venerdì, 19 Agosto 2022
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Uno squillo per Joséphine di Emanuela Esposito Amato

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Uno squillo per Joséphine di Emanuela Esposito Amato

Uno squillo per Joséphine di Emanuela Esposito Amato, questo ultimo romanzo della scrittrice napoletana è il seguito del precedente “Il diario segreto di Madame B.”

Uno squillo per Joséphine di Emanuela Esposito Amato, il romanzo delle seconde possibilità e della paura di non essere accettati per quello che si è

“Uno squillo per Joséphine” è un romanzo che mostra grande preparazione tecnica e psicologica. L’autrice mette in scena una storia che ha luogo nella contemporaneità e lo fa con una solida struttura narrativa e dei personaggi ben collaudati, ricchi di dettagli caratteristici, profilati con l’efficacia di un marketer quando traccia la “buyer persona” di un prodotto. Sotto la superfice, trasparente e liscia, persino apparentemente leggera e rassicurante del racconto, cova l’intimo dualismo dell’essere, l’eterno conflitto tra quello che siamo e quello che vorremmo essere, con cui andiamo nel mondo e a cui siamo costretti dal sistema delle convenzioni sociali. Di qui la crisi che rompe l’equilibrio iniziale e ci conduce attraverso colpi di scena e un ben congegnato climax alla soluzione finale. La scrittura briosa e brillante e la gestione perfetta del doppio io narrante fanno il resto: il romanzo si legge tutto d’un fiato, coinvolge il lettore dalla prima all’ultima pagina.
Robert, Manuale di Mari

Joséphine Bressi, esperta antiquaria con innato talento per la preparazione di macarons e altri dolci, vive un periodo di crisi con il marito Massimiliano Martinelli, architetto di successo, poiché non riesce a restare incinta nonostante si sottoponga a cure invasive e rapporti programmati.
“Uno squillo per Joséphine” è un romanzo ambientato a Napoli, che parla di seconde possibilità e della paura di non essere accettati per quello che si è davvero; per questo motivo i personaggi sono soliti indossare maschere che celano il loro vero io, e che li porta a nascondere i loro sentimenti più sinceri.
L’opera è il seguito del precedente romanzo “Il diario segreto di Madame B.”, in cui abbiamo già incontrato la protagonista di questa storia, Joséphine, un’antiquaria e cake designer, sposata con Massimiliano, un architetto proveniente da una famiglia facoltosa e snob, che non ha mai accettato il suo matrimonio con una donna di estrazione modesta. Ciò è di ostacolo al loro rapporto già minato da anni difficili: i due coniugi sono infatti in crisi perché non riescono ad avere un figlio tanto desiderato, soprattutto da Massimiliano. Egli si sta allontanando sempre più da sua moglie e non riesce a comprendere la sofferenza che lei prova per il suo calvario fatto di iniezioni, ecografie, procedure fastidiosamente invasive e speranze costantemente deluse. La ricerca del figlio che dovrebbe unirli di più li sta invece separando irrimediabilmente; la donna si sente persa, e soprattutto inadeguata.
Mentre si consuma la tragedia del loro matrimonio in declino, in un’altra parte di Napoli un uomo dal passato traumatico, Roberto, sta facendo i conti con le sue scelte: è un gigolò, e per svolgere al meglio la sua professione si è costruito una corazza di cinismo e di distacco, che gli ha sempre impedito di provare sentimenti profondi. Roberto ha conservato però un sogno nel suo gelido cuore: diventare un fotografo e abbandonare quindi la sua professione attuale, per poter finalmente essere sé stesso e cancellare il suo oppressivo alter ego.

Leggi anteprima di Uno squillo per Joséphine

Sei pronta?

