La recensione di Nicla Morletti


“Radici e Rami”, un ottimo titolo per una raccolta di versi e brani che catturano il cuore per la profondità del sentire. Del percepire. Dello spaziare nella vastità dei ricordi, dei pensieri, delle sensazioni, “della vita che si fa vissuta e immaginata nella materia sospesa delle parole”.
Scrive l’autore: “Ho disegnato la struttura di “Radici e Rami” pensando ad uno specchio. Non sono forse le radici, poi per un albero, il riflesso nascosto dei rami?”.


RADICI E RAMI
di Danilo Mandolini

Ass. Edizioni L’Obliquo – Collana Ozi
2007, 90 p.
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Immagini, riflessi.

Il buio dietro la finestra
fa da specchio al viso.
Le foglie non volano via
ora che non è necessario, ora
che si lascia guardare, il cielo,
come se con le tenebre,
dietro il vetro dei nostri occhi,
fosse specchio per le parole
che rivestono la materia.
Sembra di vederle ancora,
le ultime case nel gelo,
arrampicarsi verso l’alto,
scolpirsi in una sagoma
e non scomparire più,
come si potrebbe auspicare,
ma rimanere immobili
fino al compiersi della notte.

Danilo Mandolini

 

Danilo Mandolini, è nato nel 1965 ad Osimo (AN), dove vive. Ha pubblicato, in versi, Diario di bagagli e di parole (1993), Una misura incolmabile (1995), L’anima del ghiaccio (1997), Sul viso umano (2001) e La distanza da compiere (2004).

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