sabato, 28 Novembre 2020
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Riccardino di Andrea Camilleri

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Riccardino di Andrea Camilleri

Riccardino di Andrea Camilleri, il libro che doveva essere pubblicato dopo la scomparsa del grande autore siciliano.

Riccardino di Andrea Camilleri, l’ultima avventura di Montalbano

Anno 2005: Camilleri ha appena pubblicato La luna di carta. Sta lavorando alla successiva avventura della serie, ma in estate consegna a Elvira Sellerio un altro romanzo con protagonista il commissario Montalbano. Si intitola Riccardino. L’accordo è che verrà pubblicato poi, un domani indefinito, si sa solo che sarà l’ultimo romanzo della saga Montalbano.
Anno 2016. Sono passati 11 anni durante i quali sono usciti 15 libri di Montalbano. Andrea Camilleri sente l’urgenza di riprendere quel romanzo, che è venuta l’ora di «sistemarlo». Nulla cambia nella trama ma solo nella lingua che nel frattempo si è evoluta. Né muta il titolo che allora considerava provvisorio ma al quale ormai si è affezionato e che nel 2016 decide essere definitivo. Un titolo così diverso da quelli essenziali ed evocativi e pieni di significato ai quali siamo abituati, in cui risuonano echi letterari: La forma dell’acqua, Il giro di boa, Il ladro di merendine, L’altro capo del filo. Ma Riccardino segna quasi una cesura, una fine, ed è giusto marcare la differenza sin dal titolo.
Ma come è nata l’idea, e soprattutto perché.
Racconta Andrea Camilleri in una vecchia intervista che a un certo punto si era posto il problema della «serialità» dei suoi romanzi, dilemma comune a molti scrittori di noir, che aveva risolto decidendo di fare invecchiare il suo commissario insieme al calendario, con tutti i mutamenti che ciò avrebbe comportato, del personaggio e dei tempi che man mano avrebbe vissuto. Ma poi, aggiunge, «mi sono pure posto un problema scaramantico». I suoi due amici scrittori di gialli, Izzo e Manuel Vázquez Montálban, che volevano liberarsi dei loro personaggi, alla fine erano morti prima di loro. Allora «mi sono fatto venire un’altra idea trovando in un certo senso la soluzione».
Ecco: la soluzione la scopriranno i suoi tantissimi affezionati lettori di questo Riccardino che pubblichiamo ricordando Andrea Camilleri con grande gratitudine.

Di questo romanzo viene pubblicata anche una edizione speciale in cui vengono presentate entrambe le versioni del romanzo, quella del 2005 e quella definitiva. Il lettore potrà così seguire i mutamenti di quella lingua individuale, unica, inventata da Andrea Camilleri e la sua evoluzione nel corso del tempo. Una sperimentazione alla quale lo scrittore teneva moltissimo e che viene resa così evidente dal confronto tra le due versioni.

