto incuriosita e mi ha riportato indietro agli anni del liceo. D’impatto anche la copertina, che mostra un giovane chino a scrivere, attività ormai desueta per tutti noi oggi. Molto bella anche la trama, dove si ricostruisce la storia di una famiglia proprio attraverso delle lettere.

        • Grazie a te Flavia per l’interesse mostrato al mio romanzo. Aspetto volentieri un tuo commento.
          Buona lettura
          Lucia Amendola

          • Scusate, per via del covid ho rallentato le letture, ma ce l’ho fatta finalmente..Questa è la recensione che posterò nei social e anche su amazon, grazie ancora per il bellissimo dono Lucia, che mi ha fatto tanta compagnia e che mi è piaciuto molto.

            La scoperta di un diario dove le grafie dei genitori si alternano in una danza d’amore su carta, il ritrovamento di oltre mille lettere “a volte disordinate, scritte sui treni, sui tram (…)” e di “un album con quattrocento e più cartoline illustrate con pensieri e poesie d’amore… e diari su quaderni a righe o a quadretti (…)”, inducono l’autrice Lucia Amendola a scrivere la storia d’amore dei suoi genitori Rodolfo e Maria. È un amore che getta il suo seme sui banchi di scuola dove Rodolfo è l’allievo e Maria la sua insegnante di matematica “dagli occhi ridenti”. Rodolfo s’innamora per primo ed è un momento di una poesia indescrivibile, Maria resiste all’attrazione consapevole della differenza d’età: lei è maggiore di dieci anni. Lo scambio epistolare che inizia nel 1930, quando lei va a insegnare ad Assisi e lui tenta il concorso alla scuola Normale di Pisa, permette loro di approfondire la reciproca conoscenza e di innamorarsi sempre di più fino a dichiararsi il loro amore a vicenda, a fidanzarsi e infine a sposarsi.
            Altra indiscussa protagonista di questo romanzo è la storia presente con tutta la drammaticità della seconda guerra mondiale attraverso le vicende, oltre che di Rodolfo e Maria, anche dei loro familiari che, soprattutto nella seconda parte del libro divengono, da secondari, quasi co-protagonisti. Tutti vengono coinvolti e travolti nell’avvicendarsi dei tempi incerti, anche personaggi eminenti storici che gli Amendola-Moreno hanno l’onore di conoscere: Luigi Puccianti, Enrico Fermi, Ettore Majorana (sulle cui vicende incerte un po’ di luce ha apportato il Documento Moreno, ossia gli appunti presi da Eugenio, fratello di Maria, durante le lezioni di fisica teorica all’università)…
            Il Patto d’Acciaio tra Hitler e Mussolini spaventa non poco e a ragione: a giugno del 1940 l’Italia entra in guerra senza alcuna preparazione bellica e gli eventi storici disastrosi trascineranno le vite di tutti verso l’incerto…
            Ma in questo libro c’è tanto altro: il senso della famiglia e della responsabilità verso di essa; l’amore che, se anche passionale, è tenuto imbrigliato dal pudore e dal rispetto; tanta poesia intrecciata in modo sublime alle lezioni di matematica; la consapevolezza dell’uguaglianza fra gli uomini che emerge dal senso di solidarietà degli uni verso gli altri nei momenti difficili e tragici che si sono concretizzati a causa di “quell’omino” attorno a cui “si è raggrumato come un cancro tutto il peggio che c’era negli uomini”; non ultimo c’è l’amore filiale dell’autrice verso i proprio genitori, soprattutto verso il padre che perde da bambina e che impara a conoscere e a scoprire anche attraverso queste lettere:
            “Non mi aspettavo un papà generoso e umile nel suo straordinario amore, che all’occasione sa diventare monello o scugnizzo.
            Scopro un padre che suona il mandolino e canta canzoni appassionate.
            Un papà poeta, che usa le parole come pennellate di colore per descrivere, in maniera gentile e delicata, stati d’animo ed emozioni che si trasferiscono con facilità in chi legge”.
            Dicevo prima tanta poesia intrecciata e fusa in modo sublime alla matematica: ciò si evidenzia già dal titolo “Quattro terzi pi greco erre tre” che non è altro che la formula del volume della sfera… e “sferica”, circolare, è anche la struttura di questo romanzo-poesia poiché la situazione di partenza si ripresenta nella conclusione.