«Joséphine… Joséphine…» La voce di Massimiliano rotola squillante dalla cabina armadio al bagno, dove cerco di rimediare una parvenza presentabile. Con una capriola il richiamo rimbalza fino ai miei timpani, poco propensi a ospitarlo. «Sei pronta?»
«Quasi!» urlo di rimando.
Vorrei dirgli che non mi sento mai ‘pronta’ quando devo partecipare alle raffinatissime cene di mia suocera. Già prevedo che sarò in tensione tutta la serata: rigida sulla sedia come se avessi un manico di scopa al posto della colonna vertebrale. Controllerò tutti i movimenti con il terrore costante di scheggiare un prezioso bicchiere di cristallo di Boemia o di fare troppo rumore, maneggiando le posate d’argento sui piatti. Di Limoges, s’intende…
Per rincarare la dose, mia suocera Amalia ha preannunciato una serata esclusiva, con invitati speciali. E non ha aggiunto altro. Come se l’alone di mistero contribuisse a renderla più invitante!
Il messaggio era chiaro: “Cerca di essere adeguata all’onore che ti è stato concesso includendoti nel mio entourage, in virtù del matrimonio con mio figlio, quello scriteriato!”
Mi è venuta voglia di presentarmi con una tuta di quelle comode, extra–large, dall’aria vissuta, per intenderci. E avrei volentieri evitato lo stress da trucco/parrucco. Ma mi rendo conto che sarebbe sembrata una provocazione gratuita, anche agli occhi accomodanti di mio marito.
Mia suocera è una snob convinta, che non ha mai digerito la nuora di origini modeste, affetta, per giunta, dal virus dell’anticonformismo.
Giocoforza, mi sono rassegnata ad apparecchiarmi, ma senza alcuna speranza di essere all’altezza dell’impeccabile tavola di Amalia. Ho raccolto i capelli in quello che dovrebbe somigliare a un elegante chignon, mentre probabilmente ho creato solo una nuova specie di ortaggio: la zucca pelosa. Per il trucco, ho chiesto come sempre aiuto a Francesco, mio devoto amico, nonché prezioso beauty assistant… Adora sentirsi chiamare così. Mi ha suggerito di puntare tutto sugli occhi, tratteggiando linee e sfumando i colori. Ho fatto del mio meglio e mi sembra di aver ottenuto un risultato che oscilla tra l’effetto ‘panda’ e la somiglianza a un indiano Sioux!
Per sottrarmi al mio solito stile démodé mi sono affidata, invece, ai consigli della mia amica Domitilla che, oltre Massimiliano, adesso segue anche me come personal shopper. Senza i suoi originali suggerimenti, quel tocco di polverosa noncuranza caratterizzerebbe ancora il mio stile.
La mia amica, Domitilla… ‘Amica’ è l’unico termine adeguato per definire il nostro rapporto. Se ripenso all’iniziale e reciproca ostilità… Beh, di strada ne abbiamo fatta, fino all’inversione di marcia, e di tendenza.
Domitilla ha insistito per farmi comprare un abito a fiori su fondo nero; è lungo fino alla caviglia, arricciato e stretto in vita da un elastico che crea uno sbuffo tra corpetto e gonna. Sostiene che è attualissimo. E se lo dice lei, c’è da crederci. Sta di fatto che io mi vedo in pieno stile ‘La donzelletta vien dalla campagna’.
Domitilla voleva che comprassi anche delle zeppe per completare il quadretto bucolico: mi sono categoricamente rifiutata. Si è rassegnata alle ballerine di vernice nera. Con quelle almeno non corro il rischio di fare una delle mie celebri, disastrose cadute, magari franando ai piedi della mia adorata suocera in involontario atto di sottomissione.
«Ma che bella mogliettina che ho! E che stile floreale! Scommetto che c’è lo zampino di Domitilla». Massimiliano è entrato in bagno col suo passo sciolto, fresco di doccia, i capelli ancora umidi. Mi circonda la vita e fa smorfie buffe affiancandosi alla mia immagine nello specchio.
Faccio una risatina e gli rimando uno sberleffo nel riflesso: «Ah, ah! Giochi in casa, amore mio! Lo sai che non so sceglierli, né accostarli, i capi».
Mio marito scruta la gonna con insistenza. Dalla vita, la sua mano scende fino a toccarmi il ventre, e avverte il mio repentino irrigidimento. Vorrei divincolarmi. Invece resto ferma, contratta. Invalicabile.
Avevo pensato a un gesto d’amore… Mi sono sbagliata. Sollevo il viso, cerco nello specchio i suoi occhi e ci leggo la solita domanda inespressa. Io, invece, speravo che… Abbasso le palpebre e fingo di ritoccare il trucco. Infine mi libero, sgusciando via dalla sua presa, ormai allentata.
Massimiliano si dirige verso l’ingresso. Prendo la borsa e un foulard, mi aggiusto alla meglio il vestito. Incamero aria nei polmoni: «Andiamo. Sono pronta!»