«Vorrei innanzitutto spiegare perché, in me, è nata la necessità di porre fine a questo personaggio. Ho scoperto che questa sensazione è comune a molti autori di libri gialli che scrivono di personaggi seriali. Arrivati a un certo punto, la serialità stanca. Il rischio grossissimo in cui può incorrere uno scrittore è la ripetitività del protagonista. Cioè che finisca per rifare le stesse cose. Anch’io stavo per correre lo stesso rischio. Però mi sono salvato in corner con tutta questa storia dell’invecchiamento e dei mutamenti del mio personaggio. Dell’essere dentro una realtà mutante, perciò mortificante, per il personaggio stesso. Questa mia soluzione, invece, lo rende vivo; lo rende diverso. Per altri scrittori è stato assai più difficile. Poi mi sono pure posto un problema scaramantico. Nella vita ho avuto due carissimi amici, scrittori di gialli. Uno era il francese Jean Claude Izzo, di Marsiglia, l’inventore di un Commissario dal nome italianissimo: Fabio Montale. L’altro era Manolo Vázquez Montalbán. Izzo decise un giorno di abbandonare il suo personaggio e lo fece mentre, nella storia, il protagonista si trovava gravemente ferito, in balìa delle onde, su di una barca. Montale, alla fine del racconto, avrebbe potuto salvarsi o non salvarsi. All’autore decidere in futuro che cosa fare! Come fece per esempio Arthur Conan Doyle con il suo personaggio di Sherlock Holmes, che a un certo punto finisce in un burrone. Poi, in seguito alle proteste dei lettori, lo tirò nuovamente fuori, riportandolo in vita. Queste, per inciso, sono cose che noi autori possiamo permetterci di fare, un po’, come Dio!
Il povero Manolo Vázquez Montalbán, anche lui, per esempio, voleva liberarsi del suo Pepe Carvalho e invece andò a finire che tanto Izzo che Manolo sono morti prima dei loro personaggi. Allora mi sono detto: “Col cavolo che faccio morire il mio personaggio!”. Queste sono cose che sto raccontando un po’ per scherzo ma anche un po’ seriamente. Mi pareva un po’ assurdo che un personaggio, nato letterariamente, morisse “sparato” oppure, alla fine di tutte le indagini, di tutte le avventure, andasse in pensione. Così mi sono fatto venire un’altra idea, trovando in un certo senso la soluzione.
Ho ottant’anni passati e a questa età è sempre meglio mettere da parte tutto quello che si trova. Quindi mi sono trovato a scrivere questo romanzo che rappresenta il capitolo finale di Montalbano; l’ultimo libro della serie. E l’ho mandato al mio editore dicendo di tenerlo in un cassetto e di pubblicarlo solo quando non ci sarò più. L’ultima indagine di Montalbano in realtà non è proprio l’ultima. Perché nel frattempo io continuo a scrivere e ho pubblicato e pubblicherò ancora altri libri del mio Commissario».
Andrea Camilleri, la Repubblica, agosto 2007

Riccardino
di Andrea Camilleri
Copertina flessibile : 292 pagine
Editore: Sellerio Editore Palermo (16 luglio 2020)

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6 Commenti

  1. Il sole della Sicilia sulla pelle,il profumo del mare ,paesaggi mozzafiato , personaggi dalle mille sfumature umane e,soprattutto la luce che invadeva la stanza di chi attaccato al video seguiva le vicende di questo commissario .Tutto questo era Camilleri.Certo è brutto non ritrovare più il commissario Montalbano che rende vuoto il lunedì sera ma ancora più brutto è sapere che forse morirà in questo ultimo libro .Comunque vada Camilleri ci mancherà molto ,un autore che amava la sua terra e ha saputo trasmetterlo anche a noi che attoniti abbiamo appreso la notizia che il suo genio ci aveva lasciato.Addio maestro lei però con il suo commissario vivrà per sempre non solo nella sua patria ma in tutto il mondo.Mariliana

  2. Il sole della Sicilia sulla pelle,il profumo della mare ,paesaggi mozzafiato , personaggi dalle mille sfumature umane,e soprattutto la luce che invade la stanza di chi attaccato al video segue le vicende di questi commissario ,tutto questo era Camilleri.certo è brutto non ritrovare più il commissario Montalbano che rende vuoto il lunedì sera ma ancora più brutto è sapere che forse morirà in questo ultimo libro .Comunque vada Camilleri ci mancherà molto ,un uomo che ha saputo che amava la sua terra e ha saputo trasmetterlo anche a noi

  3. Ricordo che era l’estate del 2005 quando Camilleri raccontò di aver consegnato nelle mani dell’editore il suo capitolo finale delle avventure del commissario Montalbano: la richiesta era quella di pubblicarlo postumo. Rammento la curiosità che mi aveva spinto a chiedermi come sarebbe stato quell’ultimo romanzo… “Riccardino”. Sapere che ora quella mia curiosità può essere soddisfatta porta però con sè una strana malinconia, perché è un libro nato orfano del suo creatore e al contempo è il punto finale di un’epica serie che ha appassionato milioni di lettori. E’ l’eredità che Camilleri ci lascia, e ogni volta che lo leggeremo sarà come averlo ancora un po’ tra noi.

  4. Grande autore e inventore del grandissimo personaggio del Commissario più amato d’Italia… Peccato che questo rappresenti un addio…

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