lunedì, Giugno 1, 2020
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Silvia di Franco Carboni

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Silvia di Franco Carboni

Tre meravigliose storie, tre esistenze messe a confronto con la brutalità del destino, questo è il contenuto del libro da cui si può attingere un grande insegnamento: quello di non arrendersi mai. L’autore stesso nell’introduzione dichiara: “Ho sempre ammirato le persone che in situazioni difficili della loro vita hanno saputo estrarre dall’animo la voglia di reagire alle avversità, di non cedere a ciò che incombe minacciosamente sopra di loro. Le persone che non si sono arrese… Dal cassetto dove ogni scrittore tiene varie storie, ho tratto tre episodi. Ne sono protagoniste persone normali, che conducono esistenze abbastanza tranquille. Tranquille fino a quando qualcosa di inatteso e terribile si abbatte su di loro e sembra travolgerle”.
Persone dunque pronte ad arrendersi dato che non riescono a riaversi dalla minacciosa sorpresa. Ma qualcosa nel loro intimo li spinge a reagire, a non darsi per vinte. Un bel messaggio questo che l’autore ci trasmette attraverso i suoi scritti che è quello di non arrendersi mai e a lottare, sempre lottare contro le avversità. Per rinascere a nuova vita, soprattutto per continuare a vivere per tutto il tempo che ci resta e assaporare ogni giorno come fosse l’ultimo giorno della nostra esistenza.
Questo libro racchiude tre bellissimi racconti: “Un volo memorabile”, “RT”, “Silvia” che dà il titolo all’intera opera. Silvia che si innamora, Silvia che dà il suo primo bacio ad Enrico in un giorno di sole a Viareggio con il suo spettacolare Carnevale, il Molo, il fascino della  Versilia, di Forte dei Marmi e di un grande amore. Lontananze, ritorni, lettere che toccano profondamente il cuore fino alla commozione e la fatalità del destino. Franco Carboni con tocco da maestro narra storie accattivanti in uno stile sobrio, elegante, perfetto. Le vicende dei personaggi catturano l’attenzione del lettore e rimangono impresse nella memoria, come Silvia e il suo primo bacio, Silvia che in quel giorno lontano aveva detto ad Enrico: “Ti amo.” Un bellissimo libro tutto da leggere per comprendere la forza del destino. Nicla Morletti

