domenica, 26 Maggio 2024
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Racconti di un migrante ignoto di Ashraf Yacoub

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Racconti di un migrante ignoto di Ashraf Yacoub

Racconti di un migrante ignoto di Ashraf Yacoub, il libro di un medico di origine egiziana che lavora in Italia dal 1990

Racconti di un migrante ignoto di Ashraf Yacoub, racconti di migrazione e integrazione

Questo lavoro è una raccolta di articoli pubblicati, in arabo, sul giornale egiziano ”Egiziani all’Estero”. Tali articoli hanno avuto un grande successo tra i lettori del giornale e molti di loro mi hanno chiesto di raccoglierli in un libro.
Il libro poi è stato pubblicato dalla casa editrice egiziana Kotobna (nostri libri), poi è stato presentato nella ”Cairo International Book Fair” a giugno del 2021, ed ha avuto una buona accoglienza.
Alcuni dei lettori mi hanno detto che il libro sarebbe stato molto interessante per i lettori italiani, e potrebbe essere forse utile ad alcuni studiosi italiani che si occupano del fenomeno migratorio in generale, ed in particolare in Italia.
Il libro non racconta la mia storia personale ma prende spunti da essa. Non credete che tutto quello che ho scritto qui in prima persona sia vero, tanto di esso è stato da me inventato. È la storia della mia vita, ma completamente rivisitata, ribaltata, modificata e romanzata con eventi e racconti non veri, che avrebbero potuto essere veri se la mia storia avesse avuto una traiettoria diversa. Possiamo dire che è la storia di un migrante qualsiasi, con riflessioni sull’esperienza di tutti quelli che migrano.
Tutti i personaggi citati in questo libro, comunque, non sono reali ma somigliano a persone vere. Le poesie sono mie se non è citato il poeta.
Lo spirito di questo lavoro è scherzoso e a tratti ironico. C’è simbolismo dappertutto nel libro, in ogni dettaglio, voluto e a volte spontaneo. Non vi sono intenzioni di offendere o prendere in giro nessuno. Non si tratta di un sfogo di un migrante umiliato, o racconta storie triste e faccende spiacevoli. Non dimostra rammarico o rimprovero. Ma al contrario è il racconto di una persona contenta della sua vita e felice delle sue decisioni.
Credo che questo libro sia utile e nello stesso tempo è divertente da leggere.
È un piccolo sforzo per avvicinare, alleviare, facilitare ed accelerare la convivenza in Italia che è già un paese multiculturale. È giusto bloccare l’immigrazione clandestina ma non si può uccidere o deportare i milioni di immigrati già presenti in Italia. L’armoniosa convivenza tra gente di origini diverse è ormai l’unica via per vivere in pace, e non ci sono altre soluzioni al di fuori di essa.
Ashraf Yacoub

Leggi anteprima

Capitolo l

Partire

“Non ti approfittare del gher (lo straniero, il forestiero, il diverso) e non opprimerlo, perché voi stessi foste gherim (stranieri, forestieri, diversi) in terra d’Egitto”
(Es 22,20).

