martedì, Ottobre 20, 2020
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Tra tenebre e bagliori di Stefano Tonelli

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Tra tenebre e bagliori di Stefano Tonelli

La nostra vita si svolge tutta, nel suo percorso tortuoso come il letto di un fiume in corsa verso il mare, tra tenebre e bagliori, proprio come il titolo di questo volume, che racchiude poesie di grande intensità. Stefano Tonelli dedica i suo versi agli amici, ci sono poi i ricordi d’infanzia, per invitare infine il lettore ad elevarsi spiritualmente attraverso sentimenti nobili, tramite l’amore. L’autore scava nel profondo della sua anima, tirando fuori il meglio che è racchiuso in sé, nella gioia e nel dolore. Il suo discorso si fa universale nell’affrontare temi esistenziali, in cui l’uomo e la natura sono strettamente congiunti. Poesie che toccano le corde del cuore, poesie bellissime, evocative e stilisticamente perfette fanno di questo volume una cosa preziosa da custodire nel profondo dell’anima. “La poesia per me è un bene da coltivare, nella continua ricerca e meditazione di un senso fecondo dell’esistere sia della mia persona sia di tutto quanto esiste intorno a me” scrive Tonelli. Una scrittura classica eppur moderna, versi veri, profondi che riecheggiano le più belle opere della nostra letteratura del passato e di quella contemporanea. Parole che scivolano sul cuore e che scaturiscono da una mente eclettica, abituata ad analizzare, osservare, sentire, creare con un’immediatezza di immagini che colpisce. E’ poesia moderna certo, come ho scritto precedentemente, ma con legami ad una classicità rielaborata con strumenti attuali e con una sensibilità poetica profondissima, sempre presente a se stessa. Da questi versi traspaiono i dubbi, la malinconia, le insidie, la solitudine dei tempi nostri che come specchi riflettono immagini particolari e seducenti. Del resto cos’è la poesia se non lo specchio dell’anima? Se non la voce del cuore? Se non ricerca di amore? E tra tenebre e raggi di sole scorre la vita, dolorosa sì, ma anche bella, illuminata così com’è in questo mirabile libro da bagliori di luce. Nicla Morletti

Anteprima del libro

Consolazione

Quando mi sento morir dentro
e si strozza persino il respiro e la voce
e le lacrime non trovano la loro via,
mi consolo con questi giri di parole
talvolta vane, sognatrici o dolorose,
ciò che l’animo mio dalla cupa pozza
mi dona pur sotto la grave mole
di pensieri ritorti e oscuri, e tuttavia
bramosi anche loro di un po’ di sole.

A loro e a me ne viene un po’ di luce.
È nulla per chi vive di viva vita,
è tutto per chi ogni giorno muore di truce
ferita, condannato a una perenne salita.

***

Autoritratto

Sono nato il diciannove al terzo
mese, domenica ore quattordici e cinque
anno millenovecentrosettandue,
cittadino e residente milanese,
verso sud est come zona.

Immerso con la corona del mio nome
in questa strana e nuova avventura
dell’esistenza umana, come in clausura
ho fatto conoscenza della mia persona:
anima cortese onesta buona fedele,
pigra avara, a volte un po’ balzana e contorta,
solitaria riflessiva nei suoi pensieri assorta.
Non coraggiosa, anzi attenta e sempre volta
al porto sicuro e non a incerte strade
ovunque disperse tra ampie contrade.

Ho visto la vita con occhi profondi color miele,
l’ho meditata con fronte alta e spaziosa,
l’ho percorsa col mio metro e settanta d’altezza
di buone proporzioni e discreta bellezza:
non sempre è stata una delizia e giocoforza
ho più volte toccato il fondo con strazio
e ferite sanguinanti e dolorose, pagandone il dazio.

Altre saranno in futuro, anche se una certa scorza
ormai s’è fatta. Ma io ho imparato da autodidatta
ad attendere il buono e il cattivo con tenace forza,
con labbra talora prive dell’incanto di un sorriso,
con viso spesso solcato dal pianto ma senza disfatta.