Anteprima del libro

Un volo memorabile

Le gomme stridettero sull’asfalto per la brusca sterzata, gemendo di nuovo dopo una trentina di metri, quando inchiodò la BMW nel rettangolo di parcheggio.
Calmati! si disse appoggiando la testa al volante, dopo aver spento il motore. Quasi ansimava per la tensione. Ti hanno già graziato una volta e non ti puoi permettere il ritiro della patente o di andare a sbattere contro un guard-rail.
Il primo rischio l’aveva corso appena fuori Scandiano, quando dopo un dosso aveva visto alzarsi la paletta dell’uomo in divisa. Meno male che, traendo un grosso sospiro di sollievo, aveva subito riconosciuto la faccia del Bonacini, col quale di tanto in tanto andava a caccia in riserva.
“Giovanni, guidavi ben oltre il limite dei settanta, e tu sai cosa significa,” gli aveva detto a bassa voce l’amico. Poi, guardandolo negli occhi: “Stai attento, perché su questa provinciale ci bazzicano anche i carabinieri… Con Catellani me la vedo io”. E dando uno sguardo al compagno di pattuglia, che stava trafficando nella macchina di servizio, parcheggiata fuori vista dietro un cartellone pubblicitario, gli aveva fatto segno di ripartire.
Si era però distratto ancora dalla guida, pieno di rabbia per l’ennesima discussione con Irene, e a una curva a poca distanza dall’aeroporto aveva evitato per un soffio di danneggiare la vettura strisciando lungo la protezione a lato della strada.
Prese la valigetta e si avviò all’interno del piccolo edificio dell’aeroclub di Reggio Emilia.
“Ciao Silvana, come stai?” disse sorridendo alla segretaria. Quindi, senza aspettare la risposta: “E Mario, è sempre quel vagabondo che dicono?” Il marito faceva il rappresentante di prodotti zootecnici, e non si vedeva quasi mai, pur essendo anch’egli un appassionato pilota.
“E sempre fra stalle e porcili!” rispose lei. “Sai, oltre che della nostra provincia è responsabile di un’area molto vasta… Modena, Mantova, Parma, e ora gli hanno aggiunto anche Piacenza.”
“Tutti posti dove si mangia da dio,” osservò lui. “Ricordo ancora quella volta che mi portò a Canneto sull’Oglio… pranzammo in maniera divina. Lui sì che sa godersi la vita. Non come il sottoscritto, che sgobba sempre come un mulo.”
“Va’ là che te la passi bene anche tu, con i tuoi viaggi fino in capo al mondo!” esclamò Silvana. “Non mi hai ancora fatto vedere le foto dell’Australia.”
“Uno di questi giorni te le porterò. Devo chiederle a Irene.” Poi: “E pronto il mio destriero?”
“Sta scalpitando sulla pista e Nino fa fatica a tenerlo al morso.”
Giovanni prese il piano di volo, preparato e prenotato in precedenza, assieme alle previsioni meteo lungo la rotta, e uscì dall’altra porta. Il suo Cessna 172 R si trovava a pochi metri di distanza, già fuori dall’hangar, e un uomo anziano ci stava armeggiando attorno.
“Ingegnere,” fece questi appena lo vide. “Ho eseguito alla lettera le sue disposizioni: serbatoi pieni a tappo, bottigliette di minerale a portata di mano, tutto il resto a posto.”
Nino era una persona scrupolosa, Giovanni si fidava completamente di lui.
Gli allungò una buona mancia ed effettuò un rapido ma accurato giro all’esterno dell’aereo. Fissò quindi la valigetta sul sedile posteriore, si tolse cappotto e giacca e indossò il giubbotto con l’interno foderato; era vecchio, con la pelle un po’ crepata, ma non l’avrebbe mai buttato via – troppi bei ricordi vi erano legati.
Si sedette ai comandi allacciandosi la cintura, si allentò la cravatta, completò le verifiche pre volo della check-list, accese il motore e la radio, si infilò la cuffia e controllò che tutti i parametri fossero nei limiti. Compiva questi gesti speditamente, quasi come un automa, tanta era la familiarità col piccolo velivolo sul quale aveva passato decine e decine di ore, volando per lavoro e per svago.
Era stato il suocero a fargli venire la passione quando era sui trent’anni, e ora ne aveva sessanta, anzi sarebbero stati sessantuno di lì a poco, in gennaio.
Sarà un brutto compleanno, rifletté, dopo aver chiesto e ottenuto l’autorizzazione al rullaggio e mentre con la mano faceva un gesto di arrivederci a Silvana.
Lei lo stava osservando dalla finestra e pensava: Che bell’uomo, Giovanni Poggi! Alto, biondo, ha ancora il fisico dell’atleta. Perché non me lo sono sposato io? Ah, è vero, l’ho conosciuto troppo tardi, era già stato accalappiato!
Il pilota si guardò ancora in giro per sicurezza e diede motore. Il velivolo rullò lentamente dal piazzale e imboccò con qualche sobbalzo la bretella di raccordo per portarsi all’inizio della pista di decollo, sul lato sud.
Era una limpida giornata di sole, molto fredda per essere solo agli inizi di novembre. Spirava un leggero vento di tramontana e Giovanni dette uno sguardo alle colline appena imbiancate. Là in fondo si trovava Scandiano e sopra la pedemontana, a trecento metri d’altezza, la sua villa. Che panorama si godeva dalle grandi vetrate! Tutta la pianura padana era distesa ai tuoi piedi e sullo sfondo emergevano le Prealpi col lago di Garda. Di sera, poi, era quasi come essere in cima a un grattacelo di Manhattan, tale era lo sfavillio di luci delle città e dei paesi tutto attorno… Modena, Sassuolo, Reggio, Parma. In una foto presa dal satellite aveva notato che quella parte d’Italia, che si stende tra Milano e Bologna, mostrava un chiarore così intenso da essere paragonabile a quello delle aree molto popolate d’Europa… il Benelux, Londra, Parigi.
Siamo davvero in troppi, commentò tra sé. Che ne sarà dei nostri nipoti e pronipoti?
Dalla famiglia il pensiero corse velocemente alla moglie.
Roba da matti! Stamattina è andata proprio giù di testa. Se n’è venuta fuori con quell’assurdità di pretendere il divorzio, un’idea pazza che non le avevo ancora sentito ventilare.
Decisamente quello non era vivere, anche lui era stanco di tutta la situazione. Stava durando da troppo tempo, con i continui litigi quotidiani. Non aveva certamente immaginato che sarebbero potuti arrivare a tal punto, quando l’aveva conosciuta…

