sabato, 17 Aprile 2021
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Tre di Giuseppe Leonelli

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Tre di Giuseppe Leonelli

Tre di Giuseppe Leonelli, il nuovo romanzo dell’autore di Santiago

Tre di Giuseppe Leonelli, tre fratelli sospesi tra verità e menzogna

Antonio ed Elena sono fratello e sorella o forse no. Si incontrano nella folla dei pellegrini che fanno il Cammino di Santiago e l’attrazione è irresistibile, però forse dovranno dare un significato diverso all’espressione anime gemelle.
E c’è anche Chiara a cui la madre, in punto di morte, ha rivelato ciò che le è successo tanti anni prima, quando lavorava negli Stati Uniti: da qualche parte del mondo ci sono due suoi fratelli.
La loro separazione è frutto di un esperimento che nel dopoguerra venne portato avanti da alcuni centri di ricerca americani, con effetti devastanti. Tre di Giuseppe Leonelli racconta una storia vera – oggetto di inchieste e film – da cui discendono le vicende di Antonio, Elena e Chiara: tutti e tre sospesi tra verità e menzogna, attrazioni e paure, desiderio di sapere e paura del test del DNA, perché non sempre si preferisce sapere.

Anteprima

MILANO

La camera non era diversa dalle altre.
Due letti, un tavolo, un paio di sedie, un armadio e una coppia di comodini in laminato plastico.
La compagna di stanza, una pugliese emigrata a Milano, era in un altro reparto per sottoporsi a un esame.
Nessun estraneo era presente nella stanza. Solo lei e la figlia.
Giuliana, non poteva rimandare ancora.
Prima di morire doveva togliersi quel peso dal cuore. Quel segreto nascosto da quarant’anni di silenzio.
Ogni giorno avvertiva un nuovo dolore. Il corpo era un campo di battaglia e metastasi incurabili le stavano mangiando la vita. Era stanca, la resa era sempre più vicina.
Non le restavano molte occasioni per consegnare la lettera; doveva trovare il coraggio e rompere gli indugi, non c’erano altre scelte.
Giuliana strinse forte la mano della figlia seduta di fianco a lei. Chiara guardò preoccupata il volto della madre. La fissò con i suoi occhi neri, poco inclini ai compromessi.
“Che c’è mamma?”
“Niente”, disse con voce spenta. “Sono… contenta che sei qui”.
Giuliana fece un respiro profondo. Uno di quei respiri che tracciano linee di confine.
“Ho cercato di essere una buona madre e…”
“Lo sei stata, non ti preoccupare”.
“Avrei voluto fare di meglio, un’intimità più…”
“Più?”
“…”
“Mamma, sei stata un libro aperto. Poi, non sei una mia amica, a una madre non si può raccontare proprio tutto. Scusami ma sono fatta così”.
Giuliana distese le labbra, era il sorriso più eloquente che poteva elargire.
“Io dovrei tornare in ufficio. Se vuoi resto ancora, e avviso che arrivo in ritardo. Altrimenti ci vediamo domani, come al solito”.
Era il momento. Giuliana si fece coraggio.
“Ho scritto una lettera… per te… vorrei che la leggessi… quando arrivi a casa”. Parlava lentamente, conosceva le parole che avrebbe voluto pronunciare, ma non aveva la forza per farle uscire. “È nel cassetto del comodino… prendila. Stasera… leggi… quello che non ti ho mai raccontato”.
“Una lettera? E per dirmi cosa?”
“Prendila…”
Chiara tirò il pomello di plastica. All’interno del cassetto c’era solo una busta bianca. L’osservò senza avere la forza di toccarla.
Come faceva da bambina, cercò lo sguardo della madre. Giuliana socchiuse gli occhi per darle l’ultimo incoraggiamento.
“Sei sicura che non sia meglio leggerla insieme?”
“È meglio se lo fai da sola. Adesso vai… Non voglio che fai tardi al lavoro”.
C’era qualcosa di simbolico nella consegna di quella lettera. Temporeggiò, chiedendosi se non fosse il caso di restare.
“Vai. Ci vediamo domani”.
Sorpresa dalla sua fermezza, decise di andare. Si chinò sul corpo stremato, immobile, della madre e le baciò la fronte.
Aveva già parlato con il Dottor Rinaldi: il quadro clinico era stabile, ma non c’erano speranze all’orizzonte. Chiara si era convinta che la stessero preparando al peggio.
Prima di uscire dalla camera le rivolse ancora uno sguardo, sorridente. Soffiò sul palmo della mano per farle arrivare l’ultimo bacio della giornata.
Scese le scale, non le piaceva l’ascensore; mentre varcava le porte scorrevoli rovistò nella borsa per cercare la busta. Voleva essere certa di averla con sé.
Raggiunse l’ufficio e si mise al lavoro. Era distratta, i numeri le sfuggivano e i risultati contabili non trovavano le giuste corrispondenze.
Cosa c’era scritto in quella lettera?
Sua madre le aveva accennato a vicende di cui non avevano mai parlato.
Aprì la cerniera della borsetta. Il rettangolo bianco era sempre lì.
Riportò gli occhi sullo schermo del computer. Voci di spesa, preventivi e quote di ammortamento. Le dita delle mani appoggiate, immobili, sulla tastiera.
Il rettangolo bianco era sempre lì.
Guardò l’orologio. Mancava un quarto d’ora alle diciassette. I numeri potevano aspettare.

SANTIAGO

Antonio non staccava gli occhi dalla Cattedrale, come se volesse dilatare quegli istanti di bellezza sconosciuta. Un tempo immobile che custodiva la sintesi di una vita. Quel momento era la punta di un iceberg, la parte lucente di un percorso costellato di gioie e di fatiche, di brutture e tele da incorniciare.
Praca Obradoiro era gremita di persone. Alcuni ridevano, altri si baciavano o si abbracciavano. C’era chi restava in silenzio e chi pregava con gli occhi rivolti al cielo. Mentre indietreggiava, con lo sguardo rivolto ancora all’immensità della Cattedrale, si scontrò con uno sconosciuto.
“Scusa”.
“Non ti preoccupare. Ben arrivato!”.
Si guardarono distrattamente. Per un attimo Antonio pensò che la stanchezza e l’emozione gli stessero giocando uno scherzo. Eppure, negli occhi di quell’estraneo riconobbe gli sguardi di tutte le persone incontrate durante il Cammino, lungo gli 850 chilometri che aveva percorso, da Irun a Santiago de Compostela. In quegli occhi rivide il sorriso seducente di Magda, l’allegria di Ramon e Firmin, la tolleranza di Carlos, l’anelito artistico di Jesus, la spensieratezza di Johanna, Louis, Allen e Belem, la spiritualità di Padre Ernesto e, non poteva essere diversamente, gli occhi di Elena.
Occhi magnetici. Occhi inaspettati. Occhi che avevano avuto il potere di cambiargli la vita.
“Ti fermi o vai a Finisterre?”
Antonio non seppe cosa rispondere.
“Non so”, fu l’unica parola che gli uscì di bocca.
Si scambiarono un ultimo sguardo prima di confondersi tra centinaia di persone.
Sarebbe andato a Finisterre? Era presto per deciderlo.
Prima doveva ritrovare gli occhi di Elena.
Gli eventi degli ultimi giorni avevano aperto nuove prospettive di vita. Nutriva la convinzione che non fossero ipotesi ma certezze acquisite, punti fermi di una nuova esistenza.
Aveva bisogno di quegli occhi; per avere conferme e per rimuovere un piccolo, fastidioso, granello di sabbia. Quel tempo perfetto non poteva essere guastato da un minuscolo residuo minerale. Però c’era. Quel granello di sabbia era lì. Piccolo, ma in grado di fermare l’immagine e bloccare lo sviluppo della narrazione.
Doveva rimuoverlo.
“Ora sono qui”, disse a se stesso.
“Sono qui e aspetto che arrivi. Aspetto Elena, la gemella che non sapevo di avere. In questa piazza celebreremo una nuova nascita, come se i giorni del Cammino fossero stati l’ultimo periodo di gestazione”.
Il granello di sabbia non si muoveva. Per il momento una minaccia inattiva, ma delineava dubbi che non era facile dissolvere. La convinzione di essere fratelli gemelli si basava su pochi dati, vaghi e discutibili, poteva essere un’illusione costruita sulla battigia.
Se la folle idea di essere sangue dello stesso sangue fosse diventata una certezza, sarebbero emersi problemi imprevisti. Antonio avrebbe dovuto cambiare abitudini e fare i conti con le rispettive diversità caratteriali.
Perché, in fin dei conti, erano diversi.
Lei, Elena Bartolomei, con il pallino della famiglia, caparbia nel voler dare un nome e cognome a un padre e una madre inesistenti.
Lui, Antonio Baldini, un carattere intollerante e rabbioso nei confronti di coloro che l’avevano abbandonato dopo averlo messo al mondo.
“Non ho chiesto io di nascere”.
“Forse, non lo volevo nemmeno”, disse a se stesso con un lieve movimento delle labbra.
“Ma ora è diverso”.
“Ora non sono più solo”, pronunciò una prima volta a bassa voce.
“Ora non sono più solo”, ripeté più forte.
(da Tre di Giuseppe Leonelli)

Tre
di Giuseppe Leonelli
Editore: Betti (20 ottobre 2020)
Copertina flessibile: 224 pagine

Giuseppe Leonelli
Giuseppe Leonelli

Giuseppe “Leo” Leonelli è nato a Modena nel 1963.
Premio Nazionale Paolo Borsellino 2019 per la sezione cultura con il romanzo “Santiago”.
Dopo aver seguito le orme del padre nella gestione del bar di famiglia, ha continuato a lavorare nel campo della ristorazione in diverse località della penisola.
Nel 2006 il suo esordio letterario con Santa Maria per Giraldi Editore a cui seguono Hasta Siempre per Oppure Editore nel 2008, 1994 per Incontri Editrice nel 2012 e Santiago per Incontri Editrice nel 2017. Si è cimentato con la struttura del racconto con Almeno non sono grigie per Toilet 19 – 80144 Edizioni, Le campane di Bobbio per Marcos y Marcos e Il grande stambecco per Clown Bianco.
Santiago tra le opere è quella che ha riscontrato il maggior successo. A oggi conta 5 edizioni e 120 presentazioni.

33 Commenti

  1. Ho avuto il piacere di leggere “Tre”. E parlo di “piacere”, perchè ho trovato questo libro davvero gradevole sotto tutti gli aspetti, a partire dalla fluida ed accattivante narrazione, passando attraverso il suo contenuto, fino ad arrivare all’ultima pagina, dove ho trovato i “ringraziamenti” (mi sono piaciuti moltissimo!) dell’autore.
    Un libro tutto da leggere, per dirla in due parole!
    L’accattivante vicenda si snoda sapientemente fra continui richiami al Cammino di Santiago (nella sua completezza fino all’arrivo al mojon più atteso, a Finisterre), che inducono a riflessioni (e sorprendenti ricordi) specie in chi, come me, pellegrino lo è stato (…..”chi diventa pellegrino lo resta per sempre. Per tutta la vita”…).
    O forse, chissà, risvegliare in qualche lettore il desiderio di fare questa indimenticabile esperienza, mentre si lascia avvincere dagli eventi che caratterizzano la lettura di questa storia, che fra l’altro ha il grande pregio di non essere assolutamente banale.
    Saluto e ringrazio Leo per l’occasione che mi ha dato offrendomi questo libro, che non mancherò di consigliare.
    ……”e poi si riparte”……..Buen Camino!

  2. Sono un giovanissimo ragazzo ma sono molto affezionato al cammino/pellegrinaggio di Santiago. Ho 17 anni e lo ho percorso già 2 volte. Mi piacerebbe molto leggere questa storia, vista la curiosità che mi ha suscitato la trama.

  3. Dalla trama ,per me sempre corta, mi piace è uno di quei libri che ti appassiona ti intriga ti coinvolge bello ed interessante.

  4. Dalla trama ne sono rimasta piacevolmente colpita.
    ho adorato ogni singola parola… sarei molto grata di poter ricevere e leggere questo libro

    • Ciao Giulia, purtroppo i libri che avevo messo a disposizione li ho esauriti. La casa editrice me li fornisce, ovviamente, a pagamento e in questo momento non me lo posso permettere. Mi dispiace. Lo puoi trovare in libreria o sollecitare la tua biblioteca di riferimento ad acquistarolo.
      Un caro saluto. Leo

  5. ….storia vera, amore..tristezza, interrogativi e poche, forse poche risposte…….
    Santiago, incontri di Fede, luogo mistico e giusto per certi miracoli….
    mi piacerebbe scoprire l’evolversi di questa meravigliosa storia….

    • Ciao Anna, purtroppo i libri che avevo messo a disposizione li ho esauriti. La casa editrice me li fornisce, ovviamente, a pagamento e in questo momento non me lo posso permettere. Mi dispiace. Lo puoi trovare in libreria o sollecitare la tua biblioteca di riferimento ad acquistarolo.
      Un caro saluto. Leo

      • grazie, lo faro’ al piu presto possibile….. e complimente a te ..per la tua fantastica scrittura…..

  6. Da una prima lettura il libro si prospetta molto interessante, il fatto che sia tratto da una storia vera rende la storia ancora più affascinante.

    • Ciao Aziza, purtroppo i libri che avevo messo a disposizione li ho esauriti. La casa editrice me li fornisce, ovviamente, a pagamento e in questo momento non me lo posso permettere. Mi dispiace. Lo puoi trovare in libreria o sollecitare la tua biblioteca di riferimento ad acquistarolo.
      Un caro saluto. Leo

  7. Sarei davvero emozionata di ricevere una copia di questo avvicente libro,dal momento che sono mamma di tre gemelli e la tematica affrontata mi tocca nel profondo. Chiara, Antonio ed Elena,tre ragazzi portatori di segreti, emozioni e verità taciute.

    • Ciao Emanuela, purtroppo i libri che avevo messo a disposizione li ho esauriti. La casa editrice me li fornisce, ovviamente, a pagamento e in questo momento non me lo posso permettere. Mi dispiace. Lo puoi trovare in libreria o sollecitare la tua biblioteca di riferimento ad acquistarolo.
      Un caro saluto. Leo

  8. I libri tratti dalle storie vere mi appassionano sempre, sicuramente un’ottima lettura per l’anno nuovo. Se possibile sarei lieta di ricevere una copia. Grazie.

  9. Ho letto con interesse la presentazione e la breve anteprima, quello che più mi ha colpita è il fatto che l’opera sia basata su avvenimenti realmente accaduti, gemelli separati alla nascita per un “esperimento scientifico e sociologico” ammetto di aver cercato sul web alcuni riferimenti, in quanto non conoscevo questa storia.
    Dalle premesse sembra essere una lettura interessante, i TRE riusciranno a scoprire la verità? quale sarà il risvolto psicologico nelle loro vite, dopo questa scoperta?
    Spero di aver l’opportunità di continuarne la lettura.
    Cordiali saluti.

  10. Una stupenda storia che affascina fin dalle prime righe, e poi con la cornice di Santiago rende tutto … voglia di leggerlo subito.. Complimenti

  11. Una storia fuori dal comune dove la voce del sangue è percepita come la tappa finale di un cammino mistico come quello di Santiago.Spero di poter continuare la lettura di questa storia affascinante.Auguri Mariliana

    • Mariliana, cercherò di farti continuare la lettura inviandoti il libro. con la speranza di non deluderti. Buon Natale e grazie. Leo

  12. Da “pellegrina” – anni orsono ho percorso il Cammino….e fino a Finisterre! – mi piacerebbe ripercorrerlo insieme ai protagonisti, per ascoltare e vivere la loro storia attraverso questo libro, che si preannuncia molto interessante!

    • Buen Camino Elena! Quando ti arriverà il libro troverai il tratto finale, quello che porta a Finisterre. Il Cammino l’ho narrato in SANTAGO – INCONTRI EDITRICE, ma si può leggere TRE senza aver letto prima SANTIAGO. Spero che ritroverai qualcosa del Cammino. Buon Natale. Leo

      • Ho ricevuto con immenso piacere il tuo libro. Sono ansiosa di iniziarne il cammino……..pardon, la lettura e non mancherò di condividere le mie impressioni, che presagisco essere più che positive!
        Grazie e Buon 2021 anche a te!

        p.s.: mi riservo di leggere “Santiago”, naturalmente: la curiosità è tanta!

  13. Molto intrigante …tre fratelli che non sanno dell’esistenza l’uno degli altri..poi la irnice del cammino di Santiago. Vorrei proprio leggerlo.

    • Gentile Roberta, grazie per il commento. Spero che quando avrà la copia tra le mani possa intraprendere una buona lettura. C’è solo la parte finale del Cammino, quello che porta a Finisterre. Il cammino vero e proprio l’ho narrato in SANTIAGO – INCONTRI EDITRICE. Non è comunque necessario leggere prima SANTIAGO. Buon Natale. Leo

  14. Ho letto la trama e mi è piaciuta molto. Anche l’anteprima ha catturato la mia attenzione, grazie alla scrittura fluida e coinvolgente dell’autore. Secondo me, è significativo che un incontro così importante, come quello tra due fratelli che si ritrovano, avviene a conclusione del cammino di Santiago. Come questo lungo percorso con tutte le sue difficoltà conduce il pellegrino a Dio, allo stesso modo le difficili vicende della vita porteranno Antonio a riunirsi con Elena. Mi sembra una storia molto ben costruita che leggerei con piacere.

    • Gentile Maria, appena possibile le invierò la copia di TRE. Prima di questo libro c’è stato SANTIAGO – INCONTRI EDITRICE. Non è necessario leggere prima Santiago, glielo dico in quanto ha fatto riferimento al Cammino e mi ha fatto piacere la sua considerazione. Buon Natale. Leo

    • Salve Pia Arianna, appena riceverò il suo indirizzo dalla redazione le invierò una copia, con la speranza di meritare i complimenti che mi ha fatto. Leo

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