      • Ho appena terminato la lettura del libro e mi appresto a commentare con grande piacere. Mi è piaciuto moltissimo , ne ho apprezzato la scrittura, la storia e le accurate descrizioni dei posti in cui essa si svolge che tra l’altro sono quelli in cui vivo.Si percepisce subito tanto amore, quello che nasce già in famiglia e che poi si è pronti a donare agli altri.E quello che non guasta mai, tanta cultura, la passione per lo studio e per la conoscenza.Prima di conservarlo tra le cose più care mi sono permessa di girare subito il libro ad una professoressa di matematica in pensione,anch’essa però amante della letteratura in generale e so che le piacerà.Complimenti davvero per avermi fatto respirare amore e bellezza.

        • Grazie Elisa per le belle parole che hai espresso sul mio romanzo. Sono contenta che che ti abbia suscitato sentimenti belli e gentili.
          Hai fatto molto bene a farlo leggere all’insegnante di matematica in pensione.
          Purtroppo non sempre si capisce che anche la matematica possa essere arte e poesia.
          Il più delle volte si pensa che la matematica sia solo arido calcolo.
          Grazie ancora e saluti affettuosi.
          Lucia Amendola

      • Ringrazio sentitamente l’autrice Lucia Amendola per avermi donato una copia del suo libro.
        Mi entusiasma moltissimo e non vedo l’ora di leggerlo. Invito la sig.ra Amendola a cercarmi su Instagram così da rimanere in contatto se vuole, mi piace pubblicare anche post inerenti alle mie letture.

        • Ringrazio Rossella e attendo con molto piacere un suo commento.
          Ho cercato su Instagram e ho cominciato a seguirti, ma io personalmente non so ancora usarlo bene.
          Leggerò volentieri i post sulle tue letture
          Lucia Amendola

      • Ringrazio con tanta emozione la gentilissima autrice Lucia Amendola per avermi inviato una copia del suo libro. Non vedo l’ora di immergermi in questa lettura e di poter condividere insieme a lei le mie impressioni ed emozioni. Grazie ancora per il suo dono…

        • Mi fa piacere che abbia apprezzato il mio romanzo. Sarò contenta di ricevere le tue impressioni. Grazie a te
          Lucia Amendola

      • Oggi ho ricevuto una copia del libro, sono molto contenta ed onorata che l’autrice mi abbia dato questa possibilità. Non appena lo avrò letto esprimerò le mie impressioni. Ringrazio di cuore l’autrice per il gradito omaggio!!

      • Ho ricevuto una copia del libro, sono contenta ed onorata,appena letto scriverò le mie impressioni.Ringrazio di cuore la scrittrice.

      • Con immenso piacere ho ricevuto oggi una copia del libro. Ringrazio l’autrice per il gentilissimo pensiero e per la dedica che lo accompagna.
        Sarò felice di iniziarne presto la lettura e di condividere le mie impressioni.

      • Ringrazio infinitamente Lucia Amendola Ranesi, insieme a Manuale di Mari, per l’opportunità di scoprire il libro Quattro Terzi Pi Greco Erre Tre che ho amato moltissimo.

        Della sfera il volume qual è? Quattro Terzi Pi Greco Erre Tre.

        Chi si ricorda questa filastrocca?

        Non è la prima volta che racconto il mio interesse per i libri sulla matematica, ma in questo caso sono stata colpita immediatamente dall’affinità di pensiero.

        Partire da una formula per raccontare una storia.

        O partire da una storia per raccontare una formula.

        In realtà entrambe le cose.

        La “formula” alla quale si addiviene però non è un calcolo, ma un viaggio che porta, o meglio: riporta, all’origine.

        Non amo svelare troppo, perché vorrei che anche tu provassi la stessa coinvolgente esperienza di lettura che ho avuto io, e vorrei che anche tu arrivassi alla “chiusura del cerchio” con tutto il carico di emozioni che ha accompagnato me.

        Io ho considerato Quattro Terzi Pi Greco Erre Tre come l’equazione di un mondo nel quale entrare attraverso un meraviglioso scambio di lettere, proprio quelle lettere scritte a mano, le lettere a me tanto care.

        Una sfera familiare, ma anche una sfera storica.

        E attraverso la vita dei personaggi ho compreso innanzitutto la vocazione: la passione per lo studio e per l’insegnamento, insieme, come in una vera e propria unione che dura per tutta la vita.

        Ma il libro insegna anche che il destino non sempre è dietro alle cose che ci spaventano maggiormente.