***
Silvia
di Franco Carboni
Giovane Holden Edizioni, 2015, pag. 138   

Franco Carboni

Franco Carboni è nato a Viareggio. Ha frequentato la Scuola Normale Superiore di Pi­sa, laureandosi in Chimica. Ha occupato varie posizioni diretti­ve nel campo petrolifero presso so­cietà internazionali in Italia, a New York e a Londra. Dal 1984 alterna la sua residenza tra la capitale britan­nica e Reggio Emilia. Ama la lettura, i viaggi, le cucine orientali, il tennis. Nel 2011 ha pubblicato Elogio della ricchezza, Editoriale Sometti e nel 2013 Quei nostri ragazzi, Giovane Holden Edizioni, con cui è stato fi­nalista al premio on-line Scrittore Toscano dell’Anno.

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18 Commenti

  1. L’incipit è travolgente. La scrittura precisa e senza sbavature. La storia fluisce. Vorrei proprio andare oltre per gustare meglio la prosa di questo scrittore.

  2. A leggere l’anteprima….ho la pelle d’oca…credo che tutta la storia sia coinvolgente e ricca di emozioni…

  3. mi attrae molto l’idea di coraggio racchiusa in queste storie, coraggio del quale avrei bisogno anche io. Mi piacerebbe molto leggerlo!

  4. Questo libro racchiude quello che molti, compresa me, stanno cercando in questo periodo di crisi, frustrazione e angoscia verso il futuro: una ragione per andare avanti. Molto si può imparare dai libri e penso che l’autore riesca nel libro ad insegnare una delle cose più importanti della vita. Appunto: non arrendersi mai.

  5. adoro tutto ciò che rimane avvolto nel mistero già solo per il gusto di essere svelato, con mano, con sfuggenti pensieri e perchè no, anche attraverso esperienze di vita vera.
    Un libro dall’aspetto accattivante.
    Grazie per la possibilità

  6. Amo le storie forti, mi piace farmi coinvolgere dai personaggi che cadono per le avversità della vita, ma sanno trovare in sé stessi la forza di rialzarsi. Mi piacerebbe molto leggere questo libro e farmi travolgere dalle sue emozioni

  7. Questo libro è proprio quello che mi ci vorrebbe in questo periodo. Avrei proprio bisogno di essere incoraggiata, supportata ed anche capita.
    Forse leggendo questo libro potrei da sola darmi quel supporto che tanto cerco invece dagli altri.

  8. Franco Carboni nel suo ultimo romanzo racconta una storia normale ai nostri tempi : le difficoltà matrimoniali che sfociano nel divorzio.
    Ma dietro a queste perniciosità sta tutta una vita di affetti e di amori che vanno a ramengo.
    Con SILVIA , Franco scandaglia seziona queste penombre e questi fulgori, spesso mescolati, per veicolare al lettore un po’ di amarezza con il disincanto della realtà.
    Mi piacerebbe leggerlo per intero ; e percio’ chiedo all’ autore se e’ possibile riceverlo in omaggio. In cambio assicuro una recensione particolareggiata.
    Grazie.

    Gaetano

  9. Il destino questo sconosciuto…..ma arrendersi mai, storie di vita avvincenti che ti pare di conoscere i protagonisti e non vedi l’ora di sapere come va a finire!

  10. Credo fermamente nel destino e questo è proprio il genere di libro che mi affascina!
    Cattura fin dalle prime parole e ti vien voglia subito di sapere come va a finire…sarebbe un vero onore per me poterlo leggere!

  11. anch’io ho sempre amato le persone che riescono a non arrendersi, a dare il meglio di sè anche in situazioni in cui mollare sarebbe comprensibile e normale… credo che siano storie edificanti per tutti. Amo leggere, e questo è il genere che indubbiamente preferisco. Saluti

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