sabato, 17 Aprile 2021
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Un nuovo inizio di Arianna Capogrossi

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Un nuovo inizio di Arianna Capogrossi

Un nuovo inizio di Arianna Capogrossi, opera prima della giovane scrittrice romana.

Un nuovo inizio di Arianna Capogrossi, storia di un viaggio interiore a cavallo del lockdown

Eleonora è una ragazza che vive una vita felice, circondata dall’affetto della famiglia e degli amici. Concilia lo studio con il lavoro, dedicandosi anche alla stesura di una travagliata tesi di laurea. Una serie di eventi la porterà a mettere tutto in discussione, a dubitare delle proprie capacità e a sprofondare in un baratro, che genererà attacchi d’ansia. Il percorso con una psicoterapeuta la indirizzerà verso un nuovo modo di vivere la vita e le fornirà tutti gli strumenti necessari per prendere coscienza di sé. Un nuovo inizio di Arianna Capogrossi è la storia di un viaggio interiore che, proprio a cavallo del lockdown, tra ostacoli da superare, paure, incertezze e nuovi amori, la porterà all’acquisizione di nuove consapevolezze e alla riscoperta di sé stessa. Sarà un vero e proprio nuovo inizio.

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Se solo avessi saputo che quella sera avrebbe rappresentato per me un nuovo inizio, caratterizzato da una lunga serie di cambiamenti nella mia vita, sicuramente avrei cercato di rassicurarmi nei momenti più difficili, avrei provato a suggerire alla vecchia me, di non aver paura, che gli ostacoli e le numerose difficoltà presentatesi sul mio cammino, altro non erano che delle prove che potevo superare. Solo che allora non lo sapevo.
Era una sera di ottobre e, dopo aver passato la serata in compagnia di alcuni amici, stavo guidando sulla Nomentana per tornare a casa. Nonostante facessero più di ventitré gradi, sentivo le mie mani diventare sempre più fredde e una leggera fitta al petto sembrava impedirmi di respirare a fondo.
Iniziai a sudare freddo e, cercando di mantenere il controllo sulla mia paura, vedevo la strada allargarsi. Stavo vivendo un vero e proprio attacco d’ansia e, se da un lato il mio primo istinto fu quello di fermarmi da qualche parte, dall’altro mi resi conto che arrestarsi sulla Nomentana di sabato sera poteva essere molto pericoloso.
Cercai di respirare a fondo, procedendo per quella strada infinita ad una velocità pari a venti km orari. Impiegai una mezz’oretta circa per arrivare alla fine della strada e, non appena superai Ponte Tazio, la paura svanì come per magia e con essa anche l’ansia.
Erano le due di notte quando tornai a casa e, sebbene non fosse la prima volta che vivevo episodi di attacchi d’ansia, cercai di sminuire l’accaduto dando la colpa allo stress che, da un mese a quella parte, stavo vivendo: a farvela breve ero stata costretta a rimandare la discussione della laurea, per colpa di una professoressa incontentabile. Se nei primi mesi di lavoro con lei, maggio e giugno, si era mostrata disponibile ed entusiasta di come stavo procedendo, da dopo le vacanze estive si era trasformata nell’incubo di ogni studente.
Volete un esempio? Ogni volta che mi restituiva il materiale corretto, iniziava una splendida seduta di autostima e incoraggiamento: «Il suo modo di scrivere è sciatto, superfluo e inconsistente. Non ci siamo proprio, lo riscriva da capo».
Concorderete con me che sentirsi ripetere, per un mese intero, le stesse identiche parole, è molto frustrante, ma soprattutto impossibile arrivare alla fine se ogni volta devi cominciare tutto da capo.
Mi sarei dovuta laureare a gennaio ma la professoressa aveva approvato solo una trentina di pagine da settembre e quindi era impossibile, secondo lei, poter concludere dignitosamente un lavoro di tesi in solo quattro mesi e, pertanto, la mia laurea era stata posticipata.
Perché l’ho scelta? Per svariate ragioni, di certo non pensavo fosse così! Probabilmente, come spesso succede, avevo commesso un errore di valutazione e, nonostante la sua innegabile bravura, il suo atteggiamento negativo, pessimista e alle volte tagliente, mi stava letteralmente distruggendo.
L’indomani mattina avevo un appuntamento con la mia migliore amica, Martina, l’unica con cui riuscivo sempre a confidarmi. Avete presente quelle rare persone che hanno sempre il consiglio giusto da dare? Ecco, lei era esattamente così e sapevo che anche quella volta, sarebbe riuscita ad aiutarmi.
«Sai, ieri sera sono uscita con degli amici dell’università e mentre stavo guidando, al ritorno, credo di aver avuto un attacco d’ansia».
«Ah… Cavoli Ele, mi dispiace che ti sia successo ancora!
Poi a distanza di pochi giorni, ma come mai?».
«Non ne ho idea, penso sia tutta colpa dello stress… Ti ho detto che la professoressa mi ha posticipato la laurea? Ho dovuto chiedere ai miei di pagare altre due rate dell’università. Papà era molto arrabbiato, non con me ovviamente, però era parecchio su di giri quando gliel’ho detto».
«Mamma mia che iena, hai finito tutti gli esami e, nonostante questo, ha deciso di posticiparti la laurea, davvero assurdo! Però, a prescindere da lei, non va bene che ti venga l’ansia, a maggior ragione se stai guidando. Sono un po’ di settimane ormai che si verificano episodi simili, perché non ne parli con qualcuno?».
«Intendi con una psicologa? Effettivamente non è una cattiva idea, certo è anche vero che generalmente non soffro di ansia. Forse devo solo mandare giù questo boccone, particolarmente amaro e poi andrà meglio».
È vero che quando si vive un periodo della propria vita pieno di sfide e di ostacoli l’ansia può fare brutti scherzi, ma avevo realmente bisogno di farmi aiutare da qualcuno?
Ad oggi posso dire di sì, ma all’epoca non ne ero certa, sapevo solo che la mia vita era bellissima e, nonostante questo, mi stavo incupendo giorno dopo giorno: con i colleghi di corso non ridevo più, anzi, mi isolavo, cercando di stare sola il più a lungo possibile, mi sentivo di peso per tutti, compresa me stessa.

L’autore

Arianna CapogrossiArianna Capogrossi nasce a Roma nell’aprile del 1992. Sin da piccola partecipa a corsi di scrittura creativa, cimentandosi in racconti brevi e fiabe. Prende parte all’iniziativa RaccontAbile, aggiudicandosi il quinto posto nella sezione narrativa, con il racconto Vi racconto delle zingarelle e un po’ della mia storia. Nel 2012 si trasferisce a Malaga per approfondire la conoscenza della lingua spagnola, una delle sue passioni più grandi. Tornata in Italia, si laurea in Scienze linguistiche letterarie e della traduzione presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Ha lavorato nelle biglietterie dei musei in Comune di Roma. Fra i suoi interessi rientrano la scrittura, la lettura di classici, il mondo digitale, i viaggi e la recitazione. Questo è il suo primo libro.

Un nuovo inizio
di Arianna Capogrossi
Copertina flessibile : 158 pagine
Editore : NeP edizioni (4 agosto 2020)

22 Commenti

  1. Quanti di noi hanno dovuto iniziare una nuova vita, un nuovo percorso dopo il lockdown dell’anno scorso..quanti finito quel periodo hanno dovuto voltare pagina e reinventare una nuova vita..una bella anteprima carica di positività e di coraggio e forza della giovane protagonista, sarei curiosa di approfondire questo bel libro

  2. Il viaggio che ognuno di noi avrebbe voluto fare durante questo periodo.
    Spero di leggerlo e trovare uno spunto per iniziare il mio, e conoscere questa giovane autrice.

  3. nei giorni scorsi, a sorpresa ho ricevuto il libro di Arianna Capogrossi e ho appena finito di leggerlo. Il mio giudizio è positivo : il testo è scritto benissimo, è fresco, allegro e ha vari spunti di riflessione molto interessanti. Complimenti all’autrice!

    • Felicissima che un nuovo inizio ti sia piaciuto! Leggere queste parole mi riempie di soddisfazione! Grazie ancora Giovanna

  4. Sembra molto interessante. La scrittura piacevole e scorrevole. Se possibile sarei molto felice di leggere il proseguo di quest’opera, di una mia coetanea tra l’altro.

  5. La protagonista si chiama come me. Come me è una studentessa e come me si appresta a scrivere una tesi di laurea. Penso che l’argomento trattato sia noto a parecchie persone. Gli attacchi di ansia sono qualcosa che ti lascia senza fiato, che ti costringe a fare i conti con una realtà di cui probabilmente fino ad un certo momento si ignora l’esistenza. Sarei felice se potessi continuare a leggere questo libro per capire come viene analizzata la situazione e per acquisire nuovi e importanti punti di vista sull’argomento.

  6. Mia nonna mi diceva sempre: “non perdere mai il vizio della parola, che non c’è niente di più appagante di condividere con gli altri le proprie esperienze e farne proprie quelle degli altri“.
    Vorrei leggere questo libro per non dimenticarmi di lei, perché il lockdown è una cosa che ha toccato tutti noi. E ascoltare le sue esperienze che, oltre a capirle, potrebbero arricchirmi dentro…

  7. Molto molto interessante soprattutto per l’argomento trattato dalla breve trama credo che sia davvero ben scritto come al solito a me che piace leggere resta sempre la bocca un po’amare nel non sapere come sarà la fine della storia

  8. Per chi conosce bene la materia, sa che gli attacchi di ansia, spesso stravolgono la vita. Difficile riuscire a controllarli senza un aiuto valido. Mi incuriosisce come la scrittrice tratta l’argomento.

  9. Un libro davvero interessante perché la storia è verosimile e permette quindi al lettore di immedesimarsi. Dall’anteprima sembra una scrittura scorrevole e accurata. Complimenti alla scrittrice.

  10. Le prime pagine del testo sembrano molto interessanti…penso non sia facile affrontare il tema dell’ansia che spesso colpisce senza preavviso…mi piacerebbe leggere il seguito della storia…

  11. Il titolo di questo libro preannuncia qualcosa che mi piace molto: la sua positività!
    Apprezzo il fatto che sia scritto da una giovane autrice e l’anteprima svela una trama bella ed interessante.
    Mi piacere poterlo leggere per intero!

  12. Mi piace la voce che l’autrice ha deciso di dare alla protagonista. L’estratto di questo libro sembra delicato, reale e molto interessante. Mi piacerebbe scoprire di più sulla protagonista e sulle persone che la circondano che, in circostanze come queste, possono fare davvero la differenza. Una trama semplice e per niente scontata, mi aspetto molto dalle riflessioni e dalla psicologia del personaggio. Spero vivamente me ne sarà data la possibilità.

  13. Mi piacciono le letture introspettive, in cui si indagano i sentimenti e le emozioni dei personaggi. Inoltre, il tema è conosciuto a molti, giovani laureati e non, che almeno una volta nella loro carriera scolastica hanno incontrato un docente pessimista e negativo. Va bene non accontentarsi e cercare di ottenere sempre il meglio dallo studente, ma non va neanche bene secondo me, essere sempre negativi. A volte, serve essere incoraggiati, soprattutto in un momento delicato come quello della laurea, in cui si tirano le somme di anni di studi e sacrifici. Complimenti all’autrice per il tema trattato e spero di poter leggere il suo libro.

  14. Noi donne con tante cose da fare siamo un insieme di mille donne, a volte però bisogna fermarsi perché si perde coscienza di noi stesse. Ritrovarsi è dura.Mi piacerebbe molto continuare la lettura del suo bel libro, anche io mi sono trovata in una situazione analoga ed
    è stata dura uscirne. Tanti auguri Mariliana

  15. Libro che tratta un tema molto attuale, una problematica che ha coinvolto ognuno di noi. Tutti in questo periodo di lockdown hanno scoperto molte cose della propria vita, è stata una parentesi che ci ha portato a riflettere su noi stessi, sui rapporti e sulle proprie scelte.
    Spero di continuarne la lettura.

  16. Dall’anteprima risulta essere una lettura interessante, un mix di emozioni e sensazioni, il periodo del lockdown, un viaggio interiore della protagonista per un nuovo inizio.
    Complimenti all’Autrice per questa opera di grande attualità, spero di poterlo leggere interamente.
    Cordiali saluti

  17. Innanzitutto complimenti perché la copertina è bellissima, le mille sfaccettature sembrano riflettere i mille sentimenti che tutti noi abbiamo vissuto durante il lockdown. Un libro attualissimo che mi piacerebbe leggere per vedere se ci sono cose che ho provato anche io durante la quarantena.

  18. Fortemente interessata, solo leggere le prime righe della trama, attrae la mia attenzione.Diciamo pure che conosco il “tema”.

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