        E dimostra come l’amore puro e vero non possa in alcun modo essere sporcato.

        Sicuramente non dimenticherò una Nonna speciale, che vorrei poter abbracciare mentre ripete che tutti i soldati sono figli.

        E una Donna speciale: Maria Moreno, che spero possa essere ricordata per la sua capacità di unire studi letterari e scientifici, delicatezza e forza d’animo, poesia e quotidianità.

        Ovviamente io tendo a focalizzare più i personaggi femminili, ma indubbiamente anche Rodolfo, così come due importanti figure che hanno lasciato un segno nella nostra storia, regalano riflessioni molto interessanti.

        Se ti dicessi Renato Caccioppoli?
        E se ti dicessi Ettore Majorana?

        In un libro così nelle mie corde, poteva mancare il caffè?!
        Ovviamente no! Infatti eccolo:
        https://www.keepcalmandrinkcoffee.com/quattro-terzi-pi-greco-erre-tre/

        • Grazie per il bellissimo commento. Sono molto contenta di essere riuscita a trasmettere le mie emozioni. Avevo tanto da raccontare. Ho vissuto in maniera molto forte le conseguenze della seconda guerra mondiale e sentivo il bisogno catartico di mettere fuori i miei sentimenti. L’ ho fatto alla vecchiaia.

          Mi piace la conclusione del commento con “la tazzulella ‘e cafè”. Cari saluti
          Lucia Amendola Ranesi

      • Ringrazio ancora Lucia Amendola Ranesi per la splendida opportunità che mi ha dato di leggere il suo libro e di farlo conoscere.
        Il titolo del libro è proprio una formula matematica, perché la matematica è il filo conduttore della vita dell’autrice e della sua famiglia.
        E’ una storia di amore e di rispetto, di sacrificio e di coraggio, di dedizione allo studio e amore per la cultura in tutte le sue forme.
        L’autrice ha tratteggiato personaggi indimenticabili che rivivono, attraverso le pagine, nell’eroica semplicità che ha contraddistinto la loro vita.
        “Affinchè tu oggi e i nostri figli domani, possano leggere la storia del nostro amore tanto inconsueto e forse perciò tanto bello, io te la racconto come una fiaba, rapita al volo della fantasia.”
        Maria Moreno inizia così il diario che scriverà a quattro mani con il marito Rodolfo. Il diario viene ritrovato dall’autrice dopo la morte della madre, insieme ad una grande quantità di lettere, foto, cartoline e documenti vari che la aiuteranno a ricostruire la storia dell’amore tra i suoi genitori e le vicende della sua famiglia. E dove le carte non sono sufficienti, lei supplisce con l’ausilio dei ricordi.
        L’inizio di tutto è il primo giorno di insegnamento di Maria, dopo aver vinto il concorso per insegnare matematica nel Liceo Classico di Castellamare di Stabia, e si snoda per tutto il difficile periodo del fascismo e della seconda guerra mondiale. Le lettere si alternano alla narrazione dei fatti, e alle vicende che interessano le famiglie Amendola e Moreno.
        L’amore tra Maria e Rodolfo è davvero “una favola suggestiva e delicata” tanto inconsueto quanto immenso e puro. Un amore che si è nutrito di lettere, di matematica e di poesia, ma che ha conosciuto anche tanto dolore.
        La Storia fa da sfondo alla vita dei protagonisti e noi viviamo i grandi eventi che hanno cambiato l’Italia, attraverso i loro pensieri e le loro parole. Molto suggestive le descrizioni dei luoghi che l’autrice ci regala: la gita al Monte Faito, Napoli di inizio novecento come città viva economicamente e culturalmente, Salerno, ecc..
        E’ stata un’emozione leggere queste lettere, soprattutto in un’epoca in cui questo strumento è tanto poco utilizzato.
        Da leggere anche nelle scuole perchè sentimenti come l’amore, il rispetto e il coraggio delle proprie scelte non hanno età ed epoca storica per essere coltivati.

        • Le tue osservazioni sono bellissime. Si vede che hai letto il libro con piacere e attenzione. Grazie per il commento puntuale e sincero.
          Lucia

      • Già dalle prime battute sono stata attratta dal racconto, pensare poi che è una vera storia d’amore, ricostruita e raccontata proprio dalla figlia la rende molto speciale. Mi piacerebbe continuarne la lettura.

