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Il sogno di Rebecca di Marco Caputi

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Il sogno di Rebecca di Marco Caputi

Soffiano venti di guerra in Il sogno di Rebecca di Marco Caputi: i nazisti hanno scoperchiato il vaso di Pandora e il mondo teme per un domani incerto.

Stridono i cingoli dei panzer nella loro inarrestabile avanzata. Cantano i soldati tedeschi la canzone di Marlene, e uccidono. Deportazioni di massa e laceranti divisioni di famiglie d’origine ebrea sono lo sfondo di una terra che subisce devastazioni, fra morti, sfollati e organizzazioni di resistenza partigiane. In questo scenario si muovono i personaggi del racconto creando sprazzi di luce all’interno di un periodo di sofferenza e caos.

Anteprima dell’opera

Sabato 16 giugno 1934: ultimo giorno di scuola.

A Trieste, davanti alla media San Giacomo, tre ragazzi ebrei parlano dei programmi per le vacanze estive mentre in Germania, a poco meno di 800 chilometri di distanza, un giovane tedesco che è al termine degli studi superiori, discute con il padre Franz Gruber, maresciallo di polizia a Neuburg, sulla facoltà da scegliere all’università.

Tre italiani e un tedesco, diversi per nazionalità, cultura, tradizioni e religione, al punto che niente sembra possa farli incontrare, parlano ignari di ciò che li aspetta.

Il racconto di questo libro si snoda lungo un percorso di trent’anni e narra le storie di Rebecca, Miriam e Daniele da quando frequentavano la scuola media: le ragazze in prima e lui, due anni di più, in terza. Successivamente si erano iscritti al liceo classico Petrarca della stessa città.

Sei anni dopo si aggiunge la storia di Adriaen Gruber, l’ariano bellissimo, orgoglio del maresciallo, che nel 1940 era passato dalla facoltà di biologia marina di Monaco all’Accademia militare di Stoccarda e nel ‘42 destinato dal Führer a Trieste, con il grado di maggiore della Gestapo.

Rebecca Belforte abitava con i genitori che, nella frazione di Bagnoli, erano titolari della farmacia da quando il paese si chiamava Dolina e avevano continuato l’attività anche dopo l’avvento del fascismo quando il nome era cambiato in San Dorligo della Valle.
Miriam Carraro era la figlia del professor Davide Carraro, cardiologo e titolare di cattedra all’università di Trieste, che esercitava anche nella loro villa di San Dorligo, dove riceveva i pazienti privati tre volte alla settimana.

Daniele Gassen, figlio del padrone del caffè di Muggia, abitava con la famiglia nell’appartamento situato al piano sovrastante il negozio.

Adriaen Gruber, nato a Neuburg in Baviera, terminato il liceo si era iscritto alla facoltà di biologia all’università di Monaco e viveva nella casa dello studente. A metà del corso, per desiderio del padre, si era convinto a chiedere l’ammissione all’Accademia militare di Stoccarda.

***

Ogni mattina da San Dorligo il professor Davide Carraro accompagnava, con la sua FIAT 508 Balilla, Miriam e Rebecca alla scuola media San Giacomo di Trieste, poi proseguiva per l’università. Daniele Gassen prendeva il vaporetto delle 5.55 da Muggia per essere alle 7.00 ad aspettare che il bidello aprisse il portone della scuola.
Le famiglie Belforte e Carraro erano in ottimi rapporti. Il farmacista e il professore avevano una grande passione in comune: gli scacchi; dopo la chiusura della farmacia e quando l’ultimo paziente aveva lasciato lo studio del cardiologo, le sere di mercoledì e sabato si concludevano al circolo degli scacchi con lunghe e combattute partite che talvolta li vedevano fare le ore piccole. Le mogli: Anna, dottoressa in farmacia e Claudia, insegnante di biologia al liceo, amanti della cultura e della musica, erano molto conosciute nei circoli della Trieste bene.
Una mattina di Aprile 1934, durante la ricreazione, Miriam, che frequentava la prima, aveva conosciuto Daniele e, anche se lui era ormai in terza, tra i due era nata una simpatia che aveva coinvolto anche Rebecca, più timida e riservata. Successivamente, durante il liceo, l’amicizia tra Daniele e Rebecca si sarebbe trasformata in legame affettivo. I giovani erano diventati inseparabili e, anche se i due fidanzatini erano Rebecca e Daniele, la presenza di Miriam era costante e qualsiasi decisione era unanime, come quella per entrambe, di seguire la strada di Daniele iscrivendosi alla facoltà di medicina, dove lui frequentava il secondo anno.