Non ho lasciato il quartiere di Abbassia (ad est del Cairo) fino all’età di 33 anni. Sono nato ad Abbassia. Ho passato la mia prima infanzia ad Abbassia. La scuola elementare è ad Abbassia, la scuola media è ad Abbassia, la scuola superiore (liceo scientifico) è Ismail Al-Qabbani ad Abbassia, e la Facoltà di Medicina è ad Abbassia (Università degli Studi di Ain Shams).
Anche quando ho iniziato a lavorare, ho lavorato all’ospedale italiano “Umberto I” ad Abbassia. Usavo poco i mezzi di trasporto, ho passato metà della mia vita a camminare. Avrei potuto stare mesi senza mai uscire dall’Abbassia. Ma il destino mi nascondeva un futuro di continui viaggi e spostamenti, che non sono ancora finiti.
Il viaggio è iniziato con un’emigrazione inaspettata e inizialmente non auspicabile e nemmeno accettabile; sono emigrato in Italia, poi le circostanze mi hanno chiamato ad emigrare di nuovo in Gran Bretagna.
Dopo il mio esodo dall’Egitto, ho trascorso molti anni girando come un trottola di città in città, di paese in paese, di università in università e di ospedale in ospedale. Ho preso tutti i mezzi di trasporto per ore e persino per lunghi giorni.
Penso che l’immigrato attraversa tre fasi della sua migrazione: la prima è la fase dell’intensa nostalgia per il suo paese e l’avversione verso il paese ospitante. La seconda è l’avversione per il paese d’origine e l’ammirazione per tutto ciò che c’è nel paese ospitante. La terza è la fase dell’equilibrio tra i due sentimenti e il vedere la realtà con un occhio che comprende le circostanze dei due paesi.
Ho iniziato con un periodo di paura dell’ignoto, e il mio cuore sprofondava quando realizzavo che sarei rimasto in questo paese straniero fino alla fine della mia vita.
Quando chiudevo gli occhi su un treno o un autobus, vedevo le strade del Cairo. Nel pieno del mio sonno, mi svegliavo con il rumore caratteristico del Cairo, anche se vivevo in una cittadina rurale dove il suono più forte era quello della pioggia. Sentivo l’odore della taqliya(1) e l’asprezza della molokhia(2), poi il profumo di peperoni fritti mentre stavo salendo le scale del mio condominio a Milano, ed ero sicuro di avere delle allucinazioni olfattive. Sentivo la voce di Shadia o la voce di Najat mentre quella che cantava era Mina e cantava in italiano, e sentivo la voce di Abdel Halim, anche se quello che cantava era Gino Paoli.
Così ho continuato per quasi un anno, annaspando tra due realtà, non so dove vivo esattamente.
—————–
(1) Molokhia: zuppa verde di malva giudaica
(2) Taqliya: soffritto di aglio e cipolla

***

Capitolo 2

L’esodo

La nona notte dopo la settecentesima, Shahrazad raccontò a Shahraiar la storia del venditore d’acqua egiziano che fuggì dall’Egitto a Baghdad, a causa del gran numero di debiti che aveva.
A Baghdad lavorò lo stesso come venditore d’acqua e ha avuto successo diventando addirittura il principale fornitore d’acqua dell’emiro Ahmad El-Danaf, capo delle forze di polizia a Baghdad.
E dopo aver guadagnato tantissimi soldi ha deciso di ritornare in Egitto. Questa non era una bella notizia per l’emiro El-Danaf che lo fece chiamare e gli chiese quale fosse il motivo della sua decisione?
Allora il venditore dell‘acqua cantò questi due versi:
Il soggiorno dello straniero in qualsiasi terra,
è come costruire palazzi sui venti.
Un soffio del vento demolisce ciò che si è costruito.
Lo straniero è determinato a tornare al suo paese.
Al contrario, la maggior parte di coloro che emigrarono raggiunsero il successo e costruirono ciò che avevano sognato, e la maggior parte di loro non decise di rimpatriare come l’eroe della storia delle mille e una notte. E dalla mia personale esperienza, nonostante le difficoltà dell’emigrazione, alla fine l’emigrazione è di solito benefica per colui che è emigrato e la sua famiglia e potrebbe esserlo anche per il suo paese, e per il paese ospitante.
Nella cultura araba viaggiare ha cinque benefici espressi nella famosa poesia dell’Imam Al-Shafei (costituente di uno dei 4 principali ordini giudici islamici sunniti): “togliere la melanconia e la depressione, guadagnare economicamente, acquisire esperienza e scienza, perfezionare la capacità letteraria, e fare nuove amicizia con gente facoltosa”.
Infatti tutti i grandi personaggi della storia umana emigrarono dai loro paesi di origine. Gesù, Mohammed, Mosè, Abramo, Budda sono stati emigranti. Scienziati come Einstein, Fermi, Ahmed Zewail(1) e Magdi Yacoub(2) hanno dovuto lasciare i paesi natali per realizzare le loro ricerche e applicare la loro sapienza. E così via tanti altri. Potrei dire che la migrazione è un fattore comune nella vita degli uomini e donne che hanno fatto le grandi opere dell’umanità. Il proverbio arabo dice: “Non c’è dignità per un profeta nella sua patria”.
La prima cosa che deve capire chi emigra è che l‘uomo è lo stesso in ogni luogo e in ogni tempo. L’essenza degli esseri umani è identica in tutti noi. Amore, lealtà, affidabilità, onestà, gentilezza, timidezza, purezza e castità sono valori umani comuni tra le persone. L’odio, l’invidia, la menzogna, l’arroganza, l’ipocrisia e il gongolare sono sentimenti odiosi in tutte le parti del mondo. L’amore per la pulizia, la bellezza e l’ordine esiste nel cuore di tutte le persone, ma il livello di sentimento varia a seconda delle culture e dei livelli sociali.

