La recensione di Nicla Morletti

 

Uno squarcio di sogno di Daniela QuietiUn libro di poesie dell’anima, questo di Daniela Quieti. Versi di quieta malinconia densi di sensazioni, emozioni, ricordi. Il tutto tra cielo e terra, tra la mente e il cuore. Squarci di sogni addolciti da pagine di baci “chiesti alla cenere di un dolore compiuto per imparare a declinare una nuova grammatica”. Tra le righe si snodano le vie del paese vecchio, nei ricordi di fanciulla quando con il padre passeggiava mano nella mano e dal colle si vedevano lampi in lontananza scendere sull’acqua.
E negli affanni della vita si fa strada un angolo di cielo e il cuore dell’autrice chiede il suo paese, i suoi tramonti, i venti fra le rocce dei monti dove le genziane fioriscono in quello spazio verde che dalla collina si stende fino al mare. Un bel libro. Commovente.

UNO SQUARCIO DI SOGNO
di Daniela Quieti

Edizioni Tracce – Collana “Anamorfosi”
2010, p. 120
Per ordinare il libro con dedica autografa dell’autrice clicca qui (Prezzo: € 11,00)

Dalla Prefazione di Aldo Onorati
C’è, nella tessitura poetica di Daniela Quieti, una morbidezza orchestrale che si coniuga con la chiarità espressiva, ove il dialogo ideale con l’attore comprimario della narrazione si fa concretezza di espressione, evitando i concettismi tanto cari ai nostri giorni in cui la mancanza di ispirazione nutre la ragioneria della parola…
Per Daniela Quieti il discorso cambia, perché la poetessa ha saputo trovare la sua cifra espressiva aderente, per cui nulla appare forzato… Amore è la parola-chiave. Ma l’originalità di questa silloge, tra l’altro, sta nel non definire l’amore, bensì nel darne il senso contraddittorio, liberatorio, di sogno e di “disillusa speranza”. Ma con grande forza vitale, senza perdere un battito semantico.

Dall’Introduzione di Ubaldo Giacomucci
Il ritmo serrato, la coerenza stilistica, la tensione espressiva concorrono alla realizzazione di una raccolta di poesie che superano il tradizionale concetto di poesia d’occasione per testimoniare una dimensione esistenziale della ricerca poetica, con una verve di cui la poesia contemporanea ha più che mai bisogno. Scrittura poetica di valore, dunque…

Dalla Postfazione di Giulio Panzani
L’autrice parla di se stessa col sigillo di una solitudine che supera i confini di una storia per sopravvivere in una dimensione sospesa fra cielo e terra, diversa cioè da quella comunemente intesa da chi cerchi nei suoi labirinti, compagna ineludibile della libertà delle attese consapevoli, a loro volta, dell’impossibilità di andare oltre l’orizzonte. Un luogo indefinito, quest’ultimo, laddove ogni confine sembra dapprima raggiungibile e si fa, poi, di volta in volta più lontano fra allusioni e rimandi che si nutrono di malinconia. È un intimismo segnato da ferite profonde, quello di Daniela Quieti, ma compiuto stilisticamente nel rapporto fra simboli e miti e che consente di lasciare da parte l’unità metrica per realizzarsi in quella linguistica sorretta da scelte personalissime e di sicura efficacia.

Dal libro

Uno squarcio di sogno

Scusami se so darti solo
uno squarcio di sogno
sbiadito d’anima e di cielo.
Ampi strappi schiudono
la cavità del mio essere
attraversato da fremiti elettrici
folgorato da luce bruciante
battuto da vento gelido.
Fragili desideri sorgono
perseguitati da bugiardi idoli.
Ma come fata morgana
una superstite isola mi adula
una corrente celeste mi consegna
alla riva di un nuovo istante
oltre l’asfalto percorso da ore avare
dilatate dal filo di un tempo
che mi conduce a te
nel pensiero di una fresca acqua
di una carezza sul cuore
di un antico pane.

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