Uno squillo

Tutto è cominciato con uno squillo di campanello. Trattenuto, insistente, imperioso.
Lo squillo mi ha sorpreso sotto la doccia, in un tardo pomeriggio di un pigro agosto. Non avevo appuntamenti, né aspettavo nessuno. Avrei potuto ignorarlo. Ma è stato proprio quel trillo dispotico a indurmi a chiudere l’acqua, avvolgere i fianchi in un asciugamano e, gocciolante, andare ad aprire. Ero curioso di conoscere il responsabile di quella scampanellata prepotente. Ho spalancato la porta e inarcato le sopracciglia.
Indossava grandi occhiali scuri, che celavano buona parte del viso. Un cappello a falda larga, ben calcato, le copriva testa e nuca. Anche per un attento osservatore come me, sarebbe stato impossibile intuire la lunghezza e il colore dei suoi capelli. Tuttavia, mi è bastata una rapida sbirciata per apprezzare l’elegante tailleur con pantaloni color crema, che scivolava impalpabile sul corpo minuto. Portava scarpe aperte solo in punta. Unghie curate e laccate di rosso acceso facevano capolino dalla minuscola fessura. Appeso al braccio, spiccava il manico rosso di un bauletto Louis Vuitton trapuntato nero e crema.
Alta non era. Il suo viso era un campo arato, tanto le rughe solcavano in profondità le guance. Le labbra sottili avevano quasi perso il disegno, si intuivano sotto il contorno perfetto della matita e il rossetto applicato senza la minima sbavatura.
Tra le mani, una sottile cartella portadocumenti.
«Roberto Russo?» mi ha chiesto, ma è suonata più come un’affermazione che una vera domanda.
Ho annuito. Conosceva il mio nome, che sulla targhetta di casa non c’era. Ha sporto il mento ed è entrata senza essere invitata, mentre mi spostavo di lato. Ho chiuso la porta alle sue spalle e l’ho guidata verso il salottino. Le ho indicato il divano e lei si è accomodata, accavallando le gambe.
Sembrava a suo agio, padrona di sé e per nulla turbata di trovarsi di fronte uno sconosciuto seminudo. Non si è tolta gli occhiali, ma potevo avvertire il suo sguardo scorrere corrosivo sulla pelle.
Avrei potuto infilarmi un accappatoio, o rivestirmi, ma ho evitato di proposito. Non volevo darle l’idea che mostrare il mio corpo m’imbarazzasse. Così mi sono seduto in poltrona, tranquillo, di fronte a lei, e mi sono sottoposto al suo esame sfacciato come una fiamma che guizza sulla carne.
L’analisi l’ha soddisfatta. Un mezzo sorrisino compiaciuto le ha curvato all’insù il lato destro delle labbra.
«Sono qui per proporle un affare» ha detto a voce bassa e quasi carezzevole.
«Un affare?» ho ripetuto scettico. Ero sempre più incuriosito, ma anche disorientato.
Ha aperto la cartella portadocumenti. Ne ha tirato fuori alcune fotografie che ha disposto a ventaglio sul tavolo basso. Ha aggiunto un plico cartaceo, rilegato con un dorsetto nero e copertina di plastica trasparente. Sembrava voler incrementare la posta in gioco. Al centro della prima pagina campeggiava una scritta a grandi caratteri.
Mi sono avvicinato per leggere: era un nome.
(da Uno squillo per Joséphine di Emanuela Esposito Amato)

Uno squillo per Joséphine
di
Emanuela Esposito Amato
Editore: Guida (7 aprile 2022)
Copertina flessibile: ‎322 pagine

Emanuela Esposito Amato
Emanuela Esposito Amato

Emanuela Esposito Amato, è nata a Napoli, dove vive.
Laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne, è attualmente docente di Francese all’IS “Mario Pagano” di Napoli.
Per lunghi periodi, durante e dopo gli studi universitari, ha vissuto e lavorato a Parigi.
Ha condotto ricerche sul periodo letterario medievale in lingua romanza presso l’Université de la Sorbonne-Paris e la Bibliothèque Nationale de France.
Sin dall’infanzia è stata appassionata lettrice. E dall’amore per la lettura, a poco a poco, è nata anche la passione per la scrittura.
Ha frequentato corsi di scrittura creativa tra cui uno con la Scuola Omero (Roma), e due con la Scuola Holden (Torino).
Continua ad aggiornarsi sulle nuove tecniche di scrittura (Lab Scrittore, Editor Romanzi)