—————–
(1) Ahmed Zewail: Premio Nobel egiziano, padre della femtochimica.
(2) Magdi Yacoub: Cardiochirurgo egiziano, autore della maggior parte delle tecniche di cardiochirurgia.

Racconti di un migrante ignoto
di Ashraf Yacoub
Editore: ‎Danilo Zanetti Editore (25 gennaio 2024)
Copertina flessibile: ‎308 pagine

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Samir
Samir
22 ore fa

Questo libro è talmente piacevole che l’ho letto dalla prima all’ultima pagina in pochi giorni, ed era da un po’ che non mi capitava da tempo. 

Mateo
Mateo
9 giorni fa

Un libro molto piacevole, si legge molto velocemente, capitolo per capitolo racconta un’ altra storia. Consiglio a leggere non sarete delusi

Vanessa.Dt
12 giorni fa

Molto curiosa di leggere e approfondire questi articoli. Ogni parola utilizzata è molto interessante, spero di poter ricevere questo libro, così da capire meglio.

Laure
Laure
13 giorni fa

Io voto per questo libro di Ashraf Yacoub, lo letto in arabo e dopo in italiano. Il racconto dentro questo libro realistico e nello stesso tempo vuole staccarsi di tutti i pregiuduzi, osservare attorno a se come un migrante si comporta all’iniziato influenzato o nostalgico al suo paese poi diventa un faro a tutti persi. La trasparenza, la passione alla scrittura e l’osservazione di sé lontano dal suo paese ma nello stesso tempo portandola dentro di se per raccogliere attorno a se e durante suo percorso più racconti possibili è veramente un culla di integrazione. Vi consiglio tutti di leggere… Leggi il resto »

Cristina Verde
Cristina Verde
23 giorni fa

Sono molto interessata a questi articoli, amo questa terra i suoi profumi i suoi colori spero di poter ricevere una copia di questo libro

Fatima
24 giorni fa

Il mio voto per questo libro per 5 Libri nei mari del web

Fatima
24 giorni fa

Questo libro è davvero molto interessante. Tratta di un fenomeno molto attuale e leggerlo può solo arricchire e istruire le persone sulla situazione dell’immigrazione. Mi piacerebbe molto leggerlo

Anna Maria
Anna Maria
25 giorni fa

Un libro interessante… da scoprire e custodire…l’introduzione è molto coinvolgente ed invoglia a proseguire…

Maria
Maria
25 giorni fa

Libri come questo vanno letti e meditati perché è la storia di molti popoli di oggi. Anche se non tutto è vero, comunque potrebbe esserlo per molte persone. L’anteprima mi ha molto incuriosita.

Chiara
Chiara
26 giorni fa

Migrazione..un fenomeno sempre più presente nel nostro quotidiano.
Seppure non sia strettamente la vita dell’autore, l’argomento merita ogni tipo di approfondimento e riflessione. Spero davvero di poterlo leggere perchè questo mi ha particolarmente incuriosito.

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