martedì, 9 Marzo 2021
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Sorelle molto speciali di Paolo Arigotti

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Sorelle molto speciali di Paolo Arigotti

Sorelle molto speciali di Paolo Arigotti, un romanzo dedicato alla condizione delle persone Down negli anni Trenta del secolo scorso.

Sorelle molto speciali di Paolo Arigotti, l’avventurosa storia di una bimba disabile e della sua famiglia dai primi del novecento agli anni del nazifascismo

Il racconto prende avvio dal ritrovamento di alcuni vecchi fogli ingialliti.
La trama vede come protagoniste assolute due donne, sorelle gemelle, nate in una nobile e ricca famiglia della Germania ai primi del novecento.
I personaggi sono frutto della mia fantasia, ma immersi in un contesto storico reale, per la ricostruzione del quale mi sono documentato con ogni cura, approfittando della mia grande passione per la materia e del prezioso aiuto di associazioni a tutela dei diritti delle persone disabili.
L’ambientazione è quella della fine dell’impero tedesco e del primo dopoguerra, fino ad arrivare agli anni del nazifascismo; saranno proprio tali regimi ad avere un ruolo determinante nel destino di Elene e Johanna, le due eroine della trama. Non mancano riferimenti storici ai principali fatti di quegli anni, a cominciare dall’evoluzione delle cosiddette teorie eugenetiche, rivolte alla ricerca della perfezione e purezza della razza, all’origine dei folli progetti nazisti di sterminio delle vite giudicate “indegne di essere vissute”.
Le due sorelle scelgono di abbandonare, sia pure in tempi diversi, la Germania: Johanna si stabilisce in Italia a metà degli anni venti per seguire i suoi studi, mentre Elene, dopo essersi sposata, lascerà la Germania nel 1933, dopo l’avvento al potere di Hitler.
Circa un anno dopo, Elene da alla luce due gemelle, una delle quali affetta dalla sindrome di Down.
La madre – donna di grande cultura ed indipendenza – compie una scelta per quei tempi rivoluzionaria, rigettando pregiudizi ed ignoranza che circondavano all’epoca la condizione di diversità: avvia – sostenuta in questo dal marito e dalla sorella – un coraggioso percorso personale di sviluppo ed educazione per la figlia, divenendo un’antesignana dei più moderni approcci a tale problematica ed un punto di riferimento per tante altre mamme di bambini “diversi”.
Lo scoppio della seconda guerra mondiale non sembra cambiare le cose, finché il marito di Elene non viene richiamato alle armi in patria.
I genitori sono venuti a conoscenza dei terrificanti piani di morte nazisti contro le persone affette da disabilità mentale (cd. Aktion T4) e temono che un rientro in Germania possa mettere a rischio la vita stessa della loro piccola Sara.
Grazie all’aiuto ed al sacrificio della sorella di Elene, Johanna, a sua volta legatissima alle nipotine, tale pericolo sarà scongiurato in un primo momento, ma la polizia nazista – dopo che Johanna muore in un bombardamento – scopre il loro escamotage ed obbliga Elene – sulla scia di eventi imprevisti ed imprevedibili – a riparare in Svizzera, dove rimarrà fino al termine della guerra.
Sarà decisivo in questo l’aiuto di alcuni co protagonisti, come la principessa e Valentina, amica e compagna di Johanna; un aiuto provvidenziale contribuirà a dare una svolta decisiva agli eventi.
La fine della guerra, coi suoi tragici strascichi, aprirà nuove prospettive, fino ad arrivare ai giorni nostri, con una spiegazione finale, forse inattesa, di alcuni eventi fino a quel momento misteriosi.
Paolo Arigotti

Anteprima

PROLOGO (Sorelle molto speciali di Paolo Arigotti)