  • Agosto/settembre 2002: la rivista per scrittori esordienti “Inchiostro” (Anno 8, Numero 3/4) ha pubblicato il suo racconto Rapsodia.
  • Settembre 2002: la rivista di cultura e formazione editoriale “Il Segnalibro” (Anno 3, Numero 10) ha pubblicato il suo racconto Il recidivo.
  • Aprile 2004: con il racconto Lui dorme è risultata vincitrice del primo premio del concorso letterario “Da donna io racconto” indetto dal Centro comunale di cultura e dal Centro italiano femminile della città di Valenza (Al).
  • Settembre 2018: pubblica “Il Diario segreto di Madame B.” ALCHERINGA EDIZIONI
  • 14 luglio 2019: “Il Diario segreto di Madame B.” è 3° classificato alla XIII edizione del Concorso letterario “Incostieraamalfitana”.
  • 16 luglio 2020: “Il Diario Segreto di Madame B.” vince il Premio “Mare di costa”.
  • Gennaio 2020: pubblica la raccolta di racconti “Lui dorme e altri racconti”, Homo Scrivens Edizioni
  • Aprile 2022: pubblica il romanzo “Uno squillo per Joséphine”, Guida Editori
  • 21 maggio 2022: riceve il Premio Speciale “Aci” per la raccolta di racconti “Lui dorme e altri racconti”, XXX Edizione Premio Nazionale Megaris 2021 Narrativa (conferimento cerimonia di premiazione più volte rimandata causa restrizioni Covid).

Oltre alla scrittura e alla lettura, Emanuela Esposito Amato è interessata ad ogni campo artistico, dal cinema alla pittura, dalla scultura alla musica (classica e Jazz in particolare).
Adora viaggiare, intendendo il viaggio come momento di arricchimento culturale, di scambio e conoscenza di usi e costumi diversi. Ritiene che la gastronomia sia un elemento di grande interesse, in quanto aiuta a comprendere le tradizioni di un popolo.

45 Commenti

  1. Per una serie di motivi strettamente personali ho messo da parte uno dei miei hobby preferiti, ovvero quello della lettura. Questo libro mi ha particolarmente colpita dalla copertina alla trama, e vorrei ricominciare a leggere proprio a partire da questo libro. Grazie in anticipo!

  2. Mi hanno suscitato curiosità copertina e titolo, quindi mi sono chiesta perché non andare a leggere la trama? L’ho letta tutta e ho capito perché mi avesse attirato così tanto. In oltre una avvincente anteprima. Sono fermamente convinta che se non c’è un buon inizio non riesco a leggere velocemente un libro, ma sono sicura che questo riuscirei a leggere in poco tempo.

  3. Oggi ho ricevuto una copia con dedica del romanzo. Ringrazio di cuore l’autrice e sono davvero onorata di leggerlo. Non appena terminata la lettura ne darò una recensione. Grazie!

  4. Gentile Emanuela Esposito,
    La ringrazio per avermi inviato una copia del suo libro. Non vedo l’ora di leggerlo.

    Grazie,
    Valentina

  5. Ringrazio moltissimo per aver ricevuto e aver potuto leggere il libro – molto bella la trama l’ho letto tutto non volevo piu’ smettere di leggerlo – molto bello il finale inaspettato – avvincente – grazie di cuore

  6. Ho appena finito di leggere questo libro e sono davvero contenta di averlo ricevuto, mi è piaciuto moltissimo. Mi sono piaciuti la trama, i personaggi, l’intreccio narrativo e la sapiente scrittura dell’autrice. È un ‘opera moderna e fresca ma capace secondo me di attirare diverse generazioni di lettori, con protagonisti davvero ben tratteggiati.Lo consiglio di cuore.

    • Grazie di cuore Elisa! Il tuo commento mi riempie di gioia. Sapere di essere arrivata al cuore di un lettore è una sensazione di grande felicità!.
      Ancora grazie!

  7. Sono entrata attratta dalla copertina molto intrigante. La trama e l’estratto mi hanno incuriosita moltissimo. Mi piacerebbe leggere questo libro perché quando vengono raccontate le difficoltà di una donna comune che si scontra con la società, l’apparenza e l’accettazione, ogni donna dovrebbe farne un suo manifesto, diventando lei in prima persona guerriera nel percorso dell’affermazione di se stessa, per se stessa. inoltre, complice la curiosità, cercherò sicuramente la trama del primo libro.

  8. Già dalla copertina sono stata attratta dai colori poi leggendo trama e estratto sono riuscita ad entrare un poco nel libro e mi piacerebbe molto conoscere meglio Joséphine e il suo mondo

  9. Fin dalle prime righe mi sono affezionata a Joséphine,una donna che come si può notare dall’anteprima nasconde nel suo animo un grande dolore.
    Sarei felice di leggerlo e risolvere il mistero che si gela nella donna dai grandi occhiali scuri.
    Complimenti!