***

Ucronia

Viviamo in un eterno presente
di vani piaceri ingordo
e triste di ciechi ideali.
Con mano possente lo sfrego
via dalla mente, sempre
volta a stagioni reali
o di invenzione infantile
e adulta, o al sogno demente
di controllare il futuro senile
per allontanare il vecchio balordo
vagante senza fissa dimora.

Non si vive che nel “qui e ora”
nel carcere di un tempo presente?
Ripiego il mio ego puerile
e lo riparo nel mio ucronico tempo
la vita è lontano ricordo,
uno strano e curioso accidente.

***

Matrimonio con me stesso

Ho sposato me stesso, da sempre. E non andiamo
quasi mai d’accordo.
Carmelo Bene

Mi sono messo con me stesso,
e non sempre è stata
una bella compagnia.

Ho disimparato a stare con gli altri,
per non rimanere ghermito
nella tagliola di sentimenti spaventosi,
e mi sono rifugiato in cima alla colonna
travestito da strano stilita.

Lassù, solo con i miei pensieri
godo l’aria rarefatta e astratta
della mia vita.

Ho imparato ad amare questa ritrosia,
non per virtù propria o per difetti altrui,
ma per l’abitudine di attaccarsi
ai fantasmi della propria follia.

***
Tra tenebre e bagliori
di Stefano Tonelli
2009, 96 p., brossura
Montedit
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Stefano Tonelli

Stefano Tonelli è nato domenica 19 marzo 1972 a Milano. Ha conseguito il diplo­ma di maturità classica nel 1991 e la laurea in Lettere Moderne nel 1998, riportando la votazione di 106/110 con una tesi in Storia della Musica. Nel 2013 ha conseguito una seconda laurea in Scienze dei Servizi Giuridici. Ama molto la musica classica e in particolare quella lirica, ma è anche appassionato di storia e di temi legati alla psicologia, alla spiritualità e alla reincarnazione. Dall’età adolescenziale ha iniziato a scrivere in modo discontinuo ed episodico, ma so­lamente dal 2003 ha trovato l’ispirazione e la voglia di occu­parsi di poesia con una certa regolarità. Intende la poesia sia come mezzo di espressione dei propri pensieri, stati d’animo e sentimenti sia come compagnia e sublimazione della propria malinconia esistenziale. Ha partecipato a diversi concorsi per poesia inedita e edita in volume, ottenendo numerose attesta­zioni e riconoscimenti. «Una luce dal cielo» è la sua quarta raccolta di poesie, dopo «Itinerario di un’anima» (2006), «Ri­flessioni sulla vita» (2007) e «Tra tenebre e bagliori» (2009), tutte pubblicate con Montedit.

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4 Commenti

  1. Quanta realtà in questi versi… soprattutto nelle poesie Autoritratto e Matrimonio con me stesso, si apre una riflessione con noi stessi, col nostro io nascosto. Un libro che ci guida alla comprensione…

  2. Innanzi tutto mi complimento con il poeta per la scelta del titolo e dell’immagine di copertina poichè sono davvero d’impatto.
    Leggendo le poesie che compongono l’anteprima si riesce proprio a vedere l’anima del poeta e a comprendere quali sono le tenebre e quali i bagliori. Infatti io ritengo che le tenebre siano le difficoltà che il poeta ha incontrato mentre i bagliori sono rappresentati dalla forza di andare avanti e di non arrendersi mai.

  3. A dispetto del titolo, “Tra tenebre e bagliori ” ci porta solo luce, quella necessaria nel percorso della vita. Stefano Tonelli adopera i versi anche come piedistallo psicologico, su cui rifugiarsi per addomesticare un poco le ferite della vita.
    E ci riesce ; lenendo, nel contempo, pure quelle dei suoi lettori.
    Gradirei ricevere il libretto per assaporarlo interamente ; e poi degnarla di una recensione all’ altezza.
    Grazie.

    Gaetano

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