Sara era molto allegra quella mattina.
Era la sua prima settimana di vacanze estive, subito dopo la licenza media, e già pregustava la grande avventura delle scuole superiori assieme alle sue amiche.
Aveva promesso alla mamma ed alla nonna di accompagnarle per il fine settimana nella vecchia casa di famiglia.
Sara amava molto quel vecchio casale coi pavimenti in legno che scricchiolavano.
Ci aveva trascorso tanti natali quando il nonno era ancora vivo, inoltre adorava la sua nonnina che cucinava tanto bene e la viziava da morire.
Quando dormiva da lei le rimboccava le coperte e le teneva compagnia, fin quando non si addormentava, raccontandole storie bellissime, sempre con un lieto fine.
La nonna aveva subito un piccolo intervento chirurgico l’inverno scorso e si era fermata a lungo in città da loro, mentre la vecchia casa, in un piccolo villaggio dell’hinterland, era rimasta chiusa e pressoché abbandonata per diversi mesi.
Era la prima volta che ci tornavano, perché la nonna era stata categorica, nonostante le insistenze amorevoli di figlia e nipote: voleva rientrare a casa propria, approfittando della bella stagione.
Un’impresa di pulizie si era occupata di rimettere in sesto la casa ed il piccolo giardino, mentre alcuni operai mandati dal papà di Sara, titolare di un’azienda edile, si erano preoccupati delle piccole attività di riparazione e manutenzione.
Quel giorno la nonna avrebbe fatto una sorta di ispezione finale per vedere che tutto fosse come voleva lei, per riprendere possesso della sua abitazione la settimana seguente.
La donna, nonostante si fosse appena ripresa dalla convalescenza, era sempre molto puntigliosa per la gestione della casa e tutto doveva rispettare il suo senso dell’ordine.
Aveva delegato a malincuore la figlia per l’organizzazione dei lavori, perché le sue condizioni di salute non consentivano troppi sforzi, però l’ultima parola sarebbe stata la sua.
Sara le accompagnò nel giro di esplorazione: passarono in rassegna il grande salone con il camino, la cucina rustica, la grande sala con gli scaffali colmi di libri e poi al piano di sopra le stanze da letto ed i bagni.
La nonna osservò e controllò tutto con grande attenzione, senza tralasciare neppure un angolo della grande casa, non risparmiando alla figlia, che la seguiva in religioso silenzio, qualche piccolo rimprovero per qualche oggetto che non era al suo posto o per qualche mobile non spolverato a dovere.
La figlia, mamma di Sara, non osava contraddirla: sapeva bene di che pasta era fatta e si limitava a fare qualche cenno affermativo con il capo.
Erano riusciti a convincerla a prendere una cameriera, nipote di vecchi amici del paese, per le faccende domestiche – che avrebbe dovuto tenerla d’occhio, evitandole ogni affaticamento – e quella era già stata una grande vittoria dato il grande spirito d’indipendenza dell’anziana: a parte il fatto che sarebbe stata una guerra persa in partenza, non era quindi il caso di replicare alle sue piccole critiche.
Sara fu molto contenta di rivedere la stanza dove aveva dormito tante volte, proprio a fianco di quella dei nonni.
Tutti i vecchi giocattoli appartenuti alla sua mamma, coi quali si era tanto divertita, erano ancora nel grande armadio, che la nonna aprì per verificare che fosse tutto a posto.
La madre, a sua volta, osservava con nostalgia la casa dove aveva trascorso la sua infanzia.
Al termine del giro di esplorazione, un grande sorriso comparve sul volto della piccola ma risoluta vecchietta, curvata nel fisico ma non certo nello spirito.
La mamma di Sara sorrise a sua volta: l’esame era stato superato, nonostante qualche rimostranza.
All’improvviso l’attenzione della ragazzina fu catturata da un qualcosa che era sfuggito all’occhio della nonna.
In un angolo della cameretta c’era un piccolo oggetto che nella semioscurità era quasi invisibile.
Sara si avvicinò e si chinò a raccoglierlo.
Sembrava una vecchia cartella in cuoio per documenti, molto consumata.
La ragazzina istintivamente la prese in mano prima ancora di mostrarla alle due donne.
“Cosa c’è Sara” domandò la nonna “Che cosa hai in mano?”
“C’era una cosa per terra nonna; pensando che fosse caduta, l’ho raccolta per rimetterla a posto.”
“È un porta documenti?” domandò la mamma “Forse è scivolato di mano agli addetti alle pulizie mentre riordinavano.”
“Che strano, fammelo vedere …” disse la nonna prendendolo dalle mani della nipotina.
Non aveva i suoi occhiali e non vedeva più bene come un tempo.
Aprì la cartella, all’interno della quale c’erano alcuni vecchi fogli ingialliti; ne lesse a fatica poche righe, avvicinandoli bene agli occhi.

Sorelle molto speciali
di Paolo Arigotti
Copertina flessibile: 208 pagine
Editore: Link (1 febbraio 2018)

Paolo Arigotti
Paolo Arigotti

Nato a Cagliari il 26 maggio 1973, Paolo Arigotti si laurea in Giurisprudenza nel 1998, prendendo servizio poco più di un anno dopo nella pubblica amministrazione; il 21 luglio 2020 si è laureato in Storia e società presso la Facoltà di Studi umanistici dell’Università di Cagliari (laurea magistrale).
Essendo da sempre un grande appassionato di storia, viaggi, lettura, scrittura e cinema, fa il suo esordio nel mondo letterario con il romanzo Un triangolo rosa, incentrato sullo sterminio dei gay sotto il nazismo, premiato con diploma d’onore della giuria per la narrativa edita nell’ambito del concorso internazionale Il Molinello 2016, pubblicando nel 2018 Sorelle molto speciali, dedicato alla condizione delle persone Down negli anni Trenta del secolo scorso. Un triangolo rosa è stato ripubblicato, con una seconda edizione ampliata ed aggiornata, da CTL editore lo scorso 16 ottobre 2020.
Paolo Arigotti, inoltre, è autore di diversi racconti pubblicati in varie antologie e di un manuale giuridico.
Il collegio dei segreti è il suo terzo lavoro dato alle stampe e stavolta l’autore si è concentrato, con una trama ricca di riferimenti storici e colpi di scena per catturare attenzione del lettore, alla storia degli oppositori interni del nazismo.