  10. Grazie infinite, cara Teresa!
    Sono onorata e felice che il mio romanzo ti sia piaciuto .
    Se ti fa piacere, puoi farlo leggere anche ad amici lettori.
    Grazie ancora

  11. Ho adorato ogni singola parola di questa bellissima anteprima!
    La prima parte fa intuire subito quanta sofferenza si porta dentro Joséphine. Quanto gli riesce difficile sopportare tutto ciò che la circonda, quanto poco amore gli dimostra suo marito e quanto contano più le apparenze della sostanza. E già mi sento “amica” di Joséphine…una donna che soffre tanto ma che ha tanto desiderio di riscatto…

    La seconda parte, con Roberto come protagonista, suscita tantissima curiosità…tanta voglia di capire chi è questa misteriosa donna, quale sia la sua proposta, quale potrà essere la reazione e decisione di Roberto e, perché no, anche se ha un collegamento con Josephine o se sono due storie a sé…
    Volevo fare i complimenti all’autrice… anche se ho letto solo la breve presentazione, questo romanzo sembra bellissimo!

  12. Parlare di temi attuali e scavare nella profondità dell’animo dei vari personaggi non è cosa da tutti. Non è un semplice scorrere della penna sul foglio ma trasmettere al lettore anche dei sentimenti e degli insegnamenti. Questo libro mi ha catturata subito dalla copertina e grazie all’anteprima ho capito che è lo specchio della nostra società. Non solo una storia da leggere ma dalla quale imparare.

    • Hai colto iul dramma insito nel mio romanzo. Un mondo di maschere, molte senza volto!
      Grazie di cuore per naver letto il mio romanzo

      • Gentile Emanuela,
        La ringrazio per il suo commento.
        Sono contenta di aver appreso appieno il suo romanzo. Ci tengo a precisare che quanto ho scritto però deriva solo dalla mia prima impressione leggendo l’anteprima. Mi piacerebbe molto leggere il suo libro.

  13. Sarei molto onorata di leggere e ricevere questo libro. sono rimasta piacevolmente colpita dalla copertina e dall’anteprima. Sarei molto felice di poter approfondire e terminare la lettura

  14. Libro accattivante che coinvolge subito tanto da non poter fare a meno di chiederti cosa succederà poi?Bella scrittura agile e coinvolgente mi spiace non aver letto il primo e penso che con le ferie in arrivo è il libro ideale da leggere al fresco e regalarsi qualche ora di serenità.Mariliana

    • Grazie! Mi hai regalato una grande emozione, Marilina! Ti sono grata! Se ti è piaciutoi…passa – parola! Grazie!

    • Penso che il mio romanzo possa offrirti una buona lettura. Sono una persona che non ama vantarsi, lascio sempre che il miglior giudice sia il lettore!
      Ti va di mettermi alla prova? Ne sarei onorata!

  15. Il romanzo sembra davvero interessante e, pur essendo il secondo, spero possa essere letto in modo indipendente. Amo le storie che parlano di secondo possibilità, di voglia di ricominciare e rimettersi in gioco e, dal poco letto qui, apprezzo molto anche lo stile curato e lineare dell’autrice.

    • Carissima, si può leggere tranquillamente senza aver letto il precedente. Ho usato una tecnica narrativa che ti consentirà di leggere il libro senza aver bisogno di aver letto il precedente.
      Grazie di cuore per il commento!

  16. La breve anteprima ci fa conoscere una donna che già ammiro molto. E’ dotata di un’invidiabile auto ironia, ma si capisce che nasconde dentro di sè un grande dolore. Non mi ha suscitato nessuna simpatia, in vece, il marito che non sembra capirla poi tanto. Il secondo stralcio ci fa intravedere un uomo, Roberto, che mi ha incuriosita per il suo incontro con una donna misteriosa e mi sono chiesta subito quale potrebbe essere il suo legame con la protagonista. Si preannuncia una storia davvero molto coinvolgente!

    • Non è un problema. Alcuni personaggi li ritrovi, ma i due libri possono essere letti anche separatamente.
      Un abbraccio.
      Emanuela

  17. Trovo l’anteprima di questo romanzo interessante, uno di quei romanzi da leggere tutto d’un fiato che incolla il lettore alle pagine del libro per arrivare fino alla fine e scoprire il finale. Complimenti all’autrice!

    • Grazie infinite, cara Teresa!
      Sono onorata e felice che il mio romanzo ti sia piaciuto. Se vuoi …passa parola!

    • Nessun problema, mia cara! Il romanzo è stato scritto con una tecnica particolare, puoi tranquillamente leggerlo senza tornare al precedente. Fidati! Grazie!

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