Un volo sulla cenere di Claudia Petracca

C’è un bellissimo verso che ha scritto il grande poeta K. Gibran: “Dicono che l’usignolo si trafigge il petto con una spina quando canta la sua canzone d’amore. Così noi. Come potremmo altrimenti cantare.” Così è questa storia appassionata, ricca di sentimenti forgiati al fuoco della sofferenza e narrata con stile inconfondibile da Claudia Petracca. E’ tutto nel volo di un pettirosso, che compare nella copertina, il significato di questo romanzo intenso e delicato, scritto in maniera esemplare, con quel tocco di penna lieve ma incisivo tipico dell’autrice. Un battito d’ali è la felicità, un battito d’ali è la nascita e la morte. Tutto sta in un battito d’ali nell’immensità del cosmo. Il romanzo è ambientato durante la seconda guerra mondiale, anni di violenza, dolore, sopraffazione, l’orrore dei lager nazisti, una pagina della nostra storia dolorosamente scritta col sangue di migliaia e migliaia di vittime innocenti. Ricordiamo i campi di concentramento di Auschwitz, Dachau, Mauthausen e molti altri. Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale Ebrei e Ariani non possono più convivere. Ma è proprio qui, in mezzo alle macerie di un’umanità perduta, che sboccia l’amore intenso, appassionato e impossibile tra Sofia e Giacomo. Nell’orrore della guerra prendono vita anche sublimi sentimenti di amicizia perché la magia della poesia non muore mai, neppure tra le ceneri della distruzione, perché sempre dopo una fine c’è una rinascita, perché sempre dopo la tempesta sorge una luce nuova. Giacomo, Sofia, Giulio e Bruno sono personaggi indimenticabili, resi tali dalla penna e dalla maestria di Claudia Petracca, abile scrittrice dall’innato talento che costruisce una trama ricca di sentimento, di atmosfera e di pathos, in cui non mancano precisi riferimenti storici e dettagliate descrizioni di luoghi e ambienti. Ma a rendere la trama ancora più allettante l’autrice inserisce un elemento nuovo che desta non poca curiosità: il titolo di un libro “Il ladro di anime”. Ma chi è questo ladro? Di quali anime si impossesserà? L’enigma si scoprirà pian piano con la lettura di queste mirabili pagine scritte ottimamente, facendo librare il lettore in questo “volo sulla cenere.” Nicla Morletti

Anteprima del libro

Uno

IL DOTTOR ALBERT EFFETTUÒ un taglio netto dal torace sino all’addome. La mano nerboruta e pelosa affondò nelle viscere sino a che raggiunse il cuore. Lo afferrò con decisione, strappandolo dalle arterie…
Sofia chiuse il libro e lo abbandonò sul tavolo. Le era stato regalato da Bruno. Non aveva voglia di leggere e forse, quel libro, non le piaceva affatto!
«Troppo cruento!» pensò «ma in fondo erano soltanto poche righe, ancora…».
«Il ladro di anime è un bel titolo, ma come si può rubare l’anima…?».
Così dicendo, Sofia si diresse verso la credenza del soggiorno, aprì uno sportello e tirò fuori un blocco di fogli da disegno, si avvicinò alla finestra, scostò la tenda e scrutò l’orizzonte.
Il cielo si tingeva di rosso, le vetrate dei palazzi, tagliati a metà da pittoresche lingue di fuoco, illuminavano le strade.
Il tramonto offriva puntualmente il meglio di sé.
Sofia esplorava sempre dalla finestra quella parte del giorno, la sintesi cromatica di un’intera giornata. I colori del mattino si mescolavano ai colori del meriggio, una mistura seducente ed esplosiva che imbrattava di magico vermiglio ogni punto della città.
Oltre all’amore per la lettura, Sofia aveva una grande passione per il disegno. Dalla realtà traeva ispirazione, fissando sulla carta le tinte e le linee che animavano il suo mondo.
«Sofia, sempre alla finestra!». Giulia entrò nella stanza con la solita veemenza.
«Giulia, non hai pietà del mio povero cuore?».
«Come al solito in contemplazione davanti alla finestra, eh?».
«Che c’è di meglio di un bel tramonto?».
Giulia guardava l’amica con tenerezza. Non riusciva a comprendere quello strano torpore che, a volte, si impossessava della giovane amica. Sin da bambine avevano manifestato personalità diverse.
Sofia più riflessiva, in grado di perdersi dentro labirinti fantastici, fatti di pensieri e di carta stampata! Giulia più pragmatica, sempre pronta all’azione, con un’irrefrenabile voglia di fare e di raggiungere obiettivi, senza previe congetture o analisi mentali.
«Lascia perdere i tramonti, usciamo a respirare un po’ d’aria! ».
« Qual è il tuo programma per oggi, Giulia?».
«Ho in mente un buon film, che ne dici?».
«Titolo?».
«Il ladro di anime!».
«Il ladro di…?».
«Il ladro di…».
«Ah, sì! Questo nome mi ricorda qualcosa!» la interruppe Sofia.
La ragazza si diresse verso il tavolo sul quale, qualche ora prima, aveva riposto il libro che le aveva proposto di leggere l’amico Bruno.
«Eccolo qua, è lui: Il ladro di anime. Sai di cosa parla?».
«Non esattamente, perciò voglio vedere il film!».
«Dici che ne varrà la pena?».
«E perché no?».
«Non ho tanta voglia, veramente…» borbottò Sofia.
«Non essere noiosa, e poi potremo conoscere l’autore: Giacomo Donati!».
«Addirittura! E come farai a conoscerlo? Ti metterai in fondo alla fila di una ventina di “sgallettate”?» domandò sarcasticamente Sofia.
«Certamente no!» rispose seccamente Giulia «ce lo presenterà direttamente Bruno».
«Che!? Chi Bruno?».
«Bruno, il nostro amico!».
«Ma pensa un po’ che furbo di ragazzo! Mi ha messo davanti il libro senza dirmi che…».
«Va bene, vuoi che ci vada sola?» chiese Giulia ormai seccata dai brontolii dell’amica.
«No, aspetta vengo con te, andiamo» si persuase Sofia.

