La recensione di Nicla Morletti

Se fosse amore di Marisa GiaroliGià, se fosse amore. Se quell’incanto di primavera che prende improvviso il cuore fosse amore. Se fosse amore quel leggero tremito delle mani dell’uno di fronte all’altra, o quel ricordare malinconico di attimi catturati alla vita nella magia dell’incontro. Quella corrente di calore, quel gesto intimo a cui non ci si può sottrarre, quel qualcosa di misterioso che spinge uno tra le braccia dell’altra, con il viso tra i capelli e poi il volto tra le mani.
E se fosse amore anche quando lei dice: “Mi dispiace. Noi due siamo partiti col piede sbagliato”, osservando lui per capire l’effetto delle sue parole. Perché lo ama ancora. Profondamente.
Un romanzo di cui non si possono svelare i segreti. Un romanzo da leggere. Sicuramente. Con interesse e con attenzione. Come è successo a me.


SE FOSSE AMORE
di Marisa Giaroli

Tespi
2009, p. 242
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Dalle prime pagine

Mia cara,
è una di quelle giornate nelle quali i ricordi diventano un coagulo di brandelli che fanno male, che fluttuano incontrollati nella mente e mi propongono l’urgenza di ricucire e superare le inquietudini che ancora turbano il mio sonno, e di affrontare il cammino senza dover usare gli artigli. E questo doloroso lavoro di rivisitazione di un passato che abita ancora il mio presente, lo dedico a te cara Alice, che in un freddo giorno di primavera sei entrata nella mia vita e ne hai preso l’affettività e, come una burattinaia, hai giocato con i miei sentimenti, a tuo piacimento. Ti ho amata anche se il giorno che te lo dissi mi guardasti incredula, col bicchiere di vino tra mani sospeso a mezz’aria. Ti ho amata e accanto a te ero riuscito a staccarmi da un passato che mi aveva invecchiato dentro, che mi aveva portato ad avere paura delle malattie, una paura che mi aveva impedito di vivere con entusiasmo la vita di ogni giorno. Avevo la consapevolezza di essere in un’età in cui non era possibile fare grandi progetti, programmare un futuro, ed avevo dimenticato che c’era un oggi sempre diverso che andava vissuto, assaporato nella sua totale concretezza quotidiana.
Mia cara, la tua presenza mi aveva sottratto ad un’esistenza limitata e portato a vivere in uno spazio aperto ove passione, desideri, progetti diventavano ancora possibili.

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