      • Sono felicissima di aver ricevuto questa grande opportunità! Non vedo l’ora di navigare tra le pagine di questo romanzo e poterne assaporare ogni parola.
        Ringrazio di cuore l’autrice e spero di poter dare al più presto un’opinione sincera di questa storia.

      • Queste sono le storie piene di emozioni
        che potevano essere perdute, potevano essere un ricordo sbiadito con il passare del tempo eppure io ora ho avuto l’opportunità di leggere il primo capitolo. Mi piacerebbe molto leggere questo romanzo ricco di emozioni e di ricordari.

      • Una storia d’amore dolce e meravigliosa,tra Maria e Rodolfo, raccontata minuziosamente in questo romanzo proprio dalla figlia Lucia, grazie alle varie lettere, documenti, custoditi da sempre gelosamente dalla madre e ritrovati, sistemati dalla stessa Lucia.

        Si, perché l’amore, quello con la A maiuscola, nato tra i banchi di scuola tra la giovane maestra supplente Maria e l’alunno Rodolfo, al primo sguardo, si è poi alimentato lettera dopo lettera, sino a sbocciare in pieno, grazie alla corrispondenza epistolare molto frequente, piena di emozioni, confidenze, dichiarazioni. Una lontananza tra i due, che ha creato un legame unico, indissolubile, meraviglioso, un amore sognato,lottato, sofferto, conquistato, tanto sperato, dichiarato, che non vedeva l’ora di essere vissuto finalmente alla luce del sole, lettera dopo lettera.

        Anche se la differenza di età inizialmente frena Maria, poco più in là riesce a lasciarsi trasportare dalle emozioni impresse su carta che il bel Rodolfo le recapita nelle lettere tanto attese e lette con impazienza.
        Tra incontri fugaci e veloci, lettere, baci rubati, momenti di incomprensione, gelosia, dubbi,crescita personale si arriva al tanto atteso e desiderato matrimonio,dal quale nasceranno tre splendidi figli, tra i quali Lucia, autrice, colei che è riuscita a riportare alla luce e a farci conoscere questo amore puro e sincero. Riuscendo a farcelo vivere in prima persona, emozionandoci coi protagonisti.

        Di sottofondo la seconda guerra mondiale che segnerà la vita di molte persone, e della quale verranno raccontati vari fatti ed episodi.

        Ringrazio di cuore l’autrice per questa piacevole lettura.

        • Cara Cristina,
          mi ha fatto piacere leggere il tuo commento.
          In realtà mi sono chiesta più volte se fosse stato giusto portare alla luce lettere e diari che mia madre aveva gelosamente custoditi, senza farli leggere neanche a noi figli.
          Tuttavia il fatto che non li avesse buttati nella carta straccia prima di morire, mi ha convinto che in fondo Maria voleva che quelle lettere venissero lette.
          “Una storia se non si racconta muore”
          Ho voluto che la storia dei miei genitori non morisse.

          Grazie per le tue parole

          Lucia Amendola Ranesi

      • Oggi ho ricevuto il libro e ringrazio l’autrice per questo graditissimo regalo e per la dedica. Lo inizierò a leggere subito. Grazie ancora.

        • Cara Viviana,
          mi fa piacere che ti abbia subito coinvolta.
          Sarei contenta di ricevere un commento quando avrai finito di leggere il mio romanzo!

        • Grazie a lei, sono contenta dell’ interesse mostrato e avrò molto piacere di ricevere un suo commento. Buona lettura!
          Lucia Amendola

      • Oggi ho avuto la bellissima sorpresa di ricevere questo libro, cosa che ha illuminato un po’ questo lunedì. Ringrazio molto l’autrice, non vedo l’ora di leggerlo!

      • Siamo nate nella stessa città, la scrittrice ed io, forse per questo ho subito sentito che questa storia mi sarebbe potuta entrare nel cuore.Ne conosco i posti e le atmosfere, sarei davvero onorata di poterla leggere.

      • Da ciò che ho letto deve essere una storia veramente coinvolgente, con l’intreccio di tante voci, e la narrazione di un diario che rimarrà sempre impresso nei cuori di chi legge. La delicatezza dei ricordi rimangono sempre specialmente se sotto forma di lettere o cartoline, sono le storie che mi piacerebbe sempre leggere!

      • Se lo scopo di questo libro è quello di incuriosire, beh devo ammettere che riesce pienamente nel suo intento. Un titolo che a prima vista non lascia pregustare il contenuto. Ma a ben guardare, la copertina ci svela un indizio: “una storia di guerra e di amore. Poi viene offerto un assaggio e ti rendi conto che si, è proprio il genere che più amo, quello della saga familiare. Non resta che comprendere cosa leghi la matematica con quest’ultima e spero davvero di avere l’opportunità ed il piacere di farlo!

