giovedì, 23 Maggio 2024
HomeNarrativaAmore e VitaSolo tu nel cuore di Lara Swan

Solo tu nel cuore di Lara Swan

-

Solo tu nel cuore di Lara Swan

Un romanzo che cattura l’attenzione del lettore per la sua intensità emotiva, per la narrazione densa di carica espressiva, per l’attenta costruzione della trama e la particolarità dei personaggi. Ottimi i dialoghi e la storia che si dipana con scioltezza e ricca di valori familiari ed esistenziali. Pagine suggestive e coinvolgenti rapiscono il lettore trascinandolo in una girandola di sensazioni in un vissuto in cui non mancano ostacoli, difficoltà e imprevisti, perché così è la vita. Non mancano colpi di scena ad arricchire l’intera narrazione, in un vortice di suspense. La scrittura è snella, moderna, chiara ed il tessuto narrativo ben sviluppato insieme alla descrizione di ambienti e personaggi. Così il lettore si appassiona nella lettura di vicende coerenti e realistiche.
Lara Swan, scrittrice eclettica, perspicace ed attenta, mostra ancora una volta tutto il suo talento nel saper narrare fatti e vicende senza ombre, senza indugi, ma con mano ferma e fervida creatività. L’autrice osserva con occhi attenti la realtà che la circonda e ne ritrae gli aspetti più salienti che hanno fatto vibrare il suo animo. Immagini che trasmettono vive emozioni non prive di vibrazioni. Non c’è soggetto o personaggio che la sua singolare capacità non gli consenta di ritrarre con fresca ed inconfondibile vena interpretativa. Nicla Morletti

Anteprima del libro

Prologo

Leandro si strinse nelle spalle per attutire il dolore, quando alcuni colpi di tosse, secchi come tuoni d’estate, gli trapassarono le costole mozzandogli il respiro. Madido di sudore si aprì il collo della camicia in cerca d’aria, mentre il cuore impazzito sembrò scoppiargli nel petto.
La vita lo stava abbandonando. Avvertiva l’oscura presenza aleggiare nell’aria e farsi ogni minuto più vicina. Si lasciò andare sullo schienale della poltrona reclinando la testa all’indietro, le labbra aperte in una smorfia di dolore.
Una voce femminile proveniente dalla strada si intrufolò attraverso gli spifferi della finestra. Quel suono particolare aprì la porta ai ricordi.