Nel 1942 per Miriam c’era stato il colpo di fulmine: l’incontro con Adriaen, il giovane biondo e bellissimo dai grandi occhi azzurri, speranza di mamma Elder, che però non era stata messa al corrente da parte del marito del rapporto particolare del figlio con Mark Spitz, un suo compagno di scuola.
Per questo motivo Franz, che aveva saputo da un collega, padre di un’alunna che frequentava la stessa scuola del figlio la problematica dell’efebo, per allontanarlo aveva convinto Adriaen ad iscriversi, dopo il liceo, alla facoltà di Biologia Marina di Monaco e, due anni dopo, a frequentare l’Accademia Militare di Stoccarda. Questa si era rivelata un’ottima decisione perché il ragazzo, in Accademia e con soddisfazione del maresciallo Franz, era salito in poco tempo dal grado di sottotenente a capitano.
Al termine del corso, chiamato a Berlino, Adriaen era entrato nelle simpatie di Himmler, capo della Gestapo nella Prinz-Albrecht- Strasse, dove tutte le notti nei sotterranei decorati con splendidi affreschi, quadri e preziosi mobili d’epoca, si svolgevano festini che finivano in orge, mentre di giorno seguiva corsi propedeutici all’attività di arrestare, interrogare e deportare oppositori veri o presunti del regime.
Da lì a conoscere Hitler il passo era stato breve…

***

Il sogno di Rebecca
di Marco Caputi
Copertina flessibile: 226 pagine
Editore: Youcanprint (1 gennaio 2016)
Collana: Narrativa

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16 Commenti

  1. Leggere di queste storie non è facile. Non si riesce a capire come nostri simili abbiano potuto compiere azioni così efferate. Però, è importante coltivarne la memoria perché niente di tutto ciò possa ripetersi. Spero che questo libro abbia molto successo, perché abbiamo bisogno di letture di questo tipo. Mi piacerebbe essere tra i fortunati che riceveranno una copia con dedica dell’autore, e contribuire nel mio piccolo alla sua diffusione.

  2. Oggi più che mai il ricordo di ciò che accadde è fondamentale per non commettere più gli stessi sbagli. Già l’anteprima di questo racconto sembra avvincente e interessante, mi piacerebbe approfondire la lettura.

  3. Per non dimenticare ciò che accadde tanto tanto tempo fa sarebbe una buona lettura per i ragazzi di oggi mi piacerebbe conoscere il finale

  4. Un libro dal contenuto forte, come forte è l’argomento trattato.
    Mi piacerebbe approfondire la sua lettura, anche perchè l’ambientazione è collocata nel periodo storico che preferisco e che conosco attraverso i racconti dei miei genitori. L’anteprima riesce già a farmi pregustare il piacere di un’opera, sicuramente ben scritta.

  5. sicuramente questo è un tema molto trattato nella letteratura, mi piacerebbe molto vedere come l’autore sia riuscito ad affrontarlo e con quale taglio.

  6. I romanzi che hanno sullo sfondo le vicende legate al secondo conflitto mondiale mi hanno sempre suscitato un certo interesse e già di per se questo è un buon motivo per la lettura del libro. L’estratto mi sembra ben scritto, ma aspetto la lettura del libro per dare un giudizio.

  7. Ho sempre nutrito molto interesse per il periodo storico in cui è ambientato questo romanzo.
    Miriam, Daniele e Rebecca, altre anime tra tante che hanno vissuto l’incertezza del domani a causa della guerra?
    Miriam, innamorata di Adriaen, come vivrà gli eventi che saranno?
    Che ne sarà dei due fidanzati Rebecca e Daniele?
    Ed in particolar modo Rebecca, quale sarà il suo futuro?

  8. Storia intrigante, che sembra coinvolgere il lettore in un mix di emozioni contrastanti.
    L’autore ha adottato uno stile degno di nota che caratterizza anche autori più celebri.
    Sono curioso di andare fino in fondo nella lettura e immergermi nel fantastico mondo che la trama accenna.

  9. Già dall’estratto si capisce che sarà un libro interessante e realistico. Adorando i romanzi a tema storico non ho potuto non commentare questo.

  10. A primo impatto potrebbe sembrare uno dei tanti libri che vuol parlare sempre di nazismo, di deportazioni, di morte ma leggendo l’estratto ho notato come invece ci si sofferma più su quello che c’è di “positivo” in ciò! Ed è, a mio avviso, un’impresa non facile… mi piacerebbe molto leggerlo per approfondirlo! Complimenti

  11. Libro davvero molto interessante, tratta un tema scottante e coinvolgente. Sono davvero curiosa di sapere come andrà a finire questo romanzo che già dall’estratto pare essere piacevole.

  12. Libro che tratta, come si evince dalla copertina, un tema scottante, interessante e purtroppo realistico. Molto curiosa di leggerlo.

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