      • Un libro veramente interessante un intrigo di vite diverse, che la casualità fa incontrare.
        Sogni speranze azioni e parole che uniscono e coinvolgono i personaggi.
        Complimenti

      • Come si fa a non leggere questo libro?Io in questi luoghi ci abito e nelle nostre passeggiate sul Faito andiamo in cerca di luoghi appartati dove poter leggere .Insieme a mio marito ,che abita proprio nella matematica , ci isoliamo spesso a leggere proprio la su un affaccio di fronte all’isola di Capri e vi assicuro che passiamo ore incredibili.Leggendo l’anteprima è come se mi fossi ritrovata .Spero di poter leggere questo libro , un grazie all’autrice che con la sua sensibilità riesce con un tocco di grazia a suscitare tante emozioni auguri Mariliana

      • Un tuffo nei ricordi quello delle lettere scritte a mano.
        Un breve estratto che sin dalle prime righe suscita emozioni e curiosità di conoscere il resto della storia, l’evolversi di un amore… Sarei onorata di poter continuare la lettura di questo romanzo che mi ha già conquistato.

      • Il titolo di questo libro mi ha incuriosita parecchio…
        Sarà che questa è sempre stata la mia formula matematica preferita….
        Leggendo questa breve anteprima mi sono quasi rivista io quando soni entrata per la prima volta in una classe e come la protagonista volevo infondere fin da subito agli alunni l’amore per la matematica.
        Questo romanzo mi ha letteralmente rapita già leggendo questa breve anteprima… Sarebbe bellissimo leggerlo tutto. Complimenti all’autrice!!

      • Quando un libro ti rapisce! Il titolo, la copertina… leggi dell’autore, la storia… e poi qualche pagina. Ovviamente qui è anche meno di in pagina, ma ti rapisce al punto di non poterne farne a meno. Vorrei proprio leggerlo, e già so che sarà tutto ad un fiato!

      • Mi ha colpita molto il titolo di questo libro, si tratta proprio di una formula matematica! Sono proprio curiosa di scoprire come la matematica si lega a questa storia. La copertina, poi, mostra un giovane chino a scrivere in mezzo a tante carte. Si intuisce subito che è una storia di altri tempi poichè oggi avremmo visto, invece, un giovane chino su uno schermo di un cellulare o un computer. Mi sembra di capire che la cultura riveste un ruolo fondamentale per l’autrice. Il breve estratto, tra l’altro, si apre in un’aula scolastica a cavallo degli anni venti e tenta, quindi una realtà per me tutta da scoprire. Le saghe familiari poi mi affascinano molto, perchè le nostre radici sono molto importanti. Che dire? Per me è un libro da leggere assolutamente. Tanti complimenti all’autrice e un sentito augurio per l’uscita del suo libro.

      • Avere fiducia nell’amore per coltivare il futuro nonostante le brutture insensate, opera dell’uomo, che ci circondano. Più attuale che mai.
        Vivere con passione, con voglia di elevare il nostro cuore, la nostra anima e la mente, non smettendo mai di imparare, di studiare, di approfondire, per leggere nel modo meno distorto possibile gli eventi che si susseguono e ciò che ci accade, grazie agli strumenti che dal mondo letterario è da quello scientifico ci vengono messi a disposizione.
        Wow. Lo vorrei leggere anche solo per il titolo!
        Grazie.

      • Quanto adoro le saghe familiari, sono così curiosa che anche nella mia generazione sono tornata indietro a 10 generazioni.
        Sarei veramente interessata a leggere il suo libro.

      • Deve essere un’emozionante saga familiare con tanto di ricordi veri, reali, vissuti e memorie storiche da custodire nei propri cuori. Un libro che deve essere molto appassionante e coinvolgente, ed anche istruttivo.

      • Una trama formidabile che ha catturato subito la mia attenzione e suscitato la mia curiosità a domandarsi come prosegue la storia. Amo questo genere e spero di ricevere la possibilità di potermi immergere tra queste pagine e perdermi tra le sue parole.

      • Adoro le saghe familiari, vedere la vita che scorre, l’intrecciarsi delle relazioni tra i vari personaggi… Questo sembra davvero un bel romanzo, mi piacerebbe molto leggerlo!

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