15 Commenti

  1. La storia di donne forti, ciascuna con le sue caratteristiche e di una famiglia speciale, scritta da un uomo che mostra tanta sensibilità verso la disabilità e maestria ne coniugare gli eventi storici dei primi anni del 900 con le vicissitudini dei protagonisti. Un grazie all’autore per l’eventuale copia ricevuta.

  2. senza girarci troppo intorno questo libro da quel che ho letto lo trovo fantastico mi intriga parecchio spero di ricerverne una copia .

  3. La trama di questo libro mi sembra molto interessante e vorrei leggere tutta la storia…posso sperare che l’autore (mio conterraneo) possa inviarmi il testo?

  4. Essendo già di mio affascinata e attratta dal contesto storico, ho letto l’anteprima tutta d’un fiato. Il modo di scrivere è semplice e scorrevole ma allo stesso tempo cattura l’attenzione e suscita la curiosità di andare avanti e vedere cosa succede e come si evolve la storia. Trovo che il tema della disabilità sia un tema di fondamentale importanza e ritengo che non sia facile scriverne, soprattutto mettendolo in relazione con un background storico complesso come quello scelto dall’autrice. Spero di poter leggere questo libro, mi piacerebbe davvero molto immergermi nella storia di questa famiglia speciale.

  5. Già dalle prime righe mi sono innamorata di questo libro.
    Questo periodo storico mi affascina molto. E sicuramente questo libro mi ha colpita!
    mi farebbe davvero un sacco piacere leggerlo e conservalo nella mia libreria.

  6. Già Delle prime righe si respira quell’aria storica in cui si svolge il romanzo. I primi del Novecento sono anni storia problematici . La vita familiare il ritorno alle radici fa venire voglia di leggerlo tutto di un fiato. Mi piacerebbe poter leggere questo libro perché già lo adoro.

  7. L’anteprima cattura sin dalle prime righe e fa nascere il desiderio di scoprire come prosegue l’avventurosa e drammatica vicenda delle due sorelle Elene e Johanna. Mi occupo di disabilità e questo libro ha risvegliato la mia sensibilità. Importanti i riferimenti storici che aumentano il valore del testo. Complimenti all’autore.

  8. MI piacciono molto le storie famigliari che dal presente ripercorrono periodi storici del passato.La storia dei personaggi si rivela interessante e particolare data la disabilità di uno dei protagonisti e l’ambientazione nel periodo nazista. Per questo mi piacerebbe leggere questo libro.

  9. Un inizio semplice ma comunque piacevole che nulla fa presagire del resto del libro. Incuriosisce il lettore sul contenuto di quelle pagine ingiallite… E anch’io non vedo l’ora di poter scoprire cosa raccontano.

  10. Che dire, fa sempre piacere leggere un libro con un personaggio che porta il tuo nome. Ti fa sentire parte della storia in un modo molto viscerale. Sarei entusiasta di riceverne una copia e di poterlo recensire.

  11. Bellissima anteprima che mi ha catturata fin dalle prime righe, e che sicuramente invoglia alla lettura.
    Un tema delicato che sembra essere trattato con i toni giusti, lasciando trasparire il coraggio e la determinazione per affrontare le circostanze che caratterizzano la condizione descritta.
    Sarebbe un vero piacere per me poter ricevere il libro!

  12. La trama del libro è molto avvincente perché sullo sfondo degli eventi storici terribili degli inizi del Novecento si dispiega la vita di questa famiglia speciale. Ho subito notato la forza d’animo delle donne protagoniste e ammirato il coraggio di ognuna di loro. Soprattutto di Elene, che in quell’epoca avvia un percorso di recupero per la figlia. L’anteprima mi ha catturata, perché il lettore viene invogliato a proseguire nella lettura per capire quale mistero nascondano i documenti ritrovati per caso da Sara. Mi piace anche la scrittura, molto descrittiva e scorrevole.

  13. Sono colpita dalla trama di questo libro.
    Mi interessa scoprire come venga affrontata la tematica della disabilità agli inizi degli anni ‘30. Spero di poterlo leggere mi piacerebbe regalarlo ad una mia collega. Sono molto sensibile a queste tematiche, essendo insegnante di sostegno

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