“Leandro”.
Magda si allarmò nel vederlo comparire sulla soglia della cucina a quell’ora insolita. Lo sguardo sofferente nel volto annerito dal carbone la agitò ancora di più.
Doveva essere successo qualcosa di grave alla miniera perché non era un uomo che si lasciava intimorire dalle piccole cose.
“Solo un po’ di riposo ”. La interruppe lapidario lasciando cadere il tegamino di alluminio sul tavolo.
“Cosa?”, balbettò sorpresa vedendolo girare i tacchi. Alla miniera non concedevano pause di riposo a meno che… il cuore prese a batterle più forte incenerendo i secondi.
“Leandro” lo richiamò aggirando il tavolo. Se credeva di liquidarla in quel modo si sbagliava di grosso. “Voglio sapere cosa è successo’’ incalzò decisa e afferratolo per la tuta, lo costrinse a fermarsi.
Lui si voltò infastidito. Era inutile negarsi. Prima o poi 1’avrebbe saputo tanto valeva fosse lui a dirlo.
“Una frana nella galleria ovest. Nella mischia si è staccato un carrello e ha travolto Tommaso. Pare che abbia tutte e due le gambe rotte”.
“Oh povero ragazzo” gemette. Conosceva bene quel giovane operaio arrivato in miniera solo due mesi prima. “Quante disgrazie! Tu, stai bene?” si interessò con apprensione squadrandolo dalla testa ai piedi.
“Solo un graffio da niente” la tranquillizzò portandosi una mano alla spalla sinistra.
“Se non ti dispiace, giudicherò con i miei occhi” replicò battagliera sbarrandogli il passo, “se non era niente non saresti qui”.
Si fissarono per un lungo momento duellando con lo sguardo, poi il dolore pulsante, costrinse Leandro a cedere.
“Accidenti donna!” brontolò aprendosi la tuta.
Magda spalancò gli occhi alla vistosa ecchimosi che scoprì.
“Madre di Dio! E questo lo chiami niente? Sei sicuro dì non avere un osso rotto?”.
“E tutto a posto”. Confermò ricoprendosi. “Solo un poco più in là e ti avrei lasciato la stanza libera” finì abbozzando un sorriso.
“Non dirlo nemmeno per scherzo! So che un giorno te ne andrai, ma non in quel modo”
Leandro la fissò, colpito dal tono accorato.
“È inutile che faccia finta di niente, so che ti fa un male tremendo” lo rimproverò benevolmente.
“Lavati, ti porterò ghiaccio e unguento” gli ordinò con un tono che non ammetteva repliche girandogli le spalle per armeggiare nella credenza.
Leandro alzò gli occhi al cielo. Quella donna era un vero demonio, pensò uscendo dalla cucina. Benché minuta, aveva un carattere forte e decisamente testardo.
Vedova da anni, arrotondava la modesta pensione del marito affittando la stanza in soffitta a lui e a un altro italiano. La sentiva alzarsi prima dell’alba e trafficare in cucina per mettere qualcosa nei loro tegamini e la sera quando tornavano a casa dopo turni massacranti, sulla tavola c’era sempre un piatto caldo e un bicchiere di vino.
Negli ultimi mesi aveva notato l’interesse di Magda farsi più pressante e poiché anche lui non era indifferente alle sue forme procaci, la cosa stava diventando un problema serio. Scosse la testa inquieto.
La sua vita era già abbastanza complicata.
In cucina, Magda si appoggiò al tavolo. Strinse il bicchiere con dita tremanti e sorseggiò un po’ d’acqua.
Quando l’aveva visto comparire sofferente nel vano della porta, aveva sentito il morso della paura stringerle lo stomaco.
Dopo la morte del marito, benché ancora giovane, non si era lasciata coinvolgere sentimentalmente da nessuno, ma lui era riuscito a far breccia nel suo cuore.
Fin dal primo istante era rimasta ammaliata dallo sguardo di un blu profondo come l’oceano.
Aveva cercato di scrollarsi di dosso l’emozione che l’assaliva ogni volta che lui la fissava un attimo più del dovuto, ripetendosi che era solo un inquilino e tale doveva rimanere, ma quel turbamento non le dava pace.
Non sapeva quasi nulla della sua vita. Restio a parlare, le poche informazioni che era riuscita a strappargli erano che proveniva dall’Umbria, era sposato ed era venuto in Belgio per racimolare un po’ di danaro.
Anche se apparteneva ad un’altra donna e ogni giorno poteva essere l’ultimo, non riusciva a soffocare l’attrazione che sentiva per lui.
Armata di ghiaccio e pomata salì in soffitta.
“Permesso” chiese dopo aver dato qualche colpetto alla porta socchiusa.
“Entra”  la invitò senza voltarsi finendo di asciugarsi sottobraccio.
Magda deglutì nel vederlo a torso nudo. Anche se longilineo, il duro lavoro gli aveva sviluppato i muscoli che apparivano sodi e scattanti.
Quando lui si girò, lei sentì arricciarsi le dita dei piedi.
Aveva un aspetto selvaggio e maledettamente virile.
Si era ravviato i capelli biondi all’indietro con le dita bagnate perché alcune gocce brillavano ancora tra le ciocche scomposte. Lo sguardo pungente spiccava tra la barba incolta rasentando il viola.
Lui vedendola immobile la fissò con aria interrogativa.
“Ho l’unguento” esordì riscuotendosi da quel torpore. Era venuta per curare un uomo ferito e non per rimanere inebetita a fissargli il petto. “Siediti”.
“Posso fare da solo” grugnì.
“Non mi pare tu abbia gli occhi dietro la schiena” obiettò.
Con un borbottio si arrese.
“La primavera è alle porte”.
Magda continuò in tono forzatamente leggero cercando di non pensare al rimescolio che le frullava nello stomaco.
Toccare la sua pelle era pura emozione.
“Là sotto non ci sono stagioni” ringhiò di rimando.
Magda cercò di concentrarsi sulla ferita e iniziò a spalmare l’unguento.
“È una brutta botta” osservò preoccupata.
“Ho passato di peggio”.
Sentendolo molto teso, Magda estese il massaggio fino alla base del collo. Con i pollici iniziò a disegnare piccoli movimenti circolari. Leandro sentì ì muscoli contratti e dolenti distendersi a poco a poco come per incanto. Inconsciamente abbassò il capo.
Le mani calde facendosi più ardite si allargarono a toccare punti nevralgici tra le scapole per poi risalire di nuovo fino al collo.
“Hai un tocco magico” si complimentò lui con voce roca, le palpebre socchiuse.
Magda sorrise.
“Hum… non ti credevo così…” sussurrò senza interrompere il massaggio.
Leandro sgranò gli occhi. Cosa stava facendo? Lei non aveva bisogno di incoraggiamento. Anzi! Le parole gli fuoriuscirono con impeto prima che potesse fermarle.
“Solo perché lavoro notte e giorno come un somaro fuori dai mondo?” ruggì a sproposito adirandosi nel sentirsi eccitato.
Da troppo tempo non aveva avuto una donna e sentire le sue mani sulla pelle era come stare vicino a una polveriera con la miccia accesa. Doveva assolutamente allontanarsi da qualsiasi tentazione.
Specialmente da lei.
Immediatamente!

***
Solo tu nel cuore
di Lara Swan
2013, 240 p., brossura
Tracce
Ordina questo libro

FIERA DEI LIBRI ON LINE

LIBRI IN OMAGGIO! Per ricevere copie omaggio dei libri che commenti iscriviti alla Newsletter dei Lettori inserendo il tuo indirizzo postale completo di nome e cognome del destinatario.

8 Commenti

0 0 votes
Rating Articolo
Notifiche
Notificami
guest

8 Commenti
Più recenti
Più vecchi Più votati
Inline Feedbacks
View all comments
CRISTINA
CRISTINA
9 anni fa

Pagine suggestive e dense di carica espressiva. Un libro che desta la curiosità del lettore più attento- Sarebbe bello poter ricevere una copia di questo splendido lavoro.

lara swan
lara swan
Risposta a  CRISTINA
9 anni fa

Cara Cristina, grazie per il tuo commento. E’ con profondo rammarico che devo dirti che non ho più copie a mia disposizione. Te lo avrei donato volentieri.
Spero tu non me ne voglia. un abbraccio

CRISTINA
CRISTINA
Risposta a  lara swan
9 anni fa

Un vero peccato! comunque ancora complimenti per il suo lavoro: mi ha colpita davvero ed ha lasciato il segno!

lara swan
lara swan
Risposta a  CRISTINA
9 anni fa

Ciao Cristina, spero di farti cosa gradita nel regalarti almeno il primo capitolo… così conoscerai i protagonisti Lisa e Marco. Se un giorno mi sarà possibile, lo farò ripubblicare e chissà che non ci “sentiremo ancora”… (forse è rimasta qualche solitaria copia on line) Primo Capitolo Venti anni dopo. “Il dottore è in ferie” sentenziò una vocina tremula dal marciapiede troncandole ogni speranza. Lisa Alfieri, immobile davanti all’ambulatorio chiuso deglutì amaro. Avere la febbre anche in agosto, poteva rientrare nella normalità delle cose, ma se accadeva in montagna durante l’unico periodo di ferie, era una vera e propria disdetta. “Comunque… Leggi il resto »

CRISTINA
CRISTINA
Risposta a  lara swan
9 anni fa

grazie mille, lo leggerò con grande piacere

Raffaella Sebben
Raffaella Sebben
9 anni fa

Sembra di entrare nei corpi dei personaggi e vivere le loro emozioni. Resta la curiosità di scoprire cosa accadrà tra Leandro e Magda.

lara swan
lara swan
Risposta a  Raffaella Sebben
9 anni fa

Grazie Raffaella per il tuo commento.
Una parte del prologo che hai letto, traccia le “radici” del romanzo che si sviluppa con altre storie e altri personaggi, ma al suo interno ha qualcosa che alla fine stupirà il lettore.

lara swan
lara swan
9 anni fa

Le emozioni continuano…
“Solo tu nel cuore” dopo il primo premio a Cattolica, ora, questa stupenda recensione di Nicla Morletti.
Mi unisco a Leandro, Magda, Lisa, Marco, Athos, Ines, Carla, Bernard, Pauline, Cris, Leda e tutti gli altri personaggi per un caloroso grazie! 🙂
Cordiali saluti
Lara Swan

Fiera dei Libri on line

LIBRI IN PRIMO PIANO

FIERA DEI LIBRI ON LINE

8
0
Libri in omaggio per chi commenta!x