Walter Siti

Walter Siti con “Resistere non serve a niente” (Rizzoli) ha vinto il Premio Strega 2013. Con 165 voti ha sbaragliato tutti conquistando la 67/a edizione del riconoscimento a Villa Giulia a Roma.

“La zona grigia tra criminalità e finanza, con broker senza scrupoli, banchieri accondiscendenti, politici corrotti, malavitosi laureati: un grande romanzo del nostro tempo”.
Molte inchieste ci hanno parlato della famosa “zona grigia” tra criminalità e finanza, fatta di banchieri accondiscendenti, broker senza scrupoli, politici corrotti, malavitosi di seconda generazione laureati in Scienze economiche e ricevuti negli ambienti più lussuosi e insospettabili. Ma è difficile dar loro un volto, immaginarli nella vita quotidiana. Walter Siti, col suo stile mimetico e complice, sfrutta le risorse della letteratura per offrirci un ritratto ravvicinato di Tommaso: ex ragazzo obeso, matematico mancato e giocoliere della finanza; tutt’altro che privo di buoni sentimenti, forte di un edipo irrisolto e di inconfessabili frequentazioni. Intorno a lui si muove un mondo dove il denaro comanda e deforma; dove il possesso è l’unico criterio di valore, il corpo è moneta e la violenza un vantaggio commerciale. Conosciamo un’olgettina intelligente e una scrittrice impegnata, un sereno delinquente di borgata e un mafioso internazionale che interpreta la propria leadership come una missione. Un mondo dove soldi sporchi e puliti si confondono in un groviglio inestricabile, mentre la stessa distinzione tra bene e male appare incerta e velleitaria. Proseguendo nell’indagine narrativa sulle mutazioni profonde della contemporaneità, sulle vischiosità ossessive e invisibili dietro le emergenze chiassose della cronaca, Siti prefigura un aldilà della democrazia: un inferno contro natura che chiede di essere guardato e sofferto con lucidità prima di essere (forse e radicalmente) negato.

Resistere non serve a niente di Walter Siti

Resistere non serve a niente
di Walter Siti
2012, 316 p., rilegato
Rizzoli

2 Commenti

  1. A primo impatto colpiscono la copertina e il titolo e sicuramente sarebbe tra quei libri che entrando in libreria prendi e subito inizi a leggere la trama, lo rigiri nelle mani e ne senti il profumo! La trama sembra molto attuale e mi piacerebbe approfondire questo tema molto particolare! Se avrò l’onore di leggerlo ricambierò con una recensione su una mia pagina dedicata ai libri!

  2. Non conoscevo l’autore e non sono nemmeno una brava lettrice di questi temi (mi perdonerà quindi l’autore se non lascerò un commento come si deve). Mi colpisce molto però il titolo del libro e ciò che vuole trasmetterci. Il possedere, verbo che alinea da tempo la vita dell’uomo. Triste rendersi conto, in una società come la nostra e in un periodo di crisi come questo, che il “possedere” è forse una tra le cose che più ci manca. Moralismi a parte, “l’essere”, il “viversi” restano per me valori assoluti ed impareggiabili. Ma la vita che conduciamo, ce li disorienta un po’, ce li nasconde. Così come nasconde tutto un mondo perverso e indescrivibile. Ecco perché le vicissitudini dei protagonisti, sono così palpabili, così vere. Sembrano vivere in un mondo lontano eppure, sono la fotografia di un reale attuale che, crisi economica a parte, ci rivela una profonda povertà di valore e di significato. Un libro che fa riflettere. Grazie e complimenti. Simona

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

 Metti la spunta se vuoi ricevere un avviso ogni volta che c'è un commento.

- Aggiungi una immagine -