Due

IL BUIO SI IMPOSSESSAVA prepotentemente della città, le luci dei lampioni sostituivano solo in parte ma con caparbietà i caldi e luminosi raggi del giorno.
Giulia e Sofia, avvolte in leggeri soprabiti di raso nero, camminavano speditamente sui sottili tacchetti della nuova collezione Chanel, picchiettando, con misurata civetteria, quelle insidiose piastrelle di porfido che si snodavano lungo la strada e che attentavano costantemente all’incolumità delle seducenti caviglie, velate di seta.
Sofia, già pentita per essersi lasciata trascinare dall’amica in quella che, a suo dire, non sarebbe stata certamente una bella serata, sperava che finisse tutto al più presto.
«Non vedo l’ora di tornare a casa, infilarmi nel letto e leggere un buon libro!».
Giulia precedeva l’amica di pochi passi, il suo unico desiderio, in quel momento, era di trascorrere una piacevole serata e di conoscere nuova gente.
Arrivate all’ingresso del cinema, si resero subito conto che non sarebbe stato facile accedere all’interno.
Una moltitudine di pagliette e cappellini, dalle più svariate forme e colori, affollavano la porta d’entrata; era impossibile passare, bisognava attendere.
«Lo sapevo!» borbottò Sofia.
«Un po’ di pazienza e presto saremo dentro!» tentò di rassicurare Giulia.
Una voce si sollevò dal brusìo generale: «Giulia! Sofia! Da questa parte!».
Le due giovani si voltarono istintivamente, attirate dalla voce che proveniva da destra.
Bruno le chiamava sporgendosi da una porticina secondaria: «Presto, da questa parte!».
Le due ragazze si divincolarono, sgattaiolando fuori dalla calca, in un lampo si catapultarono nel piccolo atrio aiutate dall’amico che le afferrò per le maniche dei soprabiti!
«Uff… che fatica!» sbuffò Sofia.
«… Ma ce l’abbiamo fatta!» alleggerì Giulia.
«Ragazze, venite con me, voglio presentarvi Giacomo!».
«L’autore del libro Il ladro di anime da cui è tratto il film?» domandò emozionata Giulia.
«Certamente!» rispose fiero Bruno.
«Io non vengo!» si espresse con fermezza Sofia.
«Ma, Sofia!» protestò Giulia.
«No, grazie, non mi interessa!».
Sofia cercava di nascondere la timidezza dietro la maschera del disinteresse.
«Ti prego Sofia…» insisteva piagnucolante Giulia.
Bruno interruppe la discussione tra le due amiche con un cenno della mano. Un uomo, dall’andatura elegante, si avvicinava con passo deciso e sicuro. Alto, robusto, spalle larghe e vigorose. Il lupetto nero a dolcevita accentuava la folta capigliatura scura, impreziosita da fili d’argento sparsi qua e là che gli tributavano il fascino senza tempo dei quarantenni. Giulia ne fu subito rapita. Sofia barcollò sui tacchi e, mentre l’uomo avanzava, sentì le guance che si incendiavano d’un calore mai avvertito in precedenza, ma non fu niente in confronto alla tachicardia che le mise a soqquadro il petto, quando fulgidi occhi verdi le penetrarono le pupille.
«Signorina, mi permetta: sono Giacomo Donati. Onoratissimo!».
Lo scrittore prese dolcemente la mano di Sofia, sfiorandola fugacemente con un bacio. Poi fu il turno di Giulia che, meccanicamente, presentò la mano all’uomo che l’aveva resa incapace di proferire parola. Un silenzio imbarazzante regnò sovrano per qualche istante, poi Bruno spodestò quel silenzio in favore di qualche battuta rompighiaccio: «Che ti avevo detto, Giacomo? Non sono veramente carine le mie amiche?».
«Ancora di più di quello che mi hai raccontato!» rispose l’uomo, elargendo sguardi intriganti alle due ragazze.
«Beh, sono un po’ imbarazzata!» disse con un filo di voce Sofia, abbassando gli occhi.
«Signorina, mi scuso se le mie parole le hanno in qualche modo arrecato imbarazzo, non era mia intenzione».
Giulia seguitava a stare in silenzio, non riuscendo a staccare lo sguardo da quella bocca che si allargava in ammalianti sorrisi.
«E lei, signorina? Spero di non aver imbarazzato anche lei!».
«No… Io no,…pro…prio no!» disse Giulia, stentando le parole.
Le due ragazze si accomodarono sulle sedie. Il film stava per cominciare.
Giacomo Donati sedeva più distante e, al suo fianco, Bruno.
Le luci si spensero, in sala calò il silenzio, il grande schermo si accese.

***
Un volo sulla cenere
di Claudia Petracca
2013, 160 p.
Lupo
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Claudia Petracca

Claudia Petracca è nata a Lecce, il 13 Giugno 1968. Con­segue il diploma di Maturità Classica e frequenta la facoltà di Lettere moderne all’Università del Salento. Ha collaborato con Formapulia, società di Alta Formazione. Una pubblicazione pre­sente nella raccolta di poesia II Galantuomo (Circolo Culturale salentino). Sue pubblicazioni sono presenti nella raccolta Poetika vol. III (Onirica edizioni) e nella raccolta Poetika vol.V (Onirica edizio­ni). Nel 2009 pubblica Pietre (Ed. Il Filo), romanzo breve al quale sono assegnate note di merito e, nel 2010, le è conferito il “Pre­mio Nazionale Città di Fucecchio (Firenze)”.

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6 Commenti

  1. Colpita dal titolo mi ritrovo a leggere questa anteprima, la storia é un crescendo,all’interno di un terribile periodo l’amore riesce ad affiorare comunque ed é un volo sulla cenere…

  2. M’interessano molto i libri con ambientazione nel secondo conflitto mondiale. Spero di riceverne una copia, vorrei tanto leggerlo!

  3. Nella cornice di un quadro storico ben definito si instaura la vicenda appassionante di questi protagonisti che nonostante i patemi vanno alla ricerca dei valori più nobili e più puri che deliziano l’animo umano: l’amore e l’amicizia incondizionati.

  4. Un romanzo storico che oltre ad una storia d’amore cela anche un mistero.
    Ci sono utti i presupposti affinchè sia un ottimo libro.
    Sicuramente è un libro che mi piacerebbe leggere e ricevere, spero di essere accontentata. Scriverei poi un’approfondita recensione sul web.

    Complimenti all’autrice e alla sua “penna lieve ma incisiva”.
    Stefania C.

  5. Claudia Petracca in ” Un volo sulla cenere ” ci racconta una storia d’ amore e di sofferenza, sublimata dal mistero.
    Sofia, Giulia, Giacono e Bruno sono i protagonisti di un romanzo che intriga prima dall’ inizio.
    E chissa’ come sara’ interessante il finale……
    Gradirei il volume per una recensione particolareggiata.
    Grazie.